Medicina

  • Nuovi dati del Metodo Di Bella

    E’ stato  pubblicato sulla banca dati  biomedica  www.pubmed.gov  lo studio clinico sull’applicazione del Metodo Di Bella negli osteosarcomi. Il dato che emerge è la sopravvivenza a 5 anni degli osteosarcomi metastatici trattati con i protocolli oncologici del 30,5% e dell’ottanta per cento col metodo Di Bella.

    A retrospective observational study on cases of osteosarcomas treated with a multitherapy: The rationale and effectiveness. – Di Bella G, Di Bella L, Borghetto V, Moscato I, Costanzo E., Neuro Endocrinol Lett. 2022 Sep 16;43(3):173-179. Online ahead of print.PMID: 36179729

    Nella pubblicazione sono riportati i meccanismi biomolecolari che rendono particolarmente elevata l’incidenza degli osteosarcomi nell’età scolare e nell’adolescenza. Questi meccanismi spiegano l’aggressività con metastasi prevalentemente polmonari  e le mediane di sopravvivenza particolarmente limitate nell’osteosarcoma metastatico , quasi sistematicamente ad esito infausto. La coincidenza del livello minimo di melatonina nelle fasce di età colpite, in coincidenza col picco massimo dell’ormone della crescita ( GH), particolarmente concentrato nelle stesse zone di accrescimento osseo in cui si sviluppa il tumore , spiega il meccanismo biomolecolare dell’insorgenza del sarcoma e la sua risposta positiva al Metodo Di Bella mediante gli elevati dosaggi di melatonina e della somatostatina inibitore biologico dell’ormone della crescita, il GH. Diversi dei quindici casi metastatici pubblicati, guariti stabilmente da oltre cinque anni, hanno già superato i 10 anni in assenza di malattia.

  • La Commissione lancia un centro di conoscenze per la lotta contro il cancro

    La Commissione ha lanciato il centro di conoscenze sul cancro, la prima azione faro realizzata nell’ambito del piano europeo di lotta contro il cancro. Il centro di conoscenze è una nuova piattaforma online per raccogliere dati e coordinare le azioni contro la prima causa di morte al di sotto dei 65 anni in Europa. Il centro raccoglierà i dati più recenti sul cancro, fornirà orientamenti in materia di assistenza sanitaria e sistemi di garanzia della qualità, monitorerà ed elaborerà le tendenze relative all’incidenza e alla mortalità oncologiche in tutta l’UE. Si tratta inoltre di uno spazio in cui tutti coloro che sono impegnati nella lotta contro il cancro possono condividere le migliori pratiche, collaborare e coordinarsi per sfruttare al meglio le nostre conoscenze collettive e i dati scientifici comprovati.

    Il centro di conoscenze sul cancro è un mediatore di conoscenze indipendente che fornisce un sostegno alle politiche basato sui dati, ampliando nel contempo i sistemi informatici, i gateway, i portali, le piattaforme e le banche dati della Commissione attualmente esistenti sul cancro. Servirà a raccogliere e fornire i dati e le statistiche più recenti sul cancro; monitorare le tendenze oncologiche in modo da poter valutare l’efficacia delle strategie di prevenzione e dei programmi di screening; fornire orientamenti europei per la prevenzione, lo screening, la diagnosi e la cura allo scopo di migliorare i risultati in ambito oncologico e ridurre le disuguaglianze tra le regioni dell’UE, contribuire a definire politiche per la prevenzione del cancro in relazione all’ambiente e a stili di vita sani, compreso il controllo del tabagismo e dell’alcool; individuare le lacune relative alla ricerca o alle politiche; fornire uno spazio di coordinamento per iniziative oncologiche su un’unica piattaforma; contribuire a ridurre le disuguaglianze nella prevenzione e nella cura oncologiche in tutta l’UE.

    La piattaforma ospita un punto di riferimento per l’elaborazione delle politiche in materia di prevenzione, attraverso lo sportello informativo per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie, il sistema europeo d’informazione sul cancrogli orientamenti europei e i sistemi di garanzia della qualità per la prevenzione, lo screening, la diagnosi e la cura oncologici.

    Il Centro di conoscenze è un’iniziativa faro del piano europeo di lotta contro il cancro, priorità fondamentale della Commissione von der Leyen nel settore della salute e colonna portante di una solida Unione europea della salute. Il piano di lotta contro il cancro definisce un nuovo e ambizioso approccio per ridurre l’onere del cancro nell’UE, affrontando la malattia in tutte le sue fasi, dalla prevenzione alla qualità della vita di chi ne è affetto e di chi l’ha sconfitta – e concentrandosi sulle azioni alle quali l’UE può apportare il massimo valore aggiunto. Inoltre, la futura missione sul cancro nell’ambito di Orizzonte Europa costituirà una componente fondamentale degli investimenti dell’UE nel campo della ricerca e dell’innovazione sul cancro, sostenendo numerose azioni chiave del piano di lotta contro il cancro e fornendo nuovi concetti per elaborare soluzioni strategiche innovative a vantaggio dei pazienti.

    Il centro di conoscenze sul cancro contribuirà al successo di queste iniziative attraverso l’individuazione, l’allineamento, la pianificazione e il coordinamento delle azioni scientifiche e tecniche. Ciò consentirà di migliorare la prevenzione, lo screening per la diagnosi precoce, le cure e l’assistenza, in modo che tutti possano vivere in modo più sano e più felice in futuro.

    E’ stato lanciato anche un primo risultato chiave del centro di conoscenze: gli orientamenti europei e il programma di garanzia della qualità per lo screening, la diagnosi e la cura del cancro al seno. Questi orientamenti incentrati sul paziente e basati sui dati offrono ai prestatori di assistenza sanitaria e alle donne indicazioni chiare e indipendenti per un percorso di assistenza sanitaria completo per la più frequente tipologia di cancro nella popolazione femminile. Contribuiranno a ridurre l’incidenza del cancro al seno e ad affrontare disuguaglianze evitabili in termini di incidenza, prevalenza, mortalità e tassi di sopravvivenza tra i paesi dell’UE e al loro interno. Gli orientamenti e i manuali di garanzia della qualità che li accompagnano sono disponibili online sulla pagina del centro di conoscenze e saranno aggiornati man mano che saranno disponibili nuovi dati.

