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L’uomo è stato una scimmia più a lungo di quanto si pensava

Alcuni dei nostri più recenti antenati potrebbero aver trascorso gran parte delle loro esistenze arrampicandosi sugli alberi, non solo camminando. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences e condotto dai ricercatori dell’Università del Kent, che hanno confrontato gli arti inferiori di Australopithecus africanus, risalente a circa 2,8 milioni di anni fa, con quelli di Paranthropus robustus, una nuova specie più recente.

“La struttura ossea esterna del Paranthropus è molto simile a quella degli esseri umani moderni, ma analisi approfondite hanno evidenziato segni di articolazioni dell’anca molto flesse, un comportamento tipico delle specie che vivono sugli alberi, come oranghi o scimpanze'” commenta Matthew Skinner della School of Anthropology and Conservation presso l’Universita’ del Kent. Il team ha confrontato le strutture ossee interne di due arti inferiori fossili rinvenuti recentemente con quelle trovate in Sudafrica negli anni ’60, che si ritiene appartenessero a un individuo vissuto tra 1 e 3 milioni di anni fa. “Abbiamo esaminato anche la struttura ossea interna che assume conformazioni specifiche in base allo stile di vita dell’individuo e dell’utilizzo dei suoi arti inferiori”, aggiunge Leoni Georgiou, collega e coautore di Skinner. “Sebbene la forma esterna delle ossa lasciasse pensare a una postura eretta e a un’articolazione dell’anca vicina a quella tipica degli esseri umani moderni, la struttura interna della testa del femore ha mostrato che l’individuo caricava le articolazioni in modo diverso”, osserva Tracy Kivell, terza firma dell’articolo. “E’ piuttosto elettrizzante poter ricostruire il comportamento di individui vissuti milioni di anni fa, ogni volta che scansioniamo un fossile con le nuove tecniche di imaging abbiamo l’opportunità di scoprire qualcosa di nuovo sulla nostra storia evolutiva”, commentano i ricercatori, sottolineando le ancora attuali difficoltà nel risolvere il dibattito riguardo la capacità di arrampicarsi e l’abbandono della vita arborea dei nostri antenati, che potrebbe essere avvenuta più recentemente di quanto si ritenesse in precedenza. “Il nostro studio dimostra inoltre che la forma esterna delle ossa può essere fuorviante”, conclude Skinner.

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