informazione

  • 20,5 milioni dall’UE per sostenere il giornalismo, il pluralismo dei media e l’alfabetizzazione mediatica in Europa

    La Commissione europea ha pubblicato tre inviti a presentare proposte nell’ambito del programma Europa creativa per sostenere il giornalismo professionale e il pluralismo dei media, rafforzare la resilienza del settore e promuovere l’alfabetizzazione mediatica.

    Il primo di questi inviti finanzierà partenariati nel campo del giornalismo, promuovendo collaborazioni tra i media e il lavoro dei media di interesse locale e pubblico, per un importo totale di 14 milioni di euro. L’invito comprende due temi: il primo, dedicato al “pluralismo“, è rivolto alle organizzazioni in grado di istituire e distribuire fondi a favore delle testate giornalistiche in settori di particolare rilevanza per la democrazia, come i media locali e quelli di interesse pubblico. Il secondo tema è la “collaborazione” e mira a sostenere proposte di collaborazione transfrontaliere tra organizzazioni del settore dei media, incentrate su modelli imprenditoriali innovativi e progetti giornalistici in tutta Europa.

    Nell’ambito di un invito supplementare, 3,5 milioni di euro saranno destinati a progetti transfrontalieri di alfabetizzazione mediatica, per contribuire al miglioramento delle competenze di alfabetizzazione mediatica dei cittadini, consentendo loro di orientarsi nello spazio dell’informazione in modo sicuro e consapevole, contribuendo a rafforzare la resilienza della società alla disinformazione e alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri.

    Un altro invito del valore di 3 milioni di euro promuoverà un meccanismo indipendente di risposta rapida a livello europeo per monitorare le violazioni della libertà di stampa e dei media nell’UE e nei paesi candidati. Il monitoraggio contribuirà a generare dati e informazioni migliori riguardo le minacce al pluralismo dei media e la sicurezza dei giornalisti, fornendo inoltre elementi utili per la relazione annuale sullo Stato di diritto.

    Lo scudo europeo per la democrazia fornisce un sostegno finanziario rafforzato al giornalismo indipendente e locale nell’ambito del programma per la resilienza dei media, collegando l’attuale supporto ai media con i programmi di finanziamento proposti nel nuovo quadro finanziario pluriennale. La Commissione ha inoltre proposto un aumento dei finanziamenti per il settore dei mezzi di informazione nell’ambito del programma AgoraEU.

    Tutti e tre gli inviti saranno aperti alle candidature a partire dal 22 ottobre e rientrano nell’ambito del più ampio sostegno dell’UE al settore dei mezzi di informazione.

  • Lezioni per una corretta educazione alimentare sin da piccoli

    La popolazione mondiale dei paesi più sviluppati soffre sempre di più di obesità e dei problemi di salute ad essa collegati.

    L’utilizzo costante di cibi e bevande, fin dalla prima infanzia, processate, ricche di zuccheri e di grassi nuoce alla salute mentre varie forme di pubblicità continuano ad invitare al loro consumo e troppi si illudono, assumendole, di nutrirsi di vitamine naturali o di usufruire di un pasto divertente, veloce e meno vistoso di un pasto cucinato.

    Altri problemi per la salute, specie per gli adolescenti che cominciano già dai dodici anni ad utilizzarle, sono procurati dalle bevande energetiche che contengono caffeina e sostanze eccitanti e stimolanti, queste bevande dovrebbero essere utilizzate solo da persone più adulte e comunque che abbiano già maturato il loro sviluppo di crescita.

    Negli adolescenti, nei quali il cervello ed il sistema cardiovascolare è ancora in pieno sviluppo, le bevande che contengono stimolanti possono creare diversi problemi tra i quali palpitazioni, insonnia, irritabilità, ansia ed aumento della pressione arteriosa.

    Uno studio della società italiana di pediatria evidenzia i problemi che queste bevande energetiche possono procurare negli adolescenti, problemi per i quali nel Regno Unito si è stabilito dal 2027 di vietare, ai minori di 16 anni, la vendita di energy drink che contengano al litro più di 150 mg di caffeina.

    Una corretta educazione alimentare dovrebbe partire già dalla scuola primaria coinvolgendo anche le famiglie per evitare che pubblicità ed interessi economici siano prevalenti rispetto alla salute, inoltre dovrebbe essere valutato quanto queste bevande possono incidere, per i loro effetti ansiogeni e di irritabilità, sugli adolescenti già troppo, in molti casi, stimolati negativamente dall’utilizzo di alcuni social.

