Ricordo

  • In ricordo di Emma Bonino

    Nel giorno dei funerali Il Patto Sociale si unisce a tutti coloro che ricordano Emma Bonino come una persona di particolare determinazione e coraggio nell’affrontare battaglie e percorsi difficili e scomodi.

    Nei molti ruoli che durante la sua vita ha ricoperto Emma Bonino non ha mai anteposto il suo personale interesse a quello della causa nella quale credeva e che sosteneva, cause che spesso non potevamo condividere perché troppo distanti gli ideali che ci ispiravano ma uguale era il reciproco desiderio di dare all’intera società maggiore giustizia e libertà, maggiore consapevolezza di quanto ogni giorno ci si debba impegnare per rendere più compiuta e forte la democrazia.

  • Non prevalebunt

    44 anni fa, era il 3 settembre 1982, veniva ucciso, in un vile attentato, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, con lui fu trucidata anche la moglie Emanuela Setti Carraro.

    Ricordo lo sgomento dell’Italia e dei tanti che, come me, avevano conosciuto il generale e sperato che ancora una volta il suo lavoro, la sua coraggiosa determinazione potessero portare luce sui tanti lati oscuri che contornavano, e purtroppo contornano, le sottili e radicate connessioni tra politica, criminalità, affari.

    Passano gli anni, i decenni, altre stragi illustri hanno segnato la nostra vita stroncando quella di troppi difensori della legge mentre i misteri si perpetuano tra depistaggi, ritrattazioni, finte piste o piste reali poi abbandonate.

    Così oggi un pensiero ed un ricordo del generale Dalla Chiesa diventa un ricordo per tutti coloro che sono stati trucidati dalla criminalità e dall’indifferenza o connivenza di certa politica, ed un rinnovato impegno, per chi ci crede, a dire ancora una volta “non prevalebunt”, il male non prevarrà se oltre a ricordare sapremo agire, senza paura.

  • Ancora una volta e per sempre

    Ancora una volta, con commozione e rimpianto, ricordiamo Falcone e Borsellino, morti con coloro che hanno cercato di difenderli da attacchi di una mafia che troppe volte ha avuto coperture politiche e finanziarie.

    Falcone con sua moglie Francesca Morvillo e Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, Borsellino con Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina rimangono e rimarranno vivi se, non solo nella memoria, ma nelle nostre azioni sapremo combattere organizzazioni criminali, politiche corrotte, attività illecite, se sapremo non piegarci mai difendendo lo Stato e chi allo Stato ha giurato fedeltà, e sapremo inesorabilmente colpire chi tradisce.

    I misteri che ancora dopo 34 anni ammantano i due attentati, le sparizioni di documenti, i molti depistaggi ci fanno, purtroppo, comprendere che ci sono ancora troppe zone buie, opache, troppe, non solo passate, connivenze sulle quali è necessario indagare per risanare, finalmente, la politica, l’economia, l’Italia.

  • In memoria di Carlo Monguzzi

    Nei giorni scorsi Carlo Monguzzi è mancato all’affetto di sua moglie, dei tanti amici e di tutti coloro che, negli anni, avevano potuto apprezzare la sua limpidezza d’animo nell’affrontare battaglie coraggiose e difficili.

    Ironico e gentile, fermo nelle sue idee ma sempre disponibile a confrontarsi con le idee degli altri, senza preconcetti ma ispirato dal desiderio di difendere quello che riteneva giusto e a dare il massimo impegno per l’ambiente e la vita.

    Delle tante persone che ho avuto modo di incontrare nei miei lunghi anni di politica, elettiva e non, Carlo Monguzzi lo ricorderò sempre con affetto e stima ed anche a me mancherà il non saperlo impegnato a difendere quello in cui credeva, con quel suo sorriso che era la rappresentazione visiva di un animo libero, aperto al confronto e determinato.