    Saranno gli scienziati del Centro comune di ricerca della Commissione a gestire il centro di conoscenze sul cancro; si trovano nella posizione ideale per farlo, vista la loro esperienza sia nella gestione di altri centri di conoscenza che in ambito oncologico. Sono esperti nel formulare orientamenti per migliorare lo screening, la diagnosi e la cura, consolidare le migliori pratiche per la prevenzione del cancro e sfruttare il potenziale dei dati oncologici per monitorare l’onere del cancro ed effettuare previsioni al riguardo.

    centri di conoscenza della Commissione riuniscono esperti, ricercatori e responsabili politici all’interno e all’esterno della Commissione per definire in modo olistico le questioni strategiche e sviluppare risposte basate sui dati.

    Il centro di conoscenze sul cancro è il 10o centro di conoscenze della Commissione e il 9o che sarà lanciato sotto la guida del Centro comune di ricerca; si aggiunge a quelli già istituiti in materia di biodiversità, bioeconomia, osservazione della Terra, sicurezza alimentare e nutrizionale globale, politiche territoriali, migrazione e demografia, gestione del rischio di catastrofi, frode alimentare e qualità degli alimenti e interpretazione (quest’ultimo è guidato dal servizio di interpretazione della Commissione — DG SCIC).

    Fonte: Commissione europea

  • Venti milioni di italiani perdono i capelli e a Roma nasce il primo Centro europeo per loro

    Tra i 15 e i 20 milioni di italiani, donne e uomini, giovani o più avanti con gli anni, perdono i capelli per patologie del cuoio capelluto, malattie differenti o semplicemente per fattori ereditari. Chi ne soffre – dicono gli specialisti – prova un profondo disagio con ripercussioni negative psicologiche e sociali. Per affrontare in modo sistematico la calvizie di qualsiasi tipo è nato a Roma, primo in Europa, il Centro Integrato Alopecie (Cia) presso l’Istituto dermopatico dell’Immacolata (Idi) Irccs, struttura in grado di gestire in maniera coordinata sotto lo stesso tetto le fasi di diagnosi e terapia di tutte le affezioni del cuoio capelluto. Il Centro, diretto da Gianfranco Schiavone, accoglie fino a 700 pazienti al mese: di cui una ventina al giorno sono giovani tra i 15 e i 22 anni, donne il 20% di questi.

    Secondo i dati dell’Idi, il fenomeno colpisce, diversamente da quanto si creda, circa il 50% del sesso femminile in fasi differenti della vita: con esordio dalla pubertà nei casi più gravi, ma di solito dopo la gravidanza o la menopausa. Per il sesso maschile, a 30 anni la caduta riguarda mediamente il 30% della popolazione, a 50 anni il 50%, a 70 anni l’80%.

    “Il paziente tipo è un ragazzo molto giovane – spiega Schiavone – che comincia a vedere la stempiatura o lo sfoltimento in cima alla testa, molto ansioso per come può evolvere la situazione, specie nel caso in cui i genitori abbiano lo stesso problema. Rispetto al passato, le terapie attuali non rappresentano un rischio poiché non alterano alcun assetto ormonale. Nei casi in cui è necessario, si procede con il trapianto”.

    La nascita del Cia è stata fortemente voluta, anche per superare il vecchio concetto di ambulatorio con visita tricologica, oltre che per garantire ai pazienti un approccio scientifico complessivo e integrato a cui prendono parte specialisti di diversi settori. Come per esempio nel caso delle donne che perdono i capelli a causa dell’ovaio policistico e che vengono seguite contemporaneamente da dermatologi e ginecologi. Non solo: la creazione di un Centro integrato, già punto di riferimento per tutto il Centro-Sud, evita la trafila spesso senza successo presso privati legati a società commerciali che vendono prodotti e trapianti anche di dubbio valore scientifico. Del resto a far comprendere il peso e la diffusione del fenomeno basta guardare alla crescita esponenziale del cosiddetto turismo medico degli ultimi anni in Albania o Turchia per i trapianti di capelli. “A Istanbul, diventata come Rio De Janeiro per la chirurgia estetica degli anni ’80, si spende la metà che da uno specialista privato in Italia – racconta Schiavone – ma ci sono quei rischi legati a possibili complicanze post-operatorie che non vanno trascurati. Se quando si è tornati a casa si presenta un’infezione, la febbre, le croste, difficilmente il paziente riprenderà l’aereo per tornare in Turchia o in Albania. Con tutte le conseguenze del caso”.

    Per combattere la forma più diffusa di calvizie, l’alopecia androgenetica, all’Idi vengono utilizzate tra l’altro le terapie biologiche a base di derivati del plasma nella loro ultima variante il-prf (evoluzione del prp), erogata in ospedale sotto il controllo del Centro trasfusionale secondo le direttive del Centro nazionale sangue. La fotobiomodulazione (low level laser therapy); il microneedling, sia chirurgico che domiciliare tramite derma-pen e derma-stamp associato o meno alla somministrazione di sostanze topiche come alcuni biorivitalizzanti. Contro l’alopecia androgenetica i dermatologi del Cia usano pureil trapianto di cellule staminali dal grasso autologo, una sorta di lipofilling su cui stanno convergendo le ricerche per che richiede un piccolo intervento chirurgico ambulatoriale, nei casi di pazienti resistenti alle altre terapie.

    La rivoluzione nell’assistenza dei pazienti comprende altri due punti: le terapie per le persone trattate con cure oncologiche e il versante estetico. Ossia il trapianto, eseguito in associazione alle terapie biologiche seguendo una nuova metodica chiamata Beht (biologically enhanced hair transplantation). Al Cia i pazienti pagano il ticket e, nel caso di trapianto e trattamenti estetici, la spesa è calmierata rispetto agli studi privati.