  • Al via la seconda edizione della Scuola di Giornalismo Internazionale dell’Associazione della Stampa Estera di Milano

    Dopo il successo della prima edizione, torna la Scuola di Giornalismo Internazionale dell’Associazione Stampa Estera di Milano, il percorso di formazione dedicato ai giovani professionisti che vogliono sviluppare competenze concrete e costruire una carriera nel giornalismo con una prospettiva internazionale.

    La Scuola, nata in collaborazione con Fondazione Cariplo, si arricchisce quest’anno con la collaborazione del Parlamento europeo a Milano, rafforzando ulteriormente la propria vocazione internazionale e il legame tra formazione, informazione e istituzioni europee.

    La seconda edizione prenderà il via sabato 17 ottobre 2026 nella sede dell’Associazione Stampa Estera, nel cuore di Milano, e proseguirà per otto settimane, con un appuntamento ogni sabato.

    Il progetto nasce dall’esperienza diretta dei giornalisti della Stampa Estera – corrispondenti, reporter e professionisti che lavorano quotidianamente per testate internazionali e che metteranno a disposizione dei partecipanti competenze, metodi di lavoro ed esperienze maturate sul campo.

    La Scuola è rivolta in particolare a giovani giornalisti e professionisti già in possesso delle basi del mestiere, che desiderano approfondire le proprie competenze, confrontarsi con il funzionamento delle redazioni internazionali e ampliare la propria rete professionale.

    Il programma si articolerà in otto moduli interdisciplinari, dedicati ad alcuni dei principali linguaggi e ambiti del giornalismo contemporaneo. Dal giornalismo investigativo al giornalismo di guerra e al reportage, passando per fotogiornalismo, videogiornalismo e nuovi linguaggi dell’informazione, le lezioni alterneranno approfondimento teorico ed esperienza pratica. Una particolare attenzione sarà dedicata alla costruzione di un pitch editoriale efficace, competenza fondamentale per chi desidera proporre il proprio lavoro alle testate italiane e internazionali. I partecipanti saranno accompagnati nello sviluppo di un’idea giornalistica, dalla ricerca e dalla definizione dell’angolo fino alla realizzazione di una proposta da presentare a una redazione. Oltre alle lezioni, il percorso comprenderà workshop, simulazioni ed esercitazioni pratiche, con l’obiettivo di avvicinare il più possibile la formazione alle dinamiche reali del lavoro giornalistico.

    Uno degli obiettivi della Scuola è creare un ponte concreto tra formazione e professione. Durante le otto settimane, i partecipanti avranno la possibilità di confrontarsi direttamente con corrispondenti e giornalisti provenienti da diversi Paesi, conoscere più da vicino il funzionamento delle redazioni internazionali e costruire una rete di contatti utile per il proprio futuro professionale.

    Le lezioni saranno tenute dai soci dell’Associazione Stampa Estera di Milano e da professionisti del settore.

    La quota di partecipazione all’intero percorso è di 100 euro.

    Al termine della seconda edizione sarà inoltre lanciato un bando per l’assegnazione di una borsa di studio legata al miglior pitch editoriale sviluppato durante il corso. Le proposte saranno valutate da una commissione e il progetto vincitore sarà annunciato in occasione della cerimonia di consegna degli attestati, prevista per febbraio 2027.

    Il corso inizierà il 17 ottobre 2026 e durerà 8 settimane, le lezioni si svolgeranno ogni sabato dalle 10 alle 17 nella sede della Stampa Estera di Milano (Via della Palla 1).

    La quota di partecipazione: è di 100 euro

    Per informazioni e iscrizioni: segreteria.milano@stampaestera.it 02 29000966 Per presentare la domanda di iscrizione, è necessario scaricare il modulo d’iscrizione (https://docs.google.com/document/d/1t-giNDePvOGNqJnMzU-ThU7TfFyCjTucibuFPelb1QE/edit?tab=t.0), compilarlo in tutte le sue parti e inviarlo via e-mail all’indirizzo segreteria.milano@stampaestera.it.

  • Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei

    Qualche volta la realtà è molto più inquietante e sorprendente della fantasia: Lavitola, faccendiere e pregiudicato, torna alle cronache come presunto mandante dell’attentato a Ranucci e gran suggeritore di inchieste televisive basate su notizie vere, notizie possibili e probabili falsità, tutte tra di loro frullate e condite da sospetti ed illazioni così che anche quello che è vero si confonde e non si capisce fino in fondo, e quello che non è vero rischia di diventare reale.

