viaggi

  • La Commissione Ue apre all’ingresso dei turisti vaccinati

    La Commissione europea propone agli Stati membri di allentare le attuali restrizioni sui viaggi non essenziali nell’Ue per tenere conto dei progressi delle campagne di vaccinazione e degli sviluppi della situazione epidemiologica a livello mondiale. L’intento è soprattutto di riaprire i confini per dare ossigeno al settore del turismo che tanto ha sofferto nell’ultimo anno. “E’ ora di ravvivare l’industria del turismo e rilanciare le amicizie transfrontaliere in sicurezza. Ci proponiamo di accogliere nuovamente i visitatori vaccinati e quelli provenienti da Paesi con una buona situazione di salute”, ha spiegato in un tweet la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. “Ma se emergono varianti dobbiamo agire in fretta: proponiamo un meccanismo di freno di emergenza dell’Ue”, ha aggiunto.

    Nella sostanza, l’esecutivo di Bruxelles propone di consentire l’ingresso nell’Ue per motivi non essenziali a chi ha ricevuto, almeno 14 giorni prima dell’arrivo, l’ultima dose raccomandata di un vaccino autorizzato dall’Ema. Gli Stati membri potrebbero estendere la possibilità anche ai vaccini nell’elenco degli usi di emergenza dell’Oms. Resta quindi escluso per il momento il vaccino russo Sputnik. Vengono inoltre allentate le restrizioni sulla base della situazione pandemica, indipendentemente dal vaccino. Attualmente solo sette Stati sono ritenuti dall’Ue sicuri e quindi è permesso ai loro cittadini l’ingresso nell’Unione anche per turismo. La Commissione propone di modificare i criteri per tenere conto delle crescenti prove dell’impatto positivo delle campagne di vaccinazione. La proposta è di aumentare la soglia del tasso cumulativo di notifica dei casi Covid-19 negli ultimi 14 giorni da 25 a 100, che rimane notevolmente al di sotto dell’attuale media Ue, che è superiore a 420. Per fare fronte all’emergere delle nuove varianti del Covid, Bruxelles propone un nuovo meccanismo di “freno di emergenza”, da coordinare a livello dell’Ue e che limiterebbe il rischio che le varianti entrino nell’Unione. Ciò consentirà agli Stati membri di agire rapidamente e di limitare al minimo indispensabile tutti i viaggi dai Paesi colpiti per il tempo necessario a mettere in atto misure sanitarie adeguate.

    I bambini esclusi dalla vaccinazione dovrebbero essere in grado di viaggiare con i loro genitori vaccinati se hanno un test Pcr Covid-19 negativo eseguito al più presto 72 ore prima dell’arrivo. In questi casi, gli Stati membri potrebbero richiedere ulteriori test dopo l’arrivo.

  • Assembramento su Marte: tre sonde in arrivo in 10 giorni

    Dieci giorni al cardiopalmo per seguire l’arrivo al fotofinish su Marte delle tre sonde spaziali lanciate lo scorso luglio. La prima a tagliare il traguardo sarà la sonda Hope degli Emirati Arabi Uniti, che il 9 febbraio ha compiuto in una manovra spericolata per inserirsi nell’orbita del Pianeta Rosso intorno alle 16:41 ora italiana. Il giorno dopo è stato il turno della sonda cinese Tianwen-1, mentre il 18 febbraio toccherà alla missione della Nasa Mars 2020 con il rover Perseverance.

    Questo ‘assembramento’ spaziale è dovuto al fatto che la scorsa estate le 3 sonde sono state lanciate a pochi giorni di distanza per approfittare della finestra temporale in cui Marte si trovava in posizione favorevole rispetto alla Terra (evento che si verifica ogni due anni). Grande assente è l’Europa, che a causa di ritardi tecnici (legati anche all’emergenza Covid-19) ha dovuto rinviare al 2022 il lancio della missione ExoMars, dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e della russa Roscosmos.

    La missione Hope (Al Amal, ‘speranza’ in arabo), rappresenta il debutto interplanetario degli Emirati Arabi Uniti, che con questa prima assoluta intendono aprire i festeggiamenti per il 50esimo anniversario della loro fondazione. L’attesa è stata elettrizzante, perché la manovra di inserimento in orbita rappresenta il momento più critico della missione: per essere catturata correttamente dal campo gravitazionale marziano, Hope ha dovuto rallentare da 121.000 a 18.000 chilometri orari, accendendo i suoi 6 motori delta-V per 27 minuti. A causa della distanza che ci separa da Marte, e che rende impossibile il pilotaggio manuale da Terra, la manovra ha dovuto essere eseguita in maniera del tutto automatica. Si stimava che la probabilità di successo fossero pari al 50%, dunque restava un alto il rischio che la sonda mancasse il pianeta o finisse per schiantarsi sulla sua superficie. Se tutto andrà bene, Hope rimarrà in orbita per almeno un anno marziano (687 giorni) per monitorare la meteorologia e la climatologia del pianeta con 3 strumenti scientifici: lo spettrometro infrarosso Emirs, la camera ad alta risoluzione Exi e lo spettrometro ultravioletto Emus.

    Si spinge oltre la missione cinese Tianwen-1, il cui nome significa ‘ricerca delle verità celesti’: oltre all’orbiter prevede anche un rover che si distaccherà a maggio per provare a posarsi sul suolo marziano, permettendo così alla Cina di diventare il secondo Paese al mondo dopo gli Stati Uniti a fare un atterraggio morbido sul Pianeta Rosso. La Nasa, che invece sta per portare il suo quinto rover sulla superficie marziana, proverà grazie a Perseverance a riportare i primi campioni di Marte sulla Terra entro il 2031 in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea (Esa).

