Anmvi

  • Defiscalizzare le cure veterinarie. Lo chiedono i veterinari al Governo

    L’Anmvi, Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, chiede al governo di inserire nel DEF (Documento di Economia  e Finanza) e nella Legge di bilancio la defiscalizzazione delle cure veterinarie, l’aumento delle detrazioni fiscali a favore dei proprietari di animali da compagnia, l’introduzione delle premialità fiduciarie e fiscali per i veterinari liberi professionisti, la revisione dei LEA della sanità veterinaria. La bozza del documento, infatti, non prende nessun impegno misurabile né sull’Iva né sulle detrazioni fiscali, solo generiche appaiono le indicazioni di revisione sui livelli dei LEA e sono del tutto assenti forme di premialità per i veterinari che svolgono attività di interesse collettivo per la Pubblica Amministrazione. Le richieste dei veterinari mirano al concreto perché vanno incontro alle persone meno abbienti ed anziane che hanno un animale da compagnia. In questo modo ci sarebbero maggiore responsabilità e attenzione perché la realizzazione delle proposte dell’ANMVI garantirebbe di più che gli animali siano curati e non abbandonati.

  • Necessaria un’anagrafe canina unica: è l’appello che l’Associazione italiana dei veterinari rivolge al governo

    L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani lancia un nuovo appello al Governo ed al Parlamento affinché si unifichino, finalmente, le anagrafi canine che oggi sono tante quante sono le regioni. Per tracciare in tempo reale la provenienza di un cane provvisto di regolare microchip è necessario che si sia collegati all’anagrafe nazionale altrimenti possono passare giorni, con dispendio di energie ed aumento di costi, prima di trovare il legittimo proprietario di un cane smarrito o abbandonato. L’anagrafe nazionale degli animali d’affezione del Ministero della Salute si basa su innovazioni tecnologiche che erano sconosciute al tempo dell’approvazione, 27 anni fa, della Legge 281, se non si supereranno le incompatibilità telematiche delle attuali anagrafi canine regionali, disomogenee per raccolta dati ed incapaci di comunicare reciprocamente, continueranno ad aumentare i disagi ed i costi e si aggraverà la piaga del randagismo e degli animali segregati nei rifugi. L’anagrafe nazionale degli animali d’affezione si occupa anche di gatti e furetti e, se applicata su tutto il territorio nazionale, potrebbe essere un forte deterrente contro le attività illegali quali la lotta tra cani, la vendita di cuccioli non vaccinati e troppo piccoli d’età, il contrabbando e addirittura la vivisezione.

  • Dall’ANMVI cinque proposte ai candidati che domenica si presentano agli elettori per il Parlamento e per le amministrazioni regionali di Lombardia e Lazio

    Quasi tutti i programmi elettorali e candidati parlano di animali  e di modelli di gestione ma mai di sanità veterinaria e mai dei  LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) della veterinaria; quasi tutti i politici parlano solo di animali da compagnia – e mai di animali allevati e di selvatici – di agevolazioni economico-fiscali  e mai del fatto che nessun Parlamento e Governo vi ha poi concretamente seguito.

    Per questo ANMVI invita i candidati a:

    1. 1.   affrontare le politiche nei confronti degli animali di tutte le specie (d’affezione, da reddito, selvatici) in chiave di sanità veterinaria e di salute pubblica, passando dallo spontaneismo alla competenza scientifico-professionale dei Medici Veterinari e a quella istituzionale delle articolazioni veterinarie centrali e regionali.
    2. 2.    valorizzare in tutte le politiche per il benessere degli animali allevati, per il contrasto delle resistenze antimicrobiche e per la promozione delle produzioni alimentari nazionali la neo istituita figura del Veterinario Aziendale, sulla base del ruolo ad essa riconosciuto dalle Autorità sanitarie (centrale e regionali).
    3. revisionare criticamente i Livelli Essenziali Assistenza (LEA) e spostare su una rete di strutture veterinarie private già esistenti sul territorio nazionale, in regime di convenzione, l’erogazione- di prestazioni di medicina veterinaria di base agevolata ed IVA esente: 1) obbligatorie per legge (controllo demografico, primo soccorso); 2) di importanza “one health” (prevenzione delle malattie, delle zoonosi, delle morsicature) in favore di fasce socialmente deboli e incentivanti l’adozione dai canili/gattili;
    4. 4.    intervenire sull’IVA e sulle detrazioni fiscali: 1) revisionare le aliquote IVA spostando le prestazioni veterinarie e gli alimenti per animali da compagnia in fascia agevolata ed esentare dall’Imposta sul Valore Aggiunto le prestazioni di medicina veterinaria di base obbligatorie e “one health”; 2) aumentare significativamente le detrazioni fiscali delle spese veterinarie inviate al Sistema Tessera Sanitaria;
    5. Impostare politiche di contenimento della spesa sostenuta per i farmaci veterinari – valorizzando la specie-specificità di questi ultimi e contrastando le derive anti-scientifiche del “fai da te”- promuovendo la diffusione dei generici veterinari e lo spacchettamento (cd blisteraggio) delle confezioni, in funzione di risparmio, anti-spreco, tutela dell’ambiente e uso prudente (cfr. antimicrobico-resistenza).

