cura

  • Aumentano tumori tra le donne, ma crescono le guarigioni

    Nel 2020 in Italia sono stimati 377mila nuovi casi di tumore, circa 6mila in più rispetto allo scorso anno. Ma ad aumentare sono solo le diagnosi tra le donne – soprattutto per l’aumento dei casi di cancro al polmone legato al fumo di sigaretta sempre più diffuso al femminile – mentre diminuiscono quelle tra gli uomini. La bella notizia è che crescono le guarigioni e cala la mortalità per varie neoplasie, grazie alle nuove terapie e agli screening, e sono 3,6 milioni gli italiani vivi dopo la diagnosi di cancro (+37% rispetto a 10 anni fa).

    E’ a luci ed ombre il quadro che emerge dal censimento ‘I numeri del cancro in Italia 2020′, presentato all’Istituto superiore di sanità (Iss) nella sua decima edizione, frutto del lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) con l’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), la Società Italiana di Anatomia Patologica (SIAPEC-IAP), Fondazione AIOM,  PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia). Nel 2020 si stimano dunque 195.000 nuovi casi negli uomini e 182.000 nelle donne (nel 2019 erano 196.000 e 175.000). Si stimano, quindi, circa 6.000 casi in più, a carico delle donne. Il tumore più diagnosticato, nel 2020, è quello della mammella (54.976), seguito dal colon-retto (43.702), polmone (40.882), prostata (36.074). In particolare, nel sesso femminile, continua la preoccupante crescita del carcinoma del polmone (+3,4% annuo), legata proprio all’abitudine al fumo. Si impone, rileva il rapporto, il “caso” del colon-retto, in netto calo in entrambi i sessi, grazie all’efficacia dei programmi di screening. Nel 2020, i tassi di incidenza di questa neoplasia sono in diminuzione del 20% rispetto al picco del 2013. In generale, l’efficacia delle campagne di prevenzione e delle terapie innovative determina un complessivo aumento del numero delle persone vive dopo la diagnosi. Almeno un paziente su 4 (quasi un milione di persone) è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito. Un altro dato importante è quello relativo alla riduzione complessiva dei tassi di mortalità stimati nel 2020 rispetto al 2015: sono in diminuzione sia negli uomini (-6%) che nelle donne (-4,2%), grazie ai progressi nella diagnosi e nei trattamenti.

    E’ questa la “conferma della qualità del nostro Servizio Sanitario Nazionale – commenta il ministro della Salute Roberto Speranza nella prefazione al volume -. C’è ancora molto da fare, ma rispetto a 10 anni fa cresce notevolmente il numero di donne e uomini che sopravvivono alla diagnosi di tumore, aumenta il tasso di guarigioni e sempre più persone tornano ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale”.

    Ma se le donne si ammalano di più, tra loro la sopravvivenza ai tumori a 5 anni raggiunge il 63%, migliore rispetto a quella degli uomini (54%). Ciò perché nel sesso femminile il tumore più frequente è quello della mammella, caratterizzato da una prognosi migliore. Il dito puntato resta contro gli scorretti stila di vita: “circa il 40% dei nuovi casi di tumore è potenzialmente evitabile”, ha sottolineato Stefania Gori, presidente Fondazione Aiom. Ma a fare la differenza è anche la prevenzione, da qui la necessità di rafforzare gli screening, avverte il presidente Iss Silvio Brusaferro, ricordando che ancora meno di 5 persone su 10 tra gli ultra 50enni si sottopongono al test colorettale.  E la pandemia ha peggiorato la situazione con lo stop degli esami. Ora gli screening “non sono ancora ripresi dappertutto e persiste una situazione a macchia di leopardo tra le Regioni. Il fatto – spiega il presidente Aiom Giordano Beretta – è che in varie realtà i nuovi inviti ad effettuare gli screening non sono ancora ripartiti, perché il personale delle Asl è impegnato a convocare le persone per i tamponi e non riesce a convocare i cittadini per gli screening”. Ma Covid-19, ammonisce, “non può diventare un alibi e una giustificazione per la mancata ripresa degli esami oncologici”.

