Costume e Società

Turismo in Italia: il sorpasso degli stranieri

Per la prima volta in tutta Italia il turismo straniero ha superato quello italiano. Venezia, Firenze e Roma le mete più ambite

Non ci sono più i turisti, italiani, di una volta. Questo è quanto è emerso alla recente Bit di Milano, la Fiera Internazionale sul Turismo presente ogni anno.
Questi sono i dati del XXII Rapporto sul turismo italiano, curato dall’Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iriss) presentato alla Bit di Milano: la componente internazionale (210.658.786, +5,6%) ha superato quella nazionale (209.970.369, +3,2%). Complessivamente l’anno 2017 si è chiuso con un incremento pari al 5,3% per gli arrivi ed al 4,4% per le presenze.
L’incremento dei turisti provenienti dall’estero è dovuto soprattutto alle città d’arte (Roma, Venezia, Milano, Firenze, Torino, Napoli, Bologna, Verona, Genova e Padova) il cui principale punto di forza è rappresentato proprio dalla domanda proveniente dagli stranieri, per i quali gli arrivi sono cresciuti a ritmi elevatissimi tra il 2016-2017.
Venezia la fa da padrona (86,5%), poi Firenze (73,9%), Roma (70,1%), Milano (64,9%) e Verona (57,5%) sono le cinque città d’arte con la percentuale più elevata di turisti stranieri. Città come Venezia e Firenze presentano un “indice di turisticità” territoriale pari rispettivamente a 45 e 26, il che significa che a Venezia per ogni abitante vi sono 45 turisti, mentre a Firenze ve ne sono 26. Dati incredibili se ci fermiamo a riflettere.
L’importanza economica di questo comparto va valutata considerando anche la spesa media giornaliera del turista culturale, che secondo i dati della Banca d’Italia (2018), è pari a circa 137 euro contro i 112,9 euro del vacanziere generico. Nel 2017 i turisti culturali stranieri hanno speso in Italia circa 15 miliardi e mezzo di euro, pari al 59,6% della spesa complessiva dei turisti stranieri in Italia.
Analizzando la spesa complessiva dei turisti in Italia, però, emerge una criticità legata ai territori dove essa avviene. La Lombardia rappresenta la regione che attira il 13,6% (pari a circa 11,0 miliardi di euro) della spesa complessiva effettuata dai turisti non residenti in Italia e di quelli residenti in altre regioni. Seguono il Lazio con l’11,4% (9,2 miliardi), la Toscana con il 11,3% (9,1 miliardi), il Veneto con il 11,3% (8,3 miliardi) e l’Emilia-Romagna con il 10,2% (6,1 miliardi).
Nel complesso in queste cinque regioni si concentra oltre la metà (54,3%), della spesa di provenienza esterna alle regioni stesse. Non c’è, però, il Mezzogiorno. Incredibile se si pensa alle bellezze del sud Italia.
Turismo sempre in crescita quindi, ma bisogna tenere d’occhio le nuove realtà che stanno crescendo. Tra il 2016 e il 2017, Spagna e Italia hanno mantenuto le proprie quote di mercato nelle prime due posizioni, ma cominciano a soffrire la concorrenza di paesi come Turchia, la cui quota è passata dal 12,8% al 14,1%, e Portogallo (dal 7,7% al 7,9%).
Se valutiamo il tipo di vacanza, la Francia è la destinazione preferita per le vacanze brevi all’estero (17,6%), la Spagna per quelle lunghe (12,6%) e per i viaggi di affari (12,4%).
Tra i viaggi con mete extra-europee, gli Stati Uniti sono la destinazione preferita sia per le vacanze lunghe (2,4%) sia per i viaggi di lavoro (3,9%).
Per il 2019, anno in cui si stima un ulteriore aumento degli arrivi del 4% in Italia, secondo gli espositori della recente Bit ci sarà un boom del turismo slow e sostenibile, nelle sue diverse declinazioni — dai percorsi religiosi, ai cammini tematici, fino allo slow bike — e, in generale, dell’outdoor e del turismo attivo.

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