Sostenibilità

  • A Enel Green Power fondi Ue i per progetti sull’idrogeno verde

    Produrre idrogeno verde in modo economicamente sostenibile. E’ la sfida green intrapresa da molte aziende, visto che attualmente a livello globale il 99% dell’idrogeno è ancora prodotto da combustibili fossili. Una buona prospettiva ce l’ha Enel Green Power che con il suo progetto “Hydrogen Industrial Lab” è riuscita a conquistare parte del finanziamento Ipcei (Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo) “Hy2Tech”, il fondo con una dotazione totale di 5,4 miliardi di euro messo a disposizione dall’Unione europea per lo sviluppo d’iniziative d’interesse strategico incentrate sull’idrogeno.

    Il laboratorio d’innovazione su scala industriale, che sorgerà in Sicilia tra i comuni di Sortino e Carlentini, in provincia di Siracusa, e sarà alimentato da energia verde attraverso l’impianto eolico di Carlentini, connesso alla rete elettrica, “sarà il luogo ideale per creare sinergie virtuose con il mondo delle start-up e con le eccellenze della ricerca e rispondere a una delle principali sfide cui si trova di frontel’Europa: ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e accelerare la decarbonizzazione”, spiega Salvatore Bernabei, ceo di Enel Gp.

    Pensato nell’ambito di Nexthy, l’iniziativa di Enel Gp per accelerare l’implementazione delle tecnologie e del business dell’idrogeno verde, il laboratorio in concreto punterà a “sviluppare, sperimentare e validare nuove tecnologie di produzione e stoccaggio di idrogeno verde in maniera integrata con il business, con l’obiettivo di contribuire alla riduzione dei costi di questa tecnologia, necessaria per favorire la decarbonizzazione dei settori hard to abate, ovvero quelle industrie in cui l’elettrificazione diretta non è tecnicamente efficiente o economicamente conveniente”.

    “L’Etna Valley sta diventando la ‘Energy Valley’, ovvero il posto migliore per la rivoluzione energetica mondiale”, commenta Ernesto Ciorra, Chief Innovability officer di Enel aggiungendo che l'”Open Innovability per noi è la risposta al cambiamento climatico: condividere le sfide tecnologiche e sociali che questo comporta con gli innovatori di tutto il mondo per, tutti insieme, gestire una transizione energetica verso un modo di generare e distribuire energia che sia veramente sostenibile».

  • Sette curiosità da conoscere sul mondo dell’energia solare

    Transizione ecologica e sostenibilità ambientale sono diventati concetti chiave negli ultimi anni, spingendo sempre più aziende e persone ad agire in maniera “eco-friendly”. L’obiettivo è raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, in accordo con il Green New Deal.

    Sebbene nel primo trimestre di quest’anno l’energia solare sia diventata in Italia la seconda fonte più importante tra le risorse rinnovabili, subito dopo quella idroelettrica, continua a regnare un senso di confusione e incertezza. La riduzione delle forniture di gas dalla Russia andrà a impattare in modo significativo il sistema energetico italiano ed europeo. In uno scenario di questo tipo bisognerà tenere conto degli effetti sulle bollette di luce e gas e delle contromisure che il Governo potrebbe attuare. Otovo, marketplace dedicato alla vendita online di pannelli fotovoltaici per il mercato residenziale, ha stilato un utile vademecum sulle sette curiosità da conoscere in merito al mondo dell’energia solare per consapevolizzare l’utente finale in materia green e accompagnarlo nella transizione energetica.

    L’energia sarà gratuita: dopo circa 5-10 anni, il risparmio totale sarà superiore al costo dell’impianto. Ne consegue che tutta l’energia generata dall’energia solare sarà gratuita

    I pannelli solari funzionano tutto l’anno: i pannelli solari generano il massimo rendimento energetico tra marzo e ottobre e funzionano in modo efficiente anche durante i mesi invernali. Indipendentemente dal fatto che le ore di sole in un giorno d’inverno siano meno numerose rispetto all’estate, la fornitura di energia continuerà senza ostacoli.

    I pannelli solari sono semplici e a bassa manutenzione: i pannelli solari richiedono una manutenzione minima per garantire la loro efficacia nella produzione di energia solare per la vostra casa. Si consiglia di pulire i pannelli periodicamente per garantire che siano nelle migliori condizioni per raccogliere la luce solare.