  • Il dottore Giuseppe Di Bella: «Possiamo fermare il tumore. Ecco i nostri ultimi risultati»

    «Stiamo studiando innovazioni sul campo della proliferazione tumorale e della mutazione. Il cambiamento del tumore è uno degli aspetti più insidiosi e più pericolosi, con la mutazione la cellula tumorale diventa resistente a tutto…». Il dottor Giuseppe Di Bella è impegnato nella lotta contro il cancro e porta avanti da anni gli studi del padre Luigi tramite la Fondazione Di Bella. Studi che vedono la collaborazione in tempi più recenti del Cnr e di altri rilevanti centri di oncologici. Giuseppe Di Bella intervistato da Radio Radio ha snocciolato i più importanti progressi ottenuti nella prevenzione e cura dei tumori.

    «Ci sono due obiettivi precisi e studi in corso che la Fondazione Di Bella ha finanziato. E continuerà a finanziare perché devono essere continuati», ha spiegato Di Bella ai microfoni di Radio Radio. «Innanzitutto individuare un prodotto biologico che possa inibire la proliferazione tumorale. Il tumore cresce con l’ormone della crescita. Bisogna avere un inibitore specifico, che è la somatostatina. Renderla il più possibile attiva dentro la cellula per resistere agli enzimi del sangue come peptidasi. Questa è la prima ricerca che stiamo conducendo col Cnr i cui primi risultati importanti sono pubblicati sulle banche dati. Abbiamo già una somatostatina liposomiale, stiamo aspettando di poterla dare al farmacista». Di Bella ha spiegato che «secondo questa linea di ricerca che continuerà col prossimo finanziamento, questo tipo di somatostatina può essere usata per aumentare ancor di più l’emivita, cioè durare più a lungo e avere più affinità nella cellula. Abbiamo, oltre la collaborazione del Cnr, anche quella di due centri di ricerca: in particolare uno di oncologia avanzata che sta sperimentando l’effetto epigenetico».

    Cosa vuol dire? «Come la somatostatina agisce sul Dna, come lo modifica a livello epigenetico», ha spiegato ancora il figlio del professore. «Questo può dare una quantità di elementi preziosi per indirizzare la terapia, i dosaggi e avere un tipo di somatostatina ad alta affinità recettoriale: agire sui codici della vita». Inoltre molta attenzione è riposta sull’ultimo «prodotto che studiò il Professor Di Bella. La citocalasina B, un prodotto biologico. Il professor Carlo Ventura, titolare della cattedra di biologia molecolare all’università di Bologna sta conducendo la ricerca e ha portato i risultati preliminari al nostro congresso dell’anno scorso. Cosa fa la citocalasina? Può modificare i potenziali di membrana cellulare e perciò interferire sul citoscheletro delle cellule tumorali e sugli scambi delle cellule, con effetti determinanti in particolare sui tumori al seno».

  • Quanti errori…

    Pubblichiamo un articolo del 23 marzo 2020 dal blog che Fabrizio Cicchitto tiene sull’Huffington Post 

    Francamente non capisco le ragioni autentiche della popolarità del presidente del Consiglio Conte se non come effetto di un meccanismo mediatico e psicologico: in una situazione così drammatica la gente è alla ricerca di una persona nella quale aver fiducia.

    Senonché se è vero che ci troviamo di fronte a un attacco sul piano sanitario da quasi tutti imprevisto (diciamo “quasi” perché Bill Gates lo aveva previsto nel 2015), non possiamo fare a meno di rilevare che se siamo a questo punto ciò avviene anche per gli errori commessi dal governo: lo diciamo senza ragioni politiche e strumentali perché non condividiamo quasi nulla di un centro-destra a guida Salvini.

    Allora, premesso che ha ragione Trump quando rileva che la Cina ha gravissime responsabilità per aver tardato di comunicare l’esplosione del virus a Wuhan mettendo a tacere i suoi medici, tuttavia alcuni esperti, in primo luogo Roberto Burioni, hanno sostenuto già a gennaio le esigenze di chiusure assai incisive a partire dalle scuole.

    A essi però nessuno ha dato retta. Il 30 gennaio il presidente Conte ha dichiarato: “La situazione è sotto controllo”. Questa affermazione è derivata anche dalla convinzione del tutto destituita di fondamento e caratterizzata anche da un incredibile provincialismo secondo la quale avendo bloccato i voli diretti fra l’Italia e la Cina noi ci eravamo blindati.

