Un’intervista che svela clamorosi scandali ed abusi di potere
Guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!
Vangelo secondo Matteo, 18/7
Il 7 settembre scorso l’ex vice primo ministro ed uno dei più stretti collaboratori del primo ministro albanese, fino al luglio 2023, ha rilasciato di nuovo un’intervista dalla Svizzera, dove si trova ormai, avendo ottenuto l’asilo politico. Questa di lunedì 7 settembre era la quinta intervista rilasciata alla stessa televisione albanese, non controllata dal primo ministro.
Durante l’intervista l’ex vice primo ministro non solo ha fatto nuove denunce che coinvolgono direttamente il “capo del’organizzazione”, come lui da tempo chiama il primo ministro albanese, ma ha anche distribuito delle registrazioni audio che evidenziano sia la clamorosa corruzione delle istituzioni, che la collaborazione tra il primo ministro con degli individui stranieri, suoi “amici”, coinvolti in molti scandali a livello internazionali. Ebbene, uno di quelli, un cittadino di origine ebrea, che ha anche il passaporto statunitense e, dal novembre 2018 anche quello albanese, è stato coinvolto in molti scandali in diversi Paesi del mondo, nonché in molti processi giudiziari.
Il nostro lettore è stato informato, a tempo debito, delle quattro precedenti interviste dell’ex vice primo ministro. Lui, oltre a quell’importante incarico istituzionale (2021-2022), dal 2013 è stato anche anche ministro dello Sviluppo economico, poi ministro delle Finanze e, alla fine, ministro di Stato per la Ricostruzione del Paese, dopo il terremoto del 2019. Ma chissà perché per lui è stato chiesto l’arresto nel luglio 2023?! E questo non poteva mai e poi mai accadere senza il beneplacito del primo ministro. L’accusa era per abuso d’ufficio, corruzione passiva, illegittimo vantaggio di interessi e riciclaggio di denaro. Ma lui nel frattempo, proprio in quei giorni, era riuscito a scappare all’estero, in Svizzera. Ormai gode lì dello stato dell’avente diritto all’asilo politico, cioè gode del diritto di immunità personale, accordato da un Paese ad un cittadino straniero per motivi politici.
Il nostro lettore è stato informato anche di quello che pensava il primo ministro, fino a poche settimane prima che si chiedesse l’arresto del suo stretto collaboratore. Lui dichiarava convinto che l’ex vice primo ministro era “…uno dei collaboratori con il quale mi sono incontrato di più, ho comunicato di più al telefono, ho discusso di più per molte delle nostre decisioni durante questi anni” (Altre rivelazioni clamorose di abusi di potere; 12 gennaio 2026).
Il nostro lettore, nello stesso articolo, è stato informato che dopo la fuga in Svizzera e l’ottenimento dello stato di avente diritto all’asilo politico, l’ex vice primo ministro ha denunciato l’operato del suo diretto superiore. Ha rivelato molti casi clamorosi di abuso di potere, rendendo pubblici molti fatti accaduti, fatti che conosceva personalmente, avendo svolto importanti incarichi istituzionali. Ovviamente l’ex vice primo ministro non è uno stinco di santo, ma lui continua a dichiarare che “…è pronto e sempre disponibile a testimoniare davanti ai tribunali, ma non in Albania”. Sì perché, come ha affermato, in Albania lui rischia la vita.
Il nostro lettore è stato altresì informato che il 24 settembre 2024 in Albania è stata costituita un’impresa a partecipazione statale, denominata KAYO, per “sviluppare un’industria militare moderna, basata sulle capacità locali e su partenariati strategici”. Tutto dopo che il Parlamento aveva approvato il 26 luglio 2024 un’apposita legge. Poi il 12 giugno 2025, con una decisione del Consiglio dei ministri, è stato stabilito che la sopracitata impresa, quando diventa parte attiva di un’altra società, non deve mai avere meno del 45% del capitale della nuova società. Nel giugno 2025 la proprietaria di una società albanese, costituita nel 2016, che opera nel campo della produzione e/o dell’adattamento dei mezzi motori per permettere l’installazione di armamenti di vario genere, ha deciso di vendere il 49% delle sue azioni ad una società di proprietà di un “noto imprenditore” israeliano, “amico” del primo ministro, costituendo una nuova società comune.