    L’energia solare può alimentare le vostre notti, non solo le giornate di sole: le batterie domestiche svolgono efficacemente il turno di notte del vostro fornitore di energia, risparmiando somme ingenti che vengono inutilmente prosciugate durante la notte. I sistemi di accumulo immagazzinano l’energia prodotta dai pannelli solari durante il giorno, consentendovi di riutilizzarla in un secondo momento quando ne avete più bisogno, come di notte o durante tutte quelle giornate uggiose o nuvolose in cui l’impianto non riesce a produrre abbastanza energia.

    Installare un pannello solare è molto semplice, indipendentemente dalla dimensione di un tetto: la superficie del tetto viene valutata prima dell’installazione dei pannelli solari, per stabilire il numero necessario di pannelli che possono essere installati. Anche se avete un tetto di piccole dimensioni, l’aggiunta di pochi pannelli solari ridurrà la vostra bolletta elettrica e porterà a un notevole risparmio a lungo termine.

    I pannelli solari possono essere riciclati: la durata di vita di un pannello solare è di circa 30-40 anni e dopo questo periodo può essere riciclato e trasformato in prodotti nuovi! La maggior parte dei materiali sono vetro, alluminio e rame, tutti facilmente riciclabili; tuttavia, i materiali semiconduttori, come il silicio, è consigliabile farli recuperare da specialisti.

    I pannelli solari aggiungono valore all’abitazione: diverse ricerche confermano il vantaggio economico  a lungo termine derivato dall’installazione di un pannello solare. Se dovete vendere la vostra abitazione, avere a disposizione degli impianti eco-friendly che permettono ai nuovi proprietari di creare la propria fonte di energia, risparmiando costi in bolletta, diventa sicuramente un vantaggio. Il tutto è ancora più agevolato dal credito d’imposta relativo alle spese di installazione di sistemi di accumulo, integrati in impianti di produzione elettrica alimentati da fonti rinnovabili.

  • Proposte pioneristiche per ripristinare la natura dell’Europa entro il 2050 e dimezzare l’uso dei pesticidi entro il 2030

    La Commissione ha adottato proposte pionieristiche per ripristinare gli ecosistemi danneggiati e riportare la natura in tutta Europa, dai terreni agricoli e i mari alle foreste e agli ambienti urbani. La Commissione propone inoltre di ridurre del 50 % l’uso e il rischio dei pesticidi chimici entro il 2030. Queste proposte legislative faro, che fanno seguito alle strategie “Biodiversità” e “Dal produttore al consumatore”, contribuiranno a garantire la resilienza e la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare nell’UE e nel mondo.

    La proposta concernente un atto normativo sul ripristino della natura è un passo fondamentale per evitare il collasso degli ecosistemi e prevenire i peggiori impatti dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità. Il ripristino delle zone umide, dei fiumi, delle foreste, dei pascoli, degli ecosistemi marini, degli ambienti urbani e dell’UE e delle specie che ospitano rappresenta un investimento essenziale e efficace sotto il profilo dei costi per la nostra sicurezza alimentare, la resilienza climatica, la salute e il benessere di tutti i cittadini. Analogamente, le nuove norme sui pesticidi chimici ridurranno l’impronta ambientale del sistema alimentare dell’UE, proteggeranno la salute e il benessere dei cittadini e dei lavoratori agricoli e contribuiranno ad attenuare le perdite economiche che stiamo già subendo a causa del degrado del suolo e della perdita di impollinatori dovuti ai pesticidi.

    La Commissione propone il primo atto legislativo che mira esplicitamente a ripristinare la natura in Europa, a riparare l’80 % degli habitat europei che versano in cattive condizioni e a riportare la natura in tutti gli ecosistemi, dalle foreste e dai terreni agricoli agli ecosistemi marini, di acqua dolce e urbani. In base alla presente proposta sul ripristino della natura, saranno assegnati a tutti gli Stati membri obiettivi giuridicamente vincolanti per il ripristino della natura in vari ecosistemi, a integrazione delle normative esistenti. L’obiettivo è far sì che le misure di ripristino coprano almeno il 20 % delle superfici terrestri e marine dell’UE entro il 2030 e si estendano infine a tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050.