  • Leggere per non dimenticare: la selezione 2026 di Megliounlibro per interpretare il presente e costruire la pace attraverso la storia

    In questi giorni in cui si commemora la Giornata della Memoria e in un periodo storico segnato da tensioni internazionali la non profit di Megliounlibro invita tutti a ricordare e riflettere secondo la missione che le è propria: la conoscenza della Storia come strada maestra per raggiungere la pace. E per questo la redazione ha selezionato 12 “perle” letterarie di recente pubblicazione. Si tratta di testi capaci di parlare al cuore e all’intelligenza, offrendo una prospettiva alta e rigorosa sulle tre grandi ricorrenze della Memoria civile: il 27 gennaio (Shoah), il 10 febbraio (Ricordo dell’Esodo giuliano-dalmata) e il 24 aprile (Genocidio Armeno). Una guida alla lettura per tutte le generazioni

    La selezione 2026 di Megliounlibro è pensata per offrire strumenti critici a diverse fasce di pubblico, con un’attenzione particolare al valore estetico e formativo delle opere: 7 titoli per adulti e giovani (saggi e romanzi per approfondire le vicende storiche con consapevolezza e spirito critico) e 5 titoli per bambini e ragazzi (opere delicate e profonde, selezionate per raccontare la realtà alle nuove generazioni, senza retorica). Buona lettura e, soprattutto, impariamo a ricordare!

  • Dichiarazione della Presidente von der Leyen in vista della Giornata internazionale della Memoria dell’Olocausto

    In vista della Giornata internazionale della Memoria dell’Olocausto, la Presidente von der Leyen ha rilasciato la seguente dichiarazione:

    “Domani ricorre l’81° anniversario della liberazione del campo di concentramento e di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau. Ricordiamo e rendiamo omaggio ai sei milioni di donne, uomini e bambini ebrei assassinati nell’Olocausto, così come a tutte le altre vittime innocenti del regime nazista. Le loro vite sono state brutalmente spezzate da un’ideologia dell’odio, ma la loro memoria continuerà a vivere come testimonianza morale per l’umanità e come monito permanente.

    Tre generazioni dopo la Shoah, la memoria dell’Olocausto è più importante che mai. La distorsione dell’Olocausto viene utilizzata per dividerci, relativizzare i crimini e alimentare l’antisemitismo. Sia chiaro: nulla può mai giustificare la distorsione, la minimizzazione o la strumentalizzazione di uno dei capitoli più oscuri della storia europea.

    Abbiamo assistito a un aumento degli atti antisemiti in tutta Europa, che costringe molti ebrei a nascondere la propria identità e a vivere nella paura. Questo è inaccettabile. Non c’è posto né giustificazione per l’antisemitismo.

    Siamo al fianco delle nostre comunità ebraiche europee. La vita ebraica in Europa deve poter prosperare, non nascondersi. L’Europa deve essere un luogo sicuro per gli ebrei e per le persone di tutte le fedi. Continuiamo ad attuare la Strategia dell’UE per combattere l’antisemitismo e promuovere la vita ebraica, insieme a tutti gli Stati membri. Per contrastare l’antisemitismo online, stiamo sviluppando una rete di segnalatori attendibili. Lavoriamo per prevenire la radicalizzazione, garantire la protezione dei gruppi vulnerabili online e rafforzare le misure di sicurezza per proteggere gli spazi pubblici e i luoghi di culto dagli attacchi.

    Stiamo ora giungendo alla fine della cosiddetta “era dei testimoni”. Con la scomparsa degli ultimi sopravvissuti, la nostra responsabilità cresce. Dobbiamo trovare nuovi modi per ricordare le atrocità, raccontare la verità su quanto è accaduto e trarre insegnamenti dal passato. A tal fine, stiamo tutelando i luoghi della memoria dell’Olocausto e rafforzandone la visibilità e il riconoscimento tra le diverse generazioni.

    La memoria non è scontata. Dipende da noi. Dobbiamo trasmettere le lezioni della Shoah e costruire un’Europa libera dall’antisemitismo e da ogni forma di odio. La memoria dell’Olocausto deve rimanere accurata, rilevante e significativa. Questa è la nostra responsabilità condivisa e il nostro impegno duraturo come europei.”

  • 27 gennaio

    Ricordare può fare paura, costringe a cercare sempre di più di conoscere gli orrori del passato e di fare i conti con la storia e con le persone di ieri e di oggi,

    Ricordare significa comprendere che, per sconfiggere il male, ciascuno si deve impegnare in ogni istante perché in questa epoca, che credevamo sarebbe stata un’epoca di progresso, libertà, democrazia, rispetto dei diritti di ciascuno, abbiamo invece scoperto come la forza del sopruso tenti quotidianamente di prevalere.

