farmaci

  • Pillole di felicità

    1963 Entra in commercio il Diazepam (Valium), il primo psicofarmaco della categoria delle benzodiazepine.

    1980 Durante il convegno del Medical Research Council della Gran Bretagna, viene diramata la notizia che le benzodiazepine provocano l’atrofia cerebrale. Gli psicofarmaci della categorie delle benzodiazipine sono ancora in commercio.

    2001 L’azienda farmaceutica Glaxo Smith Kline (GSK) pubblica uno studio clinico (noto come studio 329) dove dimostra l’efficacia e la sicurezza nel trattamento dei sintomi depressivi della paroxetina un farmaco appartenente alla categoria degli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Le vendite di questo farmaco ed altri simili subirono da subito una fortissima impennata. Le sole ricette prescritte per i bambini e gli adolescenti arrivarono a circa due milioni l’anno. Ma qualcosa non funzionava. Alcuni bambini iniziarono a manifestare diversi e gravi problemi di salute, sia fisica che mentale.

    2004 La procura generale di New York (Stati Uniti) denuncia la GSK per frode contro i consumatori per aver contraffatto i dati e diffuso informazioni false. La causa si concluse con il pagamento di una multa e nessuna restrizione sul suo commercio.

    2005 Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti denuncia la GSK per truffa nei confronti di Medicare e Medicaid (le principali agenzie assicuratrici pubbliche che finanziano la Sanità in America) per aver diffuso affermazioni false o fraudolente. Anche in questo caso l’azienda pagò una multa ma non furono presi provvedimenti restrittivi sul suo commercio.

    2015 Il British Medical Journal rivela come la GSK ha alterato i dati sull’antidepressivo paroxetina. L’articolo scientifico era accompagnato da numerosi documenti che confermano l’aumento di crimini violenti nei giovani che assumono farmaci antidepressivi come la paroxetina (commercializzata come Daparox, Dropaxin, Eutimil, Sereupin e Seroxat) e la fluoxetina (commercializzata come Prozac). Tutti farmaci facilmente reperibili anche senza ricetta.

    2015 La Food and Drug Administration degli Stati Uniti pubblica una serie di avvisi pubblici sulla salute che mettono in allarme sul fatto che il Ritalin e medicinali simili (farmaci prescritti anche ai bambini per combattere insonnia e depressione) possono causare allucinazioni visive, pensieri suicidi e comportamenti psicotici, oltre a comportamenti aggressivi o violenti. Ritalin è il nome comune del metilfenidato, classificato come narcotico di Classe II: la stessa classificazione della cocaina, della morfina e delle anfetamine. Ovvero un potente stimolante del sistema nervoso centrale (cervello e spina dorsale). Farmaco ancora in commercio e facilmente reperibile senza ricetta su internet o agli angoli di certe strade.

    2016 Stati Uniti: 14 milioni di bambini ogni anno affrontano una visita psichiatrica. In Italia non esistono stime ufficiali.

    2018 Le Associazioni di Psichiatri e Specialisti italiani si pronunciano per il via libera alle medicine per curare i disturbi mentali dei più piccoli “purché”, si legge in una nota del sottosegretario del Ministero della Salute A. Guidi, “non diventino delle scorciatoie”. Il Telefono Azzurro dichiara che un bambino o adolescente ogni 6 ha un disturbo mentale. Eurispes pubblica uno studio in cui si legge che il 40% di bambini e adolescenti seguiti da un servizio di salute mentale presentano più disturbi: il 18.6% usa tranquillanti (11,7% delle ragazze contro il 5,3% dei ragazzi), il 14,7% antidepressivi (il 7,4% delle ragazze contro il 2.7% dei ragazzi).

    2018 Il World Drug Report della Unodc (il report sulla droga a cura delle Nazioni Unite), considera il consumo di psicofarmaci una delle grandi minacce emergenti di salute pubblica, inserendo le benzodiazepine tra le prime tre sostanze di abuso comunemente usate in 40 Paesi. Tutti farmaci facilmente reperibili senza ricetta su internet o agli angoli di certe strade.