    Anche i nostri ministri dovrebbero sapere che nel mondo contemporaneo esistono mille modi per spostarsi e per di più fra Italia e Cina esistono rapporti economici, culturali e personali molto profondi. Di conseguenza da noi il Coronavirus è arrivato molto prima del fatidico 21 febbraio a Codogno.

    Anzi, dobbiamo ringraziare la comunità cinese in Italia che, specie a Prato, ma non solo lì, si è sottoposta autonomamente a una rigorosa quarantena di persone e di negozi. Tant’è che a parte i due turisti cinesi non esistono altri cinesi contagiati. Con la stessa faciloneria è stata respinta in modo del tutto sbagliata la richiesta dei governatori del Nord di sottoporre a quarantena gli studenti cinesi che tornavano nelle scuole in Italia. L’eventuale razzismo insito in quella proposta andava corretto, estendendola non annullandola: tutti (italiani, cinesi, svizzeri e ostrogoti) che erano passati per la Cina andavano identificati e sottoposti a quarantena.

    La realtà è che molto a lungo il problema Covid-19 è stato visto da noi come se fosse solo un problema interno alla Cina, malgrado che Burioni e altri esperti continuassero a suonare il campanello d’allarme. A un certo punto addirittura ha preso piede lo slogan “Milano non si ferma”, lanciato dal sindaco Sala e raccolto non solo dallo sfortunato Zingaretti, ma anche da Salvini e in parte da Zaia.

    Solo il presidente Fontana è rimasto fermo su una posizione rigida avendo coscienza di quello che stava fermentando in Lombardia. D’altra parte, tutta l’esperienza cinese di lotta al virus nella sua estrema durezza ci dice che in una situazione nella quale non c’è vaccino e non ci sono nemmeno allo stato farmaci incisivi l’unica cura è il blocco di quasi tutto.

    Il governo è arrivato molto tardi a questa convinzione e per di più la sta attuando non con un provvedimento globale, ma a pezzi e a bocconi, lasciando sempre buchi in seguito a una estenuante contrattazione con le categorie economiche e in primo luogo con la Confindustria sviluppata in prima persona dal presidente del Consiglio, con procedure francamente al limite del grottesco attraverso la presentazione di più decreti nel cuore della notte.

    Anche stavolta in occasione di quest’ultimo decreto che avrebbe dovuto segnare il blocco di tutto c’è stato un imbarazzante mercato delle vacche con risultati assai discutibili. Ma non possiamo sottacere l’estrema gravità di quello che è successo a Bergamo e a Brescia. In quelle località la situazione era da subito così grave che si sarebbe dovuto procedere con grande velocità alla loro chiusura in zona rossa come è stato fatto per gli undici comuni intorno a Codogno e a Vò.

    Non lo si è fatto per una ragione che in altri tempi sarebbe stata chiamata “una scelta di classe”. Questa scelta di classe è consistita nel mantenere in atto larga parte delle attività industriali e dell’edilizia su richiesta della Confindustria. Così si è concentrata la polemica su coloro che fanno jogging. Certamente una parte di essi, quelli che procedono a gruppi, fanno dei danni. Figurarsi però i danni che possono derivare, in modo ovviamente del tutto involontario, da coloro che lavorano nello spazio ristretto delle fabbriche e dei cantieri.

    Per di più siccome è stato commesso il gravissimo errore di non fare più un uso generalizzato dei tamponi, può accadere benissimo che una parte dei lavoratori, giovani e forti, che lavorano in fabbrica, sono asintomatici per cui tornano a casa e contagiano padri e nonni.

    In più una delle possibili spiegazioni del livello elevatissimo di contagi e di letalità al Nord dipende dal fatto che siccome in quell’area c’è una concentrazione estrema di lavoro industriale e agricolo la diffusione delle polveri sottili e di altri inquinamenti indebolisce le difese immunitarie e su ciò si sta innestando con maggiore forza l’azione del virus.

    A tutto ciò si sono aggiunti altri due tragici errori, quello di non aver fatto tamponi su medici e infermieri e di averli mandati allo sbaraglio senza mascherine. Si è cominciato a respirare mascherine e respiratori a fine febbraio, non dall’inizio di gennaio.

