truffe

  • Radio24 lancia un nuovo programma contro le truffe online

    Ha preso il via il 30 giugno una nuova iniziativa di Radio 24 in collaborazione con Consumerismo No Profit, per venire in aiuto di tutti i consumatori e i cittadini. Il progetto multimediale ‘Il Radioconsumatore’, nato da un’idea di Debora Rosciani, conduttrice con Mauro Meazza della fortunata trasmissione ‘Due di Denari’, e di Luigi Gabriele, presidente dell’Associazione Consumerismo No Profit, è disponibile in primo luogo in formato Podcast sui siti di Radio24.it e Consumerismo e troverà periodicamente spazio nella trasmissione ‘Due di denari’. Si tratta di un’attività di servizio sui principali aspetti economici della vita quotidiana, un vero e proprio prontuario radiofonico che aiuterà gli ascoltatori, grazie all’aiuto di un pool di esperti, a disbrigarsi nelle difficoltà di tutti i giorni, determinate dalle scelte di consumo e di spesa che ognuno di noi è chiamato a fare.

    A luglio per tutto il mese gli interventi di avvocati e professionisti risponderanno alle domande sulle tematiche legate al periodo: prenotazioni di viaggi e biglietti aerei, vacanze annullate e rimborsi, bonus e voucher che tardano ad arrivare. Da settembre, i contenuti si allargheranno a tutti gli altri temi che ci troviamo ad affrontare quotidianamente: i problemi legati alla burocrazia, pagamenti di servizi o bollette poco chiare, mutui da rinegoziare, contratti da risolvere.  E saranno affrontati anche temi alle dinamiche più recenti della vita in rete di tutti noi: l’identità digitale, la vita sui social network, le nuove truffe che corrono su web e minacciano migliaia di utenti. I legali di Consumerismo forniranno pareri e risposte ai quesiti più interessanti e più rappresentativi.

    La collaborazione tra Radio 24 e Consumerismo No profit aveva già dato vita, nella primavera del 2020, ad HomoCovid, il prontuario radiofonico di servizio per i cittadini che lo scoppio della pandemia hanno dovuto imparare a districarsi tra norme, indennizzi e provvedimenti d’urgenza destinati ad affrontare le conseguenze del Covid-19. Ora l’iniziativa diventa strutturale, pronta a fornire una prima assistenza a tutti i consumatori alle prese con quesiti ai quali non riescono a dare risposte utili e tempestive. I consumatori potranno formulare le domande e ascoltare le risposte sul sito: https://www.ilradioconsumatore.it/

  • Le cinque truffe finanziarie più frequenti

    Sono cinque le più grandi truffe finanziarie che gli esperti finanziari hanno visto finora nel 2021. Come riporta Wall Street Italia del 30 giugno, riprendendo un post apparso su BusinessInsider, le grandi trappole sono:

    Truffa dell’identità sintetica

    Uno dei nuovi tipi di frode emersi quest’anno è simile al furto d’identità, ma l’hacker non arriva a conoscere l’intera identità della persona. Si chiama “frode d’identità sintetica”. “È come la frode del furto d’identità, ma in questo tipo di frode alcune informazioni vengono rubate da un individuo e alcune informazioni sono fittizie”, dice l’esperto finanziario Nabity. “Per esempio, il nome può essere fittizio ma l’indirizzo viene rubato per ottenere l’autorizzazione da un’organizzazione. Queste informazioni vengono poi utilizzate per aprire conti falsi e fare transazioni. In questo caso, l’uso di un indirizzo può danneggiarti”. Quindi, come si può evitare tutto questo? Nabity consiglia di creare una password unica e indecifrabile per ogni nostro account online.

    Criptovalute senza valore

    Il 2021 è stato finora un anno in cui sempre più persone hanno iniziato a parlarne e a mostrare interesse nell’investire nel settore cripto. Secondo il consulente finanziario RJ Weiss, una delle più grandi truffe di denaro finora nel 2021 è stata quella degli influencer che spingono i loro follower a investire in criptovalute senza valore e senza rivelare che sono pagati per farlo.

