gatti

  • Coronavirus: cani e gatti non contagiano

    La psicosi da mascherina anti Coronavirus ha colpito, almeno in Cina, anche i proprietari di cani e gatti – e non solo a Wuhan, città in cui si è sviluppato il focolaio – dopo che fonti locali non avevano escluso un possibile contagio anche tra i pets. E così la vendita di mascherine, la cui azienda produttrice, ironia della sorte, ha sede proprio a Wuhan (almeno quelle vendute in alcune farmacie di Milano e Roma arrivano proprio da lì), si è moltiplicata ma, stando alle dichiarazioni dello statunitense CDC (Centers for Disease Control and Prevention) non solo l’allarme è ingiustificato ma studi scientifici dimostrano che la notizia è priva di evidenze scientifiche. Semmai il pericolo è al contrario. I Coronavirus, infatti, sono una grande famiglia di virus e la forma che riguarda i pets è nota da tempo. Tutt’altra cosa è quello che si è diffuso tra gli uomini a partire dalla metà di dicembre che potrebbe essere pericoloso per gli animali. Tocca quindi a padroni o a semplici passanti indossare una mascherina in presenza di pets.

  • Vietata la registrazione di razze di gatti sottoposte a modifiche anatomiche

    Dopo che finalmente, per garantire il rispetto ed il benessere degli animali da compagnia, si è stabilito di vietare il taglio della coda e delle orecchie ai cani, pratica che era usata specialmente per alcune razze, ora da parte dell’ANFI arriva una importante decisione per i felini. L’ANFI infatti ha deciso di non registrare più nel libro genealogico le razze Scottish, Munchkin, Elf, Bambini e Dwelf. Su queste razze si è infatti espresso il Centro nazionale di referenza per il benessere animale (CReNBA) in quanto far nascere animali con genotipo sofferente è di fatto in contrasto con la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata dall’Italia nel 2010. La convenzione, tra l’altro, dice “qualsiasi persona la quale selezioni un animale da compagnia per riproduzione è tenuta a tener conto delle caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali che sono di natura tale da mettere e repentaglio la salute ed il benessere della progenie o dell’animale femmina”.

    L’Associazione nazionale felina italiana non registrerà più razze i cui gatti hanno caratteristiche anatomiche che portano a sofferenze e dolori inutili  per stress e danno fisiologico, gli Scottish ad esempio sono affetti da problemi ossei dovuti alla selezione ed alla mutazione genetica.

    Il CReNBA afferma  In modo inequivocabile che “sussistono numerose evidenze scientifiche che dimostrano come le deformità delle razze oggetto del parere….possono portare a patologie osteocartilaginee accompagnare da disturbi dolorosi  che in casi estremi possono  portare alla necessità di praticare l’eutanasia”. Da qui è evidente che l’allevamento e la riproduzione delle razze di felini sopracitate portano la nascita di soggetti sofferenti e il desiderio di avere animali con caratteristiche estetiche che nulla hanno a che fare con la natura degli stessi è una crudeltà che va impedita.

    Purtroppo la moda snaturalizza troppo spesso, per colpa dei loro proprietari, tanti animali da compagnia e il business è sempre più in aumento, cani e gatti col mantello coltrato dalle più strane tinture, per adeguarsi ai vestiti delle proprietarie, o con le unghie smaltate, o addirittura veri e propri esperimenti genetici per creare animali che sembrino perennemente cuccioli o per farli diventare vere e proprie armi di offesa. In una società così spesso priva di buon senso e di capacità di distinguere il bene dal male, il giusto con l’ingiusto ben vengano associazioni ufficiali che intervengano per stabilire cosa è lecito o vietato.

     

  • Gli animali da compagnia stanno bene con noi e con i loro simili

    In Italia aumentano le persone che vivono con un cane o un gatto ma purtroppo non diminuiscono gli abbandoni e canili e gattini hanno molti animali in attesa di una casa e di un po’ di affetto. Tutti coloro che già hanno un cane o un gatto, se appena ne hanno la possibilità, dovrebbero adottarne un secondo, infatti gli animali che vivono con noi sono molto più sereni se hanno un loro simile con il quale giocare e farsi compagnia.