    Il Giorno della Memoria sancisca che ogni giorno ci deve non far dimenticare che il senso della nostra vita è saper garantire la vita degli altri.

  • Papa Francesco, il suo messaggio oltre la morte

    Papa Francesco, prima di lasciare la vita terrena, ha salutato il suo popolo in piazza San Pietro, simbolicamente ha salutato tutti coloro che nel mondo sono uomini e donne di buona volontà.

    In tanti, tantissimi, cattolici, cristiani, di qualunque confessione ed idea, in questi anni avevano trovato in Lui la rinnovata certezza che può esistere, anche in questi che sono tempi bui, una società capace di rivolgersi agli altri con attenzione e comprensione.

    La sua ultima benedizione, il suo ultimo passaggio tra le persone, resterà un momento magico nella nostra memoria, come quando nella piazza deserta pregava per tutti nell’epoca del covid.

    Il Papa muore durante il Giubileo, che tanto aveva voluto, lasciandoci il compito, per quanto ciascuno di noi possa fare, di continuare, in ogni giorno, in ogni nostro pensiero ed azione, a trasmettere un messaggio di amore, di pace, di giustizia.

    Il male lo aveva già portato sull’orlo della fine ma aveva resistito perché c’era un compito che doveva ancora assolvere, che gli era stato chiesto da Dio, affrontare e vincere la sua sofferenza per portare, proprio a Pasqua, il segno che per il mondo c’è ancora speranza di resurrezione se donne ed uomini, in ogni luogo, torneranno ad amare il prossimo, a riconoscersi nel proprio prossimo.

    Ci ha salutato tutti, credenti e non credenti, ci ha ricordato ancora una volta, prima di lasciarci, che fede, speranza, carità, non sono parole ma azioni da compiere, sentimenti da coltivare.

    Nel ricordarlo non dimentichiamo che coloro che non hanno condiviso la sua attenzione per i poveri, gli oppressi,i negletti, coloro che spesso hanno portato la religione a difendere personali interessi, coloro che vedono la chiesa come centro di potere e che hanno cercato di contrastarlo, esistono ancora e sono anche coloro ai quali dobbiamo impedire di prevalere,non praevalebunt.

    I tanti, tantissimi, che pregheranno per l’anima di Papa Francesco preghino anche affinché  il prossimo Papa continui a rivolgersi al cuore delle persone e la nostra intelligenza sia sempre al servizio della comprensione riportandoci al rispetto, all’amore verso quanto ci circonda.

  • Una messa per ricordare i caduti per l’Italia nelle guerre

    Nell’ottantesimo anniversario, venerdì 25 aprile, alle ore 11.00, nella Basilica di S. Carlo al Corso (Piazza San Carlo), a Milano sarà celebrata una Messa in memoria di tutte le vittime dell’immane conflitto. Organizzata dal Presidente di Assoarma Milano, Ten. Arch. Gabriele Pagliuzzi, la celebrazione sarà arricchita dalla partecipazione del Coro “Ars Nova” di Cerro Maggiore (MI) diretto dal M° Mauro Ivano Benaglia.

    Dal discorso di Benedetto Croce all’Assemblea Costituente del 24 Luglio 1947: “Noi italiani abbiamo perduto una guerra, e l’abbiamo perduta tutti, anche coloro che l’hanno deprecata con ogni loro potere, anche coloro che sono stati perseguitati dal regime che l’ha dichiarata, anche coloro che sono morti per l’opposizione a questo regime, consapevoli come eravamo tutti che la guerra sciagurata, impegnando la nostra Patria, impegnava anche noi, senza eccezioni, noi che non possiamo distaccarci dal bene e dal male della nostra Patria, né dalle sue vittorie né dalle sue sconfitte.”