  • (Neuro) Psiche -16

    V sec. a. C. Pindaro: L’oro è figlio di Zeus. Scorre dalla sua stessa forza.

    65 d.C. L’imperatore romano Nerone avvia la costruzione della sua Domus Aurea (la Casa Dorata). Una enorme villa ricca di marmi pregiati, oro e pietre preziose provenienti dai saccheggi di ricche città Orientali.

    1271 Il mercante veneziano Marco Polo viene nominato consigliere dall’imperatore Kublai Khan della Dinastia Yuan.

    1296 Marco Polo, noto a Venezia come messer Marco Milioni (per via dei suoi racconti sulle enormi ricchezze viste in Oriente) viene imprigionato e interrogato per tre anni dai Genovesi. In cella dettò le memorie dei suoi viaggi allo scrittore Rustichello da Pisa che le pubblicò in lingua franco-veneta con il titolo di Livre qui est appelé le Divisiment dou monde.

    1300 Nasce e si diffonde la leggenda che al di là del Mare Oceano (come era chiamato al tempo l’Oceano Atlantico) esistessero sette città dorate note con i nomi di Aira, Anhuib, Ansalli, Ansesseli, Ansodi, Ansolli e Con.

    1338 Papa Benedetto XII invita ad Avignone (per ottenere informazioni?) una delegazione dell’imperatore cinese Zhiyuan della Dinastia Yuan.

    1371 Papa Gregorio XI invita ad Avignone (per ottenere informazioni?) una delegazione dell’imperatore cinese Xuānguāng della Dinastia Yuan.

    1405 L’imperatore cinese Yǒnglè della dinastia Ming commissiona i viaggi esplorativi dell’ammiraglio Zheng He il quale, tra il 1405 e il 1433 navigò con una imponente flotta (oltre 310 navi e circa 27 mila uomini) da oriente a occidente (1).

    L’imperatore invierà in Italia alcuni ambasciatori che in uno loro resoconto così descrivono Firenze: La terra di Fulin commercia in oro, argento, perle, vestiti, cavalli, olive e uva.

    1413 L’enorme flotta cinese, dell’ammiraglio Zheng He ha navi cariche d’oro e pietre preziose. In uno dei suoi viaggi, ospita come interprete un commerciante veneziano, Niccolò de’ Conti che aveva trascorso già molti anni in Asia.

    1420 A Pechino, l’imperatore Yǒnglè della dinastia Ming riceve una delegazione inviata (in missione esplorativa?) da Papa Martino V (Il Re di Lumi (Roma) negli scritti cinesi).

    1432 o 1433 Una delegazione Ming viene ricevuta (in gran segreto?) a Firenze alla presenza di delegati del Papa, delle famiglie nobili e degli eruditi del tempo, fra i quali Paolo del Pozzo Toscanelli. La delegazione porta in dono: il calendario Datong (il più accurato dell’epoca nel prevedere le fasi lunari, il passaggio delle stagioni e le varie eclissi), il calendario delle comete (i cinesi registrano il passaggio delle comete, compresa quella di Halley, già da diversi secoli), varie mappe con longitudine e latitudine (una di questa tracciava il continente americano?) e molte altre informazioni astronomiche, matematiche, architettoniche, etc. sconosciute al tempo in Europa.

    1433 A Firenze la potente famiglia Albizi costringe all’esilio Cosimo de’ Medici il quale si rifugerà a Venezia ospite dell’amico e socio in affari, il Doge Francesco Foscari. Nello stesso anno Paolo del Pozzo Toscanelli traccia le orbite delle comete (farà la stessa cosa negli anni a venire 1449-1450, 1456, 1457 e 1472).

    Nello stesso anno l’artista-ingegnere fiorentino Mariano Danniello detto il Taccola pubblica un manoscritto intitolato De machinis dove illustra il funzionamento di nuovi macchinari di notevole ingegno per l’epoca tra i quali macchine idrauliche e macchine da guerra. Disegni e studi utilizzati in seguito dal Brunelleschi e da Leonardo da Vinci.

    1434 Cosimo de’ Medici fa rientro a Firenze dove riesce a prendere il potere della città e dove ospiterà il veneziano Papa Gabriele Condulmer (Eugenio IV) costretto a scappare da Roma. Da qui a pochi anni Cosimo con il suo Banco Medici (che ha filiali in tutta Europa) diventerà uno degli uomini più ricchi del Mondo (e della storia).

    1436 Paolo del Pozzo Toscanelli presenta un primo progetto di riforma del calendario Giuliano.

    1439 Niccolò de’ Conti rientra a Venezia. Come penitenza per la sua conversione all’Islam, Papa Eugenio IV gli impone di raccontare i suoi viaggi al segretario papale Poggio Bracciolini. De’ Conti descrisse il Sud-est asiatico come superiore a tutte le altre regioni per ricchezza, cultura e magnificenza.

    1441 Il Bracciolini pubblica i resoconti del De’ Conti includendoli nel libro IV del suo De Varietate Fortunae. Le informazioni del De’ Conti vennero usate da diversi esploratori e viaggiatori, come Ludovico di Varthema e Antonio Pigafetta, che navigarono attorno al mondo con la spedizione di Ferdinando Magellano finanziata da importanti famiglie italiane di commercianti.