    Evidentemente, purtroppo, la storia si ripete: nella Prima Guerra Mondiale Cadorna e i suoi generali mandavano i fanti a morire contro i reticolati e le mitragliatrici, adesso noi abbiamo mandato medici e infermieri a infettarsi e magari morire non munendoli nemmeno della indispensabile protezione.

    *Presidente di Riformismo e Libertà, ex presidente della commissione affari esteri della Camera

     

  • ‘La scelta antitumore’, il libro che racconta le verità sul Metodo Di Bella

    Riceviamo e pubblichiamo un articolo dal Dott. Giuseppe Di Bella

    “Invito a diffondere scomode verità per smascherare e delegittimare le mafie di potere che opprimono la nazione. Il Gruppo editoriale Macro ha ridotto del 25% il prezzo del libro “La scelta antitumore” per favorirne la diffusione, come evidenziato in questo link.

    Chiedo collaborazione per la  massima diffusione del libro sulla prevenzione dei tumori, che ha anche una valenza etica e finalità sociali, soprattutto per informare il maggior numero possibile di persone, oltre che della reale, scientificamente documentata, possibilità di prevenire i tumori, dell’entità e gravità della disinformazione, falsificazione e mistificazione sul Metodo Di Bella e sull’inganno dei mainstream di regime, relativamente alle possibilità non mediatiche ma reali, vere, delle cure istituzionali del cancro. Per ogni libro ho un incasso inferiore all’euro, peraltro tassabile. Vi informo di questo per chiarire che non è certo l’interesse che mi spinge a chiedere la collaborazione per la diffusione del libro.

    Nel 2001, per raggiungere il capitale necessario al riconoscimento della Fondazione Di Bella, ho speso oltre un centinaio di milioni di vecchie lire, oltre al resto per attrezzare con vari PC e tutto il materiale necessario alla sede scientifica della Fondazione, la cui gestione è esclusivamente a mio carico. Il portale della Fondazione Di Bella www.metododibella.org ha comportato un lungo impegno di diverse persone, una revisione della letteratura e la traduzione di migliaia di pubblicazioni, interamente a mio carico. L’impegno per il MDB mi ha costretto ad abbandonare l’attività chirurgica estetica e funzionale otorino e maxillo facciale, con sensibile riduzione del fatturato, documentabile dalle denunce dei redditi. Ho ceduto in comodato alla Fondazione per la sua sede scientifica, un locale accatastato come ufficio in Bologna, zona centrale, Via Marconi.

    L’insperata e ampia diffusione del libro ha prodotto una momentanea battuta d’arresto dell’opera di diffamazione continuata e aggravata del regime su mio padre, il Prof. Luigi Di Bella, sulla sua opera di medico e scienziato, sulle possibilità aperte dal MDB nella terapia e prevenzione del cancro. Questi signori hanno difficoltà a contestare sul piano scientifico e clinico l’ampia documentazione nelle banche dati biomediche e nella letteratura, delle basi razionali, scientifiche e i riscontri clinici del MDB riportati nel libro. Questa pubblicazione documenta inoltre e certifica in modo incontestabile l’assoluta mancanza sia di legittimità, che di scientificità, della sperimentazione ministeriale del 1998, con evidente perdita di credibilità, autorevolezza e prestigio dei centri di potere responsabili di questo falso, gravissimo sul piano etico, scientifico e clinico. Se la diffusione del libro continuerà a mantenersi elevata l’editore sarà fortemente motivato ad accelerare la pubblicazione dell’edizione inglese e probabilmente anche tedesca.