  • Ok del Consiglio Stato ai test sui macachi: non ci sono alternative

    La sperimentazione sui macachi non ha alternative. Il progetto Lightup per ridare la vista a migliaia di persone che l’hanno persa e che è stato autorizzato dal ministero della Salute, “non potrebbe essere raggiunto con metodologie effettuate direttamente sull’uomo” né è possibile la sperimentazione “su un numero inferiore di macachi”. Così i giudici del Consiglio di Stato hanno motivato la decisione con cui il 28 gennaio scorso hanno ritenuto la “legittimità” della sperimentazione sui sei macachi prevista dal progetto delle Università di Torino e di Parma.

    La giustizia amministrativa mette così fine alla lunga querelle sulla sperimentazione sui primati. A ottobre dell’anno scorso il Consiglio di Stato aveva sospeso la sperimentazione e disposto una verifica sul progetto affidata all’Istituto di ricerca Irccs ‘Fondazione Bietti per lo studio e ricerca in oftalmologia’ a cui aveva posto più quesiti, a partire dalle domande se il progetto di ricerca fosse perseguibile soltanto mediante sperimentazione sulla specie ‘primati umani’ vivi e se il numero di sei primati fosse il minimo indispensabile. La verifica ha dimostrato – si legge nella sentenza (relatrice la consigliera Giulia Ferrari) della Terza Sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Franco Frattini –  che “la sperimentazione oggetto del progetto rispetta tutti i requisiti per essere autorizzata”. Per questo “non può e non deve essere annullata solo perché non esterna congruamente le ragioni per cui il progetto è assentibile, una volta dimostrato, come è stato dimostrato, che è effettivamente autorizzabile”.

    Soddisfazione è stata manifestata da parte dei due atenei che auspicano “ora il miglior successo della ricerca a beneficio del progresso delle conoscenze e della salute dei pazienti”, mentre la Lav ha parlato di “speranze di salvezza svanite per gli animali”. E ha annunciato nuove battaglie.

    Il progetto era stato sospeso dal Consiglio di Stato nel gennaio 2020, poi a maggio il Tar aveva respinto i ricorsi degli animalisti dando di nuovo via libera alle sperimentazioni. Il 28 gennaio scorso, in udienza collegiale, i giudici amministrativi avevano dato via libera alla sperimentazione.

    Dunque, la sentenza sancisce definitivamente la legittimità dell’autorizzazione del ministero della Salute e che “tutto è stato fatto nel rispetto delle normative e degli obiettivi di una sperimentazione che è giudicata di grande interesse a livello europeo”, aveva commentato in ottobre Research4Life, piattaforma che rappresenta il meglio della ricerca scientifica italiana.

  • Piano europeo di lotta contro il cancro: un nuovo approccio dell’UE in materia di prevenzione, trattamento e assistenza

    Alla vigilia della giornata mondiale contro il cancro, che si celebra il 4 febbraio, la Commissione europea ha presentato il piano europeo di lotta contro il cancro, priorità fondamentale della Commissione von der Leyen nel settore della salute e colonna portante di una solida Unione europea della salute. Muovendo da nuove tecnologie, ricerca e innovazione, il piano definisce il nuovo approccio dell’UE in materia di prevenzione, trattamento e assistenza, affrontando la malattia in tutte le sue fasi – dalla prevenzione alla qualità della vita di chi ne è affetto e di chi l’ha sconfitta – e concentrandosi sulle azioni alle quali l’UE può apportare il massimo valore aggiunto.

    Il piano europeo di lotta contro il cancro sarà sostenuto da azioni in vari settori strategici, dall’occupazione all’istruzione fino alla politica sociale e all’uguaglianza, passando per commercio, agricoltura, energia, ambiente, clima, trasporti, politica di coesione e fiscalità.

    Il piano si articola in quattro aree d’intervento fondamentali, nelle quali sono previste 10 iniziative faro e numerose azioni di supporto. Per realizzarle saranno attivati tutti gli strumenti di finanziamento della Commissione, con uno stanziamento complessivo di 4 miliardi di € destinati ad azioni di lotta contro il cancro in provenienza dal programma EU4Health, da Orizzonte Europa e dal programma Europa digitale, solo per citarne alcuni.

    1.Prevenzione, attraverso azioni finalizzate ad arginare i principali fattori di rischio, ad esempio il tabagismo (affinché entro il 2040 la percentuale di popolazione che fa uso di tabacco sia inferiore al 5 %), il consumo nocivo di alcol, l’inquinamento ambientale e le sostanze pericolose. La campagna “HealthyLifestyle4All” promuoverà inoltre l’alimentazione sana e l’attività fisica. Per prevenire i tumori causati da infezioni, il piano punta a vaccinare almeno il 90 % della popolazione bersaglio di ragazze nell’UE e ad aumentare considerevolmente la copertura vaccinale dei ragazzi entro il 2030.

    2.Individuazione precoce, migliorando l’accesso alla diagnostica e la sua qualità e appoggiando gli Stati membri di modo che entro il 2025 il 90 % della popolazione dell’UE che soddisfa i requisiti per lo screening del tumore al seno, del tumore del collo dell’utero e del tumore del colon-retto abbia la possibilità di sottoporvisi. A tal fine sarà proposto un nuovo programma di screening sostenuto dall’UE.

    3.Diagnosi e trattamento, mediante azioni volte a offrire una migliore assistenza integrata e completa e a correggere le disparità di accesso a cure e medicinali di alta qualità. Di qui al 2030 il 90 % degli aventi diritto dovrebbe avere accesso a centri nazionali integrati di cancerologia facenti parte di una rete UE. Entro la fine del 2021 sarà inoltre varata una nuova iniziativa di diagnosi e trattamento del cancro per tutti allo scopo di migliorare l’accesso a diagnosi e trattamenti innovativi, mentre un’iniziativa europea per comprendere il cancro (UNCAN.eu) aiuterà a individuare le persone ad alto rischio di sviluppare tumori comuni.

