controllo

  • La Commissione riunisce in via straordinaria il gruppo di esperti scientifici sulla sicurezza e sui rischi dell’IA più avanzata

    La Commissione tiene una riunione straordinaria del gruppo di esperti scientifici sull’intelligenza artificiale (IA). Il gruppo ha esaminato recenti incidenti legati alla perdita di controllo dei sistemi di IA e, insieme all’Ufficio europeo per l’IA della Commissione, ha elaborato una serie di quesiti rivolti alle aziende che hanno sviluppato i modelli in questione. Alla riunione parteciperà Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.

    Il gruppo di esperti scientifici riunisce 60 esperti indipendenti di fama mondiale, che forniscono consulenza all’Ufficio europeo per l’IA e alle autorità nazionali sui rischi sistemici, sulla classificazione dei modelli, sulle metodologie di valutazione e sulla vigilanza transfrontaliera del mercato. Nel corso della riunione, il gruppo presenterà alla Commissione raccomandazioni sui rischi per la sicurezza e la protezione dei sistemi di IA più avanzati.

  • Accesso ristretto ai social per minorenni, parte la consultazione sulle restrizioni introdotte da Bruxelles

    La Commissione europea sta raccogliendo pareri sul Kids Act in cui si propongono delle restrizioni graduali all’accesso ai social dei minori. L’obiettivo, spiega l’esecutivo Ue in una nota, è raccogliere contributi da parte di bambini, genitori, tutori, insegnanti ed educatori, nonché dalle piattaforme online interessate dalla proposta.

    Si potrà contribuire fino al 26 novembre 2026. Tutte le risposte ricevute saranno sintetizzate dalla Commissione e presentate al Parlamento europeo e al Consiglio con l’obiettivo di alimentare il dibattito legislativo

    I miglioramenti attesi dalla consultazione si baseranno sull’ampia base di dati pubblici che ha sostenuto la proposta, tra cui la relazione dei copresidenti del gruppo speciale sulla sicurezza online dei minori, le consultazioni dedicate a bambini, genitori ed educatori e la ricerca del 2026 sulle esperienze online dei bambini.

    Adottato a settembre, il Kids Act migliorerà la sicurezza online dei minori in tutta l’Unione introducendo un periodo di attesa per l’accesso ai social media, norme rigorose sulla progettazione sicura delle piattaforme, sistemi di verifica dell’età che tutelino la privacy e misure di applicazione efficaci.

    Si potrà contribuire fino al 26 novembre 2026. Tutte le risposte ricevute saranno sintetizzate dalla Commissione e presentate al Parlamento europeo e al Consiglio con l’obiettivo di alimentare il dibattito legislativo.

    Come anticipato dalla presidente dell’esecutivo comunitario Ursula von der Leyen, il regolamento prevede una età minima di 13 anni, sotto la vigilanza dei genitori. Solo dai 15 anni in poi i giovani potranno avere un proprio profilo. Il tema è scivoloso e le discussioni in Consiglio e Parlamento si preannunciano accese. «Con questa nostra proposta – ha detto a Strasburgo la vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen -, garantiamo che i nostri bambini possano godere dei propri diritti online: imparare, rimanere in contatto ed esplorare. Forniamo inoltre ai genitori gli strumenti necessari per accompagnare i propri figli nella navigazione in un mondo digitale sicuro. Tutto questo mantenendo alta la pressione sulle piattaforme, poiché queste devono dimostrare che i loro servizi non arrechino danno».

    Dai 13 ai 15 anni il regolamento europeo prevede che l’uso del profilo possa avvenire solo sotto la vigilanza di un adulto. Secondo la Commissione europea «i servizi disponibili sui profili per i 13-15 anni devono essere progettati con misure di protezione, quali contatti sociali limitati e un tempo di utilizzo dello schermo limitato a un’ora al giorno, riconoscendo il ruolo dei tutori nel sostenere lo sviluppo autonomo e sicuro dei propri figli online». La proposta di regolamento impone una serie di obblighi a tutte le piattaforme che offrono ai minori di 18 anni servizi di rete sociale, condivisione di video, videogiochi online, assistenti basati sull’intelligenza artificiale. «Tra questi figurano il divieto di funzionalità che creano dipendenza (…) Sono inoltre vietati lo scorrimento infinito delle immagini, i meccanismi di ricompensa ingannevoli e le notifiche durante le ore di sonno». La proposta – ha spiegato la vicepresidente Virkkunen – inverte l’onere della prova, attribuendo ai gestori delle piattaforme online di grandi dimensioni la responsabilità di dimostrare che i loro servizi sono sicuri fin dalla loro progettazione. L’iniziativa comunitaria giunge dopo un lungo dibattito tra i commissari, e la pubblicazione dell’analisi di un gruppo di esperti che a suo tempo aveva suggerito un approccio graduale.

