spazio

  • 300 milioni di euro di investimenti UE per promuovere l’innovazione nel settore spaziale

    La Commissione e il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) annunciano un investimento di 300 milioni di euro nel settore spaziale, di cui 100 milioni provenienti dal bilancio dell’UE, a sostegno dell’innovazione nel settore. La partecipazione del FEI è sostenuta dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), il pilastro principale del piano di investimenti per l’Europa. Questo investimento riguarda due fondi incentrati sulla tecnologia spaziale, Orbital Ventures e Primo Space, nell’ambito del primo progetto pilota di equità sostenuto dall’UE nel settore spaziale, InnovFin Space Equity Pilot. Orbital Ventures, un fondo paneuropeo seed e early stage, si concentra sulle tecnologie spaziali tra cui downstream (comunicazioni, crittografia, archiviazione ed elaborazione dei dati, geolocalizzazione, osservazione della terra) e upstream (hardware spaziale, materiali, elettronica, robotica, razzi, satelliti). Primo Space, un investitore italiano che si occupa di trasferimento di tecnologia in fase iniziale, è stato il primo fondo selezionato dal FEI nell’ambito di questo progetto pilota. Il FEI sta ora aumentando il proprio sostegno. Il fondo è uno dei primi per il trasferimento tecnologico focalizzato solo sulle tecnologie spaziali in Europa e il primo in Italia. Investe in progetti o aziende proof-of-concept, seed e early stage, e promuoverà la commercializzazione di innovazioni rivoluzionarie nell’industria spaziale in Europa.

  • I cinesi sono sbarcati sulla Luna

    Dopo 44 anni un veicolo si è posato di nuovo sulla Luna per raccogliere campioni di rocce e portarli a Terra: il lander della missione cinese Chang’e 5, secondo i programmi, avrà una settimana di intenso lavoro, durante la quale dovrà perforare e scavare il suolo lunare per raccoglierne campioni, impacchettarli e ripartire per tornare a Terra a metà dicembre.

    Finora le ultime rocce lunari erano state portate a Terra nel 1976, dalla missione Luna 24 dell’ex Unione Sovietica. Era una missione robotica, come lo è la cinese Chang’e 5. Prima di allora i campioni del suolo lunare erano invece stati raccolti dagli astronauti: lo aveva fatto la storica missione Apollo 11 della Nasa, la prima a portare l’uomo sulla Luna, e poi le missioni Apollo 12, 14, 15, 16 e 17, per un totale di oltre 382 chilogrammi di rocce lunari.

    Lanciata il 23 novembre dalla base di Wenchang, nell’isola di Hainan, con il razzo Lunga Marcia 5, la missione dell’agenzia spaziale cinese Cnsa ha l’obiettivo di fare della Cina il terzo Paese al mondo a poter raccogliere rocce lunari, dopo gli Stati Uniti e l’ex Unione Sovietica. L’allunaggio è avvenuto puntualmente nell’Oceanus Procellarum, o Oceano delle Tempeste, una regione più recente rispetto a quelle finora visitare dalle altre missioni lunari, l’1 dicembre.

    Subito dopo essersi posato al suolo, il lander della missione Chang’e 5 ha dispiegato i pannelli solari e le antenne per comunicare con la Terra. L’obiettivo è raccogliere 2 chilogrammi di materiali, prelevati scavando fino a una profondità di 2 metri. Se tutto andrà come previsto, il lander di Chang’e 5 dovrebbe lasciare il suolo lunare giovedì per tornare in orbita attorno alla Luna, utilizzando la sua piattaforma di atterraggio come rampa di lancio. Il veicolo dovrà agganciarsi al modulo orbitale sabato, dove dovrà trasferire i campioni. Il rientro a Terra è previsto il 17 dicembre in un’area interna della Mongolia.

    La partenza dal suolo lunare sarà un’altra sfida. Non accadeva infatti dagli anni ’70 che un modulo di allunaggio lasciasse la superficie della Luna per ricongiungersi al suo modulo orbitale. La difficoltà maggiore è nel fatto che la traiettoria del lancio non potrà essere calcolata con precisione se non dopo l’atterraggio, in base al punto preciso nel quale si è posato il veicolo.

    Quello della missione Chang’e 5 è stato il terzo allunaggio di una missione cinese. Il primo era avvenuto nel 2013 con la missione Chang’e 3 e il secondo nel 2019, con la Chang’e 4, il primo veicolo spaziale a posarsi sulla faccia nascosta della Luna.

  • Anche gli emiri si lanciano alla conquista di Marte

    E’ di nuovo corsa a Marte: approfittando della posizione favorevole del pianeta rosso rispetto alla Terra sono tre le missioni che si preparano a scoprire i segreti del più affascinante dei pianeti, nella speranza di scoprire tracce di vita passata o forse presente. Si chiama Hope, Al Amal in arabo e Speranza in italiano, la prima missione della serie, che è anche la prima degli Emirati Arabi diretta a Marte. A breve sono previste la cinese Tianwen-1, il 23 luglio, e quella americana che il 30 luglio è destinata a portare su Marte il quinto rover della Nasa, Perseverance.

