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Sangue chiama sangue

Akim Apachev, noto giornalista russo, dopo la morte, nell’esplosione della macchina del padre, di Darya Dugina, figlia dell’ideologo di Putin che ha spinto e sostiene la guerra all’Ucraina, ha dichiarato che ormai non ci saranno più luoghi sicuri in Russia fino a che non sarà distrutto il nemico naturale di Kiev.
La verità è che da anni in Russia luoghi sicuri non ci sono più stati, ed anche all’estero, per coloro che potevano essere di ostacolo o che tentavano di opporsi al regime di Putin. Molte sono state le persone uccise, anche negli ultimi mesi, in vari modi compresi i falsi suicidi e lo sterminio delle loro famiglie.
Se oggi cominciano a cadere anche i sostenitori di Putin e della sua sciagurata guerra criminale non se ne stupisca nessuno perché è dalla notte dei tempi che violenza e terrore chiamano violenza e terrore come ricorda il titolo di un libro di Giorgio Pisano Sangue chiama sangue.

Non si può neppure ignorare che nel passato molte sono state le voci, autorevoli, che hanno sostenuto che alcuni attentati sul suolo russo, attribuiti ai ceceni, fossero invece stragi di Stato organizzate per aumentare la tensione e dare a Putin il pretesto per colpire con più violenza i ceceni e rafforzare la sua autorità e il totale controllo.

Inoltre anche  nella recente storia russa alcuni personaggi in vista, e considerati legati a Putin, sono morti più o meno misteriosamente. Certo è che tutti i dittatori non vogliono testimoni scomodi e che per loro la vita dei singoli non ha valore.

Putin ed i suoi consiglieri ed ideologi comprendano che il popolo russo, come tutti gli altri popoli, vuole, ha bisogno della pace, una pace che dipende solo dal presidente russo che  può ottenere siglando la fine dell’orrenda ed ingiusta guerra contro l’Ucraina.
La Russia è il più grande paese del mondo ma il tenore di vita della maggior parte dei russi è miserevole ed il Pil è ridicolo rispetto alle risorse ed alle potenzialità. Cominci il presidente, con gli oligarchi, a ridare quanto è stato sottratto al popolo mentre acquisivano per se stessi fortune immani, deponga armi e velleità di conquista e la Russia ed il resto del mondo potranno vivere nel rispetto reciproco.

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