    Teorie di short-squeeze

    Chi non ricorda il caso GameStop? Da lì, è stato un susseguirsi di post riguardanti teorie di short-squeeze. “Questi post sono pieni di disinformazione, propaganda e sciocchezze. Molti post dicono esplicitamente di ignorare i dati di mercato contrari alla loro tesi”, dice un altro esperto. “La verità è che i veri short squeeze sono rari e sono spesso confusi con le normali bolle speculative.

    Truffe con i soldi dei sosia delle celebrità

    Le persone sono sempre alla ricerca della prossima cosa migliore in cui investire o fare soldi, e spesso, quando sentono il nome di una celebrità, pensano automaticamente che l’opportunità sia credibile. Tendenza 2021 nel mondo delle truffe finanziarie è quella che coinvolge sosia di persone famose come il CEO di Tesla Elon Musk. “In una truffa, i fantomatici portavoce di Musk affermavano che stavano tenendo un ‘evento speciale’ e pubblicavano un link correlato chiedendo l’invio di una certa quantità di criptovaluta entro un periodo di tempo molto breve, promettendo un ritorno a volte doppio”.

    Misure di stimolo e truffe COVID-19

    Con i ristori e le misure di stimolo che arrivano nei conti delle persone in momenti diversi in considerazione della crisi COVID-19, i truffatori hanno trovato un’opportunità per prendere soldi in molti modi diversi. Una delle truffe più comuni del 2021 finora hanno coinvolto proprio ristori e assegni elargiti per il covid. “Che sia via testo, e-mail o telefonata, questi truffatori hanno detto tutti la stessa bugia, che è necessario ‘confermare’ le proprie informazioni personali prima di poter ricevere l’assegno. Una volta consegnato il tuo numero di previdenza sociale e altri dati, sei fritto”, dice l’analista Dvorkin.

  • Uso criminale della rete

    La pandemia, nonostante i molti vaccini che si sono potuti fare grazie all’accelerazione e all’organizzazione volute dal Gen. Figliuolo, continua a mietere vittime, non solo per la variante Delta. Troppe persone, specialmente giovani, hanno ormai da giorni abbandonato ogni precauzione ricreando vaste aree di contagi e l’incremento di casi in paesi come il Regno Unito, la Russia, il Portogallo e la Spagna preoccupano molto per i viaggi turistici che ormai sono iniziati.

    C’è però un altro aspetto molto grave e cioè quello delle truffe e dell’illegalità, è delle ultime ore la notizia di mail false che, spacciandosi per mail ufficiali, promettono ai cittadini il famoso pass covid e ovviamente chiedono e rubano i dati dei malcapitati che, convinti di rispondere ad un messaggio delle istituzioni, cadono nella trappola.

    Un altro grave danno è stato fatto dai molti siti che, durante la pandemia ed ancora oggi, continuano a diffondere notizie false proponendo cure e farmaci risolutivi. Un imbroglio dannoso non solo per il portafoglio ma soprattutto per la salute. Solo nell’ultimo mese il nucleo anti sofisticazione è riuscito, dopo elaborate e tempestive indagini, a chiudere 20 siti internet dove si vendevano medicinali spacciati per cure anti covid. I siti erano collocati su server esteri e i gestori non erano individuabili. Su questi siti si potevano acquistare antivirali dei quali l’Aifa aveva da tempo sospeso l’utilizzo off label e altri per i quali occorre una corretta valutazione clinica del paziente. Chiusi i 20 siti altri non sono ancora stati individuati ed altri se ne continuano ad aprire perché la sete di soldi facili, e le complesse attività per arrivare alla fonte e chiudere i siti pirata, danno ai malfattori la sicurezza di potere continuare a delinquere. Centinaia sono stati i negozi virtuali chiusi per lo smercio di farmaci e sostanze illegali e pericolose, da quelli spacciati per il covid a quelli per dimagrire e spesso si tratta di sostanze gravemente nocive e non adatte per uso umano. Mentre aumentano le truffe via internet si ripropone, per l’ennesima volta, il tema di come evitare che le reti da strumento di comunicazione corretta diventino sempre di più strumento privilegiato per la criminalità. Ma la politica, in tutto il mondo, non sembra in grado di trovare soluzioni che, rispettando la libertà, impediscano l’uso criminale della rete.