    2019 L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stima che nel mondo sono oltre 15 milioni i minori in terapia farmacologica, per le più diverse patologie e il ricorso ai farmaci antidepressivi per trattare bambini e adolescenti è in crescita. I dati di uno studio scientifico pubblicato sullo European Journal of Neuropsychopharmacology dimostrano che in Gran Bretagna il numero di antidepressivi prescritti ai minori è cresciuto del 54%, del 60% in Danimarca, del 49% in Germania, del 26% negli Stati Uniti e del 17% in Olanda; maggiori incrementi si sono registrati nelle fasce d’età tra 9 e 19 anni, e i farmaci più utilizzati sono quelli a base di paroxetina, citalopram, fluoxetina e sertralina.

    2019 Il rapporto ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs) rileva che il 10% dei minori italiani utilizza psicofarmaci per le più svariate motivazioni: dal miglioramento delle performance scolastiche alla gestione di depressioni passeggere etc., senza alcuna ricetta medica, acquistandoli da spacciatori o direttamente sul web.

    2020 L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stima che nel mondo sono oltre 21 milioni i minori in terapia farmacologica nonostante si moltiplicano gli studi che riferiscono sugli effetti negativi degli psicofarmaci e degli ansiolitici quali deficit cognitivo, amnesia, depressione, allucinazioni e pensiero delirante, comportamento anormale, rischi di suicidio o di tentativi di suicidio, violenza, ostilità e agitazione. Non sarebbe doveroso monitorarne e limitarne oltre che la prescrizione anche la produzione?

    2030 L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) afferma che fra dieci anni la depressione sarà la patologia più diffusa al mondo, anche fra i bambini. Per qualcuno è una bruttissima notizia. Per qualcun altro, no.

    C’è chi fa parte del problema, chi della soluzione e chi del paesaggio.

    Dal film “Ronin” (1998)

  • Corsa all’acquisto di farmaci online

    Costretti in casa per molti mesi del 2020 così da tutelare la sanità pubblica, gli italiani hanno fatto ricorso a internet per l’acquisto di prodotti di ogni genere, compresi quelli farmaceutici da banco e parafarmaceutici. Analizzando le intenzioni di acquisto, idealo – portale internazionale leader in Europa nella comparazione dei prezzi online – ha riscontrato che l’interesse online per i farmaci da banco in genere è aumentato, negli ultimi 6 mesi, del 74% con un boom nel solo mese di ottobre del 127,8%. In particolare è aumentata la ricerca online dei Prodotti da banco per trattare i problemi cardiovascolari (oltre il 200%) come le creme e compresse per rafforzare le pareti venose e migliorare la circolazione, quella dei farmaci gastrointestinali (+144,7%) come i prodotti per l’acidità e la stitichezza, dei Prodotti per la salute intima femminile (+112,5%) e quella dei Farmaci per il cavo orale (+88,9%) come i collutori e gli spray per la gola.

    Secondo l’analisi di idealo, negli ultimi 6 mesi gli italiani hanno fatto scorta online di rimedi per il benessere fisico in generale e per mantenersi in salute e di prodotti analgesici, antidolorifici e contro la febbre. È boom di interesse per i prodotti per smettere di fumare, come le gomme da masticare alla nicotina, gli spray e le capsule, che negli ultimi 6 mesi hanno fatto registrare una crescita del 142,3%. Si fanno scorte online di prodotti analgesici, antidolorifici e contro la febbre acquistabili senza ricetta medica e che, in via precauzionale, si vuole avere pronti a casa, come il classico paracetamolo e iIbuprofene, cresciuti del 68,4% negli ultimi 6 mesi. Aumentano, infine, le ricerche online di rimedi per il benessere fisico in generale, come i gel e cerotti per i muscoli e le articolazioni (+58,7%), i farmaci per l’insonnia e per lo stress (+32,9%), i farmaci per occhi, orecchie e naso come le soluzioni nasali e i colliri (+17,7%) e i prodotti dimagranti (+4,2%).In controtendenza, invece, i rimedi contro la tosse e il raffreddore, come gli spray nasali, gli sciroppi, le pastiglie e gli unguenti, che si acquistano solitamente in farmacia come rimedio rapido sin dai primi sintomi (-6,9%).