    La consultazione è stata indetta perché il tema è controverso e l’iter di approvazione della proposta da parte del Consiglio e del Parlamento rischia di essere impervio. Molti credono che la questione dell’accesso dei più giovani alle reti sociali debba essere regolamentato ed alcuni Paesi lo hanno già fatto, come il Portogallo o la Grecia, altri invece sono più reticenti, come la Finlandia, tendenzialmente più liberale.

  • AI: il tempo scorre veloce

    Se i maggiori centri per lo studio e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, per bocca dei loro massimi esponenti e proprietari, chiedono un ente esterno per stabilire regole e tempi dobbiamo essere consapevoli che i pericoli ingenerati dalla AI sono reali, al di là degli interessi strettamente economici e di potere difesi da Trump ed dal presidente cinese.

    Il problema consiste su chi individuerà le figure indipendenti che dovranno dare vita a questa struttura, chi fare le scelte, quali i veri obiettivi per evitare che, una volta ancora, sia il mercato, l’interesse economico e personale, a decidere il futuro, l’utilizzo dell’AI e, di conseguenza, il futuro dell’umanità e cioè il nostro futuro.

    Le accelerazioni che, in ogni campo, si sono evidenziate in questi anni, dalle scoperte tecnologiche e militari all’aumento di guerre, violenze, soppressioni di regole comuni di convivenza civile e di rispetto per le persone, bambini compresi, di perdita di empatia e di percezione della realtà, ci dimostrano come gran parte di quanto ritenevamo acquisito stia diventando effimero, a continuo rischio.

    I concetti di libertà, di democrazia, di regole comuni rispettate, condivise, di attenzione all’altro, di tutela dell’ambiente, come realtà che appartiene a tutti, si stanno modificando in una società nella quale solo il potere assoluto, il denaro, il predominio sugli altri hanno valore.

    Dall’America di Trump alla Russia di Putin o alla Cina di Xi Jinping, per non parlare della dittatura di Erdogan, dell’indifferenza alla vita altrui di Netanyahu, del crudele oscurantismo dei talebani, proseguendo con le varie formazioni terroriste che colpiscono in più parti del mondo, è ormai evidente che per troppi, che ricoprono i massimi incarichi, solo il denaro ed il potere contano dopo aver eliminato quel minimo di apparente attenzione al bene comune che avevano contraddistinto epoche passate.

    Se i governi, o almeno alcuni, non comprendono la necessità ed urgenza di dare vita a un ente sopranazionale per individuare come si debba sviluppare, senza pericoli, l’intelligenza artificiale sia la società a muoversi creando sinergie, scuotendosi dal torpore, diventando finalmente capace di isolare gli indifferenti ed i profittatori, il tempo scorre veloce.

  • China tightens travel restrictions for citizens

    China has imposed a range of sweeping new rules restricting travel in and out of the country in a move that observers say will give the government even more control over its citizens.

    Citizens deemed to have “harmed” China’s national security or interests while overseas can also be barred from leaving China for up to three years.

    But the law also says that it will apply to anyone considered a threat to the country’s industrial or technological security.

    China keeps close scrutiny on sectors like semiconductors and AI, as the race between Beijing and Washington for tech dominance heats up. According to reports, travel restrictions were earlier imposed on some executives from these industries.

    In March, the co-founders of Manus – an AI company that had been acquired by Meta – were reportedly barred from leaving China.

    Under the new rules, border officials are now also required to advise Chinese nationals against travelling to countries and regions deemed “high-risk”.

