Mostre

  • Frida Kahlo – Il caos dentro

    Aperta da sabato 10 ottobre, negli spazi della Fabbrica del Vapore a Milano, la mostra Frida Kahlo Il caos dentro, un percorso sensoriale altamente tecnologico e spettacolare che immerge il visitatore nella vita della grande artista messicana, esplorandone la dimensione artistica, umana, spirituale.

    Prodotta da Navigare con il Comune di Milano, con la collaborazione del Consolato del Messico di Milano, della Camera di Commercio Italiana in Messico, della Fondazione Leo Matiz, del Banco del Messico, della Galleria messicana Oscar Roman, del Detroit Institute of Arts e del Museo Estudio Diego Rivera y Frida Kahlo, la mostra è curata da Antonio Arévalo, Alejandra Matiz, Milagros Ancheita e Maria Rosso e rappresenta una occasione unica per entrare negli ambienti dove la pittrice visse, per capire, attraverso i suoi scritti e la riproduzione delle sue opere, la sua poetica e il fondamentale rapporto con Diego Rivera, per vivere, attraverso i suoi abiti e i suoi oggetti, la sua quotidianità e gli elementi della cultura popolare tanto cari all’artista.

    La mostra, dopo una spettacolare sezione multimediale con immagini animate e una avvincente cronistoria raccontata attraverso le date che hanno segnato le vicende personali e artistiche della pittrice, entra nel vivo con la riproduzione minuziosa dei tre ambienti più vissuti da Frida a Casa Azul, la celebre magione messicana costruita in stile francese da Guillermo Kahlo nel 1904 e meta di turisti e appassionati da tutto il mondo: la camera da letto, lo studio realizzato nel 1946 al secondo piano e il giardino.

    Segue la sezione I colori dell’anima, curata da Alejandra Matiz, direttrice della Fondazione Leo Matiz di Bogotà, con i magnifici ritratti fotografici di Frida realizzati dal celebre fotografo colombiano Leonet Matiz Espinoza (1917-1988). Matiz, considerato uno dei più grandi fotografi del Novecento, immortala Frida in spazi di quotidianità: il quartiere, la casa e il giardino, lo studio.

    Al piano superiore la mostra prosegue con una sezione dedicata a Diego Rivera: qui troviamo proiettate le lettere più evocative che Frida scrisse al marito. E una stanza dedicata alla cultura e all’arte popolare in Messico, che tanta influenza ebbero sulla vita di Frida, trattate su grandi pannelli grafici dove se ne raccontano le origini, le rivoluzioni, l’iconografia, gli elementi dell’artigianato: gioielli, ceramiche, giocattoli. Esposti alcuni esempi mirabili di collane, orecchini, anelli e ornamenti propri della tradizione che hanno impreziosito l’abbigliamento di Frida. Nella sezione seguente sono esposti gli abiti della tradizione messicana che hanno ispirato ed influenzato i modelli usati dalla Kahlo: gonne ampie e coloratissime, scialli e camiciole, copricapo e collane.

    Il focus sulla tradizione messicana procede con la sezione dedicata ad alcuni dei più conosciuti murales realizzati da Diego Rivera in varie parti del mondo: saranno proiettati nella loro interezza e in alcuni dettagli i ventisette pannelli murali che compongono il Detroit Industry Murals (Detroit, 1932), il Pan American Unity Mural (San Francisco, 1940) e Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central (Città del Messico).

    Nella sezione FRIDA E IL SUO DOPPIO sono esposte le riproduzioni in formato modlight di quindici tra i più conosciuti autoritratti che Frida realizzò nel corso della sua carriera artistica, tra cui Autoritratto con collana (1933), Autoritratto con treccia (1941), Autoritratto con scimmie (1945), La colonna spezzata (1944), Il cervo ferito (1946), Diego ed io (1949). Il modlight è una particolare forma di retroilluminazione omogenea, in cui ogni dipinto, precedentemente digitalizzato, viene riprodotto su uno speciale film mantenendo inalterate le dimensioni originali.

