memoria

  • Leggere per non dimenticare: la selezione 2026 di Megliounlibro per interpretare il presente e costruire la pace attraverso la storia

    In questi giorni in cui si commemora la Giornata della Memoria e in un periodo storico segnato da tensioni internazionali la non profit di Megliounlibro invita tutti a ricordare e riflettere secondo la missione che le è propria: la conoscenza della Storia come strada maestra per raggiungere la pace. E per questo la redazione ha selezionato 12 “perle” letterarie di recente pubblicazione. Si tratta di testi capaci di parlare al cuore e all’intelligenza, offrendo una prospettiva alta e rigorosa sulle tre grandi ricorrenze della Memoria civile: il 27 gennaio (Shoah), il 10 febbraio (Ricordo dell’Esodo giuliano-dalmata) e il 24 aprile (Genocidio Armeno). Una guida alla lettura per tutte le generazioni

    La selezione 2026 di Megliounlibro è pensata per offrire strumenti critici a diverse fasce di pubblico, con un’attenzione particolare al valore estetico e formativo delle opere: 7 titoli per adulti e giovani (saggi e romanzi per approfondire le vicende storiche con consapevolezza e spirito critico) e 5 titoli per bambini e ragazzi (opere delicate e profonde, selezionate per raccontare la realtà alle nuove generazioni, senza retorica). Buona lettura e, soprattutto, impariamo a ricordare!

  • Dichiarazione della Presidente von der Leyen in vista della Giornata internazionale della Memoria dell’Olocausto

    In vista della Giornata internazionale della Memoria dell’Olocausto, la Presidente von der Leyen ha rilasciato la seguente dichiarazione:

    Domani ricorre l’81° anniversario della liberazione del campo di concentramento e di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau. Ricordiamo e rendiamo omaggio ai sei milioni di donne, uomini e bambini ebrei assassinati nell’Olocausto, così come a tutte le altre vittime innocenti del regime nazista. Le loro vite sono state brutalmente spezzate da un’ideologia dell’odio, ma la loro memoria continuerà a vivere come testimonianza morale per l’umanità e come monito permanente.

    Tre generazioni dopo la Shoah, la memoria dell’Olocausto è più importante che mai. La distorsione dell’Olocausto viene utilizzata per dividerci, relativizzare i crimini e alimentare l’antisemitismo. Sia chiaro: nulla può mai giustificare la distorsione, la minimizzazione o la strumentalizzazione di uno dei capitoli più oscuri della storia europea.

    Abbiamo assistito a un aumento degli atti antisemiti in tutta Europa, che costringe molti ebrei a nascondere la propria identità e a vivere nella paura. Questo è inaccettabile. Non c’è posto né giustificazione per l’antisemitismo.

    Siamo al fianco delle nostre comunità ebraiche europee. La vita ebraica in Europa deve poter prosperare, non nascondersi. L’Europa deve essere un luogo sicuro per gli ebrei e per le persone di tutte le fedi. Continuiamo ad attuare la Strategia dell’UE per combattere l’antisemitismo e promuovere la vita ebraica, insieme a tutti gli Stati membri. Per contrastare l’antisemitismo online, stiamo sviluppando una rete di segnalatori attendibili. Lavoriamo per prevenire la radicalizzazione, garantire la protezione dei gruppi vulnerabili online e rafforzare le misure di sicurezza per proteggere gli spazi pubblici e i luoghi di culto dagli attacchi.

    Stiamo ora giungendo alla fine della cosiddetta “era dei testimoni”. Con la scomparsa degli ultimi sopravvissuti, la nostra responsabilità cresce. Dobbiamo trovare nuovi modi per ricordare le atrocità, raccontare la verità su quanto è accaduto e trarre insegnamenti dal passato. A tal fine, stiamo tutelando i luoghi della memoria dell’Olocausto e rafforzandone la visibilità e il riconoscimento tra le diverse generazioni.

    La memoria non è scontata. Dipende da noi. Dobbiamo trasmettere le lezioni della Shoah e costruire un’Europa libera dall’antisemitismo e da ogni forma di odio. La memoria dell’Olocausto deve rimanere accurata, rilevante e significativa. Questa è la nostra responsabilità condivisa e il nostro impegno duraturo come europei.