    Ovviamente l’inserimento di un nuovo animale presuppone che si debbano adottare piccoli accorgimenti per non suscitare crisi di gelosia o reazioni negative. Specificatamente, nel caso dei gatti, animali molto abitudinari, che amano la routine e prevedere ciò che avviene, è importante che non perdano il senso della sicurezza e che perciò tutti i gatti di casa abbiano un loro spazio. Anche se i gatti in casa sono sterilizzati sarebbe meglio abbinare maschio e femmina. Capire l’umore del getto è abbastanza facile: se arriva con la coda bella dritta vuol dire che si sente tranquillo e sicuro di sé e dell’ambiente nel quale vive. Ovviamente non tutti i gatti hanno lo stesso carattere, ci sono quelli più indipendenti e quelli molto affettuosi, per questi soprattutto è molto importante che il nuovo venuto non rappresenti la minaccia di perdere l’affetto e le attenzioni ai quali sono abituati.

    E’ bene per il gatto ed è bene per noi, infatti se un gatto si sente a disagio può avere comportamenti non solo depressivi, ma anche fastidiosi, come sprizzare urina, non fare i bisogni nella cassetta o vomitare. Se il gatto è anziano ma in buona salute, per quanto abbia bisogno di più tranquillità, non ha in genere problemi ad accettare un cucciolo, specie una femmina se è un maschio o un’altra femmina se è una femmina. Ma se il gatto invece ha problemi di salute è bene che il nuovo compagno non gli stia sempre addosso altrimenti potrebbe disturbarlo troppo. Anche i gatti sono, come noi umani, soggetti ad antipatie e simpatie, perciò l’inserimento è molto importante affinché si creino i presupposti di una convivenza non solo pacifica ma anche proficua; perciò ogni gatto deve avere la sua ciotola, la sua lettiera e la possibilità di avere spazi propri. Anche se il gatto è un animale più solitario del cane ha comunque bisogno di noi e cioè di un po’ del nostro tempo, sia per giocare, sia per avere coccole. Anche i gatti più giovani non si accontentano di giocare da soli e comunque fin dai primi tempi vedrete che anche il nuovo arrivato mettersi su dei vostri indumenti che lo tranquillizzano. E’ importante anche parlare con i gatti, perché imparano non solo a capire il suono della voce e il nostro atteggiamento ma anche proprio le parole e perciò da subito il nuovo arrivato dovrà avere un nome col quale lo chiameremo più volte al giorno. I gatti che vivono insieme alla fine, scambiando i feromoni, prodotti dalle ghiandole esocrine, avranno un ‘odore di gruppo’ e si riconosceranno. Una piccola gelosia ci può essere comunque sempre, perciò ricordiamoci di non togliere nulla di ciò che davamo al nostro primo gatto ma moltiplichiamo anche per il nuovo venuto le stesse attenzioni.

    Sicuramente, una volta abituati alla reciproca presenza, i gatti si faranno compagnia anche durante la nostra assenza, anche quando non giocano e dormono in due posti diversi si sentiranno in compagnia e molte volte, vedrete, dormiranno vicini.

  • Come contrastare la leishmaniosi negli animali

    Un recente congresso di medici veterinari ha affrontato un grave problema e cioè la recrudescenza della leishmaniosi, malattia infettiva che colpisce l’uomo e gli animali, sia domestici che selvatici. La malattia è in evoluzione in tutta Italia, ormai dal Sud (era endemica in Sicilia e nel Mezzogiorno d’Italia) è arrivata al Nord da tempo (trovando spesso impreparati i proprietari di cani). Il suo espandersi non è legato solo ai cambiamenti climatici ma anche alle condizioni igienico-sanitari che possono favorire i flebotoni ed alla maggior mobilità della popolazione umana ed animale. Sono numerosi gli studi sulla leishmaniosi canina, patologia importante e complessa, che presenta complicanze oftalmologhe, alterazioni ematologiche e proteiche, dermatologiche e renali, e che a volte si presenta in forme atipiche che possono avere anche collazioni con malattie immunomediate. Fino a poco tempo fa, i felini erano stati considerati resistenti alle infezioni di leishmania, ma negli ultimi anni, grazie a tecniche diagnostiche più specifiche, si sono documentati vari casi di questa malattia. La prevenzione è d’obbligo se si vogliono salvare i nostri amici a 4 zampe: non solo repellenti antiparassitari ma anche profilassi vaccinale è d’obbligo per ridurre l’incidenza della malattia, come ovviamente uno stretto rapporto col proprio medico veterinario. Per evitare credenze errate, la malattia non è trasmessa dagli animali ma dal flebotomo (insetto molto simile alla zanzara per l’occhio di chi non ha conoscenze specialistiche). E’ perciò evidente che l’unico modo per salvarsi è, appunto, la prevenzione.

