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Alert di A2a: per l’emergenza idrica servono 48 miliardi in 10 anni

All’Italia serve un pacchetto d’investimenti da 48 miliardi in dieci anni per superare l’emergenza idrica, recuperare acqua per le esigenze di famiglie, agricoltura, industria e idroelettrico. “Il 2022 è stato un anno orribile, con la minore quantità d’acqua degli ultimi 60 anni. Ed è un trend che continua”. A lanciare l’allarme è l’amministratore delegato di A2a, Renato Mazzoncini, alla luce dei dati che emergono da uno studio realizzato con The European House-Ambrosetti e presentato durante il Forum di Cernobbio.

La siccità record del 2022 ha ridotto la disponibilità di risorsa idrica naturale di 36 miliardi di metri cubi (-31% sul 2021), un volume comparabile a 60 volte il Lago Trasimeno. Di questi, 7,1 miliardi di metri cubi sono di acqua consumabile (-34%), pari al consumo di 14 milioni di cittadini. La siccità ha inoltre ridotto la produzione idroelettrica a un valore che non si vedeva dal 1954 (30,3 TWh rispetto alla media del decennio 2012-2021 di 48,4 TWh), ma con una potenza installata di 3 volte inferiore a quella attuale.

I dati mostrano che siamo “vicini a un punto di non ritorno” per una risorsa che contribuisce al 18% del Pil Italiano, pari a 320 miliardi di euro l’anno, e senza la quale “non c’è futuro”. Ma in futuro, avverte Mazzoncini, “avremo sempre meno acqua” perché  “i cambiamenti climatici, gli sprechi e una gestione poco oculata hanno messo a rischio questa risorsa, come denunciato anche dall’Onu”. E se il 2022 ha visto picchi di anomalie termiche e una crescita della frequenza di eventi estremi, dalle piogge intense agli allagamenti, nella prima metà del 2023 gli eventi idrici estremi sono più che raddoppiati.

In questo scenario, è necessaria “un’azione congiunta tra istituzioni, industria e cittadini” mettendo in campo investimenti sia sul ciclo idrico che sull’idroelettrico. In particolare, bisogna destinare risorse alle infrastrutture, agli acquedotti, per ridurre le perdite di acqua nella distribuzione, visto che oggi “l’Italia è il quarto paese europeo per perdite idriche: il 41,2% contro una media del 25%”, spiega il ceo, sottolineando che “dobbiamo scendere a una quota intorno al 20%”. Questo è possibile e, dal canto suo, A2a investirà quel che serve per salvaguardare questa risorsa. “Abbiamo un piano al 2030 che prevede 16 miliardi di investimenti, che non potranno essere tutti sull’acqua, ma penso che potremo investire 1 miliardo sull’idroelettrico e uno o anche di più sull’idrico”, assicura il numero dell’utility lombarda.

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