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Si chiama partito di Dio, ma Hezbollah è un carnefice e non un martire

Passa il tempo e ci si dimentica mentre tutti dovremmo ricordare quanto male ha fatto Hezbollah. Solo ricordando, infatti, si può comprendere i motivi per i quali certe organizzazioni terroriste devono essere messe all’angolo per impedire nuove atrocità.

Insieme alla Siria Hezbollah uccise con una bomba il leader sunnita e premier del Libano Rafiq Hariri, il 14 febbraio 2005. La bomba contro il suo convoglio sul lungomare di Beirut aveva causato 21 morti. Al processo è poi emerso che Hezbollah e Damasco hanno lavorato assieme.

Hezbollah significa “partito di Dio”, o “partito di Allah”: nacque nel 1982 nell’ambito della complicatissima guerra civile libanese ed è uno dei gruppi militari più potenti del Medio Oriente, è al tempo stesso un partito politico islamista sciita, un’organizzazione paramilitare estremamente potente e un gruppo radicale che negli scorsi decenni ha commesso diversi attacchi terroristici.

E’ considerato un’organizzazione terroristica da molti paesi, tra cui gli Stati Uniti. Per l’Unione Europea soltanto «l’ala militare» di Hezbollah è da considerarsi gruppo terroristico, anche se negli anni ci sono stati numerosi appelli a estendere questa definizione a tutta l’organizzazione.

Grazie ai finanziamenti e all’addestramento dell’Iran Hezbollah iniziò a scontrarsi con altri gruppi sciiti rivali e organizzò grossi attacchi terroristici contro Israele e, più in generale, contro numerosi paesi occidentali. Uno dei più noti avvenne nel 1983, quando un attentato suicida contro una caserma in cui si trovavano soldati statunitensi e francesi in Libano fece più di 300 morti. Nel 1985 Hezbollah pubblicò un manifesto in cui prometteva di espellere le potenze straniere dal Libano e di distruggere lo stato di Israele. Nel 1992 un attentato all’ambasciata israeliana di Buenos Aires causò una trentina di morti. Due anni dopo Hezbollah fece esplodere un furgone carico di tritolo contro un centro culturale ebraico nella stessa città provocando 85 morti e oltre 300 feriti. Tra gli interventi più contestati di Hezbollah all’estero c’è il suo aiuto al regime siriano contro le rivolte sunnite della «primavera araba» iniziata nel 2011.

Uno studio del 2020 ha stimato che Hezbollah abbia 20-30 mila miliziani attivi e altrettante riserve, e un arsenale simile a quello di un esercito convenzionale: piccoli carri armati, droni, missili e razzi. Hezbollah continua a essere finanziato generosamente dall’Iran, che secondo alcune stime fornisce al gruppo 700 milioni di dollari all’anno. Con la sua potenza militare, Hezbollah ha avuto un ruolo in molti dei conflitti mediorientali recenti: per esempio, durante la guerra civile siriana ha sostenuto il regime di Bashar al Assad inviando migliaia di uomini. Hezbollah inoltre non ha mai interrotto i suoi attacchi contro Israele. Le due entità combatterono tra le altre cose una durissima guerra alla frontiera nel 2006, che si concluse con centinaia di morti da entrambe le parti.

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