  • Le virtù salutistiche del gatto

    Da qualche tempo si sono aperti, prima in Francia e poi in Italia, dei locali nei quali gli avventori, oltre a consumare bevande, leggere libri o utilizzare i propri apparecchi informatici possono passare il tempo in compagnia dei gatti del locale. I cat coffee nascono anche sulla scia di quello che già da tempo hanno dimostrato i ricercatori dell’università del Minnesota: esaminando i dati di un follow up a 20 anni di uno studio epidemiologico effettuato negli Usa, questi ricercatori hanno osservato che convivere o aver convissuto con un gatto riduce di circa il 40% il rischio di infarto mortale e di circa il 25% quello di ictus. Il progetto Nanhes II è stato anche studiato dal ricercatore biostatico Michele Michelatti, come riporta un articolo di Paola D’Amico. I ricercatori sostengono che si potrebbe pensare alla convivenza con un gatto come uno dei metodi di prevenzione ai problemi cardiovascolari, specialmente per i soggetti più a rischio. Ancora non sono chiari i motivi per i quali la convivenza con un gatto porta a un miglioramento del sistema cardiovascolare, certamente le fusa e le vibrazioni che ne derivano possono aiutare la mineralizzazione ossea; certo è, ancora, che il gatto è un animale rilassante e non è impegnativo nella gestione, anche se dobbiamo sempre ricordare che anche lui ha bisogno di tempo e di affetto. Già ai tempi degli Egizi questi animali erano apprezzati non solo per l’abilità nella caccia ai topi che mettevano in pericolo le riserve di granaglie, infatti troviamo la loro effigie in molti reperti archeologici.

    Assolutamente da sfatare è la tesi che il gatto si affeziona solo alla casa e non al suo amico umano, infatti questi animali, pur avendo un sistema sociale diverso dal cane, hanno modi affettuosi e consolidati di relazionarsi sia con gli umani che con gli altri animali. Il gatto manifesta affetto passeggiando con noi in giardino, rispondendo al suo nome quando lo si chiama, venendo a salutarci quando torniamo a casa, cercando e dando manifestazioni affettuose che non hanno nulla a che vedere col cibo e tentando di dormire sulle gambe o sulla testa delle persone alle quali è affezionato. Due o tre gatti che vivono in casa sviluppano tra di loro dei rapporti di amicizia e, a volte, in giardino, anche di collaborazione, quando si tratta di trasportare una preda troppo grossa per uno solo per esempio.

    Intorno al gatto si sono fatti convegni e tavole rotonde, perché comunque rimane un felino che, pur piccolo, ha in sé tanti misteri. Ed ogni gatto, come ogni cane, dimostra peculiarità personali al di là della razza. Purtroppo contro questi piccoli animali militano ancora tante leggende che vanno sfatate, tipo quella del gatto nero, e si verificano tante crudeltà da contrastare, compresa quella, in alcuni luoghi, di utilizzarli come cibo.

    Il gatto è il gatto: un amico dallo spirito libero che ci può aiutare a colmare non solo la solitudine ma anche qualche problema di salute. Certo è che per dare affetto ha bisogno di riceverlo.

