Cani

  • Traffici e violenze su animali fonti di ricchezza per le zoomafie

    Il rapporto zoomafie 2025 ripropone ancora una volta una triste realtà: la criminalità organizzata continua i suoi loschi traffici, le sue violenze e gli animali, utilizzati, sfruttati, condannati ad atroci sofferenze, continuano ad essere, per i criminali, una fonte di ricchezza, di denaro sporco.

    Combattimenti tra animali, corse clandestine, sia di cavalli che di cani, allevamenti irregolari, gestione di canili ombra, traffico di cuccioli dall’estero, contrabbando di fauna selvatica, bracconaggio sia in terra che in cielo ed in mare, macellazione clandestina, sofisticazioni di alimenti di origine animale, utilizzo di prodotti alimentari per animali venduti come prodotti per umani, utilizzo di Internet per false vendite di animali, furti di animali e via discorrendo sono fonti di immensi guadagni per le varie mafie che operano non solo in Italia.

    Se un passo avanti è stato fatto per tutelare gli animali, con la nuova legge, è, purtroppo, ancora vero che non sempre la normativa viene applicata con la necessaria intransigenza e che molti reati sfuggono perché alcuni, sfiduciati od impauriti, non denunciano.

    Altro passo avanti, per certi reati connessi ai cani, sarebbe l’anagrafe canina nazionale che non è ancora in funzione.

    Una volta di più cerchiamo anche come singoli di vigilare e di denunciare quando valutiamo che ci siano comportamenti poco chiari.

  • Tatanka

    Dicono alcune ricerche scientifiche che quando un cane ti lecca la pelle non sta semplicemente dando un bacio.

    E non è un errore pensarlo così, perché in fondo un bacio lo è davvero.

    Ma è anche molto di più.

    Oggi Tatanka, grande, nera, bellissima, ha appoggiato su di me la sua lunga lingua come se stesse leggendo una storia scritta sulla mia pelle.

    Non mi stava salutando. Mi stava ascoltando.

    Con quel gesto lento e paziente stava raccogliendo informazioni invisibili: feromoni, tracce di vita, il sale delle lacrime non versate, e il dolore che ancora abitava il mio corpo dopo un piccolo incidente.

    Lei lo sentiva. Io no.

    I cani hanno sensori che arrivano dove le parole non sanno andare.

    Per loro leccare è amare, ma è anche curare.

    È un gesto antico, imparato dalla madre, che lo faceva per calmare, per rassicurare, per dire: “Non temere, sei al sicuro”.

    Tatanka stava facendo proprio questo con me.

    Non cercava gioco, non chiedeva attenzione.

    Stava cercando il mio dolore, anche quello che viveva nascosto nella mente, quello che nasce dallo stress, dalla tristezza, dai momenti fragili che non raccontiamo a nessuno.

    Lei li percepiva attraverso segnali chimici che io e gli altri non potranno mai sentire.

    E con la sua lingua cercava di portarli via, come se potesse pulire la mia tristezza, come se potesse alleggerirmi.

    Era il suo modo di dirmi: “Lascia che ti aiuti”.

    La sua mamma le aveva insegnato così.

    Una mamma che ora corre libera nel paradiso dei cani, ma che vive ancora in ogni gesto d’amore che Tatanka dona.

    Quello che ho ricevuto non è stata saliva sulla pelle.

    È stata medicina silenziosa. È stato affetto puro.

    Forse è lo stesso gesto che compiamo anche noi con i nostri cuccioli umani, quando li stringiamo senza parole.

    E se imparassimo ad ascoltare davvero questi momenti, capiremmo che loro, più di chiunque altro, sanno insegnarci cos’è l’amore.

     

    Quindi devo dirti grazie Tatanka per il tuo gesto.

  • Prevenire i disturbi della terza età nei cani e nei gatti

    Sembra che in Italia la popolazione con più di 65 anni sia il 26%, invecchiamo noi ma invecchiano anche i nostri amici a quattro zampe che come noi lentamente cominciano ad avere dolori alle ossa, subiscono un calo della vista e dell’udito e qualche volta possono anche avere un deficit cognitivo.
    I cani di taglia più grande possono cominciare già prima dei dieci anni ad avere bisogno di alcune attenzioni in più.
    Prevenire i disturbi della terza età nei cani e nei gatti comporta la necessità di qualche esame diagnostico come l’analisi del sangue, una visita ortopedica e un controllo del veterinario che, ponendoci alcune domande, capirà se il nostro amico peloso comincia ad avere qualche disturbo cognitivo.