    4.Miglioramento della qualità della vita dei malati di cancro e dei sopravvissuti, compresi gli aspetti di riabilitazione e di possibile recidiva o metastasi, e misure per facilitare l’integrazione sociale e il reinserimento lavorativo. Sarà avviata un’iniziativa a favore di una vita migliore per i malati di cancro incentrata sull’assistenza durante il follow-up.

    Per promuovere le nuove tecnologie, la ricerca e l’innovazione sarà inoltre creato un centro di conoscenze sul cancro, che aiuterà a coordinare le iniziative scientifiche e tecniche a livello dell’UE. Sarà varata un’iniziativa europea sulla diagnostica per immagini (imaging) dei tumori, tesa a sostenere lo sviluppo di strumenti computerizzati in grado di far progredire la medicina personalizzata e le soluzioni innovative.

    Particolare attenzione sarà rivolta ai più piccoli nell’ambito di un’iniziativa per aiutare i bambini affetti da cancro, allo scopo di garantire che abbiano accesso a un’individuazione, una diagnosi, un trattamento e un’assistenza rapidi e ottimali. Per individuare tendenze, disparità e disuguaglianze tra Stati membri e regioni sarà infine istituito nel 2021 un registro delle disuguaglianze.

  • L’antiscienza secondo i mainstream

    Riceviamo e pubblichiamo l’articolo di replica del Dott. Giuseppe Di Bella al Corriere sella Sera e all’On. Rosy Bindi

    Il 12 gennaio il Corriere della Sera ha pubblicato: “Dalle cure miracolose ai no-vax, ecco quando e come nasce l’antiscienza in Italia (con la foto del Prof. Di Bella per non lasciare dubbi) … Ossi di Seppia, la serie “saggistica” prodotta da 42°Parallelo per RaiPlay, dedica la prima puntata online dal 12 gennaio a questo tema. “”… abbiamo chiesto a Rosy Bindi, il ministro pro tempore della salute, di riavvolgere il nastro della sua memoria”” spiega Mauro Parissone, ideatore della serie”.

    Nella trasmissione viene capovolta la realtà ovviamente senza contraddittorio, secondo una prassi consolidata della TV di regime. Non furono partiti o singoli parlamentari come l’On Storace cui fa riferimento l’intervista, a promuovere manifestazioni, ma già nel 1996, gli esiti positivi del MDB, avevano creato un crescente interesse da parte della pubblica opinione, e una progressiva ostilità da parte delle multinazionali del farmaco e dei circoli di potere politici, accademici, finanziari e degli apparati sanitari collegati. Si arrivò a ripetute manifestazioni di piazza per ottenere l’erogazione del MDB. Quando il MDB era all’ordine del giorno e gli organi d’informazione avevano riportato numerose testimonianze dirette di molti casi di guarigione con MDB, le forze politiche presero una decisa posizione, le sinistre si schierarono a favore delle multinazionali e dei circoli di potere accademico finanziari e degli apparati sanitari collegati, le destre a favore della libertà di cura e di valori etici e sociali.

    Questi mainstream si arrogano il diritto di giudicare, senza produrre alcuna prova, documentazione, riscontro, alle loro offensive dichiarazioni sul Prof. Luigi Di Bella. Sono perfettamente consapevoli di potere offendere, disinformare, senza alcun rischio di denunce, avendo sperimentato innumerevoli volte l’immunità e impunità quando si tratta del vilipendio del Prof Di Bella e dei figli. Denunce e querele sono regolarmente, e senza eccezioni, archiviate, al punto che io e mio fratello ormai non presentiamo più denunce consapevoli della loro totale e sperimentata inutilità. Nel 1998 i giornaloni di regime pubblicarono su di me ogni tipo di falsità: debiti per gioco d’azzardo, visite a cifre astronomiche ecc. Feci querela, dopo innumerevoli rinvii, l’avvocato di un noto imprenditore, proprietario di un giornalone e di una casa editrice e azionista di parecchie importanti aziende e testate giornalistiche, dopo l’ennesimo rinvio, venne da me ridendo con atteggiamento canzonatorio dicendo: ma veramente lei vuole mettersi contro …. ma non sa chi è?
    La diffamazione continuata e aggravante del Prof Di Bella da parte di questa pseudodemocrazia è iniziata nel dicembre del ’97, col comunicato stampa del ministro pro tempore Rosy Bindi, riportato nella pagina del sito www.metododibella.org Sulla sperimentazione-truffa del Metodo di Bella: la verità – Metodo di Bella – Sito Ufficiale alla sezione Dossier 1: La Sperimentazione MDB: ragioni reali per cui si giunse alla sperimentazione. Il 23/12/97 il comunicato stampa N° 267 del Ministero della Sanità, firmato dal Ministro Rosy Bindi e massime autorità sanitarie istituzionali, recitava: “Considerata l’esistenza del cosiddetto Metodo Di Bella per il trattamento di varie patologie oncologiche, considerati i pareri che su detto metodo sono stati resi dalla Commissione oncologica nazionale nei dati 5 febbraio 1996, dalla commissione unica del farmaco nei dati 8 gennaio 1997, nonché il comunicato del Comitato di Presidenza del Consiglio superiore di sanità nei dati 16 luglio 1997 e il parere dell’assemblea generale del Consiglio stesso nei dati 19 dicembre 1997.
    Rilevato che tutti gli organismi suddetti è stato affermata la mancanza di fondamento scientifico documentato del metodo Di Bella e quindi l’insuscettibilità del medesimo all’impiego sistematico negli ammalati di tutti i tipi di tumore…
    Risponde a verità quanto affermato in tono perentorio, sprezzante, intimidatorio, dalle massime autorità e commissioni sanitarie italiane? E’ proprio vero che la letteratura medico scientifica mondiale, alla fine del 1997, non comprendesse alcun fondamento scientifico che comprovasse l’azione antitumorale dei farmaci componenti del MDB?
    Non vi erano pertanto pubblicazioni relative all’azione antitumorale di questi farmaci?
    Una ricerca eseguita il 23/12/97 sulla massima banca dati biomedica www.pubmed.gov (è possibile oggi effettuare una ricerca retrograda inserendo la data) sui singoli farmaci componenti del MDB, incrociando i farmaci con la parola “Cancro”, e limitando la ricerca agli studi eseguiti sull’uomo, ha evidenziato settemilaquaranta (7040) pubblicazioni sulle  proprietà antitumorali dei componenti del  MDB, confermando chiaramente anche la razionalità e scientificità della multiterapia oncologica MDB.
    Melatonina:318
    Retinoidi:1582
    Vitamina E: 819
    Bromocriptina:1504
    Somatostatina:2817
    Totale:7040