    1444 Fra Mauro, un monaco camaldolese disegna a Venezia il più dettagliato mappamondo dell’epoca (in Europa).

    1456 Paolo del Pozzo Toscanelli è il primo europeo a prevedere esattamente il passaggio della cometa di Halley.

    1460 Paolo del Pozzo Toscanelli viene considerato il più eminente matematico e astronomo del tempo. A Toscanelli si rivolgevano eminenti studiosi per avere conferme o delucidazioni in merito alle sue teorie scientifiche, come il filosofo Nicola Cusano o l’astronomo e astrologo tedesco Regiomontano.

    1471 Paolo del Pozzo Toscanelli è il primo europeo a suddividere la mappa del pianeta per longitudini e latitudini. Mappa che destò molto interesse fra le più influenti e ricche famiglie dell’epoca (3).

    1. 1471. Sale al soglio pontificio con il nome di Sisto IV, Francesco della Rovere il quale, consigliato dal nipote Girolamo Riario, signore di Imola e di Forlì, porta avanti una politica espansionistica ai danni degli altri Stati italiani.

    1474 Paolo dal Pozzo Toscanelli scrive al canonico della cattedrale di Lisbona, l’arcivescovo Martines sulla possibilità di navigare verso Occidente per raggiungere le Indie allegando una carta nautica da lui disegnata per raggiungere il Giappone (il Cipangu di Marco Polo) facendo rotta dall’Europa verso Ovest. In una lettera successiva, inviata a Cristoforo Colombo, il Toscanelli scrive di una lunga conversazione che Papa Eugenio IV avrebbe avuto con un testimone diretto (forse il de’ Conti?) il quale avrebbe affermato che questo paese vale la pena essere conosciuto dai Latini, non solo perché è grande la ricchezza che può essere ottenuto da esso, oro e argento, tutti i tipi di gemme, e spezie, che non raggiungono mai noi, ma anche per i suoi dotti, filosofi, geografi e astrologi esperti […] e tale viaggio è non solo possibile, ma è vero e certo di essere onorevole di portar profitti incalcolabili. Sempre in questa lettera menziona anche la visita di uomini da Catai (Cina) durante il regno di papa Eugenio IV (quindi fra il 1431 e il 1447). In una seconda lettera il Toscanelli aggiunge di avere informazioni ricche e dettagliate da uomini eminenti venuti da quelle terre fino alla corte papale.

    1475 Paolo del Pozzo Toscanelli fa costruire nel Duomo di Firenze un grande gnomone, strumento astronomico per studiare il moto del sole. Grazie a ciò fu possibile correggere le tavole dei moti solari del tempo.

    1478 A Firenze, per espugnare il potere dei De’ Medici, la famiglia di banchieri fiorentini de’ Pazzi, tramite l’appoggio di Papa Sisto IV ed altri appoggi esterni organizzano un piano per assassinare i due nipoti di Cosimo. La congiura portò all’uccisione di Giuliano e al ferimento di Lorenzo, noto come Lorenzo il Magnifico, senza tuttavia condurre alla fine del potere mediceo su Firenze, come era nei piani.

    1484 A Roma, con l’appoggio dei De’ Medici, viene nominato Papa Giovanni Battista Cybo (di una ricca famiglia genovese alleata della potente famiglia fiorentina) che prenderà il nome di Innocenzo VIII. Per molti anni il Papa affidò a Lorenzo de’ Medici il ruolo, non ufficiale, di suo primo consigliere. Uno dei suoi figli illegittimi, Francesco “Franceschetto” Cybo nel 1488 prenderà come moglie una figlia di Lorenzo de’ Medici, Maddalena.

    1485 Cristoforo Colombo parte per il “Nuovo Mondo”? (Con la mappa del Toscanelli copia di una mappa cinese)? Di sicuro si sa che su una carta del 1513, attualmente conservata nel museo Topkapi di Istanbul, c’è un’annotazione sull’area delle coste americane dove si legge che questi lidi vennero scoperti nell’anno 890 dell’era araba da un infedele di Genova chiamato Colombo. L’anno arabo 890 corrisponde nel nostro calendario al 1485.

    1488 Cristoforo Colombo parte nuovamente per il “nuovo mondo”? Nel 1582 lo studioso e letterato romano Francesco Sansavino nella sua opera intitolata “Cronologia del Mondo” scrive che nel 1488 Colombo ottenne dai Reali di Spagna huomini, navali, vettovaglie e armi e partitosi dalle Gadi, trova con maraviglia d’ogniuno, il mondo di sotto, incognito per quanto si crede à gli antichi.

    1492 17 Aprile. I Reali di Spagna e Cristoforo Colombo firmano un contratto (noto come Capitolaciones) dove si precisa che la Corona avrebbe concesso a Colombo quanto stabilito per quello che ha scoperto… (che ha già scoperto?) e dove si fa riferimento al fatto che metà della somma necessaria per l’armamento della flotta l’avrebbero messa alcuni finanziatori italiani e l’altra metà gli spagnoli. Da recenti studi è emerso, tuttavia, che nessuna delle risorse per finanziare l’impresa provenga dai Re spagnoli ma da banchieri genovesi e fiorentini legati a Papa Innocenzo VIII e da fondi della Chiesa in Spagna che erano stati istituiti per volere del papato per sostenere la guerra contro i Mori nella Penisola Iberica.

    Per contratto e per legge, quindi, tutti i diritti sulle terre conquistate sarebbero state dei finanziatori italiani ma all’improvviso cambia tutto.

    25 Luglio. Muore improvvisamente Papa Innocenzo VIII (forse avvelenato?).

    6 Agosto. In tutta fretta, dopo soli 11 giorni dalla morte del Pontefice e, nonostante gli scarsi mezzi di comunicazione e di trasporto dell’epoca, ha inizio il Conclave.