    But even prior to the rules being announced, some people were already restricted from going to certain countries. Civil servants were among the earliest groups subjected to these controls, which later expanded to include state-owned enterprise employees and ordinary citizens.

    A retired grassroots civil servant in Anhui told BBC Chinese that around 2018, his workplace made employees surrender their passports. His passport remains in the custody of his former employer even though he retired last year.

    According to the ex-civil servant, employees had to apply and explain their reasons for overseas travel, and not all requests were approved.

    For example, trips to visit relatives were more likely to be approved than tourism trips, he said.

    “It is mainly to prevent corrupt officials from fleeing or transferring assets abroad,” he said. “For more senior officials, it may also be intended to prevent the disclosure of state secrets.”

    A man identified by his pseudonym, Xiao Wang, who works at a state-owned financial institution in Beijing, told BBC Chinese that his fellow employees have long been required to surrender their passports and get approval for overseas travel.

    The 32-year-old said managers have verbally reminded staff that “sensitive countries such as Japan are definitely off-limits”.

    Professor Tom Kellogg, Executive Director of the Center for Asian Law at Georgetown University, told BBC Chinese that the expanding travel restrictions were “deeply concerning” and said they reflect a “growing ideological control under Chinese leader Xi Jinping”, which is reminiscent of Mao Zedong’s era.

    China was largely cut off from the world under Mao’s decades-long regime, and international travel only became a part of life for Chinese people in the 1990s, after China underwent a series of reforms and opening up.

    Today’s various travel restrictions, Kellogg said, “bring back memories of that painful era”.

    Piyao, a Chinese government “rumour-refuting” platform, posted a statement last week saying the new rules “do not restrict the travel of ordinary citizens, but rather serve as a preventative measure against high-risk destinations and individuals with unusual travel patterns”.

    The regulations were issued to address “problems” such as people being deceived into leaving the country or engaging in illegal gambling and scam activities abroad, the statement said.

    According to publicly available information, Chinese citizens currently cannot check whether they are subject to exit controls on their own.

    Unless official written or verbal notification is issued, people generally only discover they are restricted from leaving when applying for documents or attempting to depart.

    China’s Ministry of Foreign Affairs and immigration authorities did not respond to enquiries from BBC Chinese.

    Chinese authorities have drastically stepped up exit bans on its citizens in recent years, according to data provided to the BBC from rights group Safeguard Defenders.

    China’s supreme court database showed only 89 records mentioning exit bans in 2016, but that figure had risen to 188,760 last year.

    The percentage of civil verdicts that dealt with exit bans also surged more than 30 times between 2019 and 2025, from around 0.23% to 7.3%. The actual volume of such cases is believed to be even higher, owing to an increasing number of withheld judgments.

    The rules could also affect citizens who work in areas such as human rights, say analysts.

    “This is another tool designed to control what Chinese citizens do and say overseas,” said Professor Kellogg.

    “In some cases, in order to prevent individuals from criticising the Chinese government overseas or to punish their rights advocacy activities, state security authorities directly refuse to issue passports.”

    One 26-year-old Chinese citizen, who wished to be identified only as Pipi, told BBC Chinese that his passport application in 2023 was rejected and he believes it was because he attended the massive pro-democracy protests in Hong Kong in 2019.

    According to Pipi, he was interviewed by Hong Kong media outlets during the protests. When he returned to mainland China, he was questioned by state security police.

    He said one immigration official told him that he could not get a passport “because of the Hong Kong issue” – but this was not confirmed in writing to him.

    “I don’t know whether I’ll ever be able to leave [China],” he said.

  • La Cina rafforza i controlli sugli investimenti stranieri, l’Indonesia accentra sullo Stato l’export di materie prime