    Non dobbiamo spaventarci se c’è qualche problema, oggi esistono cure per alleviare i dolori articolari o dovuti a infiammazioni, anche l’ozono terapia può essere utile oltre ai farmaci e alla laser terapia.
    Oggi, fortunatamente, come si è allungata la vita umana si è allungata anche quella dei nostri amici pelosi purché, ovviamente, si dedichi loro la dovuta attenzione anche per il cibo, controllate sempre cosa c’è scritto sui mangimi, secchi ed umidi, se è possibile non eccedete con quelli con il pollo, molti veterinari hanno riscontrato varie firme di allergia.
    È normale che a tavola ci chiedano qualcosa, non date cibi unti, fritti o dolci e controllate il peso del vostro amico, un cane od un gatto troppo in carne o grasso è un cane o un gatto che va incontro a problemi di salute, diabete compreso.

  • Cani e gatti: consigli per l’arrivo del caldo

    Eccoci finalmente in estate e il caldo è arrivato anche troppo d improvviso, per molti è difficile abituarsi specie se si vive e lavora in città dove l’asfalto ributta su onde di calore.

    Non dimentichiamoci che anche i nostri animali soffrono il caldo, specie quelli che devono fare le loro passeggiate sull’asfalto e hanno pochi incontri, sempre brevi, con gli spazi erbosi ed ombreggiati dagli alberi.

    I gatti, che hanno sempre bisogno di avere l’acqua a portata di muso, in estate chiedono di cambiarla spesso, deve essere il più fresca possibile e hanno bisogno di un posto ventilato ma non metteteli sotto il ventilatore, rischierebbero una bronchite che potrebbe essere fatale.

    Se partite per le vacanze e lo portate con voi, scelta preferibile alla pensione che non deve mai essere cercata all’ultimo momento con il rischio di brutte sorprese al ritorno, non dimenticate che i gatti soffrono molto il caldo della macchina e perciò non vanno mai lasciati soli nella vettura.

    Nel nuovo luogo dove alloggerete si adatteranno presto, se sono gatti abituati anche ad uscire teneteli comunque chiusi per un paio di giorni così che memorizzino bene dove siete voi, il loro trasportino e cuscino e le ciotole per mangiare e bere e non lasciateli fuori di notte, ci sono troppi pericoli. Tutti i gatti che abbiamo avuto si sono benissimo abituati, in campagna, ad uscire di giorno e a tornare verso sera, basta abituarli anche con il cibo ed i fischietto di richiamo.

    Anche i gatti possono avere colpi di calore perciò, come per i cani, se il caldo è troppo inumidite un po’ la testa, la pancia e le zampe.

    Non portate fuori i vostri cani, specie in città, nelle ore calde, i loro polpastrelli sono molto delicati ed essenziali per lo scambio di calore corporeo perciò sull’asfalto bollente soffrono, come per i gatti necessitano di acqua fresca e di luoghi dove riposare un po’ al fresco e mai sotto l’aria condizionata che è per loro molto pericolosa.

    La cosa più importante di tutte non abbandonateli mai, mai.

    Fortunatamente ci sono leggi che puniscono l’abbandono di animali ma non c’è legge sufficientemente dura per lenire il dolore che prova un cane abbandonato, su una strada, piena di pericoli, proprio dalle persone che ama incondizionatamente.

    Oggi vi sono molti luoghi di villeggiatura, anche al mare, che ospitano persone ed animali, lentamente si sta cominciando a capire che loro sono parte di noi, esseri viventi, sensibili e sempre leali, come anche noi dovremmo essere.

  • La lacunosa legge sui cani proposta dalla Regione Lombardia

    Mentre il mondo è sospeso in attesa delle conseguenze che porteranno, a noi  e alle future generazioni, gli accordi o disaccordi tra Trump e Putin, la vita continua e alcuni consiglieri regionali della Lombardia hanno dato vita ad una proposta di legge per alcune tipologie di cane, il loro benessere e la pubblica incolumità.