  • Consigli per difenderci dalle frodi on line

    Continuano, anzi aumentano, le frodi online ed è necessario perciò avere molta attenzione ed usare alcune precauzioni, ne elenchiamo alcune: 1) non dare mai le proprie password ad altri, 2) non utilizzare la stessa password su diversi siti, 3) controllare che le informazioni richieste dal servizio che si sta utilizzando o nel messaggio mail che abbiamo ricevuto siano confacenti a quel servizio, 4) non rispondere a mail che offrono rimborsi, vincite, sconti, abbonamenti richiedendo i dati personali, non aprire mail, sms, chat inattesi, non cliccare sui link e non scaricare gli allegati, non rispondere inserendo le proprie credenziali, 5) proteggere pc, tablet, smartphone con antivirus rendendone sicuro l’accesso, 6) non tenere mai i dati sensibili, numero di conto, estremi della carta di credito, password in posti dove possano essere copiati o sottratti, specialmente non tenerli nel portafoglio, nella borsa, o vicino al tablet o al pc, non memorizzarli sugli stessi o sulla macchina, 7) evitare il salvataggio automatico di user e password sul browser, 8) controllare spesso i movimenti del conto e delle carte, 8) non dare le proprie credenziali per telefono, 9) quando si utilizzano siti per acquisti online verificare che i siti siano affidabili ed utilizzare solo app ufficiali, 10) evitare di utilizzare wi-fi gratuiti o pubblici per fare acquisti, accedere al conto bancario, entrare in piattaforme di archiviazione dati.

  • I dati che non sappiamo su sul reddito di cittadinanza

    Il Messaggero ed altri quotidiani hanno riportato nei giorni scorsi la notizia di diverse persone indagate, nel casertano, per aver intascato ingiustamente il reddito di cittadinanza. Si parla di 500.000 euro dei quali hanno beneficiato persone abbienti che per reddito non avevano diritto e anche pregiudicati e condannati per vari reati. Questa notizia è solo l’ultima delle diverse segnalazioni che arrivano periodicamente denunciando i troppi abusi che sono stati fatti, e che ancora ci sono, nonostante l’indefesso lavoro della Guardia di Finanza. Ancora una volta la volontà politica di non fare lavorare insieme, comparando le notizie, i vari cervelloni che raccolgono i dati di tutti gli italiani ha procurato e procura danni ingenti. Quante sono ad oggi le persone che hanno preso ingiustamente il reddito di cittadinanza? Come pensa lo Stato di poter riprendere questi soldi? Quali sanzioni sono previste? A quanto aumenta in euro e in dispendio di energia e di pratiche il danno che lo Stato, e cioè noi, ha subito? Quando saranno messi in connessione i vari dati per evitare nuove truffe?

  • Detective Stories: la truffa dei profili WhatsApp

    Natale e Capodanno si confermano periodi dell’anno particolarmente floridi per i truffatori che imbrogliano i malcapitati tramite siti esca che utilizzano per rubare i dati delle carte di credito, ma anche spedendo merce falsificata (tramite applicazioni e siti di vendita online), spacciata per originale.

    Si tratta di un ambito piuttosto vasto ma, con il Natale alle nostre spalle, a fare paura è la nuova “truffa di capodanno”. Segnalata da qualche giorno dalla polizia postale, la truffa di capodanno consiste nel furto del profilo WhatsApp di un soggetto, per poi successivamente ricadere “a catena” sugli account dei contatti presenti nella rubrica della persona truffata.

    Ma come funziona?

    Whatsapp dà la possibilità di installare la propria applicazione su nuovi dispositivi (ad esempio in caso di acquisto di un nuovo cellulare), a costo però della cancellazione del vecchio account. In parole povere, lo stesso account WhatsApp non può esistere contemporaneamente su due dispositivi.

    Per rendere ciò possibile, Whatsapp utilizza una procedura di sicurezza chiamata “autenticazione a due fattori”, quindi, cercando di installare WhatsApp sul nuovo cellulare, l’applicazione chiederà di inserire il numero di telefono al quale inviare il codice a 6 cifre necessario per “autorizzare” il nuovo dispositivo al caricamento del nostro vecchio account e di tutte le chat sul nuovo telefono, ma è proprio qui che entrano in gioco i ladri di account.

