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  • Certificato COVID digitale dell’UE: la Commissione stanzia 95 milioni di euro per migliorare l’accesso ai test

    La Commissione ha concesso sovvenzioni per un totale di 95 milioni di euro a 20 Stati membri per l’acquisto di test diagnostici COVID-19 al fine di facilitare la consegna del certificato COVID digitale dell’UE. Il finanziamento va di pari passo con la continua distribuzione dei vaccini anti COVID-19 e rientra nell’impegno della Commissione a sostenere l’accesso, a prezzi abbordabili, a test rapidi e accurati per i cittadini che non sono ancora stati vaccinati completamente, in particolare quelli che non possono essere vaccinati per motivi medici.

    Le sovvenzioni, finanziate attraverso lo strumento per il sostegno di emergenza (ESI), consentiranno agli Stati membri di offrire test gratuiti. Questo sostegno, erogato attraverso le autorità nazionali, risponderà alle diverse esigenze dei vari Stati membri.

    Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Il certificato COVID digitale dell’UE ha consentito agli europei di riprendere a viaggiare in condizioni di sicurezza durante l’estate ed è diventato simbolo di un’Europa aperta e sicura. Sebbene la vaccinazione sia fondamentale, in quanto principale risorsa per porre fine alla pandemia, test rapidi e accurati rimangono comunque importanti per contrastare la diffusione della COVID-19. I 20 milioni di test rapidi che abbiamo acquistato per gli Stati membri all’inizio dell’anno e gli odierni annunci di fondi aggiuntivi dimostrano che siamo fermamente impegnati a garantire che i cittadini abbiano accesso ai test e che i nostri certificati digitali siano disponibili per tutti, in particolare per coloro che non possono essere vaccinati.”

    Didier Reynders, Commissario per la Giustizia, ha dichiarato: “Finora oltre 400 milioni di europei hanno ottenuto il certificato e 42 paesi sono già connessi al sistema di certificazione dell’UE. Si tratta di una grande conquista europea che è stata molto apprezzata dai nostri cittadini. Le sovvenzioni annunciate oggi contribuiranno ulteriormente all’uso dei certificati e garantiranno che le persone possano continuare a circolare liberamente e in condizioni di sicurezza. Mi compiaccio per questa decisione e invito i 20 Stati membri a fare il miglior uso possibile dei test supplementari.”

    L’ESI fornisce una risposta di emergenza coordinata per aiutare gli Stati membri a soddisfare le esigenze connesse alla fase acuta immediata della pandemia di COVID-19, nonché alla risoluzione, alla ripresa e alla prevenzione di qualsiasi recrudescenza.

    Fonte> Commissione europea

  • I ministri del G20 adottano una dichiarazione per mettere la ricerca, l’istruzione superiore e la digitalizzazione al servizio della lotta contro il coronavirus

    I ministri della ricerca e dell’istruzione superiore presenti alla prima riunione del G20 sulla ricerca e l’istruzione hanno adottato la “Dichiarazione dei ministri del G20 sulla mobilitazione della ricerca, dell’istruzione superiore e della digitalizzazione a favore di una ripresa sostenibile, resiliente e inclusiva”. La dichiarazione è incentrata su tre pilastri: 1. far fronte alla natura mutevole delle competenze; 2. principi e valori etici della ricerca e dell’istruzione superiore; 3. verso una comprensione comune degli spazi digitali.

    La Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani Mariya Gabriel, che ha partecipato virtualmente alla riunione, ha commentato: “Questo processo permetterà di sfruttare al meglio tutto il potenziale della digitalizzazione nell’istruzione superiore e nella ricerca. È nostra intenzione sviluppare una forza lavoro digitale qualificata e un ecosistema connesso di infrastrutture di ricerca digitale basato su principi scientifici aperti e valori etici condivisi.”

    La dichiarazione è in linea con i lavori dell’UE diretti a realizzare e rafforzare lo Spazio europeo della ricerca e lo Spazio europeo dell’istruzione, ad attuare il nuovo  piano d’azione per l’istruzione digitale e a sfruttare il potenziale di ricerca e innovazione degli istituti di istruzione superiore in Europa.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione destina alla ricerca 120 milioni di euro per 11 nuovi progetti volti a contrastare il coronavirus e le sue varianti

    Nell’ambito di Orizzonte Europa, il più grande programma europeo di ricerca e innovazione (2021-2027), la Commissione ha selezionato 11 nuovi progetti del valore di 120 milioni di euro per sostenere e consentire attività di ricerca urgenti sul coronavirus e le sue varianti. Questo finanziamento rientra fra le numerose azioni di ricerca e innovazione intraprese per combattere il coronavirus e contribuisce all’azione globale della Commissione volta a prevenire e mitigare l’impatto del coronavirus e delle sue varianti e darvi un’adeguata risposta, in linea con il nuovo piano europeo di preparazione alla difesa biologica denominato HERA Incubator.