    A conferma della grande fama globale di cui la pittrice messicana gode, la mostra prosegue con una straordinaria collezione di francobolli, dove Frida è stata effigiata, una raccolta unica con le emissioni di diversi stati.

    Il percorso comprende anche l’opera originale di Frida del 1938 Piden Aeroplanos y les dan Alas de Petate – Chiedono aeroplani e gli danno ali di paglia e sei litografie acquerellate originali di Diego Rivera.

    Lo spazio finale è riservato alla parte ludica e divertente dell’esposizione: la sala multimediale 10D combina video ad altissima risoluzione, suoni ed effetti speciali ed è una esperienza sensoriale di realtà aumentata molto emozionante, adatta a grandi e piccoli.

  • Ripartono le mostre al MUDEC di Milano

    La programmazione del palinsesto delle mostre di 24 ORE Cultura previsto per il 2020 al MUDEC – Museo delle Culture di Milano, rimandato causa emergenza Covid-19, riprende con le nuove date di apertura delle mostre che erano già a calendario 2020:

    Robot. The Human Project – apertura al pubblico: 26 novembre 2020;

    Tina ModottiDonne, Messico e Libertà – apertura al pubblico: 19 gennaio 2021;

    L’apertura al pubblico della mostra DisneyL’arte di raccontare storie senza tempo, spostata in un primo tempo al 3 settembre 2020, sarà prevista invece per il 2021.

     

  • Per la prima volta in mostra in Italia l’arte di Georges de La Tour

    E’ arrivata a Milano lo scorso 7 febbraio, e per la prima volta in Italia, la mostra Georges de La Tour: l’Europa della luce, a Palazzo Reale fino al 7 giugno 2020. Dedicata al più celebre pittore francese del Seicento e ai suoi rapporti con i grandi maestri del suo tempo, la mostra è promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira ed è a cura della Prof.ssa Francesca Cappelletti e di Thomas Clement Salomon. Un progetto che si presenta particolarmente complesso per diversi aspetti, tra i quali il numero di prestatori (28 da tre continenti) che ha coinvolto alcune delle più grandi istituzioni internazionali come la National Gallery of Art di Washington D.C., il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Musée des Beaux-Arts di Nantes e alcuni importanti musei italiani come la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca Vaticana, la Galleria nazionale d’Arte Antica-Palazzo Barberini.

    Quella di de La Tour è una pittura caratterizzata da un profondo contrasto tra i temi “diurni”, crudamente realistici, che ci mostrano un’esistenza senza filtri, con volti segnati dalla povertà e dall’inesorabile trascorrere del tempo e i temi “notturni” con splendide figure illuminate dalla luce di una candela: modelli assorti, silenziosi, commoventi. Dipinti che conservano il segreto della loro origine e della loro destinazione. Come rimane un mistero la formazione del pittore, compresa la possibilità o meno di un suo viaggio italiano.

    La prima mostra in Italia dedicata a Georges de La Tour, attraverso dei mirati confronti tra i capolavori del Maestro francese e quelli di altri grandi del suo tempo – Gerrit van Honthorst, Paulus Bor, Trophime Bigot e altri – invita a fare una nuova riflessione sulla pittura dal naturale e sulle sperimentazioni luministiche, per affrontare i profondi interrogativi che ancora avvolgono l’opera di questo misterioso artista.

    Malgrado l’alone di mistero che avvolge l’artista lorenese e la sua opera, da decenni ormai Georges de La Tour è uno dei pittori prediletti dai francesi e non solo. Inevitabile il paragone con Caravaggio con il quale l’artista francese condivide il senso drammatico, teatrale, della composizione e lo studio accurato della luce anche se non è dato sapere se de la Tour abbia mai avuto modo di ammirare le opere del Merisi.

    Tra i capolavori in mostra a Milano Maddalena penitente, La rissa tra musici mendicanti, Il Suonatore di ghironda col cane, Il denaro versato, I giocatori di dadi, La negazione di Pietro, Giovane che soffia su un tizzone, Educazione della Vergine.