    La proposta, lacunosa, inesatta, pericolosa per certi aspetti, se fosse adeguatamente modificata potrebbe anche avere un senso se, con i suoi articoli, andasse a colpire il traffico illegale di cuccioli, la detenzione di animali utilizzati per combattimenti o per specifiche aggressioni, stanziasse i soldi necessari a rimettere a posto i canili pubblici e i rifugi privati, creasse spazi  ad hoc per i cani in città (quelli attuali sono ridicoli), mettesse  l’obbligo a chi vende un cane di consegnare i documenti vaccinali e dello stato di salute del cucciolo e della madre, che l’acquirente deve sempre poter vedere.

    Così mentre continuiamo a sostenere l’Ucraina e che al tavolo negoziale ci debba essere anche l’Europa, a pieno titolo, oggi con la regione Lombardia, ci occupiamo anche dei cani, con alcune osservazioni sulla proposta di legge.

    Fa onore alla Regione Lombardia cercare soluzioni che portino ad una migliore e più sicura convivenza tra esseri umani e cani.

    A volte però la fretta, o la conoscenza non approfondita del problema, producono errori che, se non corretti, causano danni per tutti.

    Non tutte le razze canine sono iscritte all’Enci perciò gli esperti Enci non devono poter valutare razze non iscritte presso l’ente.

    Qualunque norma non può ledere la libertà personale ed i diritti conseguenti.

    La proposta di legge non dice che la vendita di cani avviene non solo tramite allevatori di professione o amatoriali ma, purtroppo, anche via internet e attraverso canali criminali. Dovrebbe essere nota alla Regione la strenue e non sufficiente, per l’ampiezza del problema, sorveglianza ed attività delle forze di polizia e dei carabinieri per contrastare il traffico illegale di cuccioli provenienti dall’estero. Su questo aspetto la proposta di  legge non si esprime ignorando uno dei problemi più gravi, proprio in Lombardia, perché molti di questi cani importati illegalmente hanno problemi caratteriali in quanto sottratti anzitempo alla madre.

    Rende perplessi che si cerchi in modo surrettizio, e cambiandole nome, di rintrodurre una lista di cosiddetti cani pericolosi, lista già bocciata nel 2003.

    Non si parla in modo adeguato di rieducazione del cane, in caso di necessità, attraverso istruttori professionisti atti a reinserire l’animale anche nella stessa famiglia di provenienza.

    Non si parla di istituire l’obbligo, per gli allevatori, di segnalare, ad un apposito ufficio regionale, la  vendita di cani appartenenti alle razze considerate pericolose fornendo i dati del nuovo proprietario.

    Non si tiene in alcun conto la sensibilità del cane, essere senziente a tutti gli effetti e legato al proprio  conduttore, alla famiglia, da vincoli forti ed importanti per la sua serenità psicofisica.

    Non si affronta la copertura economica per la costruzione di nuove strutture dove i cani, sottratti al proprietario, dovrebbero essere collocati.

    Non vi è nessuna postazione in bilancio per ristrutturare i canili esistenti, purtroppo pieni di cani abbandonati, spesso con strutture fatiscenti e carenza di personale.

    Non si tiene in considerazione che i cittadini possessori di cani, già oberati da molti problemi per la vita in città, potrebbero, di fronte a nuove norme vessatorie, o che comunque implicano ulteriori disagi e perdite di tempo, rinunciare al possesso del cane, creando nuovi affollamenti nelle strutture, o decidere di non acquistarlo o salvarlo proprio dal canile.

    E’ ormai scientificamente provato che la convivenza con un animale è utile all’equilibrio delle persone e dei bambini, che gli animali sono una grande compagnia per le persone sole, pertanto non vanno prese iniziative, emanate norme che possano dissuadere le persone ad avere un cane.

    La lista dei cani, preparata dalla Regione, che devono essere osservati è preceduta da una serie di caratteristiche che dovrebbero far individuare i cani per i quali i proprietari dovrebbero seguire dei corsi e sottoporsi a degli esami, queste caratteristiche coincidono anche con quelle di animali che non sono nella lista e non coincidono con cani che sono nell’elenco, sono ignorate razze come il pastore tedesco, il pastore belga, il dobermann ma è inopinatamente inserito il cane lupo italiano,

    Il cane lupo italiano, presente oggi sul territorio italiano con poco più di duecento esemplari, è una razza tutelata dal Ministero dell’Agricoltura. Il lupo italiani non si può vendere, può essere solo dato in affido sotto il costante controllo del AAALI l’associazione che ne detiene la proprietà e ne ha la responsabilità anche per la riproduzione.