    Agli 11 progetti selezionati partecipano 312 équipe di ricerca di 40 paesi, di cui 38 provenienti da 23 paesi al di fuori dell’UE.

    La maggior parte dei progetti si incentrerà su sperimentazioni cliniche per nuovi trattamenti e vaccini e sullo sviluppo di coorti e reti COVID-19 su vasta scala al di là delle frontiere dell’Europa, istituendo collegamenti con le iniziative europee. Altri progetti rafforzeranno e amplieranno l’accesso alle infrastrutture di ricerca che forniscono servizi o sono necessarie per condividere dati, competenze e risorse di ricerca tra i ricercatori, al fine di consentire ricerche sul coronavirus e le sue varianti. Le infrastrutture in questione includono quelle già attive, come la piattaforma europea di dati sulla COVID-19, e le pertinenti infrastrutture europee di ricerca sulle scienze della vita.

    I consorzi selezionati collaboreranno con altri progetti e iniziative pertinenti a livello nazionale, regionale e internazionale per ottimizzare le sinergie e la complementarità ed evitare la duplicazione delle attività di ricerca. Contribuiranno alla costituzione dell’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA), che permetterà all’UE di anticipare e affrontare meglio le pandemie future.

    Nel febbraio scorso la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato l’avvio di un piano europeo di preparazione alla difesa biologica denominato HERA Incubator, volto a preparare l’Europa alla crescente minaccia delle varianti del coronavirus. L’HERA Incubator riunirà scienziati, settore industriale e autorità pubbliche e mobiliterà tutte le risorse disponibili per consentire all’Europa di affrontare questa sfida.

    In aprile la Commissione ha annunciato alcuni nuovi inviti per attività di ricerca urgenti sulle varianti del coronavirus, con una dotazione iniziale di 123 milioni di euro mobilitati nell’ambito del primo finanziamento di emergenza nel quadro di Orizzonte Europa. Sebbene il finanziamento di questi 11 progetti sia subordinato a una decisione finale della Commissione e alla firma nei prossimi mesi delle convenzioni di sovvenzione di Orizzonte Europa, i gruppi di ricerca possono già iniziare i loro lavori.

    La Commissione ha impegnato 1,4 miliardi di euro a favore della risposta globale al coronavirus, di cui 1 miliardo di euro nel quadro di Orizzonte 2020, il precedente programma di ricerca e innovazione dell’UE (2014-2020). I nuovi progetti integreranno quelli precedentemente finanziati nell’ambito di Orizzonte 2020 per combattere la pandemia.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione lancia un centro di conoscenze per la lotta contro il cancro

    La Commissione ha lanciato il centro di conoscenze sul cancro, la prima azione faro realizzata nell’ambito del piano europeo di lotta contro il cancro. Il centro di conoscenze è una nuova piattaforma online per raccogliere dati e coordinare le azioni contro la prima causa di morte al di sotto dei 65 anni in Europa. Il centro raccoglierà i dati più recenti sul cancro, fornirà orientamenti in materia di assistenza sanitaria e sistemi di garanzia della qualità, monitorerà ed elaborerà le tendenze relative all’incidenza e alla mortalità oncologiche in tutta l’UE. Si tratta inoltre di uno spazio in cui tutti coloro che sono impegnati nella lotta contro il cancro possono condividere le migliori pratiche, collaborare e coordinarsi per sfruttare al meglio le nostre conoscenze collettive e i dati scientifici comprovati.