    Al nastro di partenza manca soltanto l’Europa, che non ha potuto approfittare della posizione favorevole del pianeta per lanciare il rover ExoMars 2020, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e della russa Roscosmos, a causa di ritardi tecnici e dovuti all’emergenza Covid-19. La nuova missione europea su Marte, anche questa destinata a cercare tracce di vita, dovrà perciò attendere il 2022, quando Marte si avvicinerà nuovamente alla Terra.

    La sonda degli Emirati Arabi Uniti ha così aperto la nuova corsa a Marte. Dopo quella che agli inizi degli anni 2000 aveva affollato l’orbita del pianeta rosso e portato sulla sua superficie i primi rover. Hope è stata lanciata dal Centro Spaziale giapponese di Tanegashima con un razzo H-2A della Mitsubishi e tutto è avvenuto come previsto. Dopo avere inviato il suo segnale a Terra, la sonda ha dispiegato i pannelli solari e ha cominciato il suo viaggio di sette mesi verso Marte. Una volta a destinazione, accenderà i suoi strumenti per studiare sia la superficie del pianeta sia la sua atmosfera, comprese le imponenti tempeste di polvere e le nubi di ghiaccio. L’obiettivo è fornire la prima mappa completa della meteorologia marziana e capire meglio il processo che nel tempo ha permesso al vento solare di strappare via l’atmosfera del pianeta, riducendola a un velo sottilissimo. Nei due anni previsti per la missione, Hope è programmata per fare ricognizioni complete ogni 55 ore e i dati che catturerà potranno aiutare a preparare le future missioni umane sul Marte.

    Il 23 luglio è la data prevista per il lancio della prima missione cinese diretta a Marte, Tianwen-1, che significa “Ricerca della verità celeste” e che nel febbraio 2021 prevede di portare sia un veicolo nell’orbita marziana sia, sul suolo del pianeta rosso, un rover equipaggiato con 13 strumenti. L’obiettivo è studiare l’atmosfera marziana, la struttura interna e la superficie del pianeta, con una particolare attenzione alle tracce della presenza di acqua e a eventuali segnali di forme di vita.

    Il 30 luglio, infine, sarà la volta di Perseverance, il quinto rover che la Nasa si prepara a mandare sulla superficie marziana. La missione, il cui lancio è previsto dalla base dell’aeronautica statunitense a Cape Canaveral (Florida), dovrebbe arrivare a destinazione nel marzo 2021 per circa due anni raccogliere i primi campioni del suolo marziano destinati a essere inviati sulla Terra, probabilmente entro il 2031. Sono rocce preziose perché potrebbero contenere gli indizi sulla presenza, passata o meno, di forme di vita marziana.

  • I nuovi investimenti ‘spaziali’ dell’UE

    L’Europa investirà in comunicazioni satellitari, esplorazione dello spazio e lancio dei missili alla luce dei rapidi progressi nel settore che stanno facendo Stati Uniti e Cina. A comunicarlo, in una intervista, Thierry Breton, commissario per il mercato interno.

    Lo storico lancio di due astronauti della NASA sulla navicella spaziale SpaceX Crew Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a fine maggio è stato un campanello d’allarme per l’UE. Il volo, sforzo congiunto tra NASA e SpaceX di Elon Musk, ha segnato una nuova era per l’industria spaziale, essendo la prima volta in cui esseri umani hanno viaggiato in orbita, partendo dal suolo americano, da quando il programma Space Shuttle della NASA è terminato nel 2011.

    Sebbene l’Unione abbia il suo equivalente SpaceX, l’Arianespace, un lanciarazzi sviluppato dall’Agenzia spaziale europea (ESA), il suo primo volo è stato bloccato nel 2021 a causa delle nuove esigenze derivanti dalla pandemia di Coronavirus.

    “SpaceX ha ridefinito gli standard e Ariane 6 è un passo necessario, ma non l’obiettivo finale: dobbiamo iniziare a pensare ora ad Ariane 7”, ha affermato il Commissario che ha aggiunto che lo spiegamento dei satelliti di navigazione Galileo dell’UE verrà portato avanti per tre anni, fino al 2024, e che il nuovo sistema satellitare sarà “il più moderno al mondo”, poiché i satelliti potrebbero interagire tra loro e fornire un segnale.

    La speranza di Breton è che il bilancio a lungo termine, vale a dire il quadro finanziario pluriennale (QFP) per il 2021-2027, possa includere una quantità significativa di fondi per il settore spaziale e che è pronto a proporre 1 miliardo di euro del Fondo spaziale europeo per potenziare le startup.

    Tuttavia, investire nel futuro dell’industria spaziale sembra poco promettente, con l’Unione che sta concentrando gran parte della sua attenzione sull’attenuazione delle conseguenze economiche causate dalla pandemia di Coronavirus negli Stati dell’UE.