    La Cina ha introdotto nuove e ampie norme che rafforzano il controllo sugli investimenti all’estero, con particolare attenzione a capitali, tecnologie, dati e interessi relativi alla sicurezza nazionale, ampliando i poteri di Pechino di intervenire anche su operazioni già concluse. Le nuove regole, pubblicate dal Consiglio di Stato (il gabinetto) e in vigore dal primo luglio, impongono autorizzazioni per l’esportazione di beni, tecnologie, servizi e dati soggetti a restrizioni, fornendo per la prima volta una base giuridica organica per ordinare la revisione o l’annullamento di transazioni internazionali ritenute in contrasto con gli interessi nazionali. La stretta arriva circa un mese dopo l’intervento delle autorità cinesi contro l’acquisizione della startup di intelligenza artificiale Manus da parte del colosso statunitense Meta, operazione che secondo Pechino avrebbe violato norme sugli investimenti all’estero. Le disposizioni vietano inoltre, senza preventiva approvazione, il trasferimento all’estero di personale qualificato in settori sensibili, una misura che sembra colpire pratiche sempre più diffuse tra aziende tecnologiche cinesi, le quali trasferiscono dipendenti e attività operative in giurisdizioni come Singapore per attrarre capitali stranieri.

    Le norme attribuiscono al governo il potere di sottoporre a revisione per motivi di sicurezza nazionale investimenti esteri o cessioni di attività, ordinare la vendita di partecipazioni o la cessazione degli investimenti e imporre sanzioni in caso di mancato rispetto delle disposizioni. Pechino si riserva inoltre la facoltà di limitare o bloccare operazioni che coinvolgono soggetti di Paesi che adottano restrizioni contro investimenti cinesi, rafforzando così gli strumenti di ritorsione economica nei confronti di misure adottate da governi stranieri. Le regole non precisano quali tipologie di operazioni potranno essere considerate una minaccia alla sicurezza nazionale, lasciando ampi margini di discrezionalità alle autorità. Secondo gli analisti, il provvedimento si inserisce nella più ampia strategia cinese diretta a rafforzare il controllo sulle tecnologie sensibili, contrastare le sanzioni occidentali e consolidare l’autosufficienza nazionale nei settori strategici, in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale e lungo le filiere tecnologiche avanzate.

    L’Indonesia ha avviato il periodo di transizione verso un nuovo sistema che centralizzerà le esportazioni delle principali materie prime del Paese attraverso la società statale Dsi (Danantara Sumberdaya Indonesia), controllata dal fondo sovrano Danantara. La riforma, annunciata dal presidente Prabowo Subianto, riguarda inizialmente carbone, olio di palma e ferroleghe e punta a contrastare pratiche come la sottofatturazione, aumentare le entrate fiscali e mantenere nel Paese i proventi delle esportazioni per rafforzare la disponibilità di dollari. Il direttore operativo di Danantara, Dony Oskaria, ha assicurato che la nuova società opererà in modo trasparente e verificabile, anche nella definizione dei prezzi di riferimento delle materie prime.

    Durante la fase transitoria gli esportatori dovranno trasmettere tutta la documentazione a Dsi, ma le spedizioni proseguiranno normalmente in maniera decentralizzata. L’annuncio ha però colto di sorpresa il settore privato, alimentando timori per possibili pressioni sui margini di profitto e dubbi sulle future modalità operative. Il governo prevede di valutare i risultati dopo tre mesi, mentre l’entrata in vigore completa del sistema è prevista entro il primo gennaio 2027. Contestualmente è entrata in vigore una nuova norma che impone alla maggior parte degli esportatori di risorse naturali di mantenere i ricavi delle vendite all’estero presso banche statali indonesiane.

  • Operazione internazionale contro il traffico illecito di farmaci

    Si è svolta dal 10 al 23 marzo la 18ma edizione di Pangea, l’operazione internazionale finalizzata a contrastare il traffico illecito di farmaci e prodotti correlati alla salute, come dispositivi medici, cosmetici e sigarette elettroniche, ricercando le condotte di reato inerenti a falsificazione, contrabbando di prodotti legali, evasione delle imposte, cattiva conservazione e furti. L’operazione, coordinata a livello mondiale da Interpol, ha visto la partecipazione di 90 Paesi, che si sono concentrati sulla sorveglianza del canale web (marketplace, social media, app di messaggistica e dark web), ispezione fisica a farmacie sospettate di vendita illecita di farmaci e tracking di pacchi sospetti. Lo sforzo congiunto di autorità doganali, autorità regolatorie e forze di polizia ha portato a livello mondiale al sequestro di oltre sei milioni di unità posologiche di farmaci contraffatti per un valore di oltre 15 milioni di dollari. Le forze di polizia hanno avviato 392 attività investigative, eseguito 269 arresti e smantellato 66 gruppi criminali, nonché chiuso 5.700 siti web illegali, pagine di social media e canali utilizzati per il commercio dei prodotti illegali.