    Il giornalismo di inchiesta è molto difficile, può anche essere pericoloso e certamente necessita di informatori ed informazioni, vale però ricordare che se un carabiniere o un poliziotto si devono avvalere di informatori, che ovviamente sono contigui a certi ambienti, non per questo ne diventano amici fraterni.

    Lavitola, che è stato anche latitante all’estero, ha avuto processi, ordinanze di custodia cautelare e condanne per reati che inquadrano il personaggio, tentata estorsione a Berlusconi, tentata compravendita di senatori durante il governo Prodi, truffa finanziaria ai danni dello Stato per finanziamento illecito, di svariati milioni, per il giornale che aveva fondato, appalti a Panama, pressioni ad Impregilo.

    Ognuno ha diritto di scegliersi gli amici che vuole, di difenderli, di usarli o di farsi usare, certo è che il detto “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” dovrebbe farci meditare sia nella scelta delle persone che frequentiamo sia sulla valutazione e credibilità di chi ha frequentazioni poco limpide.

    In un intervista al Corriere Ranucci, fra l’altro, afferma che il numero di cellulare di Lavitola è nelle agendine di tutti i direttori dei giornali italiani, ci auguriamo che non tutti lo reputino un amico fraterno.

    Questa affermazione è l’ennesima dimostrazione che il faccendiere tiene contatti particolari, un po’ ovunque, che gli consentano di passare, vendere, imprestare, informazioni riservate e come sappiamo tutti spesso informazioni riservate sono ottenute attraverso vie “particolari”.

    Lavitola, come alcuni ipotizzano da tempo, ha collegamenti con sistemi informativi, ufficiali od ufficiosi, italiani e stranieri? Per certi avvenimenti, come quello che riguardò la vendita della casa di Montecarlo, è stato lo strumento di qualcuno? Oggi è lui che usa altri come strumenti per i propri interessi? Dietro, o con Lavitola, ci sono personaggi pericolosi?

    Quali sono, oltre ai giornalisti ai quali passa le notizie, i contatti di Lavitola, quei contatti che gli danno le informazioni che poi vende o regala a chi gli piace e qual è il suo ritorno? Non certo solo qualche cliente in più nel suo ristorante.

    Lavitola è uno dei tanti misteri italiani, misteri legati a fonti informative oscure ed alla poco deontologica abitudine di un certo giornalismo di cercare più lo scandalo che la verità.

    Auguriamoci che dalle indagini arrivino chiarimenti anche su altri episodi, non solo sull’attentato a Ranucci, che i giornalisti ricordino che dare informazioni ai cittadini non è creare informazioni articolando la realtà con la fantasia o lo scandalo a tutti i costi, e che tutti ci ricordiamo che l’amicizia è una condivisione di valori non uno scambio di piaceri od altro.

  • Comunicare solo con i sodali ottunde la mente

    Sinceramene stonano i toni con i quali, spesso, il quotidiano on line di Fratelli d’Italia si rivolge al Presidente Macron, speriamo non siano indicazioni di partito perché dimostrerebbero una preoccupante miopia.

    Piaccia o non piaccia la realtà incontrovertibile è che l’Italia, come hanno pubblicamente reso noto, in tempi ed occasioni diverse, i ministri competenti Tajani e Crosetto, non ha carri armati ed altri strumenti idonei alla difesa di terra né quelli per intercettare i droni, diventati ormai il più usato strumento di devastazione.

    In questa situazione, a prescindere da altre considerazioni di intelligenza diplomatica, continuare a scrivere battute e commenti ironizzando su Macron, mentre la Francia ha l’atomica e sta concordando, non solo con Germania e Polonia, uno scudo atomico per l’Europa è perlomeno stupido.

    Sembra che ad alcuni di destra, vera o presunta che sia, forse sul concetto di destra nel terzo millennio si dovrebbe aprire un dibattito serio tra tutti e non solo tra amici e dipendenti, sfugga che per avere rispetto dagli altri bisogna imparare a rispettarli, il rispetto non è mai a senso unico.

    Che Il Secolo d’Italia segua Salvini nei suoi atteggiamenti anti Macron, forse nell’illusione di far piacere al Fronte Nazionale francese, dimostra, purtroppo quanto sia difficile per alcuni comprendere le reali necessità di un paese che può essere molto amato dai turisti, tenuto in considerazione su aspetti economici ma trascurato, nelle consultazioni decisive, quando si tratta di discutere di politica di difesa e di futuro dell’occidente.