    11 Agosto. Il Collegio Cardinalizio sceglie come Papa lo spagnolo Rodrigo Borgia (Roderic Llançol de Borja) che prende il nome di Alessandro VI. Papa che assegnerà tutte le nuove terre conquistate (e tutti i diritti al loro sfruttamento) ai Re di Spagna, Isabella e Ferdinando (che, come dimostrano i documenti storici, nell’impresa, non misero un soldo). Il resto di questa storia è nota. In questa corsa all’eldorado (abbreviazione di El rio dorado – Il fiume d’oro) i de’ Medici videro l’inizio della loro fine mentre la Spagna divenne in pochi anni e per oltre due secoli una super potenza mondiale.

    1896 Canada: tre cercatori scoprono notevoli quantità di oro in due fiumi canadesi, lo Yukon e il Klondike. La notizia si diffuse rapidamente dando inizio all’ennesima corsa all’oro.

    2019 La Nasa dichiara di avere in programma un viaggio nel 2022 per raggiungere Psiche-16, un asteroide che si trova tra Marte e Giove al fine di estrarvi molti metalli preziosi, in primis l’oro, di cui pare ve ne siano decine di tonnellate.

    2020 Russia, Europa, Cina e Giappone hanno già avviato programmi simili. L’ammontare attuale degli investimenti tecnologici in questo settore si stima abbia già raggiunto la cifra di un miliardo di dollari.

    L’ennesima nuova corsa all’oro è appena cominciata…

    Quante corse (e quanta distruzione) per un semplice minerale.

    E quante altre violenze, nei secoli, per pochi altri semplici minerali.

    Quanti uomini, animali e vegetali sono morti a causa di tanta avidità? E quanti altri devono continuare a morire? Quanti bambini stanno morendo ancora oggi nelle miniere di tutto il mondo? Eppure siamo stati tutti bambini. Ma cosa fa diventare un innocente bambino, di ogni epoca e luogo, in un adulto indifferente, avido sfruttatore e consumatore di altri esseri umani e di ogni risorsa naturale?

    Dai mitici racconti greci, passando dalle leggendarie storie medioevali di città dorate, fino alle trame dei cartoni animati moderni (straripanti di re, regine, pirati e fantastici mondi luccicanti) pare che il livello di giudizio di molti popoli su cosa davvero sia importante per la convivenza vitale su questo pianeta non sia molto cambiato. E a questo riguardo, quanto contano i racconti e l’esempio nell’educazione di un bambino e sulle sue scelte future? E quanto contano sul futuro di un popolo?

    “Non ostentare ciò che può desiderarsi, fa sì che il cuore del popolo non si turbi”

    Lao Zi

    (1) Nel XV secolo la Cina è all’avanguardia mondiale in tutte le scienze e le arti, fra le quali l’astronomia e la navigazione.

    (2) Nonostante il diametro terrestre fosse stato misurato con notevole precisione da Eratostene nel II secolo a.C. e nel IX secolo d.C. dagli astronomi arabi, la cultura cristiana aveva a disposizione solo il risultato di questi ultimi, che era espresso in miglia arabe; più lunghe delle miglia in uso in Europa; perciò attribuirono alla Terra una circonferenza di 30.000 km invece dei 40.253 misurati dagli Arabi e dei 40.075 misurati da Erastotene. Quest’errore condusse Toscanelli, e come lui Colombo, a valutare la distanza tra Lisbona e le Indie in circa 6.500 miglia navigando verso ovest.

    (3) Lo storico contemporaneo Wang Tai Peng ricorda che fino a quell’epoca la cartografia europea era relativamente arretrata: i navigatori occidentali dovevano affrontare i mari senza un’accurata misurazione delle longitudini. Le lacune delle mappe rispecchiavano a loro volta i ritardi dell’astronomia europea. Le flotte cinesi, invece, da secoli perlustravano l’Oceano Indiano utilizzando conoscenze astronomiche più avanzate per determinare sia la latitudine che la longitudine di una nave in mare.

  • Con 9 anni di ritardo apre l’aeroporto nuovo di Berlino

    È fatta, certo, ma non poteva accadere in un periodo peggiore: la grande opera incompiuta di Berlino l’aeroporto Willy Brandt, dalla sigla BER, è finalmente entrato in funzione, inaugurato da due atterraggi paralleli di Easyjet e Lufthansa. Dopo 14 anni di lavori di costruzione e innumerevoli rinvii, il momento non poteva essere meno propizio: la pandemia colpisce soprattutto il trasporto aereo, e la piccola cerimonia, in stile Covid, taglierà il nastro ad uno scalo che nasce a mezzo servizio (nelle migliori previsioni).

    Il nuovo aeroporto della capitale tedesca, che sostituirà i due scali di Schönefeld e Tegel, è stato a lungo sotto i riflettori, non solo in Germania. Clamoroso fu l’improvviso rinvio di un’inaugurazione praticamente già pronta, nel 2012, dopo aver già mostrato la nuova struttura alla stampa di tutto il mondo. Difetti tecnici, cui seguirono un mare di polemiche e tante rogne per l’allora sindaco di Berlino, Klaus Wowereit. Con i tempi sono lievitati, inevitabilmente, anche i costi: un investimento di 6 miliardi a fronte di una previsione di 2-3. “Noi ingegneri tedeschi ci siamo vergognati molto”, ammette il direttore generale Lütke Daldrup, citato dalla Welt.