    Questo cane non ha nessuna delle caratteristiche descritte nella proposta di legge.

    Da queste brevi considerazioni si evince non solo la necessità di abolire la lista così come è stata redatta ma di addivenire a quelle modifiche ed aggiunte indispensabili a rendere la proposta di legge organica ed utile, in caso contrario sarebbe bene che i proponenti si occupassero di studiare meglio il problema e si occupassero, intanto, di altre urgenti necessità dei cittadini lombardi…

  • Feste con i botti sì, ma non ci dimentichiamo delle esigenze dei nostri amici a quattro zampe

    L’inverno è arrivato, più freddo degli ultimi anni, e con l’inverno stanno arrivando le feste con la consueta abitudine di esprimere il proprio entusiasmo con petardi e botti.

    Noi che amiamo i nostri amici pelosi sappiamo bene come il rumore dei fuochi d’artificio e dei petardi risuoni fortissimo per le orecchie degli animali che hanno un udito molto superiore al nostro e che, di conseguenza, sentono il rumore ampliato in modo non solo fastidioso ma anche doloroso.

    Negli ultimi anni diversi comuni hanno vietato l’utilizzo dei botti ma non sempre le loro ordinanze sono state rispettate specie nelle zone di campagna e le conseguenze negative del lancio di petardi si sono viste anche nella fauna selvatica.

    Quello che dobbiamo fare per i nostri amici a quattro zampe, se abbiano notato la loro sensibilità ai rumori forti ed improvvisi, molti cani hanno paura anche dei tuoni, è di cercare di non lasciarli soli nelle occasioni di presumibile lancio di petardi e se non possiamo restare con loro lasciamoli in casa con una radio o una televisione accesa col volume alto così che sentano il meno possibile quello che accade fuori. Inutile dire che i nostri animali non vanno lasciati all’aperto da soli in occasioni a rischio e mai di notte.

    Il freddo dell’inverno in sé non dà fastidio agli animali con pelo medio o lungo ma il passaggio dal caldo della casa al freddo dell’esterno può essere pericoloso specie per gli animali più piccoli o col pelo raso e corto perciò è importante, nelle giornate fredde e anche in quelle piovose, ripararli con un cappottino ricordandosi di non tosarli mai nei mesi freddi.

    Anche i gatti vanno tenuti in casa con il freddo, i felini soffrono molto il cambio di temperatura e l’umidità e le polmoniti rischiano di essere fatali, anche per i gatti in certe situazioni è consigliabile l’uso del cappottino.

    Così, cari amici del Patto, nel prepararvi a festeggiare con parenti ed amici non dimenticatevi dei vostri compagni a quattro zampe e delle loro esigenze.

  • Non abbandoniamo i nostri amici a quattro zampe

    Alcuni sono già partiti per le ferie, molti altri partiranno, altri ancora, troppi, non potranno farne e se le città fossero più verdi, con parchi e giardini, chi non può partire avrebbe dagli alberi alti, un po’ di ossigeno e di fresco, ma sembra essere un problema che non riguarda né gli amministratori pubblici né la politica.

    Nel periodo estivo e con molto caldo non dobbiamo dimenticarci dei nostri amici animali, i cani, i gatti hanno bisogno anche loro di maggiori attenzioni per non subire colpi di calore, importante non lasciarli mai in macchina, avere attenzione a bagnare loro la testa e i piedi se la temperatura si alza e non portarli a passeggiare nelle ore più calde sull’asfalto bollente.

    L’eccessivo caldo può portare dissenteria, in questo caso sentite il veterinario, non lasciateli mai senza acqua fresca e non date un’alimentazione che possa procurare eccessiva sete, non fateli correre o giocare dopo mangiato, specie gli animali più grandi possono incorrere con il movimento, dopo il cibo, nel rovesciamento dello stomaco.