    Le attività di controllo in Italia sono state effettuate presso i maggiori hub aeroportuali dei corrieri espresso e delle Poste, in ragione dell’elevato numero di spedizioni di cui questi sono destinatari. Presso questi hub sono state condotte verifiche congiunte da parte di “team misti” composti da militari dei Nuclei dei carabinieri tutela salute, personale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm), degli uffici Usmaf e della Guardia di finanza, coadiuvati dal Nucleo carabinieri agenzia italiana del farmaco e dall’Ufficio investigazioni della direzione antifrode Adm, sulla base degli schemi di valutazione già condivisi con l’Agenzia italiana del farmaco. Grazie all’intensificazione dei controlli, tra le spedizioni dirette in Italia sono state individuate e sequestrate nel corso dei giorni di attività quasi 20 mila unità di farmaci illegali e falsificati, per un valore stimato di oltre 20 mila euro. L’attività ha riportato un incremento dell’importazione illecita di medicinali antiparassitari del tipo ivermectina e fenbendazolo, quest’ultimo autorizzato solo per uso veterinario, tornati ora all’attenzione dopo il periodo pandemico a causa della loro promozione come asseritamente utili per la terapia del cancro. Rimane inoltre rilevante l’importazione illecita di farmaci e sostanze con caratteristiche dopanti, nonché prodotti “life style saving” quali farmaci per la disfunzione erettile (sildenafil, tadalafil, vardenafil) e per la perdita di peso (semaglutide e inibitori Glp-1). I sequestri eseguiti nel corso della fase operativa hanno inoltre permesso di innescare alcune attività investigative congiunte da parte di Adm e Carabinieri tutela salute, tutt’ora in corso.

    Oltre alle attività congiunte, i reparti Carabinieri tutela salute sul territorio, in relazione alle specifiche competenze in materia di salute pubblica, hanno intensificato le attività ispettive degli esercizi farmaceutici e degli eventuali siti web autorizzati alla vendita di farmaci, la vigilanza sulle vendite illegali di farmaci da parte di soggetti non autorizzati, nonché il controllo dei siti web illegali di vendita di medicinali e altri prodotti correlati alla salute. In tal senso, sono state avviate ventiquattro nuove attività investigative, che hanno portato a evidenziare vendite illegali di farmaci presso esercizi non autorizzati (negozi etnici), irregolarità di alcuni siti web di vendita di farmaci e parafarmaci, siti web di vendita illegali con registrar location all’estero. Durante le attività sono state sequestrate oltre 13 mila unità posologiche di farmaci illegali e intercettati trentadue siti web illegali di vendita di farmaci, oggetto di proposta di oscuramento al ministero della Salute per impedirne l’accesso agli utenti sul territorio nazionale.

    I controlli dei Reparti territoriali della Guardia di finanza, basati anche sull’analisi del rischio svolta dal Nucleo speciale beni e servizi, hanno originato alcuni significativi sequestri specie negli spazi doganali, in particolare presso gli scali aeroportuali di Napoli Capodichino, Pisa, Roma Ciampino, Roma Fiumicino, Venezia Tessera, con il rinvenimento, tra l’altro, di sostanze dopanti. I reparti speciali del Corpo sono intervenuti anche nell’oscuramento di ulteriori dieci siti web illegali di origine estera, grazie al più intenso monitoraggio della rete internet assicurato nel corso dell’Operazione da parte del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza. L’operazione ha consentito di raccogliere spunti investigativi relativi al traffico internazionale di farmaci di vario genere, anche con azione dopante, intercettando nuovi trend nei consumi legati al mercato illegale e rafforzando la collaborazione tra le istituzioni coinvolte nel contrasto al fenomeno criminale.

  • Prevenzione e lotta al terrorismo e all’estremismo: la Commissione rafforza la cooperazione con i Balcani occidentali

    Il Commissario per gli Affari interni e la migrazione Magnus Brunner ha firmato un nuovo piano d’azione comune per la prevenzione e la lotta al terrorismo e all’estremismo violento tra l’UE e i suoi partner dei Balcani occidentali, a margine del forum ministeriale UE-Balcani occidentali su giustizia e affari interni che si tiene a Sarajevo, Bosnia-Erzegovina.