    Questi truffatori, dopo aver installato Whatsapp sul loro telefono cellulare, inseriscono il numero di cellulare della vittima, nelle impostazioni iniziali, spacciandolo per proprio. A questo punto WhatsApp invierà al numero di telefono della vittima il codice a 6 cifre necessario per l’installazione sul nuovo dispositivo.

    È quindi proprio la vittima a ricevere il codice in una prima fase, codice che i truffatori riescono ad ottenere grazie ad un astuto stratagemma, ovvero contattando la vittima via sms o WhatsApp fingendo di essere una loro conoscenza (spesso utilizzando fotografie di nostri contatti come immagine del proprio profilo per avere più  credibilità) e spiegando di avere inviato il codice per errore, chiedendo di copiarlo ed inviarlo nuovamente.

    Una volta inviato il proprio codice a 6 cifre ai truffatori, si è caduti nella loro trappola. Questi potranno attivare l’account WhatsApp della vittima sul loro dispositivo, accendendo a tutti i dati e chat personali.

    Ma non finisce qui..

    Una volta entrati in possesso dei nostri account, questi soggetti possono attuare la stessa metodologia con tutti i nostri contatti presenti in rubrica, ma questa volta potendo contare su un arma in più a loro favore. Difatti adesso potranno fingere di essere noi dal momento in cui scrivono direttamente dal “nostro profilo”, aumentando così la loro credibilità.. in parole povere i nostri contatti su whatsapp riceveranno dei messaggi direttamente dal nostro “profilo”, non lasciando molti dubbi alla veridicità della richiesta, questo spiegherebbe il perché della truffa a catena di profili WhatsApp avvenuta in questi giorni nel Bresciano.

    Questa tipologia di truffatori può agire per diversi motivi, su commissione oppure per appropriarsi di informazioni ed immagini personali delle vittime per poi chiedere un riscatto, per questo motivo è sempre bene non rispondere mai a messaggi che richiedono codici personali o dare seguito a richieste strane da parte di “amici e contatti” che richiedono denaro per situazioni di emergenza. E’ sempre meglio contattare direttamente la persona che scrive per avere una conferma e, qualora foste caduti in trappola, è bene rivolgersi alla Polizia Postale per denunciare l’accaduto.

    A meno di situazioni di truffa eclatanti, difficilmente verrà fatto qualcosa in merito alla riappropriazione del vostro profilo, o per la restituzione del vostro denaro, ma se non altro un interessamento delle forze dell’ordine competenti potrebbe far sì che altre potenziali vittime non cadano nella stessa trappola.

    Per domande e consigli di natura investigativa e/o di sicurezza, scrivetemi e vi risponderò direttamente su questa rubrica: d.castro@vigilargroup.com

  • Il teatrino della politica ed il risparmio truffato e dimenticato

    Per il risparmio tradito anche di Veneto Banca e Popolare di Vicenza tutti i governi che si sono succeduti alla guida del nostro Paese hanno sempre dichiarato la propria volontà di ristorare il danno subito dai risparmiatori. Mentre ancora si sentono le urla e le grida sguaiate di una campagna elettorale che ha visto come protagonista esponenti dal profilo culturale imbarazzante ecco come, ancora una volta, il risparmio tradito risulti ora anche dimenticato.

    Anche in questo caso una analisi dimostra come le reali intenzioni della classe di governo siano infantile e imbarazzante manifestazione di un presunto successo rivendicato dalle associazioni nate per la tutela degli stessi risparmiatori. I numeri, ancora una volta, risultano implacabili nel fotografare una situazione scandalosa. La domande presentate per accedere al fondo di indennizzo (30% del valore con un massimo di 100.000 euro va ricordato), infatti, al momento attuale vengono calcolate in 144.000. Queste devono venire valutate preventivamente dalla Consip e ad oggi risultano 38.000 le pratiche evase. Mentre le richieste di indennizzo vagliate ed “indennizzabili” a tutt’oggi risultano 780.