  • Il Politecnico di Milano studia come costruire basi sulla luna

    Stampare in 3D con laser e regolite, cioè polvere lunare è la possibile risposta a una delle principali sfide legate all’esplorazione spaziale del futuro. Da questa considerazione nasce lo studio di fattibilità del processo di stampa 3D con un simulante di polvere lunare (Determining the feasible conditions for processing lunar regolith simulant via laser powder bed fusion) per costruire i componenti di una futura base lunare, utilizzando solo materiale reperibile in loco, contenendo i costi e ottimizzando le risorse.

    Il progetto, frutto di una collaborazione tra le Agenzie Spaziali italiana (Asi) ed europea (Esa) e il Politecnico di Milano, porta la firma di un team guidato dal giovane ricercatore Leonardo Caprio. “Ad oggi – ha spiegato all’agenzia di stampa askanews – i risultati mostrano la fattibilità del processo e i primi risultati meccanici dimostrano la potenzialità del sistema per realizzare dei componenti strutturali che potenzialmente potrebbero essere impiegati per la copertura di una futura base lunare, anche se è ancora difficile dire quali saranno i futuri sviluppi della tecnologia ma è nostro interesse continuare a sviluppare questo tipo di sistemi”.

    Lo studio delle potenzialità d’impiego di tecnologie nate in ambito spaziale come, appunto, le stampanti 3D e l`Additive Manufacturing, possono fornire non solo un importante contributo alle prossime missioni lunari ma anche – e soprattutto – aiutare a capire come gestire al meglio risorse terrestri. Prova ne è il recente ricorso proprio alla stampa 3D per la costruzione delle valvole dei respiratori per l’emergenza Covid-19 che ha permesso di salvare la vita a tanti pazienti colpiti dal coronavirus Sars-Cov2.

  • Spazio e democrazia

    Gli Archivi Storici dell’Unione europea, in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea (ESA), organizzano la conferenza “Spazio e democrazia”, giovedì 2 maggio, nella Sala Alcide De Gasperi di Villa Salviati (h. 14,30 -16,00). L’evento si svolgerà in occasione della nona edizione dello ‘Stato dell’Unione’, nell’ambito del Festival d’Europa, e segna 30 anni di cooperazione tra l’Agenzia spaziale europea e l’Istituto universitario europeo. Sin dalla loro nascita, alla metà del XX secolo, le attività spaziali hanno svolto un ruolo chiave nel bilanciamento delle potenze politiche e tecnologiche tra i paesi leader a livello mondiale e spaziale. Questo ruolo e gli attori chiave nello spazio sono gradualmente cambiati e cresciuti nel corso dei decenni al punto che oggi si potrebbe sostenere che le attività spaziali sono diventate un driver essenziale e un attore nel processo democratico.
    L’incontro fornirà una panoramica delle attività spaziali e del loro ruolo nella promozione della democrazia, con particolare attenzione all’Europa, e presenterà le nuove collezioni digitalizzate degli archivi storici dell’Organizzazione europea per lo sviluppo del lancio (ELDO) e dell’Organizzazione europea per la ricerca spaziale (ESRO), precursori congiunti dell’Agenzia spaziale europea.

  • Una cella nuova e comoda

    9 metri quadri in cui passare parte della propria vita in due dovendo fare i conti con lo spazio che manca, la libertà fuori dalle sbarre e la condivisione non sempre facile. 9 metri quadrati, è questa la dimensione di una cella in cui la maggior parte dei detenuti italiani trascorre la propria giornata, 9 metri quadri che potrebbero essere reinventati per provare a vivere meglio. E’ nato così, un anno fa, il  progetto di design sociale Stanze sospese, ovvero riprogettare completamente una cella con colori e arredi pensati per aiutare il detenuto nelle attività quotidiane, nella riabilitazione e nella dignità. Pensato per gli arredi delle camere dei detenuti del carcere di Opera e sostenuto dalla Fondazione Allianz Umanamente il progetto, nei giorni scorsi, è approdato entro le mura di San Vittore, dove è stata installata una cella pilota.

    Stanze sospese ha visto come primo momento di visibilità un’installazione promossa da 5VIE art+design per il Fuorisalone 2018 nelle cantine del Siam, dove è stata riprodotta una cella del carcere di Opera e una arredata con i prototipi dei nuovi arredi, realizzati in parte in plastica riciclata e prodotti nelle falegnamerie sociali impegnate nel progetto: il laboratorio Arteticamente di Sacra Famiglia e il Polo formativo Legno Arredo.

    Il team di progettazione è composto da tutor e giovani designer e ha lavorato su due principi fondamentali: utilizzare meglio lo spazio e aumentare la flessibilità, con arredi che abbiano ingombri e utilizzi diversi nell’arco della giornata. I giovani designer hanno preso alla lettera la metafora “da rifiuto a risorsa”, progettando un sistema di arredi modulare, resistente e flessibile, per dare dignità al soggiorno di detenzione, favorire l’acquisizione di nuove competenze mediante lavoro, studio, gioco e bricolage e individuare un nuovo cammino, nella legalità.

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