L’autore di queste righe informava allora il nostro lettore che “…nei primi giorni dell’agosto 2025, tra questa nuovissima società azionaria e la sopracitata impresa statale [KAYO] che opera, tra l’altro, nel campo degli armamenti, è stata costituita un’altra società azionaria. Ma nonostante la sopracitata decisione del Consiglio dei ministri stabiliva che quell’impresa statale non doveva mai avere meno di 45% del capitale societario, la sua quota di partecipazione era soltanto il 20% del capitale totale. Mentre l’80% del capitale apparteneva alla società privata. Una clamorosa e palese violazione legale da parte dell’impresa statale!” (Attenti ai furfanti che abusano del potere conferito o usurpato; 19 gennaio 2026).
Tornando alla quinta intervista dell’ex vice primo ministro, trasmessa il 7 settembre scorso dalla stessa televisione non controllata dal primo ministro, che aveva trasmesse anche le altre precedenti interviste, l’ex vice primo ministro, ha continuato a denunciare quello che sta accadendo in Albania. In più però ha anche diffuso registrazioni audio che, a suo dire, svelano un presunto piano illecito riguardante l’uso improprio di fondi pubblici, la depredazione di beni statali, nonché il traffico internazionale di armi. Al centro delle sue accuse figurano le società in cui l’impresa statale KAYO partecipa con solo 20% delle azioni, ma anche l’imprenditore israeliano, “amico” del primo ministro, che si vanta di essere stato incaricato da lui “per svolgere gli affari sporchi”.
Durante la sopracitata intervista del 7 settembre scorso, l’ex vice primo ministro ha rivelato che possiede diverse registrazioni audio autentiche, a lui consegnate da strutture specializzate che non intendeva renderle note. Lui ha informato però che in una registrazione che dura circa tre ore “…la figura centrale è il capo dell’organizzazione”, cioè il primo ministro albanese. Invece in un’altra registrazione in suo possesso si sentono alcune persone parlare e confidarsi tra di loro “…come in un film sulla criminalità organizzata”. L’ex vice primo ministro ha affermato che c’è anche una registrazione che riguarda l’imprenditore israeliano, “amico” del primo ministro, dove si elencano gli scandali milionari in cui lui è coinvolto, sia negli Stati Uniti, che in Africa ed in Albania.
Un clamoroso scandalo è legato alla produzione e all’esportazione delle armi e munizioni prodotte dalle società in cui l’impresa statale KAYO partecipa con solo 20% delle azioni. Dalle registrazioni risulta che quelle società non possono produrre armi e, perciò, neanche esportare in Paesi come l’Ucraina. Una di quelle società, l’Advanced Arms Technology, secondo gli atti ufficiali, risulta avere soltanto due dipendenti: l’amministratrice e l’addetto al magazzino. E proprio questa società, sempre dalle registrazioni in possesso dell’ex vice primo ministro, risulta produrre armi e munizioni ed esportarle nei Paesi come l’Ucraina (Sic!)..
Ma in realtà questa società semplicemente importa armi e munizioni, che poi solo riconfeziona e le esporta come “produzione albanese” in Paesi in conflitto, Ucraina compresa. I Paesi da dove vengono importate le armi e le munizioni sono paesi africani come Sudan e Nigeria. Il “mediatore” ovviamente è l’imprenditore israeliano, “amico” del primo ministro albanese. Bisogna evidenziare che il Sudan è un Paese sanzionato dall’Unione europea. Perciò l’Albania non rispetta gli obblighi come Paese candidato per aderire all’Unione e svolge un traffico internazionale di armi.
Chi scrive queste righe considera che l’intervista rilasciata il 7 settembre scorso dall’ex vice primo ministro dalla Svizzera ha svelato clamorosi scandali ed abusi di potere. E con molta probabilità, dalle sopracitate registrazioni che lui ormai possiede, altri scandali potrebbero essere resi noti nel prossimo futuro. Scandali che coinvolgono direttamente il primo ministro albanese. Però guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! Così scriveva san Matteo nel suo Vangelo.