    Acquistare online i farmaci da banco conviene: negli ultimi sei mesi, infatti, il prezzo medio dei prodotti della categoria ha fatto registrare una diminuzione del 12,3%. I prodotti per i quali i prezzi medi sono risultati più bassi negli ultimi 6 mesi sono: gli antidolorifici e contro la febbre (-44,6%), i farmaci antiallergici (-39,4%), i prodotti dimagranti (-19,0%), i rimedi per smettere di fumare (-17,7%) e i farmaci gastrointestinali (-15,5%).

    Idealo ha tracciato l’identikit di chi cerca online i farmaci da banco e prodotti per la salute, scoprendo che per la maggior parte si tratta di donne (59,3%), sotto i 44 anni (56,2), che effettuano le ricerche da mobile (77,3%), preferibilmente dal lunedì al giovedì (+24,9% rispetto di giorni venerdì-domenica) e tra le 16 e le 19. Le Regioni dove è più alto l’interesse online nei confronti dei prodotti della categoria Farmaci da banco sono il Lazio, la Lombardia e il Piemonte; l’ultima la Valle d’Aosta.  Negli ultimi 6 mesi, però, è la Liguria (+107,1%) a far registrare la crescita di interesse maggiore. Seguono la Lombardia (+80,0%), la Toscana (+74,8%), l’Emilia Romagna (+66,7%).

    “Il numero di farmacie e siti che vendono online prodotti farmaceutici da banco e parafarmaceutici è cresciuta moltissimo nell’ultimo anno, parallelamente alla maggiore richiesta degli utenti italiani che hanno compreso l’utilità e la convenienza di acquistare con un click anche questo genere di prodotti – ha commentato Filippo Dattola, Country Manager per l’Italia di idealo – E’ interessante notare come, complice il momento storico, molti italiani stanno utilizzando il canale online per fare scorte di farmaci generici che possono tornare utili nel momento del bisogno e al contempo risparmiare. Resta sottinteso che consigliamo di utilizzare i farmaci in generale sempre con parsimonia e di consultare un medico o un farmacista prima del loro acquisto.”

  • L’industria farmaceutica italiana va a gonfie vele

    L’industria farmaceutica sta attraversando un periodo roseo, secondo i dati forniti da Farmindustria. La produzione, infatti, vale oggi 31 miliardi di euro e dal 2010 al 2017 ha visto un balzo del 20% (a fronte del -1% della media manifatturiera). Il tutto grazie alle esportazioni. Crescono anche le vendite del 77% tra 2010 e 2017, un primato tra i grandi dell’Ue, saliti mediamente del 42 per cento.

  • Un mare di droghe ma anche di farmaci nelle acque di scolo milanesi

    Ogni anno Milano scarica nei corsi d’acqua metropolitani 2,5 tonnellate di farmaci, 1,6 quintali di droghe d’abuso, quasi mezza tonnellata di prodotti chimici per la cura della persona, secondo le stime di uno studio dell’Istituto Mario Negri di Milano finanziato dalla Fondazione Cariplo basate sull’osservazione per 5 anni dell’inquinamento di farmaci, droghe, disinfettanti, prodotti chimici per la cura della persona, sostanze perfluorurate e plastificanti, oltre a caffeina e nicotina.

    Le acque dei fiumi dell’area milanese (l’Olona, il Seveso e il Lambro), le acque fognarie prodotte dalla città di Milano e quelle delle falde da cui si estraggono le acque potabili, sono state analizzate per verificare la presenza di circa 80 sostanze ed è stato riscontrato che Milano scarica ogni giorno nei fiumi circa 6,5 chili di farmaci, 1,3 chili di disinfettanti e di sostanze chimiche utilizzate per la cura della persona, 200 grammi di sostanze perfluorurate, 600 grammi di plastificanti e 400 grammi di droghe, oltre a circa 13 chili di nicotina e caffeina.

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