La reazione dei vertici dello schieramento di centro-sinistra che, a sorpresa, si è visto sconfitto alle elezioni a Venezia dimostra, una volta di più, come, ancora oggi, non venga accettata la inaspettata debacle elettorale.
Le scomposte reazioni dimostrano inoltre come questa performance negativa non venga compresa e tantomeno elaborata, rendendo quindi impossibile il passaggio dallo sconforto ad una prima analisi nella individuazione delle proprie responsabilità.
Le teorie giustificazioniste addotte da ogni esponente del centro sinistra sembrano rappresentino la classica espressione di una supremazia politica la quale esprime risentimento e livore tanto per la sconfitta del proprio schieramento quanto personale nei confronti dell’elettorato traditore.
Il candidato Martella in un modo quanto mai inelegante ha accusato l’elettorato veneziano di non essere in grado di comprendere la proposta del proprio schieramento, dimostrandosi non pronto al “cambiamento”.
Bersani, probabilmente assieme a Renzi e Conte, una delle cause dell’allontanamento dell’elettorato del centro-sinistra dalla vecchia politica romanocentrica, ha aggiunto, durante un dibattito televisivo, in riferimento all’apertura alla comunità del Bangladesh, che anche se la proposta attuale non sia stata digerita, lo sarà in occasione della prossima elezione.
Infine il sociologo Bettin trova la ragione della propria sconfitta nel successo di un partito azienda.
Sembra incredibile come quello stesso elettorato, che solo pochi mesi fa aveva votato No’ al referendum (56,3%), sia diventato ora non disponibile al cambiamento, non in grado di digerirlo e succube di un partito azienda
Lo stesso elettorato sembra abbia quindi subito, in soli pochi mesi, una metamorfosi elettorale nella direzione opposta rispetto a quella desiderata dallo schieramento perdente.
L’amara realtà, invece, dimostra come ora più che mai proprio dalle reazioni ad una propria sconfitta emergano le ragioni che l’hanno determinata.
Continuare quindi ad evitare di individuare le proprie responsabilità in relazione alle tematiche che hanno rappresentato l’elemento distintivo dello schieramento del centro-sinistra, non solo conferma un atteggiamento presuntuoso e sprezzante nei confronti degli elettori ma rappresenta anche la garanzia per la vittoria del centro-destra anche alle prossime elezioni tra cinque anni.
In altre parole, l’esito elettorale trova ora, proprio nelle analisi successive al risultato elettorale, la conferma delle ragioni della stessa debacle elettorale.
Il modo in cui il centro-sinistra non ha accettato ancora oggi un semplice esito elettorale certifica una presunzione ideologica che lo rende incapace di individuare le proprie responsabilità.
E se non on bastasse, ciò dimostra, una volta di più, quanto inadeguata potesse essere questa coalizione soprattutto nelle figure apicali caratterizzate dall’assoluta mancanza nel proprio bagaglio culturale di una possibile ammissione di responsabilità e di una anche seppur minima capacità di autocritica In più, da esponenti politici che da quasi cinquant’anni calcano le scene del teatro della politica francamente ci si sarebbe aspettato un maggiore fair play politico nell’accettazione della sconfitta.
La rabbia dimostrata in ogni occasione pubblica conferma invece quale sia ancora l’evidente deficit culturale e di signorilità nell’accettazione dell’esito elettorale.