Attualità

Dove abbiamo sbagliato?

Con una delle maggiori spese pubbliche delle economie occidentali in rapporto al Pil si dovrebbe assicurare un minimo e decente benessere anche per chi vive ai margini della società “digitale” (non ha alcuna importanza se per disgrazia, per scelta o colpa propria). Ci ritroviamo, invece, ogni sera, in questa situazione in cui nella città della moda, Milano, i manichini rimangono al riparo dalle intemperie ed al caldo mentre delle persone trovano un giaciglio al freddo, sole ed abbandonate.

Emerge evidente come la semplice e vergognosa gestione di queste immense risorse finanziarie rese disponibili tanto allo Stato quanto agli enti locali attraverso una pressione fiscale insopportabile non sia stata finalizzata al miglioramento della vita dei cittadini che in trent’anni addirittura hanno perso oltre il 3.7 % del reddito disponibile, a fronte di una crescita del 34,7% in Germania e di oltre il 24% in Francia.

In più i nuovi e vecchi poveri affollano sempre più i sottoportici delle principali città italiane a testimonianza di come le risorse della spesa pubblica non abbiano raggiunto l’obiettivo minimo, cioè la loro redistribuzione, ma neppure assicurato un minimo livello di decenza umana anche per chi non ha nulla.

Queste scene sono di rigore nelle grandi città statunitensi e rappresentano l’altra faccia di un’economia liberista priva di ammortizzatori sociali per la bassa disponibilità di risorse pubbliche, espressione di una visione politica finalizzata ad assicurare una pressione fiscale del 21% ed indirizzata verso un 13,5%.

Una situazione altrettanto disastrosa non può venire, al contrario, accettata in un paese con una pressione fiscale di oltre il 42,8% con il total tax rate che indica 59,1%.

Quando le risorse pubbliche vengono sprecate come ormai risulta evidente allora i “gestori” politici ed amministrativi dovrebbero venire allontanati per manifesta incapacità.

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