  • Gli italiani sempre più attenti ai propri amici a quattro zampe

    L’incertezza politica ed economica  ha in parte modificato le abitudini degli italiani, come sottolinea il rapporto Eurispes, meno viaggi, cene al ristorante e spese per cambiare apparecchi tecnologici, ma nella sfera domestica, nella quale sono saldamente inseriti gli animali di casa, i risparmi si fermano davanti alla ciotola del cane o del gatto. Infatti il 76% ritiene i propri animali membri a tutti gli effetti del nucleo famigliare, 6 su 10 i loro migliori amici, secondo il 31° rapporto Eurispes che ha, come ogni anno, analizzato la società italiana anche attraverso il rapporto con gli animali da compagnia. La maggior parte delle persone non ritiene troppo gravoso vivere con un cane in appartamento e doverlo portare fuori ma in molti lamentano le difficoltà che si incontrano nei ristoranti o per andare nei luoghi di villeggiatura. Un terzo del campione intervistato sceglie per i propri spostamenti solo strutture che accettano animali  e più del 37 per  cento porta sempre con se il proprio amico peloso, solo 3 persone su 10 lo lasciano in pensione per brevi periodi. Ormai più di un terzo degli italiani vive ufficialmente con uno o più animali e aumentano le famiglie con più animali. Anche la spesa per interventi veterinari è salita dimostrando come l’attenzione e la cura siano aumentate ed anche gli ipermercati hanno ormai ampi spazi e vasta scelta di prodotti per cani e gatti, cresciute anche le attività  correlate, scuole di addestramento, centri estetici e di fisioterapia, dog sitter etc. La necessità di  dare e mantenere il benessere  animale sembra essere sempre più entrato nel vivere quotidiano, comprese qualche esagerazione importata dagli Stati Uniti: cappottini esagerati, pietre brillanti per guinzagli ed altre amenità che tramutano i piccoli pet in giocattoli viventi  e anche questa è una piccola sevizia che dovrebbe essere evitata. Ora anche la domotica si sta occupando dei nostri quattro zampe inventando giochi elettronici che dovrebbero distrarre e tenere in compagnia il vostro cane e gatto mentre siete assenti. Certo tutto può essere utile ma la cosa migliore è stare il più possibile con i propri animali e se lo spazio lo consente dargli un amico a quattro zampe, sia cani che gatti stanno meglio, quando non ci siete, in compagnia di un loro simile più che di una luce laser o un drone domestico.

  • La sterilizzazione e le nostre cure aiutano i gatti a vivere meglio

    Come abbiamo ricordato diverse volte, avere attenzione al benessere degli animali significa anche effettuare, quando occorre, la loro sterilizzazione. Specialmente quando si parla di gatti, dobbiamo ricordare che un gatto libero e non sterilizzato ha un’aspettativa di vita di circa 3-4 anni a causa di intemperie, incidenti, infezioni e avvelenamenti. Le femmine che potrebbero avere almeno due cucciolate all’anno si indeboliscono e i maschi, con i combattimenti per territorio e accoppiamento, si feriscono spesso in modo grave e, non essendo stati vaccinati, muoiono per le infezioni delle ferite. I gatti sono una specie molto prolifica e perciò se una femmina può andare in calore e avere cuccioli 2-3 volte all’anno con 4-6 cuccioli per ogni cucciolata e se i cuccioli a loro volta non sono sterilizzati e hanno altre cucciolate, è facile immaginare quanto sia esponenziale l’aumento di gatti randagi esposti a tutti i rischi di una vita senza un minimo di assistenza.

    La sterilizzazione del gatto maschio è anche importante perché una volta che ha raggiunto la maturità sessuale marchia il territorio con schizzi di urina dall’odore molto forte, abitudine che se prende non perde una volta sterilizzato. Perciò è importante che la sterilizzazione avvenga appena raggiunta la maturità sessuale, tra i 5 e i 7 mesi per i gatti europei. Avere in casa un maschio non sterilizzato porta anche al suo continuo tentativo di fuggire a cercare femmine, col rischio di perderlo definitivamente. Le femmine durante il calore si lamentano in modo molto forte e possono smettere di mangiare.