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

  • Dopo la strage di randagi avvelenati a Sciacca ANMVI chiede lo stato di emergenza randagismo in Sicilia

    Il randagismo in Sicilia richiede la dichiarazione dello stato di emergenza, permettendo alle autorità pubbliche, centrali e regionali, di ricorrere ad interventi speciali, misurabili e a termine. E la  facilità di accesso ai veleni e al loro utilizzo incontrollato: servono norme più stringenti. Questa in sintesi la posizione del Presidente dell’ANMVI, Marco Melosi, dopo i fatti di Sciacca.

    Intanto, il Presidente di ANMVI Sicilia, Pippo Licitra, denuncia la sordità della politica: “La veterinaria siciliana non è disponibile ad utilizzare i razzi della Corea del Nord per farsi ascoltare o per essere invitata ai tavoli decisionali che la politica organizza nei momenti di emergenza”. Sopra le righe non sono i toni di una veterinaria siciliana esasperata, ma “i fatti abominevoli dell’avvelenamento dei randagi a Sciacca” dichiara Licitra.

    “Più volte, utilizzando le sale dell’assemblea Regionale abbiamo rappresentato la difficoltà gestionali del randagismo in Sicilia, si è “gridato” la necessità di una interlocuzione continua con le parti politiche per affrontare un problema che all’interno della nostra categoria viene vissuto con grande attenzione e preoccupazione” –è lo sfogo del Presidente di ANMVI Sicilia.

    Adesso la politica non scavalchi la nostra categoria per fare largo a chi ha sicuramente maggior peso elettorale, ma non il ruolo specialistico e di presenza territoriale che noi veterinari-con i nostri studi, ambulatori, cliniche e servizio pubblico- rappresentiamo sul territorio“- conclude Licitra.

    Stato di emergenza-randagismo sotto regia sanitaria- L’ANMVI, impegnata in programmi di sterilizzazione volontaria dei randagi in varie regioni ad alto tasso di randagismo, torna a chiedere un piano ad hoc per la Sicilia: identificazione anagrafica e sterilizzazione programmata sotto una regia veterinaria e di sanità pubblica.

    Ricordando che il controllo demografico delle popolazioni animali  rientra nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza– che lo Stato e le Regioni sono chiamate a garantire e finanziare- l’ANMVI invita le autorità competenti a considerare la dichiarazione dello stato d’emergenza randagismo, pianificando azioni urgenti, misurabili e a termine e soprattutto “sotto una regia sanitaria-veterinaria”.

    Lo stato di emergenza, ricorrendo i presupposti di urgenza e di eccezionalità, potrebbe facilitare soluzioni di intervento speciale anche di tipo economico-finanziario.

    Troppo facile il possesso di veleni- L’avvelenamento di massa dei randagi di Sciacca ripropone il problema delle esche-killer- veleni troppo facilmente reperibili sul mercato. Vale per la Sicilia ma non solo. Malgrado una ordinanza del ministero della salute che ne vieta la detenzione e l’utilizzo, l’approvvigionamento di prodotti o sostanze letali è ancora troppo facile e incontrollato. L’ANMVI torna a chiedere norme più stringenti contro il facile approvvigionamento di sostanze letali per animali e persone e che causano contaminazioni ambientali.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

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