    Il centro di conoscenze sul cancro è un mediatore di conoscenze indipendente che fornisce un sostegno alle politiche basato sui dati, ampliando nel contempo i sistemi informatici, i gateway, i portali, le piattaforme e le banche dati della Commissione attualmente esistenti sul cancro. Servirà a raccogliere e fornire i dati e le statistiche più recenti sul cancro; monitorare le tendenze oncologiche in modo da poter valutare l’efficacia delle strategie di prevenzione e dei programmi di screening; fornire orientamenti europei per la prevenzione, lo screening, la diagnosi e la cura allo scopo di migliorare i risultati in ambito oncologico e ridurre le disuguaglianze tra le regioni dell’UE, contribuire a definire politiche per la prevenzione del cancro in relazione all’ambiente e a stili di vita sani, compreso il controllo del tabagismo e dell’alcool; individuare le lacune relative alla ricerca o alle politiche; fornire uno spazio di coordinamento per iniziative oncologiche su un’unica piattaforma; contribuire a ridurre le disuguaglianze nella prevenzione e nella cura oncologiche in tutta l’UE.

    La piattaforma ospita un punto di riferimento per l’elaborazione delle politiche in materia di prevenzione, attraverso lo sportello informativo per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie, il sistema europeo d’informazione sul cancrogli orientamenti europei e i sistemi di garanzia della qualità per la prevenzione, lo screening, la diagnosi e la cura oncologici.

    Il Centro di conoscenze è un’iniziativa faro del piano europeo di lotta contro il cancro, priorità fondamentale della Commissione von der Leyen nel settore della salute e colonna portante di una solida Unione europea della salute. Il piano di lotta contro il cancro definisce un nuovo e ambizioso approccio per ridurre l’onere del cancro nell’UE, affrontando la malattia in tutte le sue fasi, dalla prevenzione alla qualità della vita di chi ne è affetto e di chi l’ha sconfitta – e concentrandosi sulle azioni alle quali l’UE può apportare il massimo valore aggiunto. Inoltre, la futura missione sul cancro nell’ambito di Orizzonte Europa costituirà una componente fondamentale degli investimenti dell’UE nel campo della ricerca e dell’innovazione sul cancro, sostenendo numerose azioni chiave del piano di lotta contro il cancro e fornendo nuovi concetti per elaborare soluzioni strategiche innovative a vantaggio dei pazienti.

    Il centro di conoscenze sul cancro contribuirà al successo di queste iniziative attraverso l’individuazione, l’allineamento, la pianificazione e il coordinamento delle azioni scientifiche e tecniche. Ciò consentirà di migliorare la prevenzione, lo screening per la diagnosi precoce, le cure e l’assistenza, in modo che tutti possano vivere in modo più sano e più felice in futuro.

    E’ stato lanciato anche un primo risultato chiave del centro di conoscenze: gli orientamenti europei e il programma di garanzia della qualità per lo screening, la diagnosi e la cura del cancro al seno. Questi orientamenti incentrati sul paziente e basati sui dati offrono ai prestatori di assistenza sanitaria e alle donne indicazioni chiare e indipendenti per un percorso di assistenza sanitaria completo per la più frequente tipologia di cancro nella popolazione femminile. Contribuiranno a ridurre l’incidenza del cancro al seno e ad affrontare disuguaglianze evitabili in termini di incidenza, prevalenza, mortalità e tassi di sopravvivenza tra i paesi dell’UE e al loro interno. Gli orientamenti e i manuali di garanzia della qualità che li accompagnano sono disponibili online sulla pagina del centro di conoscenze e saranno aggiornati man mano che saranno disponibili nuovi dati.

    Saranno gli scienziati del Centro comune di ricerca della Commissione a gestire il centro di conoscenze sul cancro; si trovano nella posizione ideale per farlo, vista la loro esperienza sia nella gestione di altri centri di conoscenza che in ambito oncologico. Sono esperti nel formulare orientamenti per migliorare lo screening, la diagnosi e la cura, consolidare le migliori pratiche per la prevenzione del cancro e sfruttare il potenziale dei dati oncologici per monitorare l’onere del cancro ed effettuare previsioni al riguardo.

    centri di conoscenza della Commissione riuniscono esperti, ricercatori e responsabili politici all’interno e all’esterno della Commissione per definire in modo olistico le questioni strategiche e sviluppare risposte basate sui dati.

    Il centro di conoscenze sul cancro è il 10o centro di conoscenze della Commissione e il 9o che sarà lanciato sotto la guida del Centro comune di ricerca; si aggiunge a quelli già istituiti in materia di biodiversità, bioeconomia, osservazione della Terra, sicurezza alimentare e nutrizionale globale, politiche territoriali, migrazione e demografia, gestione del rischio di catastrofi, frode alimentare e qualità degli alimenti e interpretazione (quest’ultimo è guidato dal servizio di interpretazione della Commissione — DG SCIC).