    La sicurezza dei Balcani occidentali è strettamente legata alla sicurezza interna dell’UE. Con questo nuovo piano d’azione l’UE e i Balcani occidentali saranno meglio attrezzati per affrontare le minacce nuove ed emergenti, tra cui la radicalizzazione online, nonché l’impatto delle nuove tecnologie sulle minacce terroristiche, quali i rischi associati all’uso improprio dei droni o all’uso di criptovalute per il finanziamento del terrorismo.

    Il nuovo piano d’azione comune rafforzerà la cooperazione e lo sviluppo di capacità in cinque settori principali: allineamento alla legislazione antiterrorismo dell’UE, prevenzione dell’estremismo, rafforzamento della cooperazione con Europol anche per quanto riguarda le indagini antiterrorismo, rafforzamento della capacità di indagare sul finanziamento del terrorismo e rafforzamento della protezione delle infrastrutture critiche e degli spazi pubblici.

  • Resettare tutto e ricominciare daccapo?

    Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il Signor Stefano Cagnetta ci ha inviato dopo la lettura dell’articolo dell’On. Cristiana Muscardini ‘Politiche sui siti sessuali e ragazzi che si suicidano aiutati dalla rete’ pubblicato lo scorso 1 settembre

    Cara Onorevole,

    io non ho tutte le risposte ai quesiti da lei rappresentati, ma ho il piacere di condividere con lei quelli che potrebbero essere, senza peccare di presunzione, pensieri comuni inerente l’argomento da lei rappresentato e che al sottoscritto colpisce vivamente:

    Mi soffermo solo su quest’ultimo decennio laddove internet è entrato quasi di soppiatto, forse inaspettatamente, ma con tanta facilità nelle case di ognuno di noi dandoci la parvenza di un qualcosa di buono, che può agevolarci nella vita di tutti i giorni, insomma sembrava un’innovazione tecnologica utile e raccomandabile. Per certi versi sì, ma come per tutte le cose, il troppo storpia ed ecco il lato oscuro di questa innovazione tecnologica uscire allo scoperto e fare da padrona: l’utilizzo incontrollato dei social che sono sempre più a portata di mano di chiunque ma ahimè soprattutto dai minorenni. Inutili le “raccomandazioni” (che per Legge devono fare), da parte di queste piattaforme verso i minori che per loro è vietato iscriversi se non sotto la supervisione dei genitori, ma parliamoci chiaramente, la supervisione del genitore è praticamente impossibile… ma c’è anche l’escamotage della data di nascita, basta cambiarla ed il gioco è fatto. E nessuno se ne accorge. Un po’ come la vendita di sigarette e dei gratta e vinci: c’è scritto che nuoce gravemente alla salute (per la serie “io te l’ho detto”), ma è sempre lo stesso Stato che ha emesso il messaggio di pericolo che li vende ricavandoci ingenti profitti di cui non poter assolutamente rinunciare e, come se non bastasse, sia per i gratta e vinci che per le sigarette ve ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti, evidentemente si vuole soddisfare la richiesta di tutti… eppure c’è scritto “nuoce gravemente alla salute” …

    Il male c’è e si vede, ma nessuno fa davvero qualcosa di coraggioso e/o drastico per bloccare tutto ciò. I profitti, come per le sigarette e i gratta e vinci, sono più importanti. Tutto gira intorno al denaro, causa primaria di tanti mali cui non sto qui ad elencarli.

    Nelle piattaforme dei social tutto è amplificato all’ennesima potenza: un video, una notizia, un fatto si ripete centinaia, migliaia se non milioni di volte (il numero dei like e delle visualizzazioni, portano anche bei profitti a quanto pare) e un soggetto e/o il fatto stesso è alla mercè di tutti. Questa potenza è incontrollabile. Può fare del bene o del male ma lo fa ad ogni modo all’ennesima potenza. Dunque, se una persona fragile viene offesa all’interno di queste piattaforme, il fatto ha un ridondanza mostruosa e l’offesa sale a dismisura. Se un fatto poteva essere circoscritto ad un numero ristretto di persone, adesso no, rimbomba come un eco perpetuo dappertutto e neanche chi ha cominciato a divulgarlo sa fin dove potrebbe protrarsi, senza poi considerare minimamente gli effetti di quel messaggio lanciato in rete; per qualcuno potrebbe essere un vero e proprio inferno…potrebbe essere motivo di farla finita.