    Per questo chiedo collaborazione e la massima opera di informazione e diffusione del libro a incominciare dai medici che conoscete, dal medico di famiglia, farmacisti, estendendola al maggior numero possibile di conoscenti. Il libro oggi, costituisce l’unica fonte di informazione divulgativa per un’efficace, razionale, scientificamente documentata, prevenzione dei tumori. Si sta già registrando un sensibile aumento dei medici interessati alla prescrizione del MDB, documentato dagli oltre 100 medici che hanno partecipato al Congresso del 7 dicembre a Bologna sul MDB, e dal numero maggiore di iscrizioni che stiamo già ricevendo per il prossimo congresso del 20 giugno a Bologna. E’ significativo che oltre ai medici stiano dimostrando vivo interesse al MDB, anche laureati in Farmacia, Scienze  naturali, Biologiche, Chimica, Fisica e tra le specialità anche oncologi, biologi molecolari e ricercatori .La diffusione di verità particolarmente temute dalle mafie di potere travestite da democrazia che opprimono la nostra Patria, può concorrere alla loro definitiva delegittimazione, al recupero della libertà, indipendenza, dignità e identità del popolo italiano, che hanno condotto al punto infimo di umiliazione e degradazione della sua millenaria storia”.

    ]*Dott. Giuseppe Di Bella, figlio del Prof. Luigi Di Bella, ideatore della terapia antitumorale “Metodo Di Bella”

     

  • In che modo la cura dei tumori sta funzionando sempre meglio?

    Il 13 gennaio in una conferenza stampa a Bologna  parlamentari e candidati di “Fratelli d’Italia“  hanno preso posizione in difesa della libertà di cura e di ricerca scientifica. Ciò per le evidenze scientifiche sul MDB, le testimonianze di pazienti e la nota e documentata totale, mancanza di legittimità e scientificità della sperimentazione ministeriale del 1998 la ragione :-
    http://www.notiziedalparlamento.it/article/elezioni-regionali-emilia-romagna-focus-sulla-sanita%E2%80%99-di-fratelli-d%E2%80%99italia.html
    La Senatrice Bernini ha pubblicato il suo dissenso il 14/01 su DIRE “NON SI GIOCA SU PELLE DELLA GENTE, ULTIME CURE FUNZIONANO BENISSIMO” (DIRE) Bologna, 14 gen. – http://nr1.dire.telpress.it/nT/index.php?u=4559&c=5755&t=20200113
    Replico alle Sue dichiarazioni: “non si gioca sulla pelle della gente…ultime cure funzionano benissimo, la metodologia tradizionale di cura dei tumori per fortuna sta funzionando sempre meglio. Ci sono farmaci di nuova e nuovissima generazione per terapie oncologiche che funzionano benissimo“.

    Mi consenta rispettosamente di non citare considerazioni personali (non avendo io l’autorevolezza  degli eccelsi luminari che l’affiancano nelle interviste) ma recenti dati di prestigiose riviste scientifiche, pubblicati sulle massime banche dati biomediche internazionali ufficiali:-“La stragrande maggioranza degli antitumorali di ultima generazione [da Lei citati ] non ha alcuna prova o documentazione di efficacia antitumorale

    • Naci H, Davis C, BMJ. 2019 Sep 18;366:l522. Design characteristics…,
    • Davis C, Naci H, BMJ. 2017 Oct 4;359:j4530. Availability of evidence …

    Il comunicato ANSA del 27/09/19 ha evidenziato il dato che l’altissimo costo di questi “miracolosi  farmaci dalla dubbia efficacia è assolutamente ingiustificato:-Tumori e nuovi farmaci, non giustificato il costo, ridotto valore aggiunto per pazienti, anche in sopravvivenza.

    Le cure che funzionano benissimo”consentono questi entusiasmanti risultati

    • «Il contributo complessivo della chemioterapia … alla  sopravvivenza a 5 anni negli adulti è stato stimato al 2,3% in Australia e al 2,1% negli Stati Uniti». Morgan G. Clin Oncol (R Coll Radiol). 2004 Dec;16(8):549-60.The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5-year …
    • Recenti dati pubblicati dal Quotidiano Sanita.it Scienza e Farmaci: Tumori e chemioterapia sulla sopravvivenza a 7 anni dei pazienti oncologici con le “CURE CHE FUNZIONANO BENISSIMO” :-: Rischio infarto per un paziente su tre, in un follow-up a 7 anni è documentato che il 33% di ammalati neoplastici muore per disturbi cardiaci causati da terapie mediche oncologiche e il 51% per tumore. Sopravvivenza REALE a 7 anni 16%
    • “Mortalità a 30 giorni dopo trattamento antitumorale sistemico per carcinoma mammario e polmonare in Inghilterra: « la chemio entro il primo mese può uccidere dal 2,4 % al 50%» sempre con le “CURE CHE FUNZIONANO BENISSIMO”
    • Michael Wallington,et Al -Lancet Oncology: 2016 Sep;17(9):1203-16 “30-day mortality …