    In considerazione quindi dei tempi procedurali una stima approssimativa individua in un arco temporale di “soli” quarantasei (46) anni il periodo per le analisi di tutte le domande. Quindi le procedure per l’indennizzo di tutti i risparmiatori truffati finiranno nel 2066.

    La truffa dei risparmio tradito da una classe dirigente disonesta si trasforma nella truffa di una intera classe politica, governativa e parlamentare assolutamente indegna.

  • Truffe estive e come difendersi

    Ogni anno, nel periodo che va da luglio ad agosto, giungono puntuali nella mia mail diverse richieste di supporto da parte di persone truffate nell’ambito della prenotazione delle vacanze. Nella migliore delle ipotesi ci si rende conto di essere stati imbrogliati prima della partenza e, dopo aver accusato il colpo, il malcapitato di turno provvede a prenotare da un’altra parte (sostanzialmente pagando due volte), nei casi peggiori ce ne si accorge troppo tardi, magari giunti in loco e a cavallo dei giorni di ferragosto, senza la possibilità di trovare un alloggio disponibile. La vacanza sognata per mesi, si trasforma così in un incubo.

    In realtà situazioni di questo tipo si verificano tutto l’anno, ma aumentano a dismisura durante la fine di luglio, ed in prossimità di importanti manifestazioni che prevedono un aumento di soggiorni in una determinata città, come ad esempio nel caso di una importante fiera di settore o di una partita di calcio.

    Ma per quale motivo?

    Tendenzialmente i truffatori sfruttano il fattore sold out e gli alti costi delle stanze in affitto/hotel, inserendo annunci di soggiorni con prezzi particolarmente allettanti ed attirando così l’attenzione di più persone. Una volta mostrati loro i vantaggi economici, le foto delle camere e le false recensioni, dirottano i clienti su piattaforme di terze parti per l’effettuazione del pagamento.

    È la tipologia di truffa più diffusa su Airbnb, il noto sito per l’affitto di appartamenti e posti letto, truffa che si ricollega al caso di Francesca, una studentessa caduta nella trappola di un falso annuncio relativo all’affitto di un appartamento a Barcellona.

    Il truffatore, particolarmente abile, spiegò di come la casa fosse già prenotata per quelle date, ma siccome Francesca ed i suoi amici sarebbero rimasti qualche giorno in più, lui avrebbe annullato la prenotazione dell’altro gruppo a favore di Francesca, ma solo a fronte di un pagamento al di fuori della piattaforma Airbnb, così da non pagare la percentuale ad Airbnb, dato che a seguito dell’annullamento della prenotazione precedente, avrebbe dovuto pagare una penale.

    Non trovando altre soluzioni con simili vantaggi, Francesca effettuò il pagamento, peccato però che al suo arrivo non trovò nessun appartamento ad attenderla.

    Il padre di Francesca mi chiese di poter risalire al truffatore, e fu così che, analizzando le fotografie dell’appartamento utilizzate nell’annuncio e le altre informazioni presenti al suo interno, trovai alcune tracce interessanti nella rete, riuscendo quindi a risalire ad alcuni nuovi annunci del truffatore.

    Lo contattai con la scusa di una prenotazione a lungo termine, una prospettiva troppo allettante da farsi sfuggire.

    Finsi di essere decisamente poco sveglio, e spiegando di avere problemi con la carta di credito, domandai se un mio amico presente in loco potesse pagare metà della somma in contanti per bloccare la prenotazione, mentre io avrei provveduto al pagamento della quota rimanente al mio arrivo. L’uomo acconsentì, ma poco prima dell’incontro inviò un messaggio spiegando che “causa impegni di lavoro”, all’incontro sarebbe andata una sua amica.

    Il nostro contatto venne raggiunto da una donna peruviana di circa 45 anni, che dopo aver preso la busta con i contanti, si allontanò sorridendo. La donna però non sapeva che in realtà i miei agenti la stavano pedinando e che di lì a breve avrebbe perso il suo sorriso.

    Giunse in un Bar nella zona di Gracia e dopo alcuni minuti venne raggiunta da un uomo di circa 30 anni, anch’egli peruviano, che dopo averla salutata, prese la busta con il denaro da sotto il tavolo.

