Europa

La neutralità climatica al 2050 diventa un obiettivo della Ue stabilito per legge

L’Unione europea ha approvato in via definitiva i suoi obiettivi nella lotta al riscaldamento globale. La legge Ue sul clima ha ricevuto stamani l’ultimo ok, quello del Consiglio europeo (l’assemblea dei capi di Stato e di governo dei 27), dopo quelli della Commissione e dell’Europarlamento. E gli obiettivi sono ambiziosi: riduzione delle emissioni di gas serra del 55% al 2030 rispetto ai livelli del 1990, neutralità climatica entro il 2050 (cioè zero emissioni nette), emissioni negative dopo il 2050 (cioè l’assorbimento della CO2 che supera le emissioni).

“L’Europa ha la sua prima legge sul clima – ha twittato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel -. I giovani erano scesi in strada per chiedere all’Ue di agire” contro i cambiamenti climatici “e l’Ue lo ha fatto”. Per neutralità climatica si intende che le emissioni di Co2 entro il 2050 dovranno essere totalmente assorbite, attraverso nuove foreste e cattura del carbonio. Ma non basta. Dopo quella data, l’assorbimento dovrà addirittura superare le emissioni.

La norma sarà ora pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione, quindi entrerà in vigore. Oltre ai target di riduzione delle emissioni per il 2030 e il 2050, la legge per il clima prevede che l’Ue si doti di un obiettivo climatico intermedio per il 2040 e di una proiezione del bilancio dell’Unione per i gas serra per il periodo 2030-2050 (carbon budget). Il bilancio misurerà il volume totale indicativo delle emissioni nette di gas serra che dovrebbero essere emesse nel periodo senza mettere a rischio gli impegni dell’Unione nell’accordo di Parigi.

La legge sul clima istituisce anche un comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici. La Commissione, infine, aiuterà i settori dell’economia che scelgono di preparare tabelle di marcia volontarie per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica dell’Unione entro il 2050.

La nuova legge non è piaciuta ai Verdi europei, che ritengono insufficiente l’obiettivo della riduzione del 55% delle emissioni al 2030. Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, la settimana precedente all’approvazione della normativa europea aveva annunciato l’entrata in vigore della legge nazionale che istituisce l’Inviato speciale dell’Italia per il clima.

L’approvazione di oggi della legge sul clima non chiude lo sforzo normativo dell’Unione in materia. La Legge fissa i target di riduzione delle emissioni. Ma per raggiungerli, servono altre norme che dicano come arrivarci. Ovvero, che indichino misure, normative, incentivi e vincoli. Un primo “pacchetto clima” di 11 proposte di legge sarà presentato dalla Commissione europea all’Europarlamento il prossimo 14 luglio. Le proposte modificheranno i pilastri delle politiche Ue sul clima (mercato del carbonio Ets, regolamento emissioni di trasporti, edilizia e agricoltura, e quello sull’uso dei suoli), aggiorneranno le direttive sull’efficienza e le rinnovabili, introdurranno una ‘carbon tax’ alle frontiere e nuovi standard di emissione di Co2 per i produttori di automobili.

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