    Della vita di de La Tour non si sa molto (i quadri che risultano datati sono infatti solo tre: Il denaro versato di Leopoli, forse 1625- 1627, La negazione di Pietro di Nantes,1650, entrambi in mostra e San Pietro e il gallo di Cleveland, 1645), fu un pittore molto stimato ai suoi tempi però le sue tracce, e quelle della sua opera, si persero durante tutto il XVIII e XIX secolo anche a causa delle guerre per l’indipendenza che sconvolsero la sua terra natale. Fu riscoperto solo gli inizi del Novecento quando, nel 1915, il tedesco Hermann Voss pubblicò un articolo rivelatore sulla sua opera. Da allora storici dell’arte e critici non hanno più smesso di interessarsi alla sua opera. Artista enigmatico, che ritrae angeli presi dal popolo, santi senza aureola né attributi iconografici, e che predilige soggetti presi dalla strada, come i mendicanti, dipingendo in generale gente di basso rango più che modelli storici o personaggi altolocati ricorda tanto i soggetti dei capolavori di Caravaggio.

    Il percorso della mostra milanese è arricchito da una ventina di splendide opere di artisti coevi come Paulus Bor, Jan Lievens, Throphime Bigot, Frans Hals con due magnifici ritratti di apostoli, Jan van Bijlert, Gerrit Van Honthorst conosciuto in Italia come Gherardo delle Notti con la splendida Cena con sponsali dagli Uffizi, Adam de Coster, Carlo Saraceni con una bellissima Natività da Salisburgo.

    Un’esposizione unica e imperdibile considerato che in Italia non vi è conservata nessuna opera di La Tour e sono solo circa 40 le opere certamente attribuite al Maestro, di cui in mostra ne sono esposte 15 più una attribuita.

  • Da New York a Milano la straordinaria collezione Thannhauser

    L’avevamo annunciata qualche mese fa sapendo che sarebbe stata la mostra evento dell’autunno milanese. Dal 17 ottobre fino al 1° marzo 2010, finalmente, Guggenheim La collezione Thannhauser, da Van Gogh a Picasso sarà visitabile a Palazzo Reale con tutto il carico di bellezza e fascino che porta con se. La mostra presenta circa cinquanta capolavori dei grandi maestri impressionisti, post-impressionisti e di membri delle avanguardie dei primi del Novecento, tra cui Paul Cézanne, Edgar Degas, Paul Gauguin, Edouard Manet, Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Vincent van Gogh e un nucleo importante di opere di Pablo Picasso. E racconta la straordinaria collezione che negli anni Heinrich Thannhauser con il figlio Justin e la seconda moglie Hilde costruirono per poi donarla, nel 1963, alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, che da allora la espone in modo permanente in una sezione del grande museo di New York.

    Promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, è curata da Megan Fontanella, conservatrice di arte moderna al Guggenheim. Catalogo Skira.

    È la prima volta che questi capolavori arrivano in Europa: dopo la prima tappa al Guggenheim di Bilbao e la seconda all’Hotel de Caumont di Aix-en-Provence, Palazzo Reale a Milano rappresenta la tappa conclusiva della mostra, dopo la quale queste splendide opere ritorneranno a New York.

    Amanti dell’arte e semplici curiosi potranno così ammirare due dipinti di Pierre Auguste Renoir, Donna con pappagallino e Natura morta: fiori; sei opere di Paul Cézanne, tra cui Dintorni del Jas de Bouffan, Bibémus,  Natura  morta: Fiasco, bicchiere e brocca e Natura morta: piatto di pesche. E poi ancora tre splendide sculture in bronzo di Edgar Degas: Ballerina che incede con le braccia alzate, Danza spagnola e Donna seduta che si asciuga il fianco sinistro. Di Gauguin Haere Mai, di Edouard Manet Davanti allo specchio e Donna con vestito a righe, di Claude Monet il bellissimo paesaggio italiano, Palazzo Ducale visto da San Giorgio Maggiore. A Milano anche Strada con sottopasso, Paesaggio con la neve e Montagne a Saint Rémy di van Gogh. Un capitolo a parte merita Picasso, che nella sua vita fu grande amico di Justin Thannhauser. Del genio spagnolo si potranno ammirare infatti ben 13 capolavori tra cui Le Moulin de la Galette e Il picador, Al Caffè e Il quattordici luglio, Donna seduta, Donna dai capelli Gialli, Natura morta: fruttiera e brocca; Natura morta: frutta e brocca; Giardino a Vallauris; Due colombe con le ali spiegate.