    Il ripristino coinvolge strettamente e va a vantaggio di tutte le componenti della società, deve essere realizzato nell’ambito di un processo inclusivo e ha un impatto particolarmente positivo su coloro che dipendono direttamente da una natura sana per il proprio sostentamento, compresi gli agricoltori, i silvicoltori e i pescatori. Gli investimenti per il ripristino della natura apportano un valore economico compreso tra 8 e 38 EUR per ogni 1 EUR speso, grazie ai servizi ecosistemici che favoriscono la sicurezza alimentare, la resilienza degli ecosistemi e l’attenuazione dei cambiamenti climatici, nonché la salute umana. Aumenta inoltre la presenza della natura nei nostri paesaggi e nella nostra vita quotidiana, con benefici dimostrabili per la salute e il benessere nonché un valore culturale e ricreativo.

    La normativa sul ripristino della natura fisserà obiettivi e obblighi di ripristino in un’ampia gamma di ecosistemi terrestri e marini. Gli ecosistemi con il maggiore potenziale di rimozione e stoccaggio del carbonio e di prevenzione o riduzione dell’impatto delle catastrofi naturali (come le inondazioni) rivestono la massima priorità. La nuova normativa si basa sulla legislazione esistente, ma riguarda tutti gli ecosistemi senza limitarsi alle zone protette della direttiva Habitat e di Natura 2000, con l’obiettivo di avviare il percorso di recupero di tutti gli ecosistemi naturali e seminaturali entro il 2030. Beneficerà di ingenti finanziamenti dell’UE: nell’ambito del quadro finanziario pluriennale circa 100 miliardi di € sono destinati alla biodiversità e al ripristino.

    Gli obiettivi proposti comprendono:

    • l’inversione del declino delle popolazioni di impollinatori entro il 2030 e, successivamente, l’aumento di queste popolazioni;
    • nessuna perdita netta di spazi verdi urbani entro il 2030, un aumento del 5 % entro il 2050, una copertura arborea minima del 10 % in ogni città, piccola città e periferia europea e un guadagno netto di spazi verdi integrati negli edifici e nelle infrastrutture;
    • negli ecosistemi agricoli, l’aumento complessivo della biodiversità e una tendenza positiva per le farfalle comuni, l’avifauna nelle aree agricole, il carbonio organico nei suoli minerali coltivati e gli elementi caratteristici del paesaggio ad alta diversità sui terreni agricoli;
    • il ripristino e la riumidificazione delle torbiere drenate a uso agricolo e nei siti di estrazione della torba;
    • negli ecosistemi forestali, l’aumento complessivo della biodiversità e una tendenza positiva per quanto riguarda la connettività delle foreste, il legno morto, la percentuale di foreste disetanee, l’avifauna forestale e le riserve di carbonio organico;
    • il ripristino degli habitat marini quali le colture marine o i fondali di sedimenti e il ripristino degli habitat di specie marine emblematiche quali delfini e focene, squali e uccelli marini;
    • l’eliminazione delle barriere fluviali in modo che almeno 25 000 km di fiumi siano trasformati in fiumi a flusso libero entro il 2030.

    Per contribuire al conseguimento degli obiettivi, mantenendo nel contempo una certa flessibilità in funzione delle circostanze nazionali, la normativa imporrebbe agli Stati membri di elaborare piani nazionali di ripristino, in stretta collaborazione con i ricercatori, i portatori di interessi e i cittadini. Esistono norme specifiche in materia di governance (monitoraggio, valutazione, pianificazione, rendicontazione e applicazione), che migliorerebbero anche l’elaborazione delle politiche a livello nazionale ed europeo, garantendo che le autorità considerino congiuntamente le questioni connesse della biodiversità, del clima e dei mezzi di sussistenza.

    La proposta di ridurre l’uso di pesticidi chimici concretizza l’impegno ad arrestare la perdita di biodiversità in Europa. La proposta contribuirà a creare sistemi alimentari sostenibili in linea con il Green Deal europeo e la strategia “Dal produttore al consumatore”, garantendo nel contempo una sicurezza alimentare duratura e proteggendo la nostra salute.