    DATI REALI SUGLI EFFETTI DEI PROTOCOLLI ONCOLOGICI:

    • .”La chemioterapia neoadiuvante(che precede l’intervento) nel carcinoma mammario induce metastasi: Karagiannis GS et al . Sci Transl Med. 2017 Jul 5;9(397). “Neoadjuvant chemotherapy …induces breast cancer metastasis
    •  «La chemioterapia nutre il tumore, lo rende refrattario ad ulteriori trattamenti :Sun Y et al. Nat Med. 2012 Sep;18(9):1359-68.” Treatment-induced damage …
    • La secrezione di WNT16B  indotta dal trattamento chemioterapico promuove la crescita tumorale :Johnson LM et al, Cancer Biol Ther. 2013 Feb;14(2):90-1”Treatment-induced …

    Questo campione di pubblicazioni documenta e individua chi in realtà disinforma e  “GIOCA SULLA PELLE DELLA GENTE”. Una madre ha dichiarato  in conferenza stampa dei Fratelli d’Italia , che suo figlio con un tumore cerebrale anaplastico, avrebbe dovuto concludere l’esistenza nel 2014 , e oggi col Metodo Di Bella , dopo aver  superato umiliazioni vessazioni, difficoltà  e contrasti di ogni genere per curarsi col MDB, è in assenza di tumore. L’oncologia nei  tumori maligni cerebrali con le “CURE che FUNZIONANO BENISSIMO” ottiene questi  brillanti risultati: «La sopravvivenza media dei tumori maligni cerebrali è di 14-15 mesi» Delgado-López PD, et.Al. Clin Transl Oncol. 2016 Nov;18(11):1062-1071.

    Per CERTIFICARE la scientificità del Metodo Di Bella allego il link alla documentazione scientifica http://www.metododibella.org/pubblicazioni-scientifiche.html#.XhzG1MhKjcs con pubblicazioni sulle maggiori banche dati biomediche ufficiali internazionali relative ad oltre un migliaio di pazienti  positivamente curati con MDB. In prima pagina del sito www.metododibella.org, al  link
    http://www.metododibella.org/la-sperimentazione-truffa-sul-metodo-di-bella.html
    la documentazione sulla totale mancanza di scientificità e legittimità della sperimentazione del 98 recentemente confermata da uno ampio, dettagliato e documentato studio nel film d’inchiesta “Il Metodo Di Bella 20 anni dopo”: http://www.vff-marenostrum.org/VFF-Films/MDB.html

    Una breve riflessione sulle citate e documentate evidenze scientifiche  del Metodo Di Bella e sulla letteratura relativa al REALE stato dell’arte dell’oncologia, consente di individuare facilmente “CHI GIOCA SULLA PELLE DELLA GENTE” e quali sono in verità, non “LE CURE CHE FUNZIONANO BENISSIMO”, ma quelle che più realisticamente e più umilmente rappresentano oggi un reale e documentato progresso nella cura del cancro.

    Con osservanza
    Giuseppe Di Bella

  • Leucemia quasi debellata, ma i farmaci restano cari

    Negli ultimi 10 anni sono stati fatti progressi notevoli nella lotta ai tumori del sangue. «Sono ‘esplosi’ i farmaci biologici, che diversamente da quelli chemioterapici sono molto più mirati sul bersaglio da colpire, come missili che non producono danni collaterali. Gli anticorpi monoclonali, validi anche contro i tumori solidi, 10 anni fa non c’erano» spiega il professor Mario Lazzarino, per anni direttore della Clinica Ematologica del Policlinico San Matteo di Pavia.