    Oltre alle magnifiche opere della collezione Thannhauser, la Guggenheim Foundation ha scelto, per arricchire maggiormente la mostra e dimostrare la profonda convergenza tra le due collezioni, di esporre alcuni altri prestigiosi lavori degli stessi celebri artisti o di altri grandi maestri. A Milano sono dunque presentate: di Henri Rousseau Artiglieri e I giocatori di football, di Georges Seurat Contadine al lavoro, Contadino con zappa e Contadina seduta nell’erba; di Robert Delaunay La città, di André Derain Ritratto di giovane uomo; Di Vasily Kandinsky, Montagna blu, di Paul Klee Aiuola, di Henri Matisse Nudo, paesaggio assolato.

    Se a New York ogni anno migliaia di americani e di turisti possono godere quotidianamente di questi capolavori che appartengono all’impressionismo, al postimpressionismo e alle avanguardie, per Milano si tratta di un’occasione unica e irripetibile per ammirare lavori di eccezionale qualità di grandi maestri della pittura europea sinora mai esposti fuori dagli Stati Uniti. Un’occasione in cui, come ha sottolineato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, “si intrecciano una grande storia di collezionismo che ha attraversato tutto il ventesimo secolo, la  volontà di un importante museo di New York che offre a Milano l’opportunità di ammirare i suoi capolavori senza attraversare l’Oceano e l’impegno di Palazzo Reale nel proporre ogni anno una mostra in grado di raccontare le collezioni dei più prestigiosi musei di tutto il mondo”.

  • Mostra Guggenheim a Palazzo Reale di Milano: dal 7 settembre aprono le prevendite per i visitatori individuali

    Cresce l’attesa per la mostra “Guggenheim. La collezione Thannhauser, da Van Gogh a Picasso” in programma a Palazzo Reale a Milano dal prossimo 17 ottobre 2019 fino al 1 marzo 2020, lo confermano i 25.000 mila prenotati, che dalla fine di luglio hanno già acquistato la visita guidata riservata ai gruppi.

    Da sabato 7 settembre sarà possibile acquistare il biglietto anche per i visitatori individuali tramite il sito mostraguggenheimmilano.it o vivaticket.it, oppure telefonando al numero 02.92897755.

    La mostra, come preannunciato nell’articolo del  9 luglio (https://www.ilpattosociale.it/2019/07/09/da-van-gogh-a-picasso-in-mostra-a-milano-guggeneim-la-collezione-thannhauser/), presenterà oltre cinquanta capolavori dei grandi maestri impressionisti, post-impressionisti e delle avanguardie dei primi del Novecento tra cui Paul Cézanne, Edgar Degas, Paul Gauguin, Édouard Manet, Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Vincent van Gogh e un nucleo importante di opere di Pablo Picasso, provenienti dalla collezione Justin K. Thannhauser del Museo Guggenheim di New York.

    Promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale, MondoMostre Skira e organizzata in collaborazione con The Solomon R. Guggenheim Foundation, New York, la mostra è curata da Megan Fontanella, curatrice di arte moderna al Guggenheim. Il catalogo è edito da Skira.