    Forse la Presidente del Consiglio dovrebbe invitare giornalisti e dirigenti ad un corso di diplomazia perché comunicare solo con i sodali, di vario tipo, prima o poi ottunde la mente e fa ritenere a troppi che basti essere autoreferenziali per risolvere i problemi.

  • Progetto in 250 scuole elementari contro la violenza di genere

    ‘Storie spaziali per maschi del futuro’ è il nome del progetto volto a proporre nuovi modelli contro gli stereotipi che in 250 scuole elementari si prefigge di contrastare la violenza di genere e far comprendere fin da bambini l’importanza del consenso nelle relazioni sociali, così da accompagnare i futuri ragazzi e adulti in un percorso di accettazione delle proprie fragilità e di gestione di emozioni come la rabbia e la tristezza. Guidato da fondazione Libellula con l’autrice Francesca Cavallo e ScuolAttiva Onlus, il progetto è stato presentato alla Camera alla presenza di parlamentari del Pd (Filippo Sensi), M5s (Stefania Ascari) e Avs (Francesca Ghirra): da marzo porterà fiabe, formazione docenti e strumenti educativi in 250 scuole su tutto il territorio nazionale (il 60% delle quali nelle periferie delle nostre città) coinvolgendo migliaia di bambini, insegnanti e famiglie per promuovere “modelli maschili più liberi, empatici e inclusivi”.

    Il nome dato al progetto rimanda al libro scritto da Cavallo, “Storie spaziali per Maschi del Futuro”, una raccolta di fiabe che affronta gli stereotipi di genere che “danneggiano non solo le bambine, ma anche i bambini maschi, mettendo in discussione modelli tradizionali di maschilità legati al principe azzurro al supereroe – si spiega -. Attraverso la narrazione il libro apre spazi nuovi per immaginare un maschile capace di fragilità, ascolto ed empatia”.

    Al 30 settembre scorso, secondo l’Osservatorio permanente sui delitti di genere pubblicato sul sito di ‘Non una di meno’, in Italia risultavano «70 femminicidi, 3 suicidi indotti di donne, 1 suicidio indotto di un ragazzo trans, 1 suicidio indotto di una persona non binaria, 1 suicidio indotto di un ragazzo, 6 casi in fase di accertamento. Inoltre, ci sono stati almeno altri 62 tentati femminicidi riportati nelle cronache on line di media nazionali e locali e almeno due ragazzi uccisi dal padre». «Tra le persone uccise – si legge sul sito -, la vittima più giovane aveva 1 anno, la più anziana 93. Le vittime hanno un’età media di 55 anni. Si contano 12 casi con denunce o segnalazioni per violenza, stalking, persecuzione nei mesi precedenti. Due persone uccise erano sex worker, 13 persone uccise avevano una disabilità o una malattia grave, spesso cronica o degenerativa, 10 i casi in cui gli minori hanno assistito al femminicidio, 54 gli minori sono rimasti orfani in seguito al femminicidio della madre».

    Il report ha analizzato anche l’identità degli assassini e le modalità delle aggressioni: «Nei 70 casi accertati di omicidio, il colpevole o presunto tale ha un’età media di 51 anni. Il più giovane aveva 19 anni al momento del delitto, il più anziano 91. Ventidue uomini colpevoli si sono suicidati subito dopo aver compiuto l’omicidio. Ciò significa che non sarà possibile procedere per via giudiziaria e dunque attestare la gravità del gesto e le motivazioni di genere e patriarcali della violenza espressa. Altri 6 uomini colpevoli hanno tentato di togliersi la vita». «Nella quasi totalità dei casi – si legge ancora -, l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa. Nel 50 per cento dei casi l’assassino era il marito, il partner, il convivente (35 casi). In 13 casi, a compiere il gesto è stato l’ex partner da cui la persona uccisa si era separata o aveva espresso l’intenzione di separarsi. In 11 casi, l’omicida è il figlio. Negli altri casi la relazione con la vittima era: amico, nipote, cliente, o conoscente». E ancora: «Dei 70 casi accertati di omicidio, 21 sono morte per accoltellamento, e 12 per i colpi di arma da fuoco. Altre cause del decesso sono soffocamento o strangolamento (16), percosse, colpi di forbici, colpi d’ascia, caduta dalla finestra».

  • Le menzogne di Putin e la necessità di abbattere i droni sconosciuti che sorvolano l’Europa

    Continuando nelle guerra della controinformazione e delle menzogne, sparate come proiettili potenzialmente mortali per le ripercussioni sugli stati e sulle popolazioni, Putin e la sua banda ci fanno vedere, con il volto ben nascosto da un casco, un presunto pilota russo che, tramite mail, i servizi inglesi e ucraini avrebbero cercato di comperare per fargli fare un attentato in un paese Nato.