    Tutti i passaggi erano stati documentati e filmati dai miei agenti, una occasione troppo allettante per non allertare la Guardia Civil. Pochi minuti dopo gli agenti giunsero sul posto e bloccarono i due, che vennero messi in stato di fermo. La coppia confessò subito, si trattava della “banda criminale” che aveva truffato Francesca ed ovviamente molti altri.

    Questo fu solo un episodio, in realtà le tipologie di truffe relative al mondo delle prenotazioni vacanze sono molteplici.

    In alcuni casi, i pagamenti delle prenotazioni vengono sì effettuati tramite la piattaforma ufficiale dei siti di riferimento, ma al momento dell’arrivo è facile constatare come la situazione sia ben diversa da quella prospettata sull’annuncio. Ci si trova difatti in tutt’altro appartamento/hotel rispetto a quello visto sul internet.

    Nella maggior parte dei casi i clienti rinunciano a contestare, in quanto in determinati periodi dell’anno è difficile trovare altre soluzioni/sistemazioni. In altri casi le prenotazioni vengono annullate dagli host con breve preavviso, spesso con motivazioni riconducibili a problemi ai bagni e/o di tubature che rendono la casa inagibile, ma in realtà poi la prenotazione va a favore di utenti che desiderano soggiornare di più e che quindi rappresentano un vantaggio economico maggiore per il proprietario. Altre volte gli host cercano di addebitare danni inesistenti ai clienti. Anche se tecnicamente i soldi non vengono propriamente “rubati”, si tratta sempre di una tipologia di truffa.

    Talvolta però i criminali agiscono in maniera decisamente più subdola: vengono inviate delle mail con offerte vantaggiose e link apparentemente provenienti da siti molto conosciuti. Questi siti mostrano layout e stili identici a quelli originali, ma in realtà, una attenta analisi mostrerà come i nomi dei dominii siano in realtà storpiati in maniera impercettibile. L’obbiettivo dei truffatori sarà quello di farci effettuare una prenotazione, così da poter sottrarre i nostri dati bancari e la nostra identità.

    Il mio consiglio per prevenire questo tipo di truffe è quello di effettuare acquisti sempre e solo da siti attendibili ai quali si effettui accesso dal proprio browser, preferibilmente disponendo di un proprio account e senza mai cliccare su link provenienti da offerte ricevute tramite email, a meno che non si sia certi della loro provenienza. Le cosiddette “email di phishing”, vengono create con l’obbiettivo di infondere nel lettore un senso di urgenza, inserendo messaggi come, “OFFERTA LAST MINUTE CON SCONTO DEL 90% SE PRENOTI ENTRO 30 MINUTI” etc.

    Una mail affidabile finirà sempre con il nome del dominio originale, per questo motivo ad esempio, tutte le mail di Booking.com finiranno con “@booking.com”, mentre una tipica mail phishing, potrebbe finire con “@booking-186237.com”, la vostra casella mail dovrebbe filtrarle il più delle volte, ma non si sa mai.

    Evitate sempre di inserire i vostri dati di accesso dopo aver cliccato su un link e non effettuate mai pagamenti di soggiorni da siti non conosciuti o di terze parti, ma solo utilizzando le piattaforme ufficiali dei siti di riferimento.

    Se ricevete una mail che ritenete attendibile, ma poi cliccando sul link vi doveste ritrovare su un dominio avente un nome differente, evitate di procedere con gli acquisti.

    Verificate sempre le recensioni delle strutture che vi interessano (spesso quelle create ad hoc contengono numerosi errori grammaticali) e verificate la presenza di annunci simili sulla rete effettuando la ricerca delle immagini presenti nell’annuncio utilizzando Google immagini, potreste scoprire come le foto della casa che vorreste affittare, in realtà, siano le stesse di un altro annuncio relativo all’affitto di un appartamento in un’altra città.  Segnale inequivocabile di come almeno uno dei due annunci stia celando una truffa.

    Dubitate delle tariffe estremamente convenienti. Se il prezzo medio di mercato per una stanza a New York in un determinato periodo dell’anno ed in una determinata zona non fosse inferiore a 200 Dollari al giorno evitate di prenotare lo stupendo attico nella Fifth Avenue, che costa solo 80 dollari a notte… nessuno vi regalerà mai niente per niente.