  • In memoria di Giuseppe Basini

    Cristiana Muscardini e Il Patto Sociale si uniscono al dolore della famiglia e al cordoglio di tutti coloro che hanno conosciuto l’On. Giuseppe Basini ricordandone la figura di grande spessore culturale sia nel campo della fisica che della politica. Laureato in Fisica nucleare si dedicò alla ricerca, ricoprendo importanti posizioni accademiche, sia in Italia che all’estero, fino a diventare dirigente del Centro nazionale di fisica nucleare.

    Basini fu tra i fondatori di Alleanza Nazionale, alle elezioni politiche del 1996 è stato eletto al Senato nelle liste di An in Emilia-Romagna, alle elezioni politiche del 2018, come esponente del Pli, è stato eletto alla Camera nella circoscrizione Lazio.

  • Ue scuola di confronto. La lectio dell’on. Muscardini agli studenti in visita all’Istituto universitario europeo

    Il tavolo come sede di confronto, come luogo dove perseguire un compromesso che appiani i dissidi. E’ questo il tema discusso tra l’on. Cristiana Muscardini e gli studenti in visita presso l’Archivio storico dell’Istituto universitario europeo di Firenze nell’ambito dell’annuale confronto che l’Istituto promuove con le scuole per avvicinare le nuove generazioni alle istituzioni comunitarie.

    L’Unione europea, ha spiegato Muscardini, si regge sul confronto tra i 27 Paesi aderenti e sull’unità di intenti che questi possono raggiungere e trasmettere alle istituzioni comunitarie quando si riuniscono nelle sedute del Consiglio europeo. L’unità di intenti non è certo facile da perseguire, tanto più laddove le decisioni devono essere prese all’unanimità, principio che la stessa Ue non è riuscita a superare a favore del voto di maggioranza sempre e comunque in seguito al flop del progetto di revisione dell’architettura europea messo a punto anni fa dalla Convenzione europea (di cui la stessa Muscardini ha fatto parte).

    Per quanto al ribasso possa essere un accordo, ha lasciato intendere Muscardini, quest’ultimo sarà sempre meglio di un mancato accordo. Il mancato accordo col generale afghano Massoud nel 2001, quando questi cercò di avvisare che Al Qaida stava preparando qualcosa di grosso contro l’Occidente, portò alle Twin Towers, previo assassinio due giorni prima dello stesso Massoud. E i dazi con cui Trump pensa di regolare oggi le interconnessioni economiche globali, ha proseguito Muscardini, dimostrano come l’unilatelarismo abbia effetti distruttivi laddove qualcuno pensa di poterlo praticare. Lo sanno bene, lo hanno sperimentato in modo drammatico se non letale, anche i dissidenti russi.

    Ecco allora, questo il messaggio che l’Istituto e l’on. Muscardini hanno proposto agli studenti nella loro visita, l’importanza di imparare, studiare quanto è successo ed è conservato come memoria storica documentata negli archivi, per sapersi districare tra voci, interessi, fonti di informazione mai così numerose come nell’epoca in cui tecnologia e social media offrono un microfono a tutti (vera, fasulla o strumentale che sia la voce che mettono in circolo), e per sapersi misurare con gli altri sapendo quali sono gli interessi e i valori di ciascun partecipante al confronto e quali quindi le possibilità realistiche di trovare un’intesa che eviti di irrigidirsi in contrapposizioni frontali.

  • Il Giorno del Ricordo

    Il Giorno del Ricordo è denso di parole significative, come quelle pronunciate dal Presidente della Repubblica, di gesti di omaggio, di testimonianze commosse e di vili scritte di irriducibili sciacalli.

    In questo giorno però non vorrei dire altre parole sulla tragedia che ha visto uccidere, infoibati, 5000 italiani e trecentomila persone abbandonare piangendo, e senza poter portare quasi nulla, le loro case, proprio per continuare ad essere italiani.

    Vorrei invece che ciascuno di noi, per un momento, pensasse a cosa è una foiba.

    Vorrei che per un momento pensassimo a cosa proveremmo se un nostro congiunto ci fosse improvvisamente portato via da casa e non ne avessimo più notizie.

    Vorrei che provassimo a percepire cosa si prova quando si è presi, improvvisamente e ingiustamente imprigionati e picchiati e poi uccisi quando, ancora vivi, si è buttati tra gli altri morti infoibati.

    Vorrei che provassimo a immaginare la disperazione, il dolore, la sofferenza.

    Il ricordo è soprattutto questo, sentirsi per un attimo come loro, trucidati o costretti alla fuga, immedesimarsi nel dolore dei singoli e nella storia mentre viviamo in una società che si sta abituando a quotidiane violenze.