    Notizia che si commenta da sola, non esiste un servizio segreto occidentale che possa immaginare di uccidere in un attentato decine di europei per poi avere via libera per procedere a ritorsioni contro la Russia e portare la Nato in guerra.

    Non esiste che un servizio segreto usi mail per comunicazioni così particolari, per arruolare o comperare un pilota o altro militare russo.

    Il presunto pilota parlava in modo che palesemente dimostrava come fosse stato costretto a raccontare evidenti menzogne.

    Putin ha messo in piedi questa ennesima truffa per sostenere che i droni, che sorvolano, in incognito, i cieli e gli aeroporti europei, così come i sistemi elettronici che hanno reso difficoltosi i viaggi aerei di diverse personalità politiche, non sono di provenienza russa.

    Sappiamo quanto valgono le sue dichiarazioni e che cioè sono tutte falsità, basti pensare che negava di prepararsi alla guerra contro l’Ucraina solo a poche ore dal tentativo di invadere Kiev e di uccidere Zelensky e di iniziare la sua ‘operazione speciale’ con morti, deportazioni, distruzioni.

    In tutti i casi se ci saranno ancora droni sconosciuti sopra i cieli europei, specie su siti sensibili, l’unica soluzione è abbatterli.

    Questi droni sono una minaccia con varie sfaccettature, non solo preoccupano le persone, danneggiano i servizi e di conseguenza le economie, ma catturano informazioni su di noi ed i nostri sistemi di controllo, abbatterli è’ l’unica soluzione.

    Se sono di Putin se ne assumerà la responsabilità, se non sono di alcuno lo appureremo guardando i marchi dei vari componenti, in ogni caso dobbiamo pensare alla nostra sicurezza che continua a passare dal sostegno all’Ucraina.

  • Dichiarazione congiunta della Vicepresidente esecutiva Virkkunen, dell’Alta rappresentante Kallas e del Commissario McGrath in occasione della Giornata mondiale per mettere fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti

    Una stampa libera è il cuore della democrazia. La nostra società ha bisogno di giornalisti che gettino luce sulle ingiustizie e facciano sì che chi è al potere debba rispondere delle proprie azioni. Eppure in tutto il mondo troppi giornalisti continuano a venire uccisi, torturati, molestati, detenuti e costretti all’esilio.

    La Federazione internazionale dei giornalisti ha pubblicato un comunicato dal quale emerge in che misura nel 2025 la ricerca della verità sia stata fatale in molte parti del mondo.

    Il diritto internazionale umanitario parla chiaro: i giornalisti sono civili e come tali devono essere sempre protetti. Ogni attacco contro di loro deve essere oggetto di indagini tempestive, indipendenti ed efficaci. Tutti gli autori dei reati devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni.

    L’UE sostiene il giornalismo indipendente in tutto il mondo e protegge le persone a rischio. Inoltre, si è attivata per fronteggiare le crescenti minacce nel settore digitale, dove i giornalisti sono sempre più esposti a molestie coordinate, sorveglianza illecita e campagne concepite per screditarli o intimidirli.

    Dal 2015, attraverso il meccanismo ProtectDefender.EU, l’UE ha fornito sostegno diretto a quasi 13 000 giornalisti a rischio in tutto il mondo, di cui 943 solo tra settembre 2024 e agosto 2025. Due nuovi progetti finanziati dall’UE, per un valore complessivo di 20 milioni di €, stanno ora rafforzando i media indipendenti in oltre 40 paesi, con particolare attenzione alle giornaliste che riferiscono su gruppi minoritari o settori con scarsa copertura mediatica.

    All’interno dell’Unione, la promozione del pluralismo e della libertà dei media è stata al centro degli sforzi dell’UE volti a rafforzare la democrazia e lo Stato di diritto. Il regolamento europeo sulla libertà dei media ha introdotto solide garanzie per i media e i giornalisti, assicurando che possano svolgere il loro lavoro senza pressioni indebite. La Commissione europea continua a monitorare gli sviluppi relativi alla libertà e al pluralismo dei media, anche per quanto riguarda la sicurezza e la protezione dei giornalisti in tutti gli Stati membri dell’UE e in alcuni paesi dell’allargamento, attraverso le relazioni annuali sullo Stato di diritto. Inoltre, l’UE sostiene un meccanismo di risposta rapida a livello europeo per monitorare e sostenere la libertà dei media e la sicurezza dei giornalisti, attualmente attuato da MFRR.eu.