    Se l’host vi dovesse chiedere di pagare al di fuori della piattaforma ufficiale segnalate subito l’annuncio al sito, provvederanno a rimuovere l’annuncio evitando che qualcuno meno attento di voi cada nella rete dei truffatori.

    Infine, ascoltate sempre il vostro istinto, ma soprattutto date retta al buon senso. Non sbaglierete mai.

    Per domande e consigli di natura investigativa e/o di sicurezza, scrivetemi e vi risponderò direttamente su questa rubricad.castro@vigilargroup.com

     

  • Una conquista che può tramutarsi in danno irreversibile

    Dopo aver cancellato le varie mail che mi proponevano l’allungamento del pene, l’acquisto di Bitcoin per guadagnare l’immaginabile, tre o quattro contratti diversi per luce, gas e quanto altro, proposte di incontri o professioni di amicizia…con fanciulle ed uomini di varie età, avvisi di importanti banche su modifiche di conti che non ho e di rimborsi ipotetici ai quali certamente non ho diritto, offerte di premi da parte di Amazon e dei più diversi supermercati, inviti ad acquistare sistemi di protezione individuale e di sanificazioni, avvertimenti che mi mettevano in guardia sulla violazione del mio sito, della mail, della carta di credito etc etc, e dopo aver ricevuto sugli stessi ed altri argomenti anche mail in diverse lingue, più una serie di accorati messaggi di presunti moribondi che mi offrivano le loro cospicue sostanze perché soli al mondo e dopo aver ascoltato le disperate denunce di tante persone truffate alle quali hanno sottratto denaro, dignità e serenità con le più disparate truffe, comprese quelle sentimentali, continua ad essere senza risposta la domanda del perché nel mondo conosciuto, non so su Marte, internet, i social in genere, siano gli unici che di fatto non rispondono a regole comuni, non pagano per le nefandezze che tramite loro si compiono ogni minuto, non abbiano nemmeno una tassazione giusta rispetto agli altri contribuenti dei singoli paesi dove sono utilizzati. I sistemi informatici sono stati meravigliosi quando ci hanno aiutato a lavorare, a comunicare, a mantenere le relazioni affettive e sociali nella clausura della pandemia, hanno portato ai medici dei paesi più poveri informazioni essenziali per combattere il covid ed altre malattie, hanno permesso di ascoltare un concerto, o di partecipare ad una conferenza a migliaia di km di distanza, ma rimangono strumenti che nei fatti sfuggono ad ogni controllo quando si tratta di veicolare e mettere in contatto terroristi, spacciatori e consumatori di droga, pedofili e sadici di vario tipo.

    La libertà ha un prezzo, bisogna che ci siano regole comuni rispettate, che ci sia il modo di sanzionare chi non lo fa, sbaglia chi utilizza uno strumento nato per tutti come un grimaldello personale per entrare nelle vite degli altri, chi trasforma le reti informatiche in uno strumento del terrore o della criminalità.

    Dopo l’esperienza della pandemia si moltiplicheranno i lavori da casa, le vendite online, i rapporti di lavoro ed interpersonali che viaggeranno sulla rete, ci saranno conseguenze economiche, spesso non positive almeno per i primi tempi, ma nulla potrà essere fatto con sicurezza e trasparenza se non saranno codificate regole per tutti. In caso contrario quello che oggi è una conquista si tramuterà in un danno irreversibile.

  • Detective Stories: truffe digitali, cosa sono le “romance scam” e come prevenirle

    Negli ultimi anni abbiamo potuto osservare un aumento vertiginoso di truffe e raggiri avvenuti tramite internet. I malintenzionati possono contare su nuove metodologie “operative” estremamente vantaggiose, difatti, protetti dall’anonimato della rete e senza la necessità di esporsi “fisicamente”, possono truffare indisturbatamente più persone contemporaneamente e con rischi minori.

    Quello della “truffa romantica” è una tipologia di frode tipica del web particolarmente  diffusa negli ultimi anni (soprattutto nell’ultimo periodo di confinamento domestico forzato), ed il cui successo dipende completamente dall’acquisizione della fiducia della vittima, alla quale viene chiesto di anticipare cifre di denaro piuttosto consistenti,  a fronte di situazioni di “estrema urgenza”o “motivi di salute”.