  • L’eclettismo di Ugo Nespolo fa tappa a Milano

    All’insegna della contemporaneità e della vivacità della scena italiana l’estate di Palazzo Reale a Milano dove, dal 6 luglio al 15 settembre, sarà visitabile, gratuitamente, la mostra Ugo Nespolo Fuori dal coro. Curata da Maurizio Ferraris, promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale e Studio Nespolo e realizzata grazie a Fondazione Bracco, main sponsor del progetto, con il supporto organizzativo di Skira, editore del catalogo la personale, racconta il percorso di un artista che nelle sue multiformi evoluzioni ha segnato tappe rilevanti nella storia dell’arte del nostro Paese. La mostra presenta duecento opere attraverso le quali è possibile riconoscere tutto l’anticonformismo creativo di Nespolo che è riuscito a ritagliarsi un ruolo originale all’interno del panorama artistico. Eclettico, passa dalla pittura al cinema al design alla scenografia, trattando ogni forma d’arte con originalità e sperimentazione. Particolare attenzione la dedica ai materiali: legno, metalli, ceramiche, vetri. I primi lavori di Nespolo, di cui a Palazzo Reale si possono ammirare Molotov, Condizionale, Power Violence, Radio, Semplicissimo, sono degli anni sessanta e vengono presentati da Pierre Restany alla Galleria Schwarz di Milano, che annovera fra i suoi artisti Duchamp e Baj con il quale l’artista intrattiene una lunga amicizia. Queste prime opere anticipano il movimento dell’Arte Povera fondato da Germano Celant, non è un caso infatti che i materiali utilizzati fossero vimini, formica, legno, colle, acciaio, ferro, carta. Negli stessi anni nasce la tecnica dei “puzzles” che ben presto rendono l’arte di Nespolo fortemente distinguibile. L’artista ritaglia e rifila pezzi sagomati di legno, incastrati e fatti combaciare fra di loro per comporre figure dai contorni irregolari: tessere perlopiù monocromatiche, che danno vita alla combinazione di inedite immagini policrome. Grande è anche l’amore per il cinema. Con Mario Schifano, infatti, da vita al Cinema degli Artisti, ispirato al New American Cinema, che conosce tramite Jonas Mekas, Warhol, Yo¯ko Ono, P. Adams Sitney. Tra il 1967 e il 1968 realizza film come Grazie Mamma Kodak, La galante avventura del cavaliere dal lieto volto, che hanno come protagonisti gli amici Enrico Baj, Lucio Fontana, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti. A Milano, grazie a Fernanda Pivano, conosce anche i più significativi esponenti della beat generation, Jack Kerouac e Allen Ginsberg, che diventa il protagonista del film A. G. (1968). Al cinema rimarrà sempre legato, numerosi saranno infatti i manifesti di film che realizzerà (comprese le proiezioni realizzate per i musei di Londra, Berlino, Bucarest, Shanghai) e alcuni di essi, insieme a diversi fotogrammi, saranno visibili nella mostra milanese. Negli anni settanta e ottanta Nespolo amplia l’uso dei materiali e la struttura delle forme, al legno si aggiungono cuoio, alabastro, madreperla, argento e nascono opere quali Fuga in avanti, Gentlemen’s Agreement, Ipotesi dialettica, Tranche de vie. Tra il 1973 e il 1985 è a New York dove impazza la pop art, dalla quale prende spunto ma senza staccarsi dalla tradizione che per Nespolo vuol dire Futurismo,  Dada e soprattutto Depero al quale si ispira per quadri come Fuga da New York, Quando la città dorme, Soft New York e la serie Vetrine di New York. Curioso ed eclettico rivolge anche la sua attenzione al design che lo porta a cimentarsi nei settori più disparati, dall’abbigliamento all’arredamento, dalle copertine di libri e di dischi alla grafica pubblicitaria (le campagne dedicate a Campari e alla Richard Ginori di cui è stato il direttore artistico): fondamentale risulta la creazione di manifesti dedicati a importanti eventi culturali e sportivi, da Azzurra ai Mondiali di Calcio e al Giro d’Italia. E’ anche scenografo e costumista per opere teatrali come la Turandot di Busoni, il Don Chisciotte di Paisiello e l’Elisir d’amore di Donizetti, la Butterfly di Giacomo Puccini. Nella mostra milanese spazio anche per splendide maioliche dipinte, acrilici, foglie oro su legno, sculture in vetro, bronzi dipinti e sculture in bronzo. Non c’è che dire: un percorso all’insegna dell’eclettismo e della ricerca da non perdere assolutamente!