    Vorrei che, per quanto è in nostro potere, le nostre azioni, il nostro modo di vita fosse improntato a contrastare il male, la violenza, l’ingiustizia, il sopruso, che un po’ del nostro tempo fosse dedicato agli altri.

    Il miglior modo di ricordare è impedire che l’orrore del passato diventi un nuovo orrore nel presente

  • Dichiarazione dei membri del Consiglio europeo in occasione della Giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell’Olocausto

    In occasione della Giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell’Olocausto, i membri del Consiglio europeo hanno rilasciato la seguente dichiarazione:

    “Nell’onorare la Giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell’Olocausto, ricordiamo l’80º anniversario della liberazione del campo di concentramento e sterminio tedesco nazista di Auschwitz-Birkenau. Ricordiamo gli orrori senza precedenti dell’Olocausto. Sei milioni di ebrei e milioni di altre persone sono stati uccisi; 1,1 milioni solo ad Auschwitz.
    Oggi riscontriamo un aumento senza precedenti dell’antisemitismo nel nostro continente, cui non assistevamo dai tempi della seconda guerra mondiale. Condanniamo con la massima fermezza l’allarmante aumento degli episodi violenti di antisemitismo, del negazionismo e della distorta rappresentazione dell’Olocausto, nonché delle teorie del complotto e dei pregiudizi nei confronti degli ebrei.
    Oggi più che mai è essenziale tenere fede alla nostra responsabilità di onorare le vittime dell’Olocausto. Siamo determinati a combattere l’antisemitismo e a proteggere e sostenere la vita ebraica in Europa. Denunciamo tutte le forme di discriminazione, intolleranza, razzismo e xenofobia e adotteremo azioni risolute per affrontare queste minacce alle società democratiche.
    Il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani, comprese le libertà di espressione e di religione o di credo nonché i diritti delle persone appartenenti a minoranze, deve guidare e guiderà le nostre azioni in ogni momento, in linea con i valori su cui si fonda l’Unione europea e che sono comuni a tutti noi.

    ‘Mai più’ è ora”.

  • La memoria

    Il Giorno della Memoria riporta proprio alla memoria una triste realtà: i morti, le vittime non sono tutte uguali perché l’odio di parte stravolge la Storia, non c’è mai verità quando la realtà è negata.

    Un giorno che avrebbe dovuto significare comunanza, rispetto reciproco, impegno comune ad operare per evitare che tragedie, come quelle che ha vissuto il secolo scorso, non abbiano a ripetersi nei tanti conflitti di oggi, si è tramutato in un ulteriore scontro nella mistificazione degli eventi passati e recenti, con pretesti, azioni, dichiarazioni atti solo a rinfocolare antichi odi e pregiudizi.

  • Scrivere a penna anziché al computer migliora apprendimento e memoria

    Secondo una ricerca condotta da un team della Norwegian University of Science and Technology (NTNU), guidata dalla professoressa Audrey van der Meer e basata sull’esame dell’attività cerebrale, i bambini imparano e ricordano di più quando scrivono a penna piuttosto che battere a tastiera. Quando i bambini usano la scrittura a mano, aumenta l’attività della parte sensomotoria del cervello coinvolta nell’elaborazione, nell’attenzione e nel linguaggio. Lo stesso meccanismo è inoltre stato rilevato negli adulti.

    Già nel 2007, una ricerca pubblicata sul British Journal of Educational Psychology da Connell dimostrava che i temi scritti a mano dai bambini delle Scuole Primarie erano migliori rispetto a quelli scritti con una tastiera. Addirittura, dallo stesso studio emerse che i temi scritti al computer sembravano fatti da soggetti il cui sviluppo era indietro di due anni (un bambino di terza scriveva quindi come un bambino di prima).

    Tanto per i bambini quanto per gli adulti, la penna consente connessioni neurocerebrali articolate e raffinate assolutamente imparagonabili con quelle create battendo a testiera. Il movimento della mano che traccia lettere e parole, implica infatti il riconoscimento di linee, curve, spazi, creando, dal punto di vista cognitivo, una connessione visivo-motoria attivando la corteccia parietale preposta alla capacità di calcolo, linguaggio, orientamento spaziale e memoria.  Nei bambini – soprattutto nei più piccoli –  il passaggio dalla penna alla tastiera porta con sé alcuni rischi poiché impedisce il corretto sviluppo di alcuni meccanismi cognitivi fondamentali.