    Gli scienziati e i cittadini sono sempre più preoccupati per l’uso dei pesticidi e per l’accumulo dei loro residui e metaboliti nell’ambiente. Nella relazione finale della Conferenza sul futuro dell’Europa i cittadini hanno chiesto specificamente di affrontare la questione dell’uso e del rischio dei pesticidi. Tuttavia, le norme vigenti della direttiva sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi si sono rivelate troppo deboli e sono state attuate in modo disomogeneo. Inoltre, sono stati compiuti progressi insufficienti nell’uso della difesa integrata e di altri approcci alternativi. I pesticidi chimici danneggiano la salute umana e causano il declino della biodiversità nelle aree agricole. Contaminano l’aria, l’acqua e l’ambiente in generale. La Commissione propone pertanto norme chiare e vincolanti:

    • obiettivi giuridicamente vincolanti a livello dell’UE e nazionale per ridurre del 50 % l’uso e i rischi dei pesticidi chimici e l’uso dei pesticidi più pericolosi entro il 2030. Gli Stati membri fisseranno i propri obiettivi nazionali di riduzione entro parametri stabiliti per garantire il conseguimento degli obiettivi a livello dell’UE.
    • Nuove norme rigorose concernenti il controllo degli organismi nocivi rispettoso dell’ambiente Nuove misure garantiranno che tutti gli agricoltori e altri utilizzatori professionali di pesticidi pratichino la difesa integrata (IPM) nel cui ambito, prima di poter utilizzare pesticidi chimici come misura di ultima istanza, si esaminano metodi ecologici alternativi di prevenzione e controllo degli organismi nocivi. Le misure comprendono anche l’obbligo per gli agricoltori e altri utilizzatori professionali di tenere dei registri. Inoltre, gli Stati membri devono stabilire norme specifiche per coltura che individuino le alternative da utilizzare al posto dei pesticidi chimici.

    L’uso di tutti i pesticidi sarà vietato in luoghi quali le aree verdi urbane, compresi i parchi o giardini pubblici, i parchi gioco, le scuole, i campi ricreativi o sportivi, i sentieri pubblici e le zone protette nel rispetto delle prescrizioni di Natura 2000 e qualsiasi area ecologicamente sensibile da preservare per gli impollinatori in pericolo. Queste nuove norme elimineranno i pesticidi chimici presenti nella nostra vita quotidiana.

    La proposta trasforma la direttiva vigente in un regolamento che sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ciò consentirà di affrontare i problemi persistenti dovuti a un’attuazione carente e disomogenea delle norme vigenti nell’ultimo decennio. Gli Stati membri dovranno presentare alla Commissione relazioni annuali dettagliate sui progressi compiuti e sull’attuazione.

    Un pacchetto di politiche chiave sosterrà gli agricoltori e altri utilizzatori nella transizione verso sistemi di produzione alimentare più sostenibili.

    La transizione sarà sostenuta anche dalla proposta sulla rete d’informazione sulla sostenibilità agricola e dagli sviluppi del mercato legati all’agricoltura di precisione, come gli irroratori che utilizzano la geolocalizzazione e le tecniche di riconoscimento degli organismi nocivi.

    Fonte: Commissione europea

  • Coldiretti plaude al decreto agrisolare su tetti di 20mila cascine e stalle

    “La pubblicazione in Gazzetta del decreto agrisolare apre alla possibilità di installare pannelli fotovoltaici sui tetti di circa 20mila stalle e cascine senza consumo di suolo, contribuendo alla transizione green e alla sovranità energetica del Paese con cittadini e imprese in difficoltà per i rincari di elettricità scatenati dalla guerra in Ucraina”. E’ quanto afferma il presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare positivamente l’annuncio del ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli sul provvedimento che destina 1,5 miliardi ai bandi per aumentare la sostenibilità, la resilienza e l’efficienza energetica del settore.   “Una opportunità – sottolinea Prandini – che consente l’installazione di pannelli fotovoltaici su una superficie complessiva pari a 4,3 milioni di mq per 0,43 GW sulle coperture degli edifici agricoli e zootecnici ma senza consumare terreno fertile. Un sostegno per le imprese agricole e zootecniche che possono avvantaggiarsi del contenimento dei costi energetici ma anche – conclude Prandini – per il Paese che può beneficiare di una fonte energetica rinnovabile in una situazione di forti tensioni internazionali che mettono a rischio gli approvvigionamenti”.