    Il lavoro dei giornalisti consente alle società di vedere chiaramente – e di agire. In occasione di questa Giornata internazionale per mettere fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti, invitiamo tutti gli Stati a rispettare i loro obblighi: proteggere i giornalisti e garantire l’assunzione di responsabilità.

  • L’attentato a Ranucci conferma la necessità di difendere sempre la libertà di stampa

    La libertà di stampa oltre ad essere un diritto, almeno in uno Stato democratico, è anche uno dei beni più preziosi per ciascuno di noi che, attraverso la stampa libera, viene a conoscenza di tutto quanto realmente avviene nel suo paese e nel mondo.

    I giornalisti d’inchiesta, ormai pochi, devono essere particolarmente apprezzati e protetti perché, attraverso il loro lavoro, si svelano scandali, manovre di associazioni criminali, a volte collusi con organi vitali dello Stato, delitti e violazioni delle leggi.

    A tutti questi giornalisti va il nostro apprezzamento e sostegno invitandoli sempre a tutte le verifiche necessarie per impedire che persone, poi dichiarate innocenti, abbiano gravi danni da notizie diffuse e rivelatesi erronee.

    Il Patto Sociale, che non ha mai usufruito di sovvenzioni o protezioni, crede fermamente che la notizia debba essere data in forma chiara e corretta e non debba mai confondersi con il commento politico, che il giornalista ha diritto di esprimere e del quale si deve assumere la responsabilità

    Andrebbe in ogni caso verificato se non sia fuorviante, a volte pericoloso, riportare nei media, durante le indagini, informazioni non verificate o definitive e commenti che possono, anche inconsapevolmente, esercitare una pressione sugli organismi giudicanti.

    A Ranucci, vittima di un attentato particolarmente grave per le conseguenze che avrebbe potuto avere anche sui suoi familiari, ed ai tanti giornalisti che hanno pagato con la vita il loro impegno per cercare la verità, la nostra vicinanza come testata e come singole persone che tentano di dare il loro contributo all’informazione riaffermando che in nessun modo vanno accettate intimidazioni o ricatti.

  • Nuovo invito a presentare proposte per i media annunciato durante la cerimonia di premiazione dei vincitori del premio Megalizzi-Niedzielski

    La Commissione europea ha celebrato a Bruxelles i vincitori del premio Megalizzi-Niedzielski 2025 per aspiranti giornalisti e ha annunciato il suo nono invito a presentare proposte per i media dedicato alla politica di coesione.

    Assegnato nel contesto dell’annuale Settimana europea delle regioni e delle città, il premio ricompensa tre giovani giornalisti eccezionali che hanno partecipato al programma Youth4Regions, che mette in luce la politica di coesione europea.

    Il “Premio Lens” è stato attribuito all’italiana Elisa Ortuso per il suo incisivo video su un progetto dell’UE a Roma a sostegno delle famiglie ucraine con bambini che lottano contro il cancro. La francese Hildegard Leloué ha ricevuto il “Premio Pen” per la sua approfondita copertura di temi europei. E il “Premio Frame”, votato dal pubblico, è stato assegnato a Sarah Costes, anch’ella francese, per la sua sorprendente foto di un progetto sulla protezione delle cicogne a Diyarbakir.

    Il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto ha elogiato i vincitori e ha dichiarato: “Elisa, Hildegard e Sarah hanno mostrato talento e dedizione eccezionali nel raccontare le storie di successo dell’Europa. Il loro lavoro sottolinea il ruolo essenziale di una stampa libera e indipendente nelle nostre democrazie e per il futuro dell’Unione europea.”

    Il premio Megalizzi-Niedzielski rende omaggio alla memoria di Antonio Megalizzi e Bartek Orent-Niedzielski, due giovani giornalisti uccisi nell’attentato terroristico di Strasburgo del 2018 mentre si occupavano di affari europei. Nel 2025 sono state presentate oltre 500 candidature per il premio provenienti da tutta l’UE, dai paesi candidati all’adesione e dai paesi vicini.

    Con un bilancio di 3,5 milioni di €, il nuovo invito a presentare proposte invita i media, le università e altri soggetti a creare contenuti indipendenti sulla politica di coesione. Le candidature sono aperte fino al 15 gennaio 2026, ore 17:00, tramite il portale dei finanziamenti.

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