    Queste 7040 pubblicazioni per il Ministero della Sanità e le massime autorità e Commissioni Sanitarie nazionali, evidentemente, significavano: Mancanza di fondamento scientifico documentato del metodo Di Bella e quindi l’insuscettibilità del medesimo all’impiego sistematico negli ammalati di tutti i tipi di tumore…”
    A due mesi dal comunicato stampa ministeriale, nel febbraio 1998, il Premio Nobel Andrea Schally pubblicava su www.pubmed.gov, nella rivista “Proc Soc. Exp Biol Med. 1998 Feb;217(2):143-52. Mechanisms of antineoplastic action of somatostatin analogs” Meccanismi di azione antineoplastica della somatostatina e analoghi “La pubblicazione inizia con l’affermazione ““impressive antineoplastic activity of somatostatin analogs has been demonstrated in many tumor models“. impressionante effetto antitumorale della somatostatina in molti tumori”.- Continua:” Nell’ultimo decennio, l’impressionante attività antineoplastica degli analoghi della somatostatina è stata dimostrata in molti modelli tumorali“.
    Nei 10 anni precedenti (pertanto a partire dal 1988) la somatostatina e gli analoghi avevano già dimostrato un’impressionante attività antitumorale in molte varietà tumorali, pertanto, nove anni prima della comunicato stampa, era già noto e documentato l’effetto antitumorale di quella somatostatina di cui tutte le autorità istituzionali sanitarie e il ministro nel dicembre 1997, avevano dichiarato la “mancanza di fondamento scientifico” rinnegando nuovamente questa evidenza scientifica a conclusione della sperimentazione del 1998. La pubblicazione del Prof Schally è giunta 20 anni dopo quelle del Prof Di Bella, presentate anche come relazioni a congressi mondiali, link: Pubblicazioni Scientifiche del Prof. Luigi Di Bella – Metodo di Bella – Sito Ufficiale
    Perspectives in pineal functions (1978),
    Somatostatin in cancer therapy (1981)
    Oggi nell’allegato sui componenti MDB, reperibile alla sezione comunicazioni nella prima pagina del sito www.metododibella.org, si può evidenziare l’espansione esponenziale dell’interesse della ricerca e delle pubblicazioni a conferma della proprietà antitumorali antinfettive, e immunomodulanti dei singoli componenti del MDB. Per questo, col problema Covid, per il documentato potenziamento immunitario e antinfettivo il MDB è oggi la terapia antitumorale di scelta. Le pubblicazioni del Nobel Schally sul deciso effetto antitumorale della somatostatina, componente fondamentale del MDB, oggi sono 107, verificabili da chiunque digitando:-Schally Somatostatin in cancer therapy – Risultati ricerca – PubMed (nih.gov), e  le pubblicazioni sulla somatostatina sono 34.477, reperibili digitando:-somatostatina – Risultati ricerca – PubMed (nih.gov).Digitando sulle 2 massime banche dati medico scientifiche  https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=Giuseppe+Di+Bella https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe_Di_Bella2

    si evidenziano 40 pubblicazioni che documentano in oltre un migliaio di pazienti oncologici curati con MDB, mediane di sopravvivenza e qualità di vita ampiamente superiori ai migliori risultati ufficiali ottenuti dell’oncologia nelle varietà tumorali e stadi, reperibili nel National Cancer Institute, massima banca dati clinica oncologica Clinical Trials Information for Patients and Caregivers – Istituto Nazionale Tumori.
    Queste evidenze scientifiche, ufficiali, documentate, incontestabili e verificabili, per il Corriere della Sera, la TV di stato e il Ministro della salute pro tempore, l’On Rosy Bindi, sono : “… cure miracolose … e antiscienza

  • Il SSN e l’aberrante eugenetica applicata a valle del ciclo vitale

    Nel nuovo piano pandemico che sta per essere elaborato viene prevista la possibilità di scegliere chi si debba curare nel caso in cui la disponibilità di farmaci e di strutture sanitarie non sia sufficiente: in altre parole una scelta in rapporto ad una potenziale possibilità di risposta alle cure o, peggio, alle aspettativa di vita del paziente.

    Viene attribuita, in sostanza, la possibilità ad un medico di scegliere in situazioni di estrema urgenza della vita e della morte di persone in estrema difficoltà in quanto pazienti che legittimamente sperano e si aspettano di venire curati e magari guariti. Una facoltà che nessuno al mondo dovrebbe avere la possibilità di esercitare, anche se in condizioni estreme, tantomeno nei confronti di persone in difficoltà come nel caso di un paziente ospedaliero.

    Un sistema sanitario nazionale, all’interno del quale venga inserito un piano pandemico, deve fin dall’inizio dimostrare nelle proprie linee guida di possedere come obiettivo da perseguire la salvaguardia di ogni vita indipendentemente dall’età, dal sesso, dalla nazionalità o dal colore della pelle.

    In questo contesto apprendo con vivo disgusto che le Primule volute dal governo e “create” dall’architetto Boeri costeranno allo Stato 200.000 euro l’una: essendo queste 1.500 l’esborso finale sarà di 300 milioni (https://www.ilpattosociale.it/attualita/le-1-500-primule-il-fiore-del-delirio-italico/).