    Fonte: Coldiretti Piacenza

  • La Commissione approva un regime italiano da 1,7 miliardi di euro a sostegno degli investimenti a favore di una ripresa sostenibile

    La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 1,7 miliardi di € volto a fornire sostegno agli investimenti a favore di una ripresa sostenibile. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato.

    Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Questo regime da 1,7 miliardi di € aiuterà l’Italia a tracciare il percorso verso una ripresa più rapida e sostenibile, in linea con le norme sugli aiuti di Stato e con il piano italiano per la ripresa e la resilienza. Si tratta di un passo importante per colmare il divario di investimenti creato dalla crisi. Continuiamo a lavorare in stretta collaborazione con gli Stati membri per garantire che le misure di sostegno che gli Stati mettono a punto per rilanciare ed attirare gli investimenti privati possano essere attuate nel modo più rapido ed efficace possibile, in linea con le norme dell’UE“.

    La misura sarà finanziata sia dal bilancio nazionale che dalle risorse messe a disposizione attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza. Nell’ambito di questa misura, gli aiuti assumeranno la forma di sovvenzioni dirette e di prestiti a tassi d’interesse inferiori a quelli di mercato.

    Il sostegno pubblico sarà utilizzato per finanziare investimenti in attivi materiali e immateriali in grado di agevolare lo sviluppo di alcune attività economiche importanti per la ripresa economica, in particolare i) contratti di sviluppo a sostegno di investimenti su larga scala connessi ad attività industriali, turistiche e di tutela dell’ambiente; ii) energie rinnovabili e batterie; iii) veicoli elettrici e veicoli connessi e iv) il rilancio delle aree colpite dalla crisi industriale.

    L’Italia garantirà che tutti gli investimenti finanziati siano ecosostenibili e che gli aiuti non vadano quindi a sostenere attività che violino il principio “non arrecare un danno significativo”.

    L’importo degli aiuti individuali non supererà, in linea di principio, i 10 milioni di € per beneficiario. Si prevede che del regime potranno beneficiare tra 100 e 500 imprese.

    La Commissione ritiene che il regime italiano sia in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, i) l’importo degli aiuti per beneficiario non supera l’1 % della dotazione totale; ii) degli aiuti potranno beneficiare gli investimenti in attivi materiali e immateriali, ma non gli investimenti finanziari; iii) gli aiuti non supereranno le intensità massime di aiuto stabilite nel quadro di riferimento temporaneo e iv) il sostegno pubblico sarà concesso entro il 31 dicembre 2022.

    Fonte: Commissione europea

  • La Sostenibilità

    Uno dei concetti dei quali si abusa di più, molto spesso  in forma integralista, è sicuramente quello relativo alla sostenibilità il quale, per propria stessa natura, dovrebbe dimostrarsi onnicomprensivo ed assolutamente non settoriale come invece avviene quando si parla di sostenibilità ambientale.

    La premessa fondamentale per parlare di sostenibilità viene quindi rappresentata dalla conoscenza approfondita di tutti i settori investiti, non solo quello relativo all’ambiente ma anche all’industria,  all’economia ed innanzitutto alle ricadute occupazionali.

    Si deve, in altre parole, esprimere una conoscenza complessiva relativa al contesto generale all’interno del quale si decide di intervenire con delle normative operando, come obiettivo principale, al suo mantenimento in vita, tanto economico quanto industriale ed occupazionale, con un progressivo sempre minore impatto ambientale.

    Anche la sola mancanza di conoscenza di uno di questi settori, viceversa, rappresenta non un semplice vizio di forma ma pregiudica sostanzialmente il conseguimento di questo traguardo complessivo attraverso un intervento normativo di qualsiasi istituzione pubblica, nello specifico il Parlamento Europeo.

    La decisione di impedire la vendita di auto a combustione interna dal 2035 ne rappresenta la infelice sintesi quanto la conferma di una mancata conoscenza complessiva di tutti questi fattori fondamentali.