    Ma il nuovo BER si farà perdonare, riuscendo ad accogliere un adeguato numero di passeggeri: quando si tornerà alla normalità prepandemica – le previsioni per il traffico aereo suggeriscono la data del 2024 – l’aeroporto sarà in grado di accogliere 40 milioni di passeggeri in tre dei suoi terminal. I due che sostituisce ne accoglievano fino a 34 milioni.

    Al momento, le compagnie aeree hanno ovviamente ridotto moltissimo l’attività e sono fra le principali vittime dell’impatto economico del coronavirus. Una circostanza che si rifletterà subito anche sui numeri del Willy Brandt, che è entrato in servizio “regolarmente” proprio nel giorno in cui è scattato il semi-lockdown, il 2 novembre. E dunque mentre il governo sconsiglia viaggi nella maggior parte del mondo – anche l’Italia è entrata quasi interamente nella lista dei Paesi a rischio – e vieta i pernottamenti turistici negli alberghi su base federale. Easyjet prevede quindi 180 voli a settimana (fra Tegel e Schonefeld di voli nel 2019 ne offriva 250). E stazionerà qui per ora solo 18 aerei, invece di 34. Lufthansa non ha suoi aerei in questo scalo, e pianifica per ora solo 30 voli al giorno, la metà rispetto ai tempi pre-Covid. La filiale Eurowings, ne prevede 70 a settimana, e Ryanair taglia del 40% l’offerta rispetto all’anno scorso.

    Il sindaco Michael Mueller non si lascia comunque abbattere: “Abbiamo visto con Tegel e Schoenefeld che gli aeroporti guadagnano”, ha detto alla Dpa. Adesso siamo in una fase particolare, ha concluso, “ma quando la crisi sarà superata, il nuovo aeroporto guadagnerà esattamente come quelli vecchi”. Prima però dovrà far rientrare le spese.

  • Anche gli emiri si lanciano alla conquista di Marte

    E’ di nuovo corsa a Marte: approfittando della posizione favorevole del pianeta rosso rispetto alla Terra sono tre le missioni che si preparano a scoprire i segreti del più affascinante dei pianeti, nella speranza di scoprire tracce di vita passata o forse presente. Si chiama Hope, Al Amal in arabo e Speranza in italiano, la prima missione della serie, che è anche la prima degli Emirati Arabi diretta a Marte. A breve sono previste la cinese Tianwen-1, il 23 luglio, e quella americana che il 30 luglio è destinata a portare su Marte il quinto rover della Nasa, Perseverance.

    Al nastro di partenza manca soltanto l’Europa, che non ha potuto approfittare della posizione favorevole del pianeta per lanciare il rover ExoMars 2020, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e della russa Roscosmos, a causa di ritardi tecnici e dovuti all’emergenza Covid-19. La nuova missione europea su Marte, anche questa destinata a cercare tracce di vita, dovrà perciò attendere il 2022, quando Marte si avvicinerà nuovamente alla Terra.

    La sonda degli Emirati Arabi Uniti ha così aperto la nuova corsa a Marte. Dopo quella che agli inizi degli anni 2000 aveva affollato l’orbita del pianeta rosso e portato sulla sua superficie i primi rover. Hope è stata lanciata dal Centro Spaziale giapponese di Tanegashima con un razzo H-2A della Mitsubishi e tutto è avvenuto come previsto. Dopo avere inviato il suo segnale a Terra, la sonda ha dispiegato i pannelli solari e ha cominciato il suo viaggio di sette mesi verso Marte. Una volta a destinazione, accenderà i suoi strumenti per studiare sia la superficie del pianeta sia la sua atmosfera, comprese le imponenti tempeste di polvere e le nubi di ghiaccio. L’obiettivo è fornire la prima mappa completa della meteorologia marziana e capire meglio il processo che nel tempo ha permesso al vento solare di strappare via l’atmosfera del pianeta, riducendola a un velo sottilissimo. Nei due anni previsti per la missione, Hope è programmata per fare ricognizioni complete ogni 55 ore e i dati che catturerà potranno aiutare a preparare le future missioni umane sul Marte.

    Il 23 luglio è la data prevista per il lancio della prima missione cinese diretta a Marte, Tianwen-1, che significa “Ricerca della verità celeste” e che nel febbraio 2021 prevede di portare sia un veicolo nell’orbita marziana sia, sul suolo del pianeta rosso, un rover equipaggiato con 13 strumenti. L’obiettivo è studiare l’atmosfera marziana, la struttura interna e la superficie del pianeta, con una particolare attenzione alle tracce della presenza di acqua e a eventuali segnali di forme di vita.

    Il 30 luglio, infine, sarà la volta di Perseverance, il quinto rover che la Nasa si prepara a mandare sulla superficie marziana. La missione, il cui lancio è previsto dalla base dell’aeronautica statunitense a Cape Canaveral (Florida), dovrebbe arrivare a destinazione nel marzo 2021 per circa due anni raccogliere i primi campioni del suolo marziano destinati a essere inviati sulla Terra, probabilmente entro il 2031. Sono rocce preziose perché potrebbero contenere gli indizi sulla presenza, passata o meno, di forme di vita marziana.