    Sua moglie, Enrica Morra, da anni è impegnata, come coordinatrice scientifica della Rete Ematologica Lombarda e come presidente della Fondazione Malattie del Sangue, a promuovere la ricerca terapeutica, a fornire formazione specialistica al personale sanitario e assistenza psicologica a chi è colpito da malattie del sangue ed è in cura al Niguarda di Milano. «Grazie all’immunoterapia chi è colpito da malattie del sangue di modesta entità può contare su una vita regolare, mentre per chi è colpito da malattie più gravi le aspettative di vita sono comunque buone» sottolinea ancora Lazzarino, spiegando che «attraverso l’immunoterapia vengono prelevati linfociti propri della persona da curare e questi linfociti vengono educati in vitro in laboratorio a riconoscere il tumore da colpire una volta reimmessi nel paziente. Trattandosi di linfociti propri il reimpianto non crea problemi e i linfociti, moltiplicati in vitro, possono aggredire il tumore e distruggerlo».

    «I tumori del sangue – prosegue – sono in aumento, ma perché è in aumento l’età media della vita che è ormai di oltre 80 anni per gli uomini e di 85 per le donne. Aumentano peraltro anche le guarigioni dalle leucemie. Anche il trapianto allogenico ha dato buoni risultati e sono lontani i tempi nei quali potevamo solo diagnosticare il male e basta perché non avevamo strumenti per curarlo».

    Buone le prospettive terapeutiche, problematica resta la sostenibilità economica delle stesse. «Le istituzioni fanno molto e la sanità lombarda funziona» premette Lazzarino. «Il problema – continua – è la sostenibilità della spesa. Le cure costano migliaia di euro, a volte anche centinaia di migliaia di euro. Le istituzioni devono quindi sostenere la ricerca e ogni ospedale deve fare ricerca».

  • Una vendemmia sociale nella vigna di Monna Lisa

    Fondazione Sacra Famiglia che dal 5 all’11 ottobre prenderanno parte al progetto “Vendemmia in Chianti” presso la Tenuta Carobbio a Panzano in Chianti (FI).

    Nei filari dove un tempo passeggiò Lisa Gherardini, ovvero la Monna Lisa leonardesca, il cui padre gestì questa tenuta a metà Cinquecento – ora di proprietà della famiglia Novarese -, impareranno a raccogliere l’uva, smistare gli acini, imbottigliare il vino ed etichettare le bottiglie. Il progetto nasce con l’intento di favorire occasioni di inclusione sociale e incrementare le abilità di autonomia per favorire la vita indipendente delle persone con disturbo dello spettro autistico.

    Tre donne e tre uomini, di età compresa tra i 21 e i 59 anni, accompagnati da un educatore e un’ASA del Centro Diurno per Disabili Sacro Cuore, lavoreranno nella tenuta come vignaioli, proprio nel momento più importante dell’anno dal punto di vista della produzione. Immersi nella natura e ospitati in una splendida villa, si occuperanno anche della selezione degli acini in seguito alla raspatura, un’operazione che qui si svolge ancora a mano e permette di avviare alla pigiatura solo l’uva migliore. Parteciperanno inoltre a un laboratorio di cucina presso il ristorante L’Antica Scuderia di Badia Passignano, sotto la guida di rinomati chef.

  • L’acne fa meno paura

    Una giornata dedicata alla conoscenza dei trattamenti per curare l’acne quella che si è svolta a Milano dal titolo Acne e cicatrici: Terapie di Dermatologia Plastica News, organizzata dal Prof. Antonino Di Pietro
    e dalla Dott.ssa Mariuccia Bucci.

    Diviso in due parti, il corso al quale hanno partecipato medici chirurgi che quotidianamente, in diverse branche, trattano il problema si è articolata in due parti. La prima dedicata alla conoscenza del problema e ai trattamenti adeguati per sconfiggerla o almeno curarla nel migliore dei modi, l’altra per aggiornarsi sulle nuove metodologie di cura. L’acne è una patologia dermatologica a carattere polimorfo, il cui trattamento comprende numerosi presidi terapeutici, topici e sistemici, volti al controllo e alla cura dei diversi fattori fisiopatologici che ne rappresentano la causa. I trattamenti convenzionali, oggigiorno, non possono tuttavia prescindere dai trattamenti di Dermatologia Plastica che consistono in un adeguato approccio integrazionale e cosmetologico, nell’utilizzo di peeling e della terapia fotodinamica. Numerose le nuove metodologie a partire dai trattamenti high-tech in tema di cicatrici d’acne, affrontando e prevenendo eventuali effetti collaterali dovuti ai trattamenti stessi.