  • Miart: riparte a Milano la settimana dell’arte

    La settimana prima della design week, come da tradizione, Milano apre le porte al mondo dell’arte. Torna la Fiera internazionale di arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano che coinvolge istituzioni, fondazioni, soggetti pubblici con un calendario ricco di iniziative dedicate all’arte moderna e contemporanea.

    Anche per questa edizione il Comune di Milano – settore cultura – organizza una settimana di inaugurazioni, mostre e performance in tutta la città. Milano Art week andrà in scena dall’1 al 7 aprile 2019 e quest’anno vede il sostegno di Banca Generali che, in qualità di main partner, offrirà al pubblico l’apertura straordinaria della mostra “Hana to Yama” di Linda Fregni Nagler presso la sede di Palazzo Pusterla e l’ingresso gratuito al Museo del Novecento durante tutta la giornata di sabato 6 aprile.

    Un palinsesto che in questa edizione è caratterizzato dalle tematiche più attuali a livello globale: dalla creatività femminile alle emergenze climatiche, dalla riscoperta di posizioni artistiche non ancora pienamente esplorate, all’espansione delle forme dell’identità individuale fino ai nuovi scenari della tecnologia.

    Molti gli opening dedicati all’arte contemporanea: dalla mostra “Renata Boero. Kromo-Kronos” al Museo del Novecento, all’inaugurazione de “L’Ultima Cena dopo Leonardo”presso la Fondazione Stelline, dove alcuni importanti artisti contemporanei rileggono il dipinto più iconico della cultura occidentale. E ancora dalla personale dell’artista e performer Anna Maria Maolino “O Amor Se FazRevolucionário” al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, fino alla mostra dedicata all’artista Sheela Gowda all’Hangar Bicocca.

    Appuntamenti dedicati all’arte moderna sono invece in programma a Palazzo Reale, con la grande mostra di Jean-Auguste-Dominique Ingres, e alla GAM Galleria d’Arte Moderna con la rassegna-focus su Angelo Morbelli.

    Si conferma anche per il 2019 l’Art Night, con l’apertura straordinaria, sabato 6 aprile, di alcuni spazi no-profit diffusi in tutta la città.

    Per quanto riguarda Miart, la Fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea, andrà in scena dal 5 al 7 aprile 2019 presso Fieramilanocity.

    All’interno del padiglione 3 saranno presenti ben 185 gallerie internazionali provenienti da 18 paesi oltre all’Italia (70 gallerie provengono da Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Messico, Perù, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Stati Uniti, Sud Africa, Svizzera, Turchia e Ungheria), che portano a Milano un ampio ventaglio qualitativo dell’offerta di arte moderna e contemporanea e del design in edizione limitata.

    Ben 18 direttori di musei internazionali e curatori di prestigiose istituzioni provenienti da 10 paesi assegneranno il fondo di acquisizione Fondazione Fiera Milano e i 5 premi che Miart ha concepito per le gallerie e gli artisti, e che da anni ormai confermano la collaborazione tra la fiera e i suoi partner: Fondo di Acquisizione Fondazione Fiera Milano, Premio Herno, Premio Fidenza Village per Generations, Premio On Demand by Snaporazverein, Premio LCA per Emergent, Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte contemporanea e i giovani artisti.

    Un nuovo ciclo di miartalks segna la rinnovata collaborazione tra Miart e In Between Art Film: tre giornate di conversazioni aperte al pubblico coinvolgeranno oltre quaranta artisti, curatori e direttori di musei, collezionisti, designer e scrittori internazionali, riuniti attorno al tema “Il bene comune”.

