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Sia fatta giustizia in tribunale prima che in televisione

Tra i valori che mantengono in vita una democrazia vi sono certamente la libertà individuale, che trova limite nelle leggi e nelle regole sulle quali si reggono la convivenza civile e lo Stato, la libertà di espressione e di stampa, il diritto a una giustizia imparziale e certa.

Se il diritto alla libera espressione e alla libertà d’informazione, che oggi va ovviamente intesa in un senso ampio e inclusivo dei media online, deve essere sempre garantito, parimenti sempre deve essere garantito che l’informazione sia corretta e sopratutto che non diventi, come avviene in troppi casi, uno strumento fine a se stesso solo per fare audience.

Negli ultimi anni è diventato molto di moda che i talk show, o appositi programmi, si occupino di processi. Tutto bene se i processi sono già celebrati, tutto bene se anche prima del processo si parla del caso senza  però sostituirsi alla magistratura. Purtroppo invece troppe volte i programmi televisivi si tramutano in aule di tribunale, con esperti veri o presunti, con testimoni veri o presunti, con informazioni riunite come in un collage, saltando passi importanti della vicenda, per arrivare già a una sorta di sentenza o comunque all’obiettivo di condizionare, in un senso o nell’altro, lo spettatore.

La pericolosità di questo sistema è evidente, non solo per quanto riguarda l’influsso esercitato sull’opinione pubblica, ma anche per l’influenza che può avere sui giudici e sulla giuria popolare.

La ricerca della verità spetta anche ai giornalisti di inchiesta ma il giornalista dovrebbe avere la capacità deontologica di raccontare tutti i fatti e non soltanto quelli che servono ad ottenere quanto interessa alla spettacolarità del programma. Purtroppo, con buona pace dell’Ordine dei giornalisti e della commissione di vigilanza Rai, abbiamo assistito e stiamo assistendo alla creazione di mostri più che alla ricerca della verità.

Tutto questo si sta verificando anche per il caso dei macrobiotici di Mario Pianesi: anche giornalisti che in molte occasioni avevamo apprezzato si sono esibiti in dichiarazioni e atteggiamenti che non fanno onore alla loro professionalità.

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