Lega araba

  • L’Egitto pensa a una Nato africana

    Il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi, ha chiesto nel 2015 alla Lega araba di “formare una forza araba in stile Nato”. Lo ha dichiarato l’esperto militare egiziano Samir Farag ai media egiziani. Il ruolo di capo della forza araba congiunta, se approvata, verrebbe assunto dal capo di Stato maggiore egiziano – che è anche il segretario generale aggiunto della Lega araba per gli Affari militari – o da un tenente generale egiziano. Il vice capo sarebbe invece di nazionalità saudita e verrebbe formato un Consiglio di comando composto dai Paesi arabi partecipanti, ha affermato Farag. Inoltre, in caso di attacco a uno dei Paesi membri, la forza si mobiliterebbe per difenderlo. L’Egitto contribuirebbe almeno con 20 mila militari, più di qualsiasi altro Paese, ha aggiunto l’esperto. Esiste un accordo di difesa congiunta all’interno della Lega araba, ma non è mai stato attuato. “Ci auguriamo che la formazione di una forza araba congiunta venga approvata. L’aggressione israeliana contro il Qatar ha rivelato quanto sia importante per noi questa forza. La speranza dell’Egitto e degli arabi risiede nell’unità e nel non fare affidamento sugli Stati Uniti o su qualsiasi altra potenza”, ha affermato Farag.

    La notizia della “proposta egiziana di creare una forza araba congiunta per contrastare gli attacchi israeliani è un duro colpo agli accordi di pace”, ha dichiarato in un messaggio su X il leader dell’opposizione israeliana, Yair Lapid, sottolineando che questo “duro colpo” è “seguito dal voto favorevole alla creazione di uno Stato palestinese da parte della stragrande maggioranza dei paesi alleati di Israele”. Ieri, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che chiede la creazione di uno Stato di Palestina libero dal movimento islamista Hamas. Il governo del premier Benjamin Netanyahu “ha distrutto la nostra posizione internazionale. Una combinazione letale di irresponsabilità, dilettantismo e arroganza ci sta distruggendo agli occhi del mondo. Dobbiamo sostituirlo prima che sia troppo tardi”, ha affermato Lapid.

    L’idea che disturba Israele potrebbe rientrare tra i temi in discussione nel vertice, il primo di questo tipo, che il 22 ottobre si svolgerà a Bruxelles tra Unione europea ed Egitto. Secondo quanto comunicato dal Consiglio europeo “il vertice si concentrerà sulle relazioni bilaterali e sull’ulteriore approfondimento del partenariato politico ed economico, come stabilito nel partenariato strategico e globale Ue-Egitto, con l’obiettivo di promuovere la stabilità, la pace e la prosperità comuni. I leader discuteranno anche delle sfide globali odierne, tra cui la situazione in Medio Oriente, la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, il multilateralismo, il commercio, la migrazione e la sicurezza”. L’Ue sarà rappresentata al vertice dal presidente del Consiglio europeo, António Costa, e dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, mentre l’Egitto sarà rappresentato dal presidente, Abdul Fattah al-Sisi. “I nostri legami di lunga data affondano le loro radici nella storia, nella geografia e nella cultura comuni, nonché nei forti legami tra i nostri popoli”, ha dichiarato Costa, che poi ha aggiunto: “L’Ue apprezza profondamente il ruolo stabilizzatore dell’Egitto nella regione del Medio Oriente e il suo ruolo di mediazione nel conflitto di Gaza. Il nostro primo vertice bilaterale sarà un’ottima occasione per approfondire ulteriormente il nostro partenariato, cooperare nell’affrontare le nostre sfide comuni e liberare tutto il potenziale delle nostre relazioni”.

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