    Sterilizzare i nostri amici felini non comporta loro alcun problema ma semplicemente conserva la loro salute e li fa rimanere più legati al loro territorio e alla loro casa. Non è vero che il gatto sterilizzato sia destinato a divenire obeso, certo occorre che sia nutrito in modo corretto e che ci si ricordi che il gatto è un animale che deve potersi muovere e giocare, se il gatto mangia troppo è spesso per noia, perché vive troppo in solitudine, perché cerca di richiamare la nostra attenzione. I gatti sterilizzati e che vivono una vita sana rimangono giocherelloni anche in tarda età e possono arrivare a vivere anche per 20 anni. E’ importante ricordare che sono animali che devono sempre avere acqua pulita a disposizione e che essendo molto curiosi non devono avere accesso a fonti di calore pericolose (quali i fornelli). Quando i gatti diventano più adulti, controllare che non ingrassino troppo è importante anche per evitare che insorgano patologie renali o che diventino diabetici. Se notate che il vostro gatto beve in maniera eccessiva e troppo spesso è bene che facciate un esame dell’urina per controllare appunto che non stia per insorgere una forma diabetica. Tenere il vostro gatto con cura e provvedere in tempo utile a sterilizzarlo è l’unico modo per salvargli la vita e tenerlo con voi a lungo. Non va infatti dimenticato che i gatti randagi in Italia sono circa 2,5 milioni e che impedire che tale cifra aumenti è anche un modo per far sì che i gatti abbiano una vita migliore, considerando anche che i gatti liberi sono spesso anche vittime di violenze da parte di esseri umani disumani. Nel caso il gatto avesse il diabete, si può curare con iniezioni di insulina e si possono dare integratori per sostenere meglio la funzionalità delle zampe posteriori.

  • Decalogo per accogliere un gatto nella propria casa

    Vorreste un gatto in casa ma non sapete se sarete in grado di accoglierlo? Avete figli che lo sognano e vorreste farli contenti? L’offerta di mici è vasta ma il gatto non è un gioco, accudirlo costa cure, affetto, impegno e anche danaro perciò, prima di adottarne uno o acquistarlo col pedigree dagli allevatori certificati, è bene riflettere. Che la scelta del micio sia più consapevole per evitare ripensamenti e convivenze difficili è l’appello degli organizzatori, dei veterinari, degli etologi e degli esperti dei numerosi cat-show, vere e proprie sfilate di bellezza feline che si svolgono in tutta Europa e che richiamano folle di proprietari fieri dei loro mici.

    Fra le competizioni più grandi d’Europa spicca il Supreme Cat Show di Birmingham. l’ultima edizione di ottobre ha visto partecipare oltre 1000 animali provenienti da tutto il mondo. Il pubblico di appassionati ha applaudito dal Turco Van allo Sphynx, dal Bengala al Gatto delle Foreste Norvegesi ma, nelle manifestazioni feline, aumenta anche la presenza di gatti senza albero genealogico di ferro perché la bellezza non ha patente. Alle sfilate di vanità sono infatti sempre più associate iniziative per l’adozione dei gatti di strada. All’evento felino ‘Super cat show’ (17-18 novembre a Roma), sfilerano le razze più ricercate come i Selkirk Rex (che sembrano persiani ma col pelo arricciato), i Bengal (che paiono piccoli ghepardi), i Turco Van (gatti nuotatori col pallino per aprire cassetti e armadi) e i Kurilian Bobtail con la coda a pon-pon. Agli 800 felini col pedigree, presenti alla fiera romana, si sommano però anche i numerosi gatti, meno fortunati, ‘di razza di strada’ in cerca di adozioni a cura di Arca Onlus diretta da Marzia Pacella, che gestisce anche l’oasi felina di Porta Portese del Comune di Roma e presiede i ‘Gatti della Piramide’.

    Come si accoglie un gatto a casa? “Ragionando sul proprio stile di vita, non seguendo solo l’istinto del momento, – raccomanda l’esperta Pacella che stila per l’ANSA 10 principi che aiutano a intraprendere adozioni più consapevoli:

    1. Prima di accogliere un gatto in casa è bene capire se si soffre di allergie. I fenomeni allergici verso i felini sono piuttosto frequenti. Non è il pelo del micio a provocare disturbi ma la loro saliva con cui lavano la pelliccia quotidianamente.
    2. Un gatto non è un gioco. Se pensate di regalarne uno al vostro bambino parlatene in modo approfondito per aumentarne la consapevolezza prima di adottarlo o comprarlo.
    3. Non è vero che il gatto è del tutto indipendente, ha bisogno di coccole, cure e soffre la solitudine. Non andrebbe lasciato sempre solo e chi si assenta tutto il giorno per lavoro deve ritagliare comunque del tempo per giocarci, coccolarlo e accudirlo quando rientra a casa.
    4. Il gatto costa: necessita di sterilizzazione, vaccini e visite regolari del veterinario che per i gatti anziani diventano più frequenti. Poi prodotti antiparassitari da usare con regolarità, cibo di qualità, medicinali e terapie eventuali.
    5. Il gatto può restare solo in casa per una notte (con cibo e acqua a disposizione). Se ci si assenta per più notti è meglio richiedere l’aiuto di persone di fiducia che abbiano il tempo di visitarlo tutti i giorni anche per accarezzarlo e farlo giocare, oltre che per mantenere pulita la lettiera e non fargli mancare cibo e acqua.
    6. Gatto piccolo o adulto? Meglio grandicello. L’indole si evidenzia a partire dai 6 mesi di età.
    7. I caratteri (di proprietario e micio) devono coincidere. Ad esempio un gatto più indipendente andrà bene per chi si assenta tutto il giorno da casa. I gatti più affettuosi sono l’ideale per le famiglie con bambini e per chi passa più tempo in casa.
    8. Avete una casa adatta? Il gatto ha bisogno di movimento, se l’appartamento è piccolo è una buona idea montare delle mensole in altezza per permettergli di scalarle. I gatti amano molto stare in alto.
    9. Il terrazzo e il giardino sono un elementi in più per accogliere un micio felice ma montate reti di sicurezza perché i gatti cascano eccome da finestre e balconi, magari inseguendo insetti o uccelli.

    10. Meglio un gatto con pedigree o senza? Le scelte sono personali ma Pacelli ricorda i numerosi gatti abbandonati e i mici nati in strada. Ogni città ha gattili comunali, volontari e organizzazioni di supporto, anche attivi tramite i social, a cui rivolgersi per intraprendere le adozioni.

  • Per la prima volta in Italia un conto finanzia anche le spese veterinarie

    La Banca di Piacenza, una delle pochissime banche che ha avuto il coraggio, per tutelare i propri clienti e continuare in una tradizione di servizi trasparenti, di non trattare mai derivati ha aperto il primo conto corrente riservato agli animali da compagnia. Il conto, come il presidente della banca Corrado Sforza Fogliani ha ricordato al quotidiano La Stampa, è aperto a nome dell’animale da compagnia unito a quello del proprietario. Il conto ‘Amici fedeli’ prevede un finanziamento a tasso agevolato per l’acquisto di prodotti e servizi e per il pagamento delle spese veterinarie, una polizza rc ‘zero pensieri’ a condizioni particolarmente favorevoli, promozioni presso punti vendita e cliniche veterinarie convenzionate, la localizzazione gps per cani e gatti unibox pets ed altre proposte. La Stampa di Torino ha dedicato un largo spazio all’iniziativa, tenuto anche conto che ormai la maggioranza degli italiani è proprietario di un animale da compagnia: «Trentacinque milioni di italiani su 60 vivono con un animale. Secondo una ricerca americana del 2015, il 71% delle persone lascia dormire nel suo letto il cane o il gatto». Ma anche il web dedica largo spazio agli animali domestici, ogni giorno «nel Regno Unito vengono postate 3,8 milioni di foto e 350mila britannici hanno creato un account facebook, twitter o instagram al loro animale». Se da un lato è assolutamente deprecabile, e a nostro avviso da sanzionare, la moda che negli Usa porta molti a dipingere le unghie dei gatti o a colorare rosa chocking il pelo dei cagnolini è altrettanto vero che vivere con un animale, farsi carico dei suoi bisogni e perciò migliorare il proprio senso di responsabilità è utile e benefico; salutiamo perciò con simpatia ed interesse l’iniziativa della banca piacentina che viene anche in aiuto a coloro che per tutelare la salute del proprio animale possono avere bisogno di centri veterinari con i prezzi convenzionati o di piccoli temporanei prestiti.

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