    Fonte: Commissione europea

  • Dalla Commissione un sostegno di 822 milioni di euro a ricercatori e organizzazioni nel 2021 nell’ambito del programma Azioni Marie Skłodowska-Curie

    La Commissione ha annunciato nuovi bandi a sostegno della formazione e dello sviluppo delle competenze e della carriera dei ricercatori nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA), il programma faro dell’UE per il finanziamento di dottorati e formazione post-dottorato nel quadro di Orizzonte Europa. I bandi seguono l’adozione del programma di lavoro di Orizzonte Europa 2021-2022. Con un bilancio di 6,6 miliardi di € per il periodo 2021-2027, le azioni Marie Skłodowska-Curie sostengono ricercatori provenienti da tutto il mondo, in tutte le fasi della loro carriera e in tutte le discipline. Attraverso la promozione di programmi di dottorato e post-dottorato di eccellenza e progetti collaborativi di ricerca e innovazione, le azioni favoriranno anche gli istituti, migliorandone l’attrattiva e la visibilità a livello globale e stimolando la cooperazione al di là del mondo accademico, coinvolgendo anche le grandi imprese e le PMI.

    Nel 2021 saranno erogati circa 822 milioni di € attraverso le azioni Marie Skłodowska-Curie nei cinque indirizzi principali del programma di lavoro: le reti di dottorato MSCA attuano programmi di dottorato per la formazione di dottorandi nel mondo accademico e in altri settori, tra cui l’industria e le imprese. Il bando 2021, con una dotazione di 402,95 milioni di €, si apre oggi e termina il 16 novembre 2021; le borse di studio post-dottorato MSCA stimolano il potenziale creativo e innovativo dei ricercatori in possesso di un dottorato e desiderosi di acquisire nuove competenze grazie a una formazione avanzata e opportunità di mobilità internazionale, interdisciplinare e intersettoriale. Potranno beneficiare dei finanziamenti i ricercatori disposti a portare avanti progetti di ricerca di frontiera e innovazione in Europa e nel mondo, anche in ambito non accademico. Il bando 2021, con una dotazione di 242 milioni di € termina il 12 ottobre 2021; gli scambi di personale MSCA sviluppano una collaborazione sostenibile a livello internazionale, intersettoriale e interdisciplinare nel campo della ricerca e dell’innovazione attraverso lo scambio di personale. Questo sistema contribuisce a trasformare le idee in prodotti, servizi o processi innovativi. Il bando 2021, con una dotazione di 72,5 milioni di €, si apre il 7 ottobre 2021 e termina il 9 marzo 2022; COFUND MSCA cofinanzia programmi di dottorato e borse di studio post-dottorato sia nuovi che esistenti negli Stati membri dell’UE o nei paesi associati a Orizzonte Europa con l’obiettivo di condividere le migliori pratiche delle MSCA. Sono comprese la formazione internazionale, intersettoriale e interdisciplinare in materia di ricerca, nonché la mobilità internazionale e intersettoriale dei ricercatori in tutte le fasi della loro carriera. Il bando 2021, con una dotazione di 89 milioni di €, si apre il 12 ottobre 2021 e termina il 10 febbraio 2022; MSCA e i cittadini avvicina gli studenti, le famiglie e il pubblico al mondo della ricerca, principalmente attraverso la Notte europea dei ricercatori. Tale azione si propone di sensibilizzare ai risultati del lavoro dei ricercatori sulla vita dei cittadini, sulla società e sull’economia e promuovere il riconoscimento pubblico della scienza e della ricerca. Intende inoltre stimolare l’interesse dei giovani per i percorsi professionali in ambito scientifico e nella ricerca. Il bando 2022, con una dotazione di 15,5 milioni di €, comprende le edizioni 2022 e 2023 della Notte europea dei ricercatori e si è aperta il 22 giugno con scadenza il 7 ottobre 2021.

    Nell’ambito di Orizzonte Europa 2021-2027, le azioni Marie Skłodowska-Curie porranno maggiore enfasi sulla collaborazione intersettoriale, in particolare tra il mondo accademico e le imprese, nonché su una vigilanza e un orientamento professionale efficaci attraverso i nuovi orientamenti MSCA in materia di vigilanza. Incoraggeranno inoltre comportamenti sostenibili, attività di ricerca e gestione in linea con il Green deal europeo attraverso la Carta verde MSCA.