    Con il diverso utilizzo di queste risorse si potrebbe approntare, invece, un piano pandemico che abbia come obiettivo strategico quello di cercare con ogni mezzo di salvare TUTTE le persone e non di selezionare, al contrario, chi debba vivere e chi morire.

    Il piano pandemico in via di definizione assieme alle narcisistiche Primule dell’architetto Boeri dimostrano quindi quanto possa risultare miserabile l’attuale classe politica e dirigente che dovrebbe ideare e realizzare progetti finalizzati alla salute pubblica e perciò alla vita di tutti i pazienti indipendentemente dal fatto che questi abbiano di fronte a sé un arco temporale ampio o di soli pochi giorni. Solo delle persone umanamente miserabili ed eticamente prive di ogni principio possono dilapidare risorse per una egocentrica manifestazione della propria creatività sottraendole ad un sistema sanitario che in questo modo fa proprio il principio della eugenetica a valle del ciclo della vita umana. Solo Dio, per chi crede, o l’incedere naturale possono determinare il fluire della vita verso l’inevitabile morte. Nel caso in cui, invece, si preveda all’interno di un piano pandemico di assegnare al personale medico il potere oggi di decidere a chi somministrare le cure in rapporto a fattori soggettivi, cioè indicati e formulati da soggetti che utilizzano parametri opinabili, verrebbe meno la stessa definizione di Sistema Sanitario Nazionale. Questo, infatti, assumerebbe le caratteristiche di un sistema, di spartana origine, di selezione della specie eugenetica a valle del ciclo della vita.

    Questa vergognosa selezione dei pazienti a carico del personale medico in previsione oggi un domani potrà venire assegnata magari ad un magistrato o ad un politico in virtù di una suprema ragione di Stato.

    Questo piano pandemico, nelle sue linee guida, non rappresenta altro se non una indegna forma di Stato etico il quale decide a seconda di parametri soggettivi, nello specifico di disponibilità di letti o medicinali, chi sia considerato degno di vivere o chi invece venga destinato alla morte.

    In futuro magari questa selezione potrà avvenire in rapporto ad altri parametri economici ed etici a seconda della convenienza sempre di chi “opera in nome dello Stato”.

    In altre parole lo Stato etico verso il quale la classe politica attuale intende condurci rappresenta solo la versione aggiornata della sintesi malsana di una dottrina nazicomunista in virtù della quale le ragioni di Stato, qualsiasi esse siano, hanno sempre la prevalenza sulle legittime aspettative democratiche dei singoli cittadini.

    Lo stato etico così si crede Dio.

  • Il progresso nella terapia del cancro è legato solo alla libertà della ricerca

    Riceviamo e pubblichiamo un articolo del Dott. Giuseppe Di Bella, figlio del Prof. Luigi Di Bella, ideatore dell’omonimo metodo per le cure anti tumorali.  

    Il progresso nella terapia del cancro è indissolubilmente legato alla libertà e indipendenza della ricerca scientifica. Oggi il dato, non mediatico, ma reale della capacità degli attuali protocolli oncologici di curare il cancro è sintetizzato in questa nota del Quotidiano Sanità Scienza e Farmaci: “In un follow-up a 7 anni è documentato che il 33% di ammalati neoplastici muore per disturbi cardiaci causati da terapie mediche oncologiche e il 51% per progressione del tumore”.

    Terapia cancro e 7 anni di sopravvivenza

    Pertanto oggi solo il 16% di ammalati oncologici raggiungono il settimo anno di sopravvivenza. Le cause di questo fallimento sono documentate in pubblicazioni nella maggiore banca dati biomedica www.pubmed.gov e riportate nella rassegna allegata di diapositive del sito metododibella.org alla sezione Novità e Comunicazioni. Autorevoli ricercatori spiegano che un fallimento di questa portata, nascosto dai mainstream con continui altisonanti annunci di spettacolari quanto fantomatici progressi, dipende dalla sponsorizzazione della ricerca finalizzata all’incremento dei fatturati.

    Il dottor Ralph Moss nel noto volume Questioning Chemotherapy: “Le industrie farmaceutiche formano una sorta di establishment del cancro, che controlla l’orientamento della prevenzione, della diagnosi e della terapia del cancro. A livello globale, tutta la legislazione sanitaria tende ad accentrare il potere in poche mani e ad accrescere il conservatorismo in medicina per salvaguardare il profitto”.

    Altri medici prestigiosi cercano la verità

    Il dottor Richard Horton, caporedattore del Lancet, prestigiosa rivista scientifica “Moltissime delle ricerche pubblicate sono, nella migliore delle ipotesi, inaffidabili, se non completamente false… Gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può essere dichiarata semplicemente falsa. La scienza ha preso una direzione verso il buio”.

    La Prof. Marcia Angell, già caporedattore della nota rivista New England Medical Journal: “Semplicemente, non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata, o fare affidamento sul giudizio di medici fidati o linee guida mediche autorevoli”.

    Randy Schekman (Nobel per la medicina): “La scienza è a rischio: non è più affidabile perché in mano a una casta chiusa e tutt’altro che indipendente. Almeno il 50% dei dati scientifici è corrotto, la ricerca è in mano a una cerchia ristretta (la cosiddetta Comunità scientifica) che può influenzare le scelte di governi e istituzioni e ha la possibilità di orientare gli studi in un senso “conveniente” al potere. I ricercatori sono disposti a tutto, anche a modificare i risultati dei loro lavori, pur di ottenere una pubblicazione”.

    I medici che vogliono una ricerca libera e indipendente

    La denuncia di Schekman era stata preceduta da quella di un autorevolissimo scienziato, Peter Higgs, notissimo teorizzatore del bosone di Higgs, che aveva denunciato il sistema delle pubblicazioni scientifiche. Premi Nobel e caporedattori delle massime testate mediche, autorità scientifiche mondiali non diffondono fake news, ma sono le rare, forse ultime, voci che all’onestà intellettuale associano rilevanti meriti scientifici. Se la dichiarazione di Schekman rilasciata nel giorno stesso in cui ha ricevuto il Nobel e quindi di massima visibilità, è clamorosa, altrettanto clamoroso è il silenzio in cui è caduta a conferma dell’estrema gravità del momento che viviamo.