    Attualmente la Cina gioca il ruolo di monopolista, per quanto riguarda la produzione di batterie necessarie alle auto ed ai  mezzi elettrici (70%) e soprattutto con una percentuale ancora maggiore in relazione all’estrazione dei minerali (terre rare) necessari alla loro realizzazione.

    Come primo effetto di questa decisione, l’intero Parlamento Europeo sta regalando il primato tecnologico nei motori diesel e benzina continentale, azzerandolo come espressione della stessa supremazia industriale e quindi culturale europea legata ad un secolo di investimenti nell’evoluzione industriale e professionale, ponendo le basi per l’intera nostra industria automotive di assoggettarsi al monopolio delle batterie cinesi.

    Il fatto, poi, che queste batterie vengano prodotte in Cina da impianti industriali alimentati da centrali al carbone sul territorio cinese sembra non impensierire sull’impatto ambientale la nomenclatura europea.

    In secondo luogo l’impatto occupazionale per l’intero settore automotive, fondamentale in Europa quanto in Italia, sarà devastante, accelerando quell’opera di deindustrializzazione tanto cara alle frange estremiste ambientaliste ed espressione di un approccio integralista al problema.

    Per quanto riguarda l’impatto ambientale di questa decisione relativa al blocco della produzione e vendita di auto a combustione interna basti ricordare in questo senso come alle sole navi commerciali vada imputabile l’emissione di CO2 pari a 10 volte il parco circolante in Europa (19.07.2021  https://www.ilpattosociale.it/attualita/linquinamento-ideologico/).

    Per quanto riguarda, invece, il problema della produzione delle polveri sottili, molto sentito all’interno delle realtà cittadine, andrebbe ricordato come la resistenza al rotolamento delle gomme, delle quali “sembra” siano dotate anche le auto elettriche, rappresenti la causa della produzione di polveri sottili fino a mille volte superiore rispetto a quelli imputabili al motore a combustione interna (*). Quindi inevitabilmente il problema all’interno delle nostre città resterà invariato.

    Tornando, quindi, al concetto di sostenibilità, se la premessa corretta risultava quella di un approccio complessivo ad una problematica che sapesse produrre un lavoro di sintesi tra minore impatto ambientale, mantenimento dell’occupazione e crescita economica non si può non rilevare come tale decisione del Parlamento Europeo rappresenti l’ennesimo intervento normativo nato da un semplice quanto nefasto approccio ideologico privo di competenza generale e specifica tale da configurarsi assolutamente irresponsabile per le conseguenze economiche ed occupazionali per il nostro continente.

    Ancora una volta l’Europa ha adottato un provvedimento assolutamente parziale senza considerare il contesto globale dimostrandosi assolutamente inadeguata.

    (*) www.emissionanalytics.com

  • Il programma LIFE premia i vincitori del 2022 per la promozione di biodiversità, resilienza ambientale e climatica e sensibilizzazione

    Nel corso della Settimana verde dell’UE, il più grande evento annuale dedicato all’ambiente in Europa, il programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima ha annunciato i cinque vincitori dei premi LIFE di quest’anno.

    Il premio LIFE per la natura va a un progetto di Cipro volto a migliorare lo stato di conservazione e la resilienza delle foreste di cedro, quello per l’azione per il clima va alla Germania per la promozione della biodiversità nei vigneti, mentre il premio per l’ambiente va all’Italia per la campagna di sensibilizzazione sulla riduzione dei rifiuti marini. Il progetto italiano si è aggiudicato anche il Premio del cittadino, mentre il premio speciale aggiuntivo di quest’anno, “LIFE e Natura 2000”, istituito per celebrare il 30° anniversario degli altri due, va all’Estonia per il ripristino dei terreni degli alvar.

    Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, ha dichiarato: “Mentre la crisi climatica avanza, alcune specie stanno scomparendo a un ritmo allarmante. Il ripristino della natura è uno strumento incredibilmente potente per affrontare sia la crisi climatica che quella della biodiversità. Dobbiamo salvaguardare e ripristinare la natura, in modo che possa proteggerci. Voglio esprimere le mie sincere congratulazioni ai vincitori e ai finalisti dei premi LIFE di quest’anno: siete in prima linea in questa lotta e state dimostrando quanto sia resiliente la natura, se solo le consentiamo di rigenerarsi. I vostri successi sono una fonte d’ispirazione per tutti e ci danno speranza per il futuro.”

    Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Tutti i finalisti e i vincitori di oggi sono veri e propri pionieri. Intervengono concretamente sul campo, aumentando la biodiversità, riducendo l’inquinamento e intensificando l’azione per il clima. La loro dedizione e il loro duro lavoro ci stanno aiutando a conseguire gli ambiziosi obiettivi ambientali stabiliti nell’ambito del Green Deal europeo.”

    Gli annuali premi LIFE celebrano i progetti più innovativi, stimolanti ed efficaci all’interno di tre categorie: protezione della natura, ambiente e azione per il clima. Il Premio del cittadino LIFE viene assegnato al progetto preferito dal pubblico.

    Fonte: Commissione europea

  • Nasce CSRstars, il magazine della responsabilità sociale condivisa

    Un dialogo aperto tra Terzo Settore e aziende attente alla responsabilità sociale con l’obiettivo di promuovere una piena cultura della donazione trasparente. Nasce così CSRstars, il nuovo magazine online da oggi interamente dedicato ai principali attori della responsabilità sociale condivisa.

    Onlus, Fondazioni, imprenditori, ma anche responsabili CSR di grandi e medie imprese, saranno loro a dar vita ai contenuti della testata attraverso interviste, approfondimenti e tante news.

    Il direttore editoriale è Angelo Fasola, già protagonista del mondo della corporate social responsability con la piattaforma TrustMeUp, l’unica che consente di fare donazioni e recuperare l’importo donato sotto forma di credito e di sconto da spendere nei negozi convenzionati.

    Approfondimenti su campagne, progetti e case history sui temi della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa sotto la supervisione del Direttore Responsabile Giovanni Perilli.

    La presentazione ufficiale del magazine si terrà lunedì 30 maggio alle ore 18.00 presso Galleria San Babila, 4a a Milano. Al termine dell’evento gli ospiti presenti avranno modo di registrare delle pillole video da pubblicare sul sito CSRstars.it per valorizzare la propria realtà e i progetti di sostenibilità attivi nella propria organizzazione.

    Per partecipare all’evento di presentazione scrivere a info@csrstars.it

  • Tre miliardi di nuovi alberi entro il 2030: ogni cittadino può registra il proprio con l’app MapMyTree

    Per tutti i cittadini che desiderano prendere parte all’impegno di piantare tre miliardi di nuovi alberi entro il 2030 è disponibile l’applicazione web MapMyTree. Ogni persona che pianta un albero avrà la possibilità di registrarlo e mapparlo affinché venga contato ai fini dell’obiettivo dell’UE.

    Nell’ambito del Green Deal europeo, la strategia dell’UE sulla biodiversità si impegna a piantare almeno 3 miliardi di nuovi alberi nell’UE entro il 2030, nel pieno rispetto dei principi ecologici,  che significa che bisogna piantare l’albero giusto nel luogo giusto e con uno scopo adeguato. Questo aumenterà la superficie forestale dell’UE, ne sosterrà la resilienza, rafforzerà la biodiversità e contribuirà ad affrontare la triplice crisi planetaria dei cambiamenti climatici, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento.

    Le foreste subiscono una pressione sempre maggiore a causa delle minacce e del rischio di catastrofi, ma è sempre più riconosciuto il loro ruolo come soluzioni basate sulla natura per mitigare i cambiamenti climatici e adattarvisi affrontando la perdita di biodiversità e il degrado del suolo. Il contatore MapMyTree è operativo dallo scorso dicembre, quando è stato aperto alle organizzazioni partecipanti.

    Fonte: Commissione europea

  • Milano, Bologna, Torino ed altri capoluoghi tra le 100 città che parteciperanno alla missione dell’UE per creare città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030

    La Commissione ha annunciato le 100 città dell’UE che parteciperanno alla missione “100 città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030”, la cosiddetta “missione per le città”. Sono state selezionate 100 città dei 27 Stati membri, e altre 12 di paesi associati o che potrebbero associarsi a Orizzonte Europa, il programma di ricerca e innovazione dell’UE per il periodo 2021-2027.