    Fonte: Commissione europea

  • Intelligenza artificiale tra fantascienza e realtà nel nuovo episodio di UÈ! che Podcast con Lucilla Sioli

    Dalle auto che si guidano da sole ai robot che raccolgono la frutta, l’intelligenza artificiale, insieme ad altri rami del digitale, si fa sempre più spazio nella nostra quotidianità. Per questo l’Unione europea sostiene la ricerca scientifica e le politiche che favoriscono lo sviluppo tecnologico nei settori economici e sociali più importanti, in un quadro normativo che ne definisca gli ambiti di applicazione.

    A parlare di questo impegno è Lucilla Sioli, direttrice per l’intelligenza artificiale e l’industria digitale alla Commissione europea, ospite del nuovo episodio di UÈ! che Podcast.

    L’affidabilità delle tecnologie di intelligenza artificiale è una priorità per l’UE che vuole garantire sicurezza ed efficacia anche nelle situazioni più delicate, come le sale operatorie. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha contribuito anche alla lotta al Covid-19 con l’identificazione di molecole per i vaccini, la disinfezione degli ospedali per mezzo di robot o la lettura rapida di immagini toraciche.

    Per promuovere una maggiore fiducia nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, la Commissione europea ha recentemente posto le basi per una legislazione specifica al riguardo, attraverso il “Libro bianco sull’intelligenza artificiale”. Non solo l’UE si impegna a definire un quadro regolamentare accurato per l’utilizzo di queste tecnologie, ma i progressi ottenuti in questo ambito consentiranno all’Europa di essere più competitiva a livello mondiale.

    Un settore in continua crescita, il data science, che non si limiterà a coinvolgere nuovi studenti di informatica, ma aprirà le porte a numerosi profili professionali che adopereranno sempre più l’intelligenza artificiale nei loro ambiti lavorativi.

    Ascoltando il podcast si scopre come la Commissione promuove l’intelligenza artificiale e sostiene l’innovazione.

  • Parte Horizon Europe: 95,5 miliardi per la ricerca

    E’ attualmente il più grande programma di ricerca del mondo, quello promosso dalla Commissione Europea con un finanziamento di 95,5 miliardi per i prossimi sette anni: Horizon Europe è una novità assoluta, che promette di essere un volano per la competitività dell’Europa a livello internazionale e che nello stesso tempo punta a costruire ponti fra ricerca e industria, scienza e arte, ambiente e cultura.

    “E’ il programma di ricerca più ambizioso mai varato”, ha detto Mariya Gabriel, Commissario europeo per l’Innovazione, aprendo con il ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, l’evento online per il lancio del programma in Italia organizzato dal ministero in collaborazione l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE).

    Cooperazione, inclusività e multidisciplinarietà sono elementi fondamentali nel nuovo programma, ha proseguito Gabriel, che ha ricordato i tre pilastri sui quali poggia il nuovo assetto della ricerca europea per il periodo 2021-2027: il primo punta sull’eccellenza per attirare nuovi talenti in Europa, il secondo riguarda le sfide globali e competitività dell’industria europea e il terzo promuove l’innovazione in tutti i settori. Fra le grandi novità ci sono le Mission, portafogli di azioni relative a cinque settori strategici, come la ricerca su cancro, clima, oceani, smart city, cibo e terreni sani. E’ nuovo anche il programma New Bauhaus, che fa dialogare scienza, ambiente, cultura e design per l’ideazione di nuovi spazi, e ancora il varo dello European Innovation Council, che sostiene le tecnologie innovative per aprire nuovi mercati a livello internazionale.

    A questo scenario generale, ha detto ancora Gabriel, fanno da sfondo le azioni che puntano ad ampliare la partecipazione di tutti i Paesi e in proposito, ha osservato, “la partecipazione dell’Italia alla ricerca europea è particolarmente significativa”.

    Dello stesso parere il ministro Messa: Horizon Europe “riveste per noi un’importanza cruciale” in quanto “è uno strumento che servirà non solo ad accrescere le capacità dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri nella competizione globale, ma anche a riequilibrare i territori, a dare possibilità di crescita sociale e culturale, oltre che scientifica, ai centri e alle periferie, grazie alle occasioni di collaborazione e di stimolo tra realtà differenti”. Per questo, ha aggiunto Messa, “ci aspettiamo di assistere a un progressivo miglioramento dei risultati della ricerca italiana e ci impegniamo a mettere in campo riforme e misure che servano anche a migliorare le condizioni di partenza, per fare in modo che i nostri ricercatori possano esprimersi al meglio e portare anche al di fuori dei confini nazionali il proprio contributo di innovazione, di idee e di creatività”.