  • No alla quarantena per i passeggeri in arrivo: le compagnie aeree criticano la decisione di Londra

    Le compagnie aeree condannano la decisione del Regno Unito di introdurre una quarantena di 14 giorni per i viaggiatori. Il mese scorso, infatti, il governo ha annunciato che, dall’8 giugno tutti i passeggerei in arrivo con voli internazionali, compresi i cittadini britannici di ritorno in patria, devono autoisolarsi e fornire dettagli sul luogo in cui alloggeranno. Le critiche al Governo di Londra partono dal fatto che la proposta di introdurre la quarantena sia arrivata troppo tardi e si rivelerebbe perciò inefficace. All’inizio di questa settimana, il CEO di Ryanair, Micheal O’Leary, ha affermato che la sua compagnia aerea non cancellerà i voli da e per il Regno Unito e ha accusato i ministri di aver elaborato il piano di quarantena mentre in gli inglesi continuano ad ignorarla. British Airways, EasyJet e Ryanair hanno scritto congiuntamente al governo chiedendo un controllo giurisdizionale, ritenendo sproporzionate le regole imposte. L’International Airlines Group ha lamentato inoltre il fatto che le compagnie aeree non sono state consultate in merito a tale mossa.  Il governo britannico è stato da più parti pesantemente criticato per la sua lenta risposta alla pandemia: non ha chiuso i confini, non ha controllato gli arrivi internazionali né testato i viaggiatori durante il periodo più critico della diffusione del Covi-19, insistendo invece fino a maggio che porre restrizioni al confine non avrebbe avuto un impatto significativo sulla diffusione del virus.

  • Flixbus di nuovo in servizio in Italia dal 3 giugno

    FlixBus riaccende i motori e torna operativa sulle strade italiane, nel rispetto delle linee guida governative e con l’applicazione di tutte le misure volte a tutelare la salute dei passeggeri e del personale FlixBus. La ripartenza riguarda inizialmente 14 linee con l’impiego di 20 autobus operativi tra circa 70 città.

    La drastica riduzione della rete italiana di FlixBus, che prima della pandemia collegava oltre 500 città, spesso costituendo l’unica soluzione di mobilità nelle aree a bassa penetrazione ferroviaria e penalizzate dal gap infrastrutturale, riflette le difficoltà che il settore della lunga percorrenza, escluso dalla strategia di rilancio del Governo, sta incontrando in questa delicata fase.

    “È incredibile la mancanza di attenzione da parte del Governo, che a più riprese ha ignorato il nostro grido d’aiuto. Più volte, in questi mesi, abbiamo auspicato, invano, un sostegno economico immediato e una strategia chiara, indispensabili per rilanciare un settore, quello della lunga percorrenza, costituito da centinaia di piccole e medie imprese che, pur garantendo un servizio di pubblica utilità essenziale per molti, non ricevono fondi pubblici, e che senza un supporto concreto sono condannate a morte certa nei prossimi mesi”, ha dichiarato Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia. “Chiediamo – ha proseguito – che si corregga il tiro al più presto, già nel passaggio di conversione in Parlamento, a tutela di un intero comparto e di una sana concorrenza nei trasporti: per il nostro settore è questione di sopravvivenza. Noi, per ora, ripartiremo a ranghi ridotti e garantendo il distanziamento sociale a bordo, ma per poter continuare ad operare con la capillarità necessaria l’aiuto delle istituzioni è imprescindibile”,

    Anche se con un network limitato, FlixBus torna quindi a garantire l’operatività sul territorio nazionale, riattivando i collegamenti non solo fra molte delle principali città italiane ma anche fra alcuni centri minori e località turistiche, al fine, rispettivamente, di tornare a offrire una soluzione di mobilità e contribuire a rilanciare il turismo nel Paese.  Fra le città interessate dalla ripartenza si contano Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bari, Bologna, Firenze e Venezia, a cui si affiancano, fra le altre, Bergamo, Brescia, Verona, Padova, Udine, Trento, Parma, Reggio Emilia, Siena, Perugia, Pescara, Caserta, Salerno, Foggia, Lecce, Crotone, Messina e Catania.

    La consapevolezza di un ruolo sociale nel garantire una mobilità fra le aree scarsamente collegate dalle reti tradizionali. pur apparentemente non riconosciuta dal governo, ha inoltre portato FlixBus a riattivare le connessioni anche fra alcuni centri più piccoli, come Sibari e Cariati, nella Calabria ionica, ed Enna. Altrettanto cruciale per FlixBus, soprattutto in questa fase di rilancio e in vista del periodo estivo, è garantire la mobilità verso territori a vocazione turistica: tra le città verso cui si potrà viaggiare dalla prossima settimana si possono citare destinazioni di montagna come Bolzano, mete balneari come Monopoli, in Puglia, e mete d’eccezione per il turismo culturale come Agrigento.

    Le altre località di nuovo collegate dal 3 giugno sono Peschiera del Garda, Treviso, Mestre, Prato, Poggibonsi, Bettolle, Fisciano, Sala Consilina, Benevento, San Giovanni Rotondo, Manfredonia, San Severo, Andria, Fasano, Brindisi, Mormanno, Firmo, Rende, Mandatoriccio, Pietrapaola, Calopezzati, Mirto Crosia, Corigliano-Rossano, Torretta Crucoli, Cirò Marina, Torre Melissa, Strongoli Marina, Villa San Giovanni, Canicattì, Caltanissetta e gli aeroporti di Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Bergamo Orio al Serio e Venezia Marco Polo.

    Tutti i collegamenti sono acquistabili sul sito www.flixbus.it, tramite la app FlixBus gratuita e presso i rivenditori autorizzati sull’intero territorio nazionale.

  • Nel 2019 in Italia 10 milioni di passeggeri per FlixBus (+40%)

    FlixBus inaugura l’anno tagliando un nuovo traguardo: in Italia, si legge in una nota, la società ha trasportato circa 10 milioni di passeggeri nel solo 2019, registrando un incremento del 40% rispetto al 2018, complici l’estensione della rete nazionale a oltre 500 città da nord a sud e la riscoperta dell’autobus quale soluzione di mobilità ideale per spostarsi sulle lunghe tratte.

