Resort nel Sahara: i capitali di tutto il mondo puntano sulla Tunisia
Il rilancio del turismo tunisino passa anche dalle porte del Sahara, dove nuovi progetti alberghieri e la riapertura di strutture rimaste chiuse per anni stanno modificando l’offerta di una delle principali destinazioni del turismo oasiano. A Tozeur è operativo il nuovo The Mora Sahara Tozeur del gruppo Tui, mentre il gruppo Horchani prepara la riapertura del Tozeur Plaza, acquisito dalla divisione alberghiera Odyssée Hotels. Parallelamente, quattro hotel della regione hanno riaperto nel 2026 dopo anni di chiusura. Nuovi progetti alberghieri di grandi catene internazionali sono in fase di sviluppo o definizione anche a Tunisi. Nella capitale, si preparano all’apertura gruppi internazionali come Hilton, Accor, Marriott e Radisson. La dinamica interessa soprattutto il turismo d’affari, congressuale e urbano, oltre alle tradizionali destinazioni balneari. Il governo tunisino punta così a rafforzare l’offerta alberghiera e ad accompagnare la crescita degli arrivi con nuovi investimenti.
In questo quadro si inseriscono anche le procedure avviate per l’insediamento in Tunisia di importanti catene alberghiere spagnole, dopo un incontro tenuto il 4 agosto scorso dal ministro del Turismo Sofiane Tekaya con l’ambasciatore spagnolo a Tunisi Isidro Antonio González Afonso. I colloqui hanno riguardato anche il rafforzamento dei collegamenti aerei e dei voli turistici e la possibilità di riaprire alcune strutture alberghiere chiuse o in difficoltà. Anche il mercato italiano sta ampliando la propria presenza, soprattutto attraverso tour operator, nuovi prodotti e operatori specializzati. Per l’estate 2026 Alpitour ha inserito tra le novità l’Alpiclub Melia El Mansour Mahdia e il tour Alpiexplò Autentica Tunisia, affiancandoli alla tradizionale offerta dei marchi Bravo, Francorosso e Alpitour. Il gruppo presenta la Tunisia anche come prodotto legato a itinerari culturali e archeologici.
Sul fronte della commercializzazione è significativa anche la presenza di Th Resorts attraverso il marchio Baobab, che nel 2026 propone un portafoglio di strutture sulla costa tunisina, da Korba a Hammamet e Yasmine Hammamet. Tra queste figurano Africa Jade Thalasso Hotel, Le Royal Hammamet, Alhambra Thalasso Hotel, Tmk L’Atrium Yasmine, Tmk Flora Park Hotel, Houda Yasmine Hammamet, Yadis Hammamet e Golden Tulip President Hammamet. Si tratta, tuttavia, di una presenza commerciale nella filiera turistica e non di acquisizioni immobiliari da parte del gruppo italiano. Analoga dinamica riguarda Nicolaus, che propone nel 2026 un’offerta concentrata soprattutto su Djerba e sulle principali località balneari. Tra i prodotti figura il Nicolaus Club Helios Beach Djerba, commercializzato dal gruppo italiano ma gestito dalla catena alberghiera spagnola Vincci Hotels. Anche Veratour ed Eden Viaggi mantengono una presenza strutturata nei cataloghi 2026, con villaggi e pacchetti nelle principali destinazioni tunisine.
Il mercato italiano mostra inoltre segnali di ampliamento oltre il prodotto balneare tradizionale. Mapo Travel ha inserito nel 2026 i tour in Tunisia tra le novità della propria programmazione, mentre il tour operator milanese Azonzo Travel ha lanciato due nuovi itinerari estivi, da quattro e otto giorni, con tappe tra Tunisi, Cartagine, Sidi Bou Said, Hammamet, Kairouan, Sousse ed El Jem. La proposta punta quindi sulla combinazione di patrimonio storico, cultura e mare, allargando il profilo della destinazione tunisina per il pubblico italiano. Un altro tassello riguarda il turismo esperienziale e d’affari. Htms Italia, società attiva da oltre 35 anni nel collegamento tra destinazioni, hotel, tour operator e agenzie italiane, ha riportato nel proprio portafoglio Inventive Tunisia, società di destination management (Dmc) con sedi operative a Tunisi e Tozeur specializzata in viaggi d’affari e degli eventi organizzati (Mice), gruppi e programmi nel Sahara. La società italiana descrive l’operazione come il ritorno di una collaborazione avviata oltre vent’anni fa e interrotta dopo la primavera araba. Il nuovo rapporto punta a intercettare la ripresa della Tunisia come destinazione leisure e, soprattutto, per eventi corporate, incentive e viaggi di gruppo.
L’interesse degli operatori internazionali e italiani arriva mentre la Tunisia ha già superato ad inizio agosto la soglia dei sei milioni di visitatori dall’inizio dell’anno. Al 31 luglio gli arrivi erano stati 5,928 milioni, il 2,6 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita ha interessato anche i mercati europei, dai quali gli arrivi sono aumentati di circa il tre per cento nei primi sette mesi dell’anno. Tra gli altri mercati in espansione figurano il Canada, con una crescita del 10,2 per cento, e la Russia, dove il numero dei collegamenti settimanali è passato da sei a 13 e gli arrivi sono aumentati del 20 per cento. La Tunisia sta inoltre beneficiando del ritorno del mercato bielorusso, con il ripristino di un collegamento diretto.
Il dato sui flussi si inserisce nella traiettoria positiva registrata dal comparto nel 2025, quando il Paese ha superato per la prima volta gli 11 milioni di turisti. Per il 2026 le autorità puntano a oltrepassare i 12 milioni di visitatori, obiettivo che rende centrale il tema della capacità ricettiva e della diversificazione dell’offerta. Il solo aumento delle presenze, tuttavia, non si traduce automaticamente in una crescita equivalente delle entrate. Secondo i dati della Banca centrale tunisina, al 31 agosto le entrate turistiche hanno raggiunto 5,52 miliardi di dinari, circa 1,6 miliardi di euro, contro i 5,26 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025. L’aumento è stato di circa 261 milioni di dinari, pari al 4,96 per cento su base annua. La crescita delle entrate risulta quindi superiore a quella degli arrivi, ma resta necessario secondo gli operatori aumentare il valore economico generato dai flussi turistici attraverso una maggiore spesa durante il soggiorno, soggiorni più lunghi e un’offerta meno concentrata sul turismo balneare.
Nel 2025 le entrate turistiche della Tunisia avevano raggiunto circa 8,1 miliardi di dinari (circa 2,4 miliardi di euro), contro i 7,6 miliardi di dinari (2,25 miliardi di euro) del 2024, con un incremento del 6,5 per cento. Il comparto continua inoltre a rappresentare una delle principali fonti di valuta estera per il Paese, insieme ai trasferimenti dei tunisini residenti all’estero. Al 31 agosto i due flussi avevano generato complessivamente circa 11,66 miliardi di dinari, poco più di 3,4 miliardi di euro, con una crescita del 5,13 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Le entrate turistiche rappresentavano il 47,35 per cento del totale.




