Costume e Società

Traffico illegale di cuccioli, un mercato che vale milioni e non dà garanzie agli acquirenti

Nel 2018 sono state molte le azioni delle forze dell’ordine per sventare il traffico illegale di cuccioli di cane provenienti da paesi dell’est ma, nonostante i controlli, il traffico è continuato anche nel 2019, un traffico criminale che condanna alla morte centinaia di cuccioli strappati troppo presto alla madre (per legge i cani possono essere trasportati e venduti a tre mesi) e portati in condizioni precarie in Italia, molti muoiono nel viaggio, gli altri sono venduti a caro prezzo utilizzando anche compiacenti allevatori italiani. I trafficanti di cuccioli li pagano pochi euro e poi li rivendono a mille e più ma questi cagnolini spesso diventano fonte di grave dolore per i loro proprietari perché si ammalano gravemente e non sempre bastano a salvarli, nel tempo, anche lunghe cure dispendiose.

Gli animali provenivano ancora una volta da Slovacchia ed Ungheria nel caso del grande sequestro di Udine del 2017, in quell’occasione la vice questore della Polstrada Rita Paladino ha dichiarato, come ha riportato Milanotoday,che i trafficanti dicevano che i cuccioli ammalati dovevano essere venduti subito così sarebbero morti nelle mani dei bambini e l’emozione ed il dispiacere li avrebbe convinti a comperare ancora da loro un altro cucciolo. La maggior parte di questi cagnolini sono di piccola taglia, pincher, chihuahua, bulldog francese e negli arresti sono stati coinvolti anche italiani. Pochi giorni fa è stato sventato un nuovo grande traffico dalla polizia di frontiera di Ravenna e nuovi arresti di italiani e di un commerciante di animali. Se vogliamo anche noi contribuire a debellare questo sporco  traffico, che arricchisce criminali incalliti, dobbiamo sapere che quando si acquista un cane da un allevamento bisogna pretendere  di vedere i genitori o almeno la madre del cucciolo e che chiunque vende un cane deve rilasciare immediatamente i documenti legali ed il libretto sanitario timbrato e firmato da un medico veterinario. Spesso infatti non sono rilasciati i documenti legali o sono contraffatte le vaccinazioni che sono non solo obbligatorie per legge ma anche l’unico strumenti per garantire una vita sana all’animale. Il controllo delle vaccinazioni deve essere fatto anche interpellando il veterinario che le ha eseguite, bisogna inoltre ricordare che alcune vaccinazioni, secondo quanto ha riportato anche anmvioggi, fatte nei paesi dell’est non sono regolari ed efficaci  come quelle fatte in Italia per quanto riguarda ad esempio il cimurro e la rabbia, malattia pericolosissima anche per l’uomo.

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