    Il tema di cosa sia il bene comune, come vada creato e preservato sarà esplorato in relazione ai tre principali ambiti di Miart, ovvero l’arte moderna, l’arte contemporanea e il design, intesi come spazi di relazione con la realtà che ci circonda.

  • Arriva a Milano la mostra La sinestesia delle forme di Yoje Dondich

    Dopo il successo di Madrid, arriva in Italia la mostra Yoje Dondich (Citta del Messico, 1952), figura originale nel panorama artistico messicano che, dall’inizio degli anni ’80, esplora il linguaggio pittorico sviluppando nuovi percorsi e interessanti soluzioni formali. Intitolata La sinestesia delle forme la mostra sarà visitabile dall’8 marzo al 5 aprile in uno dei luoghi più storici di Milano, Palazzo Giureconsulti.
    Organizzata da Must Wanted Group, ideatore del progetto espositivo che rientra in un’ampia attività di promozione e sostegno dell’arte messicana all’estero, l’esposizione, realizzata anche grazie alla collaborazione del Consulado de Mèxico en Milan, raccoglie una selezione di 14 opere che documentano il percorso di Yoje Dondich e costituiscono una sintesi della sua lunga ricerca nell’ambito dell’astrazione.

    La mostra di Palazzo dei Giureconsulti prende il via con Ritorno, olio su tela del 1995, nel quale per la prima volta Dondich, che ha definito quest’opera “un viaggio onirico verso l’astrazione”, ne utilizza i canoni realizzando una composizione caratterizzata da un forte dominio della linea e una misurata frequenza nell’integrazione del colore, alle quali aggiunge inoltre forme organiche.
    Dondich, che ha studiato Psicologia, Disegno, Logoterapia e Interior Design, ha realizzato la sua formazione plastica con diversi maestri messicani e stranieri come Rolando Belfai, Isaac Stavans e Manuel Guillén. Il suo complesso vocabolario pittorico non si può orientare in un’unica direzione poiché il suo alfabeto è figurativo e astratto, surrealista e onirico. La molteplicità delle sue opere si deve per la maggior parte alla sua costante ricerca nell’esprimere i dubbi che sorgono nel mondo interiore e creativo. L’osservazione è un’azione costante ed essenziale del suo lavoro così come una delle intenzioni principali della sua arte è espandere la percezione dello spettatore verso un’esperienza sensoriale che gli permetta di scoprire altre sensazioni. Non è dunque casuale la scelta del titolo, La sinestesia della forma, nell’allusione al fenomeno sensoriale/percettivo che indica una “contaminazione” dei sensi.

    Prossime tappe dell’esposizione Venezia a maggio e Roma in autunno.

  • La straordinaria bellezza dei volti di Antonella da Messina in mostra a Milano

    Si preannuncia come l’evento culturale del 2019, non solo per Milano. La mostra dedicata ad Antonello da Messina a Palazzo Reale di Milano (21 febbraio – 2 giugno) è l’occasione per avvicinarsi ad un artista straordinario, considerato il più grande ritrattista del Quattrocento, autore di una traccia indelebile nella storia della pittura italiana. Frutto della collaborazione fra la Regione Siciliana e il Comune di Milano-Cultura con la produzione di Palazzo Reale e MondoMostre Skira, curata da Giovanni Carlo Federico Villa, la mostra presenta al pubblico 19 opere del grande maestro delle 35 giunte fino a noi, perché di Antonello restano purtroppo poche straordinarie testimonianze scampate a tragici avvenimenti naturali come alluvioni, terremoti, maremoti e all’incuria e ignoranza degli uomini, senza contare quelle che hanno subito restauri che ne hanno stravolto l’essenza. Provenienti da musei italiani ed esteri a Milano saranno visibili l’Annunciata, autentica icona, sintesi dell’arte di Antonello, Sant’Agostino (1472-1473), San Girolamo (1472-1473) e San Gregorio Magno (1470-1475) forse appartenenti al Polittico dei Dottori della Chiesa, tutti provenienti da Palazzo Abatellis di Palermo, ma anche il celeberrimo Ritratto d’uomo. Dalla National Gallery di Londra arriva invece il San Girolamo nello studio, dagli Uffizi l’importantissimo trittico con la Madonna con Bambino, il San Giovanni Battista – acquistati nel 1996 dal Ministero dei Beni Culturali – e il San Benedetto, dal Collegio degli Alberoni di Piacenza il celebre Ecce Homo (Cristo alla colonna). Chiude la parte relativa al grande Maestro, la dolcissima Madonna con il Bambino (1480) dall’Accademia Carrara di Bergamo, opera del figlio Jacobello di Antonello, eseguita l’anno seguente la morte del padre. A condurre il visitatore alla scoperta di Antonello lo storico dell’arte Giovan Battista Cavalcaselle con i sui disegni e taccuini che raccontano di un artista straordinario a metà strada tra il mito e la realtà che donò ai suoi volti, così mediterranei, un’aurea di straordinaria e struggente bellezza.