    Penso al piccolo Paolo, un bellissimo ragazzino come tanti in mezzo a noi, troppo giovane per chiudersi nel suo oblio, troppo giovane per pensare di farla finita, troppo giovane per terminare la sua vita. E adesso mi ritorna in mente anche la piccola Sarah Scazzi e della sua tragica fine … Sempre e soltanto a causa di cosa gli altri potrebbero credere, pensare o chissà cosa… Un tempo questo poteva essere considerato un motivo futile ma adesso che i tempi sono cambiati, pare sia un motivo plausibile per uccidere o per suicidarsi.

    L’opinione degli altri a quanto pare conta troppo per qualcuno. E’ un male incurabile questo. Non abbiamo più una nostra vita, è sempre condizionata dagli altri!

    Paolo, Sarah e tutte quelle piccole anime che hanno terminato la loro vita troppo presto a causa “degli altri” potrebbero essere i nostri stessi figli!

    Come possiamo fermare tutto ciò? Noi genitori se pur attenti e scrupolosi non possiamo attenzionare i nostri ragazzi 24 ore su 24, certamente possiamo parlare con loro, cercare di stare attenti il più possibile, ma ora più che mai, non possiamo entrare nella testa dei nostri ragazzi e vedere cosa pensano realmente. Troppo silenziosi? Troppo estroversi? Qual è il segnale che deve preoccuparci? Oltre ad essere genitori che lavorano preoccupati e attenti all’andamento della propria famiglia forse dovremmo essere anche psicologi – poliziotti – terapeuti…. Io non lo so. So solo che come mezzi di comunicazione abbiamo la televisione che oggi offre troppi programmi inutili, dove si evidenzia sempre l’apparire e non l’essere, film che propongono costantemente violenza estrema o scene di bassezza inaudita, per non parlare delle innumerevoli parolacce e volgarità che si sentono ogni giorno e poi c’è l’evoluzione della televisione con il tanto agognato smartphone che altro non è che  una finestra aperta sul mondo, tutto praticamente gratuito, senza tabù, libero, … ed ecco fomentarsi il troppo che storpia…

    Per non parlare dei telegiornali che fanno a gara per chi elenca le peggiori notizie di cronaca in circolazione. Un bollettino di guerra, ora più che mai, nel vero senso della parola.

    Il nocciolo del problema forse sta proprio in questo: gli innumerevoli e costanti input che entrano nella nostra testa, un bombardamento costante di annunci, notizie, fatti che non sempre ci fanno bene ma attenzione! Noi siamo persone adulte che hanno avuto un passato sicuramente più quieto rispetto a questo presente (che sarà il passato dei nostri ragazzi), sappiamo gestire le emozioni, sappiamo reagire difronte a queste notizie ma loro, i nostri ragazzi, hanno capito come funziona? Riescono a schermarsi davanti a questo strano mondo con tutte le sfaccettature che offre? Sanno distinguere il virtuale dal reale?

    Forse, ma sicuramente utopia totale, sarebbe eliminare ciò che ha causato questo male. Bloccarlo. Fermarlo. Spegnere tv e smartphone. Resettare tutto e ricominciare daccapo.

    Cordiali saluti,

    Stefano Cagnetta

  • La Commissione avvia consultazioni per la revisione del regolamento dell’UE sulla cibersicurezza

    Allo scopo di rafforzare la resilienza dell’UE contro le crescenti minacce informatiche, la Commissione lancia una raccolta di contributi per valutare e rivedere il regolamento dell’UE sulla cibersicurezza del 2019. L’iniziativa riflette l’impegno della Commissione a semplificare le norme.