    La maggior parte delle persone che ha un animale da compagnia sa bene che non bisogna mai abbandonarlo ma purtroppo, in estate, c’è sempre qualche sciagurato che si libera del proprio compagno a quattro zampe, lasciandolo sulla strada o in condizioni che portano sofferenza e morte. Per questo vigiliamo tutti segnalando alle forze dell’ordine ogni caso anomalo o pericoloso, un animale abbandonato o lasciato al sole in macchina o detenuto su un balcone.

    Per difendere i nostri amici pelosi vigiliamo insieme collaborando anche con le associazioni animaliste sempre attive su tutto il territorio nazionale.

  • Cani, gatti e consapevolezza degli ‘umani’

    Secondo il rapporto Eurispes gli italiani sono sempre più pronti ad adottare un animale da compagnia prendendolo da un rifugio, gattile o canile, piuttosto che acquistarlo anche se, purtroppo, vi sono ancora persone che per l’acquisto si affidano alla Rete e, inconsapevolmente, finiscono spesso per finanziare quelle associazioni criminali che contrabbandano cuccioli.

    Alcuni dati ripresi in un articolo dell’Espresso, a firma Viola Carognani, evidenziano come non tutti coloro che divengono “gli umani“ di un cane o di un gatto siano consapevoli dell’impegno che la convivenza comporta. Sempre nello stesso articolo si torna ad affrontare il tanto dibattuto tema della vendita di animali nei negozi, come se fossero oggetti e non esseri senzienti. Su questo tema la Francia ha già legiferato vietando che i cuccioli di animali siano venduti nei negozi.

    La convivenza con un animale da compagnia comporta nuovi stili di vita anche per gli umani. Dovremmo sapere tutti che anche se un gatto può stare più tempo da solo ha poi bisogno di giocare, interagire, sentirsi attenzionato e il cane, oltre alle manifestazioni d’affetto ed al gioco, ha anche bisogno di fare passeggiate, di muoversi all’aperto, non solo per fare i suoi bisogni fisiologici.

    Nel 2023 è ancora aumentato il numero delle famiglie nelle quali vivono uno o più animali da compagnia, gli animali sono sempre più parte della nostra vita ed i bambini che possono crescere con loro imparano di più cosa significa occuparsi di un altro, sentire quell’empatia che, anche per l’uso eccessivo della Rete dove i rapporti interpersonali sono privi di contatto autentico, aiuta in tutte le relazioni ad impedire inutili conflitti.

    Ora che comincia il tempo delle vacanze è necessario programmarle anche tenendo conto dei nostri amici animali e ciascuno di noi deve sentirsi impegnato a combattere gli abbandoni.

  • ‘Focus: cani e link’, un seminario per imparare a conoscere chi si addestra con il proprio cane

    Quello che è successo al bimbo sbranato e altri gravi episodi sottolineano l’importanza dell’argomento. Ed è per questo utile che se ne parli sempre più, come farà l’”Associazione Tutela Allevamento e Addestramento Cinofilo Italiano” con il seminario Focus: cani e link – La pessima variante italiana dello studio dell’FBI sul “link” che si svolgerà sabato 8 e domenica 9 giugno al Cinema Teatro Nuovo di Trescore Balneario (Bergamo) in via Antonio Locatelli 104.

    Secondo la ‘variante italiana’ del Link studiato negli USA dall’FBI, oggi in Italia chi si forma insieme al proprio cane, per tutelare l’incolumità di persone e animali attraverso gli strumenti e la pratica dell’addestramento, viene considerato un individuo pericoloso per la società. L’ATAACI invita tutti a parlarne insieme.

    Per partecipare e ottenere il pass d’accesso al teatro bisogna inviare una mail ad ataacifocus890624@libero.it.

  • Seminario Focus: imparare a conoscere il mondo animale

    Il 24 marzo si è svolto a Bologna il seminario focus, Partecipare ai seminari Focus, organizzato da Massimo Giunta e altri tecnici provenienti da tutta Italia, è un tuffo vero e profondo nel mondo animale, in special modo in quello del cane.