  • Improbabile che Ebola arrivi dall’Africa all’Europa, ma scattano misure di prevenzione

    L’organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’epidemia di Ebola in corso in Africa un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, sulla  base del Regolamento Sanitario Internazionale. Il Ministero della salute in Italia ha a sua volta emanato una circolare con le misure di sorveglianza e le raccomandazioni per i viaggiatori e residenti nelle zone affette da Ebola nella Repubblica democratica del Congo. L’epicentro dell’epidemia si è spostato da Mabalako a Beni che nelle ultime tre settimane ha registrato il 46% dei casi. Un caso importato è stato segnalato a Goma, un’importante centro di scambi commerciali col Ruanda (si stima che circa 15.000 persone ogni giorno passino il confine da Goma al Ruanda), dove è situato un aeroporto internazionale che tuttavia non effettua voli diretti verso i paesi europei.

    Sono monitorati oltre 70 Punti d’Entrata e sinora sono stati effettuati 75 milioni di screening, identificando, in tal modo, 22 casi. In totale alla data del 16 luglio 2019, sono stati segnalati 2522 casi confermati o probabili, con 1698 decessi. Si sono infettati 136 in operatori sanitari, 41 dei quali sono deceduti. L’epidemia continua con una media di 80 nuovi casi segnalati settimanalmente.

    Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) valuta che la probabilità che un cittadino europeo che vive o che si reca nelle aree affette dall’epidemia contragga l’infezione è bassa, qualora vengano applicate le precauzioni di specificate nella circolare. Anche il rischio di introduzione e ulteriore diffusione di EVD (Ebola virus disease) nei paesi europei è considerato molto basso. Si raccomanda comunque di evitare ogni contatto con pazienti sintomatici, coi loro fluidi corporei e coi corpi o liquidi corporei di persone decedute, di non consumare carne di selvaggina, di evitare i contatti con animali selvatici vivi o morti, di lavare e sbucciare (quando appropriato) frutta e verdura prima di consumarle, di lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o con prodotti antisettici e di avere rapporti sessuali protetti.

  • Un libro per raccontare il metodo Di Bella a chi non è medico

    Come per ogni scienza, anche per la medicina la validità di una terapia si fonda sull’indicazione del metodo seguito per approdare a un certo risultato terapeutico e sulla replicabilità di tale metodo. La valenza di qualsiasi scienziato, quindi anche di un medico, riposa d’altronde sul numero di pubblicazioni su riviste specializzate (a seconda della branca della scienza di cui si occupa l’autore della pubblicazione) che consentano la cosiddetta revisione peer-to-peer, consentano cioè ad altri specialisti dello stesso settore di apprendere metodi e risultati conseguiti da colleghi, così da poterli confutare, convalidarli o migliorarli. Il progresso scientifico, del resto, è empirico: procede per tentativi, cioè sperimentazioni, che devono essere documentati.

    Il volume La scelta antitumore che Uno Edizioni dà alle stampe si rivolge ad un pubblico generalista sperando che anche gli specialisti ne possano trarre interessanti spunti.

    Il libro consente ai lettori di farsi un’idea più approfondita sul metodo Di Bella, il metodo creato dallo scomparso Prof. Luigi Di Bella, ed è scritto dal Prof. Giuseppe Di Bella, figlio e prosecutore della cura per contrastare il tumore.

    Prima ancora di illustrare in cosa consista il metodo Di Bella, nel volume si illustra prima quali siano gli agenti e le circostanze che favoriscono lo sviluppo di un tumore e  quali siano lo stile di vita e i fattori utili per la prevenzione e poi passa in rassegna gli agenti farmacologici impiegati nel contrasto della malattia, le loro caratteristiche ed efficacia e le loro possibili combinazioni, per arrivare infine a spiegare la metodologia del professore italiano Luigi Di Bella che, nella sua lunga carriera, fu anche ascoltato al Parlamento europeo.

    La scienza è anzitutto confronto per consentire di valutare esperimenti condotti da medici e scienziati, tenendo conto anche dei risultati sui pazienti. Il libro offre un elemento di dibattito e di documentazione (ché non si tratta di un corso per studenti di medicina) che consenta ad un pubblico non specializzato di farsi un’idea un minimo documentata di cosa sia il cancro.

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