    La revisione si concentrerà sul mandato dell’Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza (ENISA) nonché sul quadro europeo di certificazione della cibersicurezza e punta ad affrontare le sfide in materia di sicurezza della catena di approvvigionamento delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). Allo stesso tempo essa rappresenta un’opportunità per semplificare le norme in materia di cibersicurezza. Ottimizzando l’obbligo di informazione, la Commissione intende agevolare l’attuazione, ridurre la burocrazia e promuovere un ambiente favorevole alle imprese.

    Le parti interessate (autorità competenti degli Stati membri, autorità di cibersicurezza, imprese e associazioni di categoria, ricercatori ed accademici, organizzazioni dei consumatori e cittadini) sono invitate a fornire il proprio parere sul portale Dì la tua fino al 20 giugno.

  • La Commissione traccia la rotta per la leadership europea in materia di IA con un ambizioso piano d’azione

    Diventare un leader globale nell’intelligenza artificiale (IA) è l’obiettivo del piano d’azione per il continente dell’IA lanciato oggi. Come indicato dalla presidente von der Leyen al vertice d’azione sull’IA del febbraio 2025 a Parigi, questa ambiziosa iniziativa è destinata a trasformare le forti industrie tradizionali europee e il suo eccezionale bacino di talenti in potenti motori di innovazione e accelerazione dell’IA. Il piano d’azione per il continente dell’IA rafforzerà le capacità di innovazione dell’Unione europea in materia di IA attraverso azioni e politiche incentrate su cinque pilastri fondamentali:

    La Commissione rafforzerà l’infrastruttura europea per l’IA e il supercalcolo con una rete di fabbriche di IA. 13 di queste fabbriche sono già installate nei principali supercomputer europei a livello mondiale. Sosterranno le start-up, l’industria e i ricercatori dell’UE nel campo dell’IA nello sviluppo di modelli e applicazioni di IA.

    L’UE contribuirà anche alla creazione di Gigafabbriche di IA. Si tratterà di strutture su larga scala dotate di circa 100.000 chip che guideranno la prossima ondata di modelli di IA di frontiera e manterranno l’autonomia strategica dell’UE nei settori industriali e scientifici critici, richiedendo investimenti pubblici e privati.

    Per stimolare gli investimenti del settore privato nella capacità del cloud e nei centri dati, la Commissione proporrà anche una legge sullo sviluppo del cloud e dell’IA. L’obiettivo è almeno triplicare la capacità dei data center dell’UE nei prossimi cinque-sette anni, dando priorità ai data center altamente sostenibili.

    Rafforzare l’innovazione dell’IA richiede anche l’accesso a grandi volumi di dati di alta qualità. Un elemento importante del piano d’azione è la creazione di laboratori di dati, che riuniscono e curano grandi volumi di dati di alta qualità provenienti da diverse fonti nelle fabbriche di IA. Nel 2025 sarà avviata una strategia globale per l’Unione dei dati al fine di creare un vero mercato interno dei dati in grado di potenziare le soluzioni di IA.

    Nonostante il potenziale dell’IA, solo il 13,5 % delle imprese dell’UE ha adottato l’IA. Per sviluppare soluzioni di IA su misura, promuoverne l’uso industriale e la piena adozione nei settori pubblici e privati strategici dell’UE, nei prossimi mesi la Commissione lancerà la strategia “Applicare l’IA.

    Per soddisfare la crescente domanda di talenti dell’IA, la Commissione agevolerà il reclutamento internazionale di esperti e ricercatori altamente qualificati nel settore dell’IA attraverso iniziative quali il bacino di talenti, l’azione Marie Skłodowska-Curie “MSCA Choose Europe” e i programmi di borse di studio per l’IA offerti dalla prossima Accademia per le competenze in materia di IA.

    La Commissione lancerà inoltre il Service Desk della legge sull’IA per aiutare le imprese a conformarsi alla legge sull’IA.

    Con questo piano d’azione la Commissione avvia due consultazioni pubbliche, che si protrarranno fino al 4 giugno 2025, per dare ulteriore forma a queste iniziative del piano d’azione per il continente dell’IA. Una terza consultazione pubblica sulla strategia per l’Unione dei dati sarà avviata a maggio.

    Parallelamente, la Commissione organizzerà dialoghi con i rappresentanti dell’industria e del settore pubblico per contribuire a definire la strategia “Applicare l’IA”.

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