    FlixBus si riconferma inoltre leader di mercato in Europa, dove opera 450.000 collegamenti al giorno in 28 Paesi, mentre il consolidamento negli Stati Uniti, coordinato anche dalla nuova sede di New York, e l’arrivo in Turchia, con cui la società si affaccia sull’Asia per la prima volta, hanno reso il 2019 un anno cruciale anche per l’espansione al di fuori del continente. A livello globale, sono 62 milioni i passeggeri trasportati nel solo 2019, con un aumento del 37% rispetto al 2018.

    Nel 2019, quindi, il mercato italiano è cresciuto a un ritmo superiore alla media, costituendo il bacino di utenza di circa un sesto di tutti i passeggeri a livello mondiale. «Dall’arrivo in Italia abbiamo portato una rivoluzione inarrestabile nel mercato dei viaggi su gomma, dimostrando il potenziale di un sistema unico nel suo genere basato sulla digitalizzazione di un business tradizionale e un modello collaborativo capace di contribuire allo sviluppo delle economie locali», ha affermato Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia. «Nel 2020 continueremo ad ampliare la nostra rete, per offrire una soluzione di mobilità sempre più capillare e alla portata di tutti, oltre che rispettosa dell’ambiente: a questo riguardo, un’attenzione particolare sarà rivolta all’intermodalità, con l’aumento delle rotte per gli aeroporti e gli altri hub della mobilità collettiva, allo scopo di disincentivare sempre più l’uso dell’auto privata» ha concluso Incondi.

    In Italia, si registra, in particolare, una crescita rilevante delle prenotazioni sulle rotte Nord-Sud, anche a seguito dell’attenzione rivolta, nel 2019, a Puglia (dove FlixBus collega 60 città), Calabria (60 città) e Sicilia (30 città), che hanno beneficiato di un numero sempre maggiore di connessioni con i grandi centri del centro e nord Italia, tra cui Roma, Firenze, Bologna e Milano. Sulle grandi direttrici nazionali, la rotta che registra la crescita maggiore è Bari-Napoli, con un incremento del 65% rispetto al 2018. In parallelo al boom delle rotte per gli aeroporti (es. Bologna-Malpensa fa +47%, Verona-Orio al Serio +45%, Ancona-Fiumicino +38%), complice l’attenzione crescente alla mobilità collettiva, è cresciuto il numero dei passeggeri che utilizzano il servizio sulle tratte internazionali: le più utilizzate sono Milano-Zurigo (+55% nel 2019) e Torino- Lione (+72%).

    Nel 2019, FlixMobility si è spinta sempre più a est, con l’ingresso di FlixBus in Ucraina e l’accordo con Kamil Koç, operatore leader delle autolinee in Turchia, per lanciare il servizio nel Paese. Negli Stati Uniti, dove FlixBus è attiva dal 2018, la rete ha integrato diversi nuovi Stati dall’Oregon alla Florida, per un totale di oltre 100 destinazioni e 1,3 milioni di passeggeri trasportati in un anno. E nel nuovo decennio FlixMobility punta a espandersi ulteriormente a livello globale: tra i nuovi progetti, quello relativo al lancio di FlixBus in Asia e Sud America, che beneficerà dell’ingresso, tra gli investitori della società, di attori di prim’ordine come TCV e Permira, che hanno preso parte, accanto a quelli esistenti – HV Holtzbrick Ventures fra gli altri – all’ultimo round di investimento. «In sette anni siamo riusciti a diventare il più grande operatore di viaggi in autobus al mondo. Siamo orgogliosi di essere riusciti a offrire un servizio innovativo, sostenibile e per tutte le tasche a milioni di passeggeri, ponendo le basi per lo sviluppo di una nuova concezione di mobilità di cui beneficino tanto le persone quanto l’ambiente» ha dichiarato André Schwämmlein, fondatore e ceo di FlixMobility.

    Nel complesso, l’offerta di FlixMobility si va facendo sempre più intermodale. Dal suo lancio, avvenuto nel 2018, FlixTrain ha progressivamente ampliato il proprio network in Germania nel 2019, annunciando successivamente il piano di sbarcare in Svezia nel 2020. A dicembre, inoltre, FlixMobility ha lanciato il proprio servizio di car pooling FlixCar, attualmente disponibile in Francia e volto a offrire un’alternativa di mobilità in grado di mettere in contatto conducenti e passeggeri per rendere raggiungibili, con facilità e in modo economico, un numero sempre maggiore di destinazioni, integrando così l’offerta di FlixBus in un’ottica di intermodalità. Cardini fondamentali del proprio operato: l’orientamento alla sostenibilità e la spinta all’innovazione.

  • Scade il 28 novembre il termine per i 18enni per partecipare a DiscoverEU

    Sono state aperte le candidature per accedere ai pass di viaggio di DiscoverEU, il programma proposto dal Parlamento europeo che da giugno 2018 ha permesso a 50.000 giovani provenienti da tutt’Europa di viaggiare e conoscere a fondo il Vecchio continente, il suo patrimonio culturale e la sua comunità. Tutti i diciottenni dell’Unione europea hanno tempo fino al 28 novembre 2019 per candidarsi e avere l’opportunità di scoprire l’Europa tra il 1° aprile e il 31 ottobre 2020.

    I requisiti richiesti per la partecipazione sono ovviamente l’avere 18 anni per il 31 dicembre 2019 ed essere cittadini europei. Chi vorrà partecipare dovrà presentare la propria candidatura sul Portale europeo per i giovani e partecipare alla selezione che consiste in quiz di cultura generale sull’Unione europea.