    La ricerca medico scientifica non è libera, indipendente, ma nella quasi totalità dei casi asservita e sponsorizzata dalle multinazionali. La ricerca libera, unicamente finalizzata alla ricerca della Verità, unica Via che porta alla Vita è contrastata con ogni mezzo. La censura della ricerca indipendente rappresenta l’aspetto eticamente e scientificamente più grave di questa dittatura globale camuffata da democrazia. Il sovvertimento delle basi logiche del ragionamento medico scientifico, la mancata valutazione, considerazione e valorizzazione della realtà, della verità, di casi clinici felicemente risolti per innovative e positive esperienze terapeutiche del MDB, è una costante di questa dittatura terapeutica, di questo capitalismo farmaceutico esasperato, senza limiti dignità e regole.

    I circoli di potere e i trials truccati

    I circoli di potere hanno sostituito il dato di fatto evidente, documentato e incontestabile, con funambolismi statistici finalizzati alla costruzione di esiti preconfezionali di trials clinici truccati, poi regolarmente registrati e lautamente retribuiti. Se consideriamo la manipolazione e l’asservimento della ricerca medica e delle linee terapeutiche al profitto, denunciati dalle personalità citate, comprendiamo i gravi limiti dei protocolli oncologici.

    Come ho evidenziato nella mia recente pubblicazione sulla prevenzione dei tumori “La scelta antitumore, prevenzione farmacologica e stile di vita”, l’asservimento della ricerca è stato preceduto dal condizionamento e inquinamento delle coscienze, che si può tanto più facilmente realizzare quanto più un’opinione pubblica è rassegnata, inerte, distratta, incolta, ininfluente, disattenta, e pertanto plagiabile dai centri di potere che possono irretirla e asservirla ai propri interessi.

    Oggi si sta gradualmente affermando una nuova scuola di pensiero, un paradigma di ricerca libero, indipendente, un metodo multi-terapico biologico basato sui concetti scientifici razionali, logici, fisiologici etici, postulati e attuati dal Prof Di Bella. E’ urgente sostituire i fallimentari paradigmi sponsorizzati con una ricerca indipendente come quella condotta dalla Fondazione Di Bella, i cui risultati sono pubblicati sulle maggiori banche dati biomediche ufficiali reperibili sul sito.

    La logica del MDB e la terapia anti cancro

    Questa ricerca libera, indipendente, non condizionata dalla logica del fatturato, è sostenuta unicamente da contributi volontari di quanti hanno compreso la logica del MDB, o lo hanno applicato verificandone l’efficacia. Gli attuali paradigmi di ricerca vanno radicalmente rivisti perché è ormai evidente e documentato che l’applicazione degli attuali trials clinici ad una multiterapia oncologica comporterebbe tempi incredibilmente lunghi.

    Sperimentare terapie su pazienti pretrattati in condizioni critiche è privo di senso. I farmaci prodotti da diverse ditte comporterebbero scarsi fatturati per ognuna. Prodotti biologici (melatonina, retinoidi, etc) danno una minima fonte di guadagno. Il medico che prescrive al di fuori dei protocolli istituzionali è intimidito, indifeso. La ricerca indipendente difficilmente è approvata dai comitati etici.

    I progetti di ricerca della Fondazione Di Bella perseguono questi obiettivi strategici:

    1) Contrasto dei meccanismi di crescita tumorale mediante gli inibitori dell’ormone della crescita e pertanto dei fattori di crescita tumorale GH-dipendenti, e della Prolattina (PRL).

    2) Contrasto della mutabilità del fenotipo neoplastico mediante molecole differenzianti. Le Elites strumentalizzano anche la pandemia del Cov 19 per imporre scelte politiche e terapeutiche conformi ai loro interessi. Per questo hanno delegittimato ricercatori e clinici come il Nobel Prof. Montagnier e i Prof. Tarro e De Donno, censurato il Lisozima potente​ immunomodulante e antivirale biologico totalmente privo di tossicità.

    Terapia cancro e il vaccino anti Covid

    Sono arrivati al punto da fare pubblicare su una prestigiosa rivista come Lancet un clamoroso falso, immediatamente ritirato per togliere di mezzo l’altro concorrente del vaccino, l’ utilissima Clorochina. L’Unione Europea ha promosso la pop star Miley Cyrus a Testimonial per la raccolta di fondi destinati alla “Global Goal: Unite for Our Future”, finalizzati alla produzione del vaccino anti Covid 19. La scelta dello sponsor da parte della U.E. è perfettamente coerente con la sua intima essenza, natura e finalità. Buon vaccino a tutti.

    Giuseppe Di Bella, figlio del Prof. Luigi Di Bella e promotore della terapia anti cancro MDB

    Terapia Di Bella: “Contro la prova dei fatti niente potrà sconfiggerla”

    Prevenzione Covid-19, Dott. Di Bella: aggiornamenti su terapia antinfettiva

    Giuseppe Di Bella

     

  • La farmacopea o medicina tradizionale cinese e gli animali

    Proponiamo di seguito un articolo del dott. Giovanni Bellani, zoologo e museologo, pubblicato su Rivista Natura (www.rivistanatura.com) il 10 maggio 2020

    La farmacopea cinese ha una tradizione millenaria (più di 2500 anni) ed è assai radicata nella cultura popolare. Non sarà quindi facile per il governo cinese introdurre cambiamenti nell’uso di alcuni rimedi naturali di origine animale molto usati e apprezzati da un numero enorme di cinesi, specialmente delle classi meno abbienti.

    Per questo tipo di medicina vengono utilizzate molte specie di animali selvatici come la tigre, l’orso tibetano, il leopardo nebuloso, alcune rare specie di piccoli felidi, rinoceronti, cervi, scimmie, pangolini (per le scaglie), topi, tartarughe, serpenti, lucertole, squali e tanti altri.