    Anche per Marco Falzetti, direttore dell’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE), Horizon Europe “è certamente una grande opportunità per i nostri ricercatori di aver risorse importanti, ma non solo”.  Per la ricerca italiana è, per esempio, “un’occasione per crescere e internazionalizzarsi, così come il programma Erasmus aveva fatto per gli studenti universitari, creando un afflato europeo dal valore elevatissimo”.

  • L’approccio globale dell’Europa alla cooperazione in materia di ricerca e innovazione sarà strategico, aperto e reciproco

    La Commissione ha adottato una comunicazione sull’approccio globale alla ricerca e all’innovazione, la strategia dell’Europa per la cooperazione internazionale in un mondo che cambia. Con essa l’UE intende assumere un ruolo di guida nel sostegno ai partenariati internazionali in materia di ricerca e innovazione e fornire soluzioni innovative per rendere le nostre società verdi, digitali e sane.

    L’eccellenza della ricerca richiede la collaborazione delle migliori menti di tutto il mondo. Si tratta di una priorità strategica per l’UE. Tuttavia la cooperazione internazionale nelle attività di ricerca e innovazione avviene in un ambiente globale trasformato, in cui aumentano le tensioni geopolitiche e si rimettono in discussione i diritti umani e i valori fondamentali. La risposta dell’UE è dare l’esempio, promuovendo il multilateralismo, l’apertura e la reciprocità nella cooperazione con il resto del mondo. L’UE agevolerà le risposte globali alle sfide globali, come i cambiamenti climatici o le pandemie, nel rispetto delle regole internazionali e dei propri valori fondamentali e grazie al rafforzamento della propria autonomia strategica aperta.

    L’approccio globale alla ricerca e all’innovazione ribadisce l’impegno dell’Europa a favore di quel livello di apertura globale necessario a stimolare l’eccellenza e mettere in comune le risorse per realizzare progressi scientifici ed ecosistemi dell’innovazione dinamici. In quest’ottica l’UE collaborerà con partner internazionali per creare un’intesa comune su principi e valori fondamentali nelle attività di ricerca e innovazione, quali la libertà accademica, la parità di genere, l’etica della ricerca, la scienza aperta e l’elaborazione di politiche basate su dati concreti.

    La nuova strategia si basa su due obiettivi principali riuniti in modo equilibrato. In primo luogo, essa mira a creare un ambiente di ricerca e innovazione che sia basato su regole e valori e che sia anche aperto per definizione, per consentire ai ricercatori e agli innovatori di tutto il mondo di lavorare insieme in partenariati multilaterali per trovare soluzioni a questioni globali. In secondo luogo, essa mira a garantire la reciprocità e la parità di condizioni nella cooperazione internazionale nelle attività di ricerca e innovazione. La risposta globale dell’UE alla lotta contro la pandemia di coronavirus, anche attraverso piattaforme multilaterali e progetti nell’ambito di Orizzonte 2020, ha inoltre dimostrato che, unendo le forze, possiamo massimizzare l’accesso alle conoscenze scientifiche e alle catene del valore internazionali.

    Per realizzare questi obiettivi l’UE intraprenderà diverse azioni. Per esempio, l’UE sosterrà i ricercatori e le relative organizzazioni nel contribuire ad accelerare lo sviluppo sostenibile e inclusivo nei paesi a basso e medio reddito, anche attraverso un’ambiziosa “iniziativa con l’Africa” nell’ambito di Orizzonte Europa, intesa a rafforzare la cooperazione con i paesi africani. La Commissione intende presentare orientamenti sulle modalità per contrastare le ingerenze straniere negli organismi di ricerca e negli istituti di istruzione superiore dell’UE. Gli orientamenti aiuteranno le organizzazioni dell’UE a salvaguardare la libertà accademica, l’integrità e l’autonomia istituzionale.

    Orizzonte Europa, il prossimo programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione 2021-2027, costituirà uno strumento fondamentale per realizzare la strategia. Al fine di salvaguardare le risorse strategiche, gli interessi, l’autonomia e la