  • Mai più guerra tra fratelli

    Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del Presidente di Assoarma Milano, Ten. Arch. Gabriele Pagliuzzi, alla Messa del 25 aprile 2024 al Santuario Arcivescovile S. Giuseppe in Milano

    Milano, 26 aprile 2024

    Cari Presidenti, Care Rappresentanze d’Arma milanesi, grazie a tutti i presenti, oggi pomeriggio nella nostra città, al coperto delle ritualità istituzionali, si leveranno grida di odio e clamori di invettive. Qui, noi, nel Santuario Arcivescovile dedicato a S. Giuseppe, viceversa celebriamo un rito di amore.

    Nella data del 25 aprile scelta come conclusione in Italia della Seconda Guerra Mondiale intendiamo elevare un commosso ricordo di tutti i caduti militari e civili nell’immane conflitto. Di tutte le vittime e di tutte le sofferenze patite.

    Oggi, in un frangente che vede il riaffacciarsi della guerra in territori a noi sempre più prossimi, con decine di migliaia di morti nella popolazione civile, risalta ancora più prepotente il nostro desiderio di pace che non può essere disgiunto, essendo da esso garantito, dallo spirito di unità di Patria. L’Italia, la nostra Italia è culla di civiltà millenaria, è ammirata e invidiata ovunque per l’armonia delle sue bellezze che la natura ci ha voluto regalare, per la grandiosità della sua arte, per il carattere generoso e sostanzialmente mite della sua gente. E qui penso all’esodo dolorosissimo e silenzioso dei nostri fratelli giuliani e dalmati, strappati da terre italianissime con la ferocia di una vera e propria pulizia etnica. Trecentocinquantamila per i quali il 25 aprile è solo l’inizio dell’incubo dell’occupazione dei partigiani comunisti titini con la danza macabra delle vendette. Purtroppo non solo lì.

    Ecco i motivi di unità che ci richiede il nostro compito nel mondo. Ecco i motivi di una vera riappacificazione con la nostra storia.

    “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”.

    Questa citazione di Matteo l’abbiamo voluta iscrivere nel nostro invito perché il suo senso profondamente religioso si dilata nelle forme eroiche della vita. Proprio in questa circostanza di raccoglimento e memoria di cui ringrazio Monsignor Angelo Macchi per la sua sensibilità di padre e fratello, vorrei ricordare due figure, due militari, due giovani che il destino ha indirizzato in due parti avverse.

    Renato Del Din, sottotenente degli alpini, già allievo della Teulié, organizzatore delle prime formazioni partigiane Osoppo-Friuli, caduto il 25 aprile 1944, a 22 anni a Tolmezzo, durante un’ardita manovra contro una postazione nemica.

    Paolo Broggi, sottotenente degli alpini, già volontario nella campagna di Grecia nel Regio Esercito, alfiere del 1° Reggimento Alpini della divisione Monterosa R.S.I., a 21 anni, ferito in un agguato in pattuglia sulle apuane, catturato e quindi passato per le armi.

    Due giovanissimi italiani, due ventenni!

    Mai più guerra tra fratelli, mai più odio ma ammirazione per questo coraggio eroico che è atto puro in sé come categoria dello spirito sopra ogni visione e ogni credo.

    La modernità della scienza ci fa credere tutti immortali e molto le dobbiamo per il prolungamento della vita e il sostegno all’inevitabile decadimento dell’essere ma questo non so se può renderci più forti o invece più fragili e tremebondi.

    E allora, quando sarà il nostro momento, magari in qualche letto anonimo di ospedale, attaccati all’ostinazione delle macchine e alla fredda caparbietà della medicina, pensiamo agli occhi puri di questi ragazzi di allora, al loro coraggio spavaldo, al loro disprezzo del pericolo e della morte.

    Che il loro esempio ci illumini e ci conforti e renda il nostro cammino di uomini e di italiani meritevole di essere vissuto.

    Il Presidente

    Ten. Arch. Gabriele Pagliuzzi

  • La memoria? Presente…

    La memoria non è un dono, va coltivata, il nostro passato deve essere conosciuto  per rimanere monito nel presente, le parole del Presidente della Repubblica sono state chiare ed inequivocabili.

    Ora, dopo le celebrazioni, sacrosante, e le inqualificabili contestazioni, cerchiamo di coltivare la memoria perché l’orrore delle foibe, il dolore dei morti e dei vivi siano presenti nella nostra memoria e nel nostro agire per impedire che, ora  e nel futuro, altri  scempi  siano commessi e i delitti e le stragi dimenticati.

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