    Molte volte la medicina ufficiale ha dimostrato scientificamente l’infondatezza e la non veridicità dei benefici di queste sostanze estratte dagli animali, come per esempio l’efficacia di un rimedio antitumorale ricavato dalle pinne di squalo, ecc…

    Nonostante ciò, la tigre  è vista come una farmacia ambulante (vedi tabella) e, infatti, la tigre cinese è praticamente estinta allo stato selvaggio, ridotta a circa 25 esemplari, e le altre tigri sono classificate in via di estinzione in ogni altro Paese asiatico; per questo ormai in Cina sono presenti alcune fattorie in cui si allevano tigri allo scopo di macellarle.

    Una delle cause principali (per il 90% negli ultimi 40 anni) che ha ridotto tutte e cinque le specie di rinoceronti sull’orlo dell’estinzione è la caccia, alla quale sono stati sottoposti questi pachidermi per impadronirsi dei loro corni, venduti sui mercati orientali a peso d’oro e utilizzati nelle farmacie per curare l’impotenza maschile o come afrodisiaco.

    Inoltre, il lockdown istituito per l’attuale pandemia in alcuni Paesi africani e la chiusura dei parchi ai turisti stanno lasciando libero spazio ai bracconieri, che in questi mesi hanno incrementato le uccisioni di rinoceronti.

    Anche gli orsi neri tibetani o orsi della luna (Ursus Selenarctos thibetanus) vengono allevati in fattorie in condizioni spaventose, con un catetere perennemente inserito nella cistifellea, attraverso il quale viene raccolta la bile, utilizzata per curare alcune malattie (perfettamente guaribili con altre sostanze farmaceutiche assai più efficaci).

    Nonostante 18 provincie cinesi si siano dichiarate contrarie a questa attività, pare siano ancora 250 le cosiddette “fattorie della bile” presenti sul territorio cinese (altre ce ne sono, pare, in Vietnam, anche se in questo Paese sono state dichiarate illegali già dal 1999…).

    Le tigri, farmacie viventi:

    • Artigli di tigre: usati come sedativo per l’insonnia
    • Denti: usati per curare la febbre
    • Grasso: usato per trattare la lebbra e i reumatismi
    • Pelle del naso: utilizzata per il trattamento di ferite superficiali come i morsi
    • Ossa di tigre: usato come farmaco anti-infiammatorio per il trattamento di reumatismi e artrite, debolezza generale, mal di testa, rigidità o paralisi nella parte bassa della schiena e delle gambe e dissenteria; si fa anche un vino ottenuto macerando le ossa in un liquore di riso.
    • Bulbi oculari: usati per trattare l’epilessia e la malaria
    • Coda: usata per trattare le malattie della pelle
    • Bile: usata per trattare le convulsioni nei bambini associati a meningite
    • Baffi: usati per curare il mal di denti
    • Cervello: usato per trattare la pigrizia e i brufoli
    • Pene: usato in pozioni d’amore come la zuppa di tigre, considerata un  afrodisiaco
    • Deiezioni o feci: usate per trattare bolle, emorroidi e curare l’alcolismo
  • Dare vita ad una nuova società

    Finirà, prima o poi finirà come sono finite tutte le grandi pestilenze, le migliaia di guerre e le tante catastrofi naturali o causate dall’uomo. Finirà e lascerà sul campo molti morti e feriti, sofferenze che avranno segnato famiglie e comunità, disastri economici grandi e piccoli e, speriamo, forse la capacità di capire la drastica lezione: la globalizzazione non guidata, la convivenza tra progresso ed arcaiche situazioni di igiene ed alimentazione, la corsa forsennata all’espansione di mercati e di aree di influenza devono essere riviste. Chi di noi si sveglierà nel primo giorno dopo il coronavirus dovrà ripensare il proprio modello di vita chiedendosi se chi governa, specie le grandi potenze, sarà in grado di capire e di cambiare. Saremo più poveri, saremo soprattutto più consapevoli delle nostra fragilità umana, noi così potenti da arrivare a Marte non siamo stati in grado prima di ammettere la presenza di una nuova peste e poi di mettere in atto misure adeguate di protezione perché per le leggi del mercato era più importante continuare negli scambi tra paesi che pensare alla salute pubblica.

    Masturbazioni intellettuali e non sufficiente preparazione tecnica e scientifica sono state di supporto a sbagliati interessi economici dalla Cina all’Europa, al resto del mondo. Grandi potenze, come gli Stati Uniti, si sono trovate a fare i conti con un servizio sanitario inadeguato, basato praticamente solo sul privato mentre decine di milioni di cittadini non sono in grado di pagarsi l’assicurazione sanitaria. La Cina, che ha già conquistato così tanti porti del Mediterraneo e del nord Europa, che di fatto ha colonizzato metà Africa e comperato gran parte del debito pubblico americano, deve e dovrà fare i conti non solo col benessere diffuso che aveva promesso e non potrà mantenere ma con le usanze alimentari di tanta parte della popolazione abituata a mangiare cani, gatti ed animali selvatici non controllati.

    Da dove arriva il virus? Sembra ancora un mistero individuare la causa scatenante ma certo la causa principale, sia che il virus derivi da carni contaminate, da ricerche di laboratorio o dall’ambiente, dalla natura stessa, è stata la gestione innaturale del progresso, l’aver anteposto l’interesse di alcuni a quello di tutti. In un mondo con le frontiere aperte dove gli scambi commerciali sono stati il primo interesse, senza tener conto se gli stessi annientavano tante peculiarità e realtà locali, aumentando troppo spesso l’illegalità e la contraffazione, dovremo ridisegnare regole, comportamenti, sanzioni sia come Unione Europea che come Organizzazione mondiale del commercio.

    Intanto tutti, a partire da chi rappresenta le istituzioni e fa comunicazione, siamo chiamati ad un maggior senso di responsabilità, verso noi stessi, nessuno è immune, e verso i nostri concittadini cominciando da subito a immaginare la nuova società alla quale dovremo dare vita.

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