    I vincitori viaggeranno in tutta Europa per un periodo massimo di 30 giorni, e potranno scegliere se muoversi da soli oppure in gruppo. Il tema di DiscoverEU del 2020 sarà “Europa verde sostenibile”; i partecipanti potranno sviluppare le proprie conoscenze e competenze grazie a diverse riunioni e eventi organizzati durante il viaggio e sarà loro consegnato un diario di viaggio dove annotare le loro esperienze. Il mezzo di trasporto principale sarà il treno, ma ci sarà anche la possibilità di spostarsi in autobus o traghetto o, in via del tutto eccezionale, aereo per poter raggiungere anche le zone più remote del continente.

    La bellezza di questo progetto è messa in luce anche dal fatto che ogni anno i partecipanti, che ovviamente non si conoscono tra loro, entrano in contatto via social e si scambiano consigli e informazioni sui luoghi da visitare, formando gruppi per viaggiare o offrendosi a vicenda ospitalità.

    Il Commissario Tibor Navracsics, responsabile per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha infatti dichiarato la sua gioia nel constatare un forte entusiasmo da parte dei giovani e di come questi abbiano formato una vera comunità con i loro compagni di viaggio. Infine rinnova l’invito ai nuovi diciottenni a partecipare a questa esperienza di formazione umana e culturale.

  • L’hotel del futuro tra tecnologia e condivisione

    Durante il recente Salone del Mobile si è molto discusso sul futuro degli hotel. Tra motori di ricerca di case private da affittare e una gamma di offerta sempre più ampia, il settore alberghiero è costretto a pianificare bene il proprio futuro per non restare a mani vuote. Per prepararsi all’ospitalità 2.0, si dovranno capire bene le esigenze dei turisti e di tutta quella fascia di nuovi viaggiatori disposti a pagare per dormire fuori casa.

    Se finora ristoranti stellati, piscine e spa, terrazze con viste mozzafiato sono stati simbolo di hotel esclusivi e imperdibili, in futuro lo sguardo si sposterà più sui servizi e sulla capacità di vivere l’hotel come vero e proprio centro di aggregazione.

    “Gli hotel del futuro usciranno dall’immaginario comune che li associa a strutture che hanno il proprio fulcro nelle stanze da letto”, ha dichiarato Alfonso Femia, architetto fondatore di Ateliers. “Il vero valore sarà dato dai servizi, dagli spazi di condivisione e di convivialità dove sarà possibile spendere il proprio tempo libero, lavorare, riposare, fruire di tutta una serie di optional che riflettono le domande della società contemporanea”.

    Alfonso Femia ne ha parlato nella settimana del design milanese nell’ambito del format “Hotel Rewind”, ospite dell’evento space&interiors promosso da FederlegnoArredo. Lo studio guidato da Femia si è aggiudicato all’inizio del 2018 un maxi-concorso internazionale per progettare un hotel di quasi 500 stanze in un’area di espansione della capitale francese, Europacity, vicino Parigi. L’atelier italiano ha vinto una delle otto gare ad inviti per realizzare un hotel a tre stelle nell’ambito di un nuovo pezzo di città di 80 ettari di superficie complessiva, promosso da una compagine privata guidata da Immochan, divisione immobiliare del gruppo Auchan, e dal gruppo cinese Dalian Wanda, con un investimento di 3,1 miliardi di euro.

    Spiega Femia: “Ci sarà un’attrezzatura metropolitana che si adatta alle esigenze di viaggiatori che manifestano costantemente esigenze uniche e in evoluzione, con spazi generosi e collegamenti interni orizzontali e verticali che accoglieranno al piano terra una serie di funzioni in stretta relazione con la città, con una grande corte e con il vicino parco”. Questa è la sintesi dell’hotel del futuro: connessione e servizi; servizi utili al turista per muoversi con più facilità in città. Ecco che quindi il turista vive in una continua relazione tra interno ed esterno, diventando così un vero e proprio cittadino coinvolto e non un semplice turista.

    “Il mix funzionale di un hotel deve interpretare la condizione del viaggio di chi si sposta continuamente per incontrare altre persone, lavorare, organizzare eventi. Ecco che l’hotel può essere davvero lo spazio più sperimentale e innovativo – commenta Femia – per studiare soluzioni inedite, pensando alla qualità del tempo che si trascorre in queste strutture, che sono altro rispetto a casa propria”.

    L’hotel di Femia sarà pronto nel 2025, intorno, già dal prossimo anno, inizieranno i lavori anche per realizzare un circo contemporaneo, un acquario, un centro culturale dedicato al cinema e altri hotel. Uno sarà legato al tema dei bambini, un altro ancora sarà dedicato ad un centro congressi.

    Questo ci fa capire come in futuro non basterà nemmeno la firma di una star dell’architettura internazionale, né il brand di una prestigiosa catena di hotel per rendere le strutture alberghiere davvero appetibili. Il futuro è rappresentato dai giovani, la generazione dei cosiddetti “millennials”, che sarà il target di viaggiatori da soddisfare. Sono clienti diversi da quelli del passato, clienti che si aspettano di trovare anche in hotel ambienti in cui regnano il digitale e i dispositivi più tecnologici, pronti ad essere usati come strumenti per avere informazioni immediate e aggiornate.  Soprattutto vorranno servizi e informazioni per poter vivere la città a pieno, in modo “smart” e veloce. Per questo la sfida agli hotel è lanciata, e non si può far altro che adeguarsi ai tempi.

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