  • Palazzo Reale a Milano ospita Picasso Metamorfosi

    La stagione autunnale delle mostre a Milano si apre con Picasso Metamorfosi a Palazzo Reale, dal 18 ottobre al 17 febbraio 2019. Un titolo non casuale perché per la prima volta si è scelto di raccontare il rapporto particolareggiato che il grande genio spagnolo ha sviluppato con il mito e l’antichità tanto da essere fortemente presente in tutta la sua produzione.

    Promossa e prodotta da Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale e MondoMostreSkira, la mostra è curata da Pascale Picard, direttrice dei Musei civici di Avignone. Il progetto, tappa milanese della grande rassegna europea triennale Picasso-Méditerranée, promossa dal Musée Picasso di Parigi con altre istituzioni internazionali, presenta circa 200 opere tra lavori di Picasso e opere d’arte antica cui il grande maestro si è ispirato, provenienti dal Musée National Picasso di Parigi e da altri importanti musei europei come, tra gli altri, il Musée du Louvre di Parigi, i Musei Vaticani di Roma, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Musée Picasso di Antibes, il Musée des Beaux-Arts di Lione, il Centre Pompidou di Parigi, il Musée de l’Orangerie di Parigi, il Museu Picasso di Barcellona.

    Metamorfosi è solo l’ultima tappa, in ordine di tempo, del percorso di approfondimento sull’artista che Palazzo Reale ha intrapreso da anni, a partire dall’esposizione di Guernica nella Sala delle Cariatidi nel 1953, un avvenimento eccezionale e un autentico regalo che Picasso fece alla città, alla grande antologica nel settembre 2001, quattro giorni dopo gli attentati alle Twin Towers, organizzata con la collaborazione degli eredi dell’artista, fino alla rassegna monografica del 2012, che documentò in un grande excursus cronologico la varietà di tecniche e mezzi espressivi che caratterizzarono la produzione dell’artista spagnolo. Questa volta sarà l’antichità ad essere protagonista, raccontata da Picasso in tutte le sue forme e declinazioni che si mostreranno in un percorso fatto di sei sezioni –  Mitologia del Bacio – Ingres, Rodin; Arianna tra Minotauro e Fauno; Alla Fonte dell’Antico – Il Louvre;  Il Louvre di Picasso: tra greci, etruschi e iberici; Antropologia dell’antico; L’antichità delle metamorfosi – in ognuna delle quali le opere del genio spagnolo saranno accostate a quelle dell’arte antica – ceramiche, vasi, statue, placche votive, rilievi, idoli, stele – che lo hanno ispirato e profondamente influenzato.

    La mostra Picasso Metamorfosi ci fa così entrare nel laboratorio intimo di un artista straordinario alla luce delle fonti antiche che ne hanno ispirato l’opera, ma ci svela i meccanismi di una singolare alchimia che pone l’Antichità al centro di un modernità determinante per l’arte del XX secolo.

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