    Milano, insieme a Bergamo, Bologna, Firenze, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino, è stata selezionata per partecipare alla missione dell’UE.

    Le nostre aree urbane ospitano il 75% della popolazione dell’Unione. A livello globale le città consumano oltre il 65% dell’energia mondiale, causando oltre il 70% delle emissioni di CO2. Perciò è importante che fungano da ecosistemi di sperimentazione e innovazione e aiutino tutte le altre a diventare climaticamente neutre entro il 2050.

    La missione per le città riceverà 360 milioni di euro di finanziamenti da Orizzonte Europa per il periodo 2022-2023, destinati ad avviare i percorsi di innovazione verso la neutralità climatica entro il 2030. Le azioni di ricerca e innovazione riguarderanno la mobilità pulita, l’efficienza energetica e l’urbanistica verde e offriranno la possibilità di realizzare iniziative comuni e potenziare le collaborazioni in sinergia con altri programmi dell’UE.

    Tra i vantaggi per le città vi sono la possibilità di ricevere consulenza e assistenza su misura da parte di un’apposita piattaforma della missione gestita da NetZeroCities, nuove opportunità di ottenere sovvenzioni e finanziamenti e la possibilità di aderire a grandi azioni di innovazione e progetti pilota. La missione offre inoltre opportunità di creare reti, consente lo scambio di buone pratiche tra le città e sostiene la partecipazione dei cittadini.

    La Commissione inviterà le 100 città selezionate a redigere “contratti cittadini per il clima”, che comprenderanno un piano globale per la neutralità climatica in tutti i settori, per esempio l’energia, l’edilizia, la gestione dei rifiuti e i trasporti, completo di piani di investimento. Il processo coinvolgerà i cittadini, gli organismi di ricerca e il settore privato. Gli impegni chiari e tangibili assunti dalle città nei contratti cittadini per il clima consentiranno loro di dialogare con le autorità europee, nazionali e regionali, e soprattutto con la popolazione, per conseguire questo ambizioso obiettivo.

    Inoltre, visto che ben 377 città hanno mostrato interesse ad aderire alla missione, la Commissione sta predisponendo anche un sostegno per quelle che non sono state selezionate, compreso un sostegno erogato tramite la piattaforma della missione e opportunità di finanziamento nell’ambito del programma di lavoro di Orizzonte Europa sulla missione per le città.

    Le città sono state invitate a manifestare il proprio interesse a partecipare alla missione a novembre 2021. Il termine ultimo per la presentazione delle domande era il 31 gennaio 2022. In una prima fase, ciascuna manifestazione di interesse è stata valutata da esperti indipendenti. Successivamente la Commissione ha applicato ulteriori criteri per garantire l’equa distribuzione geografica e selezionare un gruppo di città eterogeneo in termini di dimensioni, impatto e idee innovative. In totale 377 città hanno chiesto di partecipare alla missione. Le 100 selezionate oggi rappresentano il 12 % della popolazione dell’UE.

    La Commissione ha avviato la missione per 100 città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030 a settembre 2021, con l’adozione di una comunicazione sulle missioni europee, dopo l’approvazione dei singoli piani di attuazione delle missioni nell’estate 2021. Oltre alla missione per le città ci sono altre quattro missioni dell’UE incentrate su sfide mondiali nei settori dell’adattamento ai cambiamenti climatici, del ripristino degli oceani e delle acque, della salute dei suoli e della lotta contro il cancro. Il 15 dicembre 2021 è stato pubblicato uno specifico programma di lavoro per le missioni di Orizzonte Europa.

    Le missioni sono un aspetto nuovo di Orizzonte Europa e sostengono le priorità della Commissione, come il Green Deal europeoUn’Europa pronta per l’era digitale, la Lotta contro il cancroUn’economia al servizio delle persone e il Nuovo Bauhaus europeo. Ad esempio, la missione concernente il clima è già un elemento concreto della nuova Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, la missione relativa al cancro rientra nel piano di lotta contro il cancro e la missione “Suoli” è un’iniziativa faro della Visione a lungo termine per le zone rurali dell’UE.

    Fonte: Commissione europea

Back to top button