    Nei casi peggiori, le richieste di denaro avvengono in seguito allo scambio di immagini private/personali, inviate dalla vittima (inconsapevole) al truffatore, il quale minaccerà la malcapitata di diffondere queste tra tutti i suoi contatti/follower qualora non venisse pagata una determinata cifra.

    E’ evidente come abbiamo a che fare con una tipologia di truffatori estremamente organizzata. Non si tratta di persone improvvisate che agiscono da uno sgabuzzino, bensì di vere e proprie organizzazioni criminali votate alla truffa e che dispongono di soggetti spesso poliglotti, dotati di un discreto livello culturale, abili nel conversare, nel circuire e che conoscono bene la tipologia di persona che potrebbe essere gradita alla vittima.

    Ma come agiscono questi truffatori?

    In primis il truffatore seleziona il profilo di un soggetto dotato di bell’aspetto, identifica tutti suoi profili social e ne estrapola solo alcune fotografie, solitamente dalle 10 alle 20 sono sufficienti, dopodichè utilizzando un altro nome, inizia ad interagire con altri profili per generare traffico ed ottenere un velo di credibilità. Solitamente, se il truffatore vuole circuire una donna, la maggior parte dei contatti presenti sul suo profilo social saranno femminili (ovviamente non avrà nessun interesse nell’intrattenere rapporti social con altri uomini).

    Sulla base della nazionalità della vittima, il truffatore fornirà un profilo “credibile” ma sempre con un velo di mistero, restando vago e senza dare troppe spiegazioni. Ad esempio se la lingua madre del truffatore fosse il francese, dirà alla vittima di essere italiano ma di vivere in Francia da tantissimi anni, questo per giustificare l’eventuale accento.

    Ma quali sono le vittime?

    Statisticamente i truffatori prediligono le donne, per lo più persone sole tra i 40 ed i 65 anni di età  con un buon livello culturale, una buona posizione lavorativa e possibilmente in stato di fragilità emotiva. Studiano i profili social delle vittime e tutte le loro informazioni presenti sul web per trasformarsi nell’uomo dei sogni, ma il fine è sempre e solo uno. Quello di estorcere del denaro con un raggiro.

    Recentemente ho affrontato il caso di una professionista milanese, caduta nella trappola di un romantic scammer che era riuscito ad estorcerle cifre molto importanti in un breve periodo. L’uomo, fintosi un imprenditore italiano residente all’estero, aveva creato un profilo assolutamente credibile, tuttavia aveva commesso alcuni errori.

    Aveva fornito un numero di cellulare straniero che non richiedeva registrazione, ed aveva utilizzato le fotografie di un attore famoso in America Latina ma sconosciuto in Italia.

    Già di per se, queste informazioni erano sufficienti a stabilire come l’uomo idealizzato dalla malcapitata fosse in realtà un truffatore, tuttavia le indagini approfondite mi hanno portato a stabilire con assoluta certezza, come in realtà il profilo social dell’uomo fosse gestito da più persone. Si trattava di una banda criminale del Gabon dedita a commettere questo genere di truffe su base giornaliera.

    Tanti come loro, soprattutto in Africa, dove i Nigeriani sono specializzati in questo genere di truffe ed i numeri fanno la differenza, con le chance di successo e guadagno che aumentano proporzionalmente al numero di contatti sviluppati e quindi di vittime cadute nella loro rete.

    Insomma, alla fine cambia la scena del crimine, ma non i criminali, i quali possono sempre commettere degli errori e per questo divengono individuabili.

    Un consiglio tecnico su come individuarli?

    Salvate la loro foto profilo ed effettuate una ricerca inversa dell’immagine utilizzando Google Immagini. I risultati mostreranno tutti i siti che contengono la stessa foto che avete caricato, social network inclusi.

    Spesso questo sarà sufficiente per scoprire se la foto della persona con cui state parlando, appartenga in realtà a qualcun altro.

    Per domande e consigli di natura investigativa e/o di sicurezza, scrivetemi e vi risponderò direttamente su questa rubrica: d.castro@vigilargroup.com

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