    Non è facile inquadrare in modo esaustivo e sintetico il bagaglio di informazioni, esperienze  che, dopo il seminario, ci portiamo a casa da studiare, elaborare e fare nostro.
    Ogni volta che credi di aver trovato una chiave di lettura Focus offre nuovi spunti che rimettono in gioco ogni cosa ma con una base da cui non si scappa mai, il cane e il suo benessere, il suo essere predisposto all’apprendimento e tenendo sempre presente l’incolumità delle persone, libertà sì ma rispettando la libertà di tutti.
    Addestrare il cane fa bene al cane, la mia e la sua libertà non devono ledere la libertà degli altri, un cane addestrato è un cane felice perché potrà partecipare molto di più alla vita quotidiana in famiglia e nella società.
    Purtroppo il tutto non è così semplice da realizzare, bisogna partire dal presupposto che come insegni ai bambini a non buttarsi in mezzo alla strada tra le auto o a non sporgersi dal balcone, perché potrebbero morire o causare un incidente dove altri ci andrebbero di mezzo, così si deve fare con il cane: insegnargli quello che può fare.
    Che amore è amare tuo figlio e consentirgli di fare tutte le esperienze comprese quelle che potrebbero ucciderlo inconsapevolmente? Un bimbo non conosce causa ed effetto, deve impararlo.
    Non voglio paragonare l’amore per un figlio con quello per un cane ma voglio far capire come in entrambi i casi la stessa attenzione possa salvare la vita propria o altrui semplicemente insegnando, come i genitori o la maestra fanno con i bambini, ai proprietari dei cani cosa devono a loro volta insegnare agli amici pelosi, facendosi anche aiutare da esperti.
    La cinofilia è un campo immenso di scuole, idee, metodi e fino a qui sarebbe anche stimolante e interessante se ci fosse alla base la comune volontà di portare il cane a vivere il suo essere cane con le stesse regole che guidano il comune vivere del padrone.
    A volte invece, specie in questo periodo della società, si confonde la libertà con  l’assenza di regole, si crede che ciascuno abbia diritto, per essere spensierato, a fare tutto quello che vuole e così si creano i pericoli per gli uomini e per gli animali.
    Si stigmatizzano i metodi con cui arrivare alla meta.
    Ma non è ovvio che tutto ciò che è estremo è dannoso? Non è ovvio che qualunque mezzo tu utilizzi non deve ledere il benessere etologico? A Focus si mette in risalto il benessere interspecie.

    Collare, pettorina, scorrimento non potrebbero fare danni se mal utilizzati? L’auto se usata male non è pericolosa?
    Quindi vietiamo a tutti di guidare o usare collari e pettorine? O insegniamo come  usare i mezzi necessari per arrivare alla meta?
    Parole che si scontrano con la realtà… Il gps per controllare il cane che può stare a 500 mt da noi magari finendo sotto un auto, inseguire un selvatico, incontrare un altro cane o aggredire qualcuno!!! Alcuni professionisti che dicono di appartenere a scuole cinofile moderne  dicono…ci vuole incoscienza…controllare il cane è una bastardata perché si blocca la sua curiosità, la capacità di fare esperienze…ci sta che si perda….Queste affermazioni si che sono pericolose soprattutto se si applicano alla vita quotidiana!!! Ricordiamoci che esistono le leggi e che devono essere bilanciate tra il benessere animale e la pubblica incolumità. Consigliare l’acquisto e l’uso del gps non è ciò che la vera cinofilia indica, quella vera cinofilia fatta di ore di impegno in campo e non.
    Nei seminari organizzati da Focus non sentiamo solo parole  ma si guardano filmati di eventi accaduti, casi veri, di cani mal gestiti, di situazioni quotidiane poi diventate tragedie che con poco avrebbero potuto essere evitate.
    Se la presunzione lasciasse spazio alla capacità di ascoltare, di informarsi, di ricordarsi che apparteniamo entrambi, uomo e cane, al mondo animale ma siamo dotati di diverse peculiarità-
    I video portati dai tecnici sono esperienze, traguardi, o addirittura cambi di metodo nel momento nel quale il precedente non ha funzionato bene come ci si aspettava.
    Qui sta l’elasticità di coesistenza di pensiero, di metodi, di intenti.
    E’ bellissimo confrontarsi, parlarsi, misurarsi, imparare. Perché il cane oltre ad avere la memoria di razza  può avere bisogno di un “vestito su misura” che dobbiamo aiutarlo a trovare. L’addestramento è il vestito che consente ai cani da soccorso, ricerca ma anche da compagnia di lavorare con e per l’uomo.

    Ricordiamolo sempre.

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