    Dal Proclama del Gen. Cialdini dopo la resa di Gaeta, il 17 febbraio 1861: “Soldati! Noi combattemmo contro Italiani, e fu questo necessario, ma doloroso ufficio. Epperciò non potrei invitarvi a dimostrazioni di gioia, non potrei invitarvi agli insultanti tripudi del vincitore. Stimo più degno di voi e di me radunarvi quest’oggi sull’istmo e sotto le mura di Gaeta, dove verrà celebrata una gran messa funebre. Là pregheremo pace ai prodi che durante questo memorabile assedio perirono combattendo tanto nelle nostre linee quanto sui baluardi nemici. La morte copre di un mesto velo le discordie umane e gli estinti sono tutti eguali agli occhi dei generosi. Le ire nostre d’altronde non sanno sopravvivere alla pugna. Il soldato di Vittorio Emanuele combatte e perdona”. 

  • Un girasole per non dimenticare il conflitto in Ucraina

    Un girasole di metallo alto tre metri è affiorato il 21 febbraio nella Biblioteca degli Alberi a Milano, ergendosi su un terreno di macerie. “(Un)forgotten Ukraine – A symbol of hope, a reminder of loss” è un’opera dell’artista Mauro Seresini. Il girasole, simbolo dell’Ucraina ed emblema di speranza e resilienza, diventa il protagonista di una rappresentazione potente per riportare i riflettori su un conflitto che, a tre anni dall’inizio, continua a mietere vittime e a devastare la popolazione civile. “(Un)forgotten Ukraine”, che sarà visibile fino a sabato 22 febbraio compreso, rappresenta un messaggio di speranza e un monito: le istituzioni europee e le autorità locali vogliono ricordare che l’Ucraina continua a combattere per difendere la propria libertà e integrità territoriale. Il girasole ci aiuta a non dimenticare la sofferenza di milioni di persone e che l’Unione europea sarà al fianco del popolo ucraino per tutto il tempo necessario ad una pace giusta e duratura. L’iniziativa, promossa dalla Rappresentanza della Commissione europea per il Nord Italia e dall’Ufficio del Parlamento europeo a Milano e ideata in collaborazione con Fondazione CESVI, Factanza Media e Mirror, ha come obiettivo mantenere alta l’attenzione sull’importanza dell’impegno europeo, che sostiene l’Ucraina anche nell’affrontare l’emergenza umanitaria: l’aggressione russa del 24 febbraio 2022 ha causato, infatti, oltre 40mila vittime civili (tra morti e feriti) e quasi 4,3 milioni di rifugiati, che godono della protezione temporanea nell’UE. Un appello alla solidarietà internazionale, come unica via per costruire un futuro di pace e stabilità. L’Unione europea ha dato fermo sostegno all’Ucraina di fronte alla guerra di aggressione della Russia e a tutela della sovranità ed integrità territoriale dell’Ucraina. La Presidente della Commissione europea e il Presidente del Consiglio europeo si sono recentemente impegnati a dare supporto continuativo e stabile all’Ucraina fino al raggiungimento di una pace giusta, completa e duratura: solo tale pace può condurre ad un’Ucraina sovrana e prospera e garantire la sicurezza dell’Ucraina e dell’Europa. In totale, l’UE ha sostenuto l’Ucraina più di chiunque altro fin dall’inizio della guerra con quasi 135 miliardi di euro (di cui 1,5 miliardi di euro provenienti dai beni immobilizzati russi). L’UE continua a rinnovare le sanzioni contro la Russia, dirette a settori chiave come energia, finanza e commercio. L’Unione è decisa ad accelerare il percorso verso l’adesione dell’Ucraina all’UE: stiamo gradualmente integrando l’Ucraina nel mercato unico. A questo si aggiungono 17 miliardi di euro stanziati per i rifugiati nei paesi UE e 2 miliardi di euro per la sicurezza energetica ucraina, che sostengono la riparazione delle infrastrutture colpite dagli attacchi russi.

    Alla cerimonia di inaugurazione dell’opera sono intervenuti: Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Claudia Colla, Capo Rappresentanza della Commissione europea a Milano, MEP Giorgio Gori, introdotto da Maurizio Molinari, Capo dell’Ufficio del Parlamento europeo a Milano, Gloria Zavatta, Presidente CESVI, Andrii Kartysh, Console Generale d’Ucraina a Milano, Raffaele Cattaneo, Sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega alle relazioni internazionali ed europee, Yaryna Grusha, scrittrice e giornalista, con la lettura di un brano della scrittrice Viktoriya Amelina uccisa nel 2023 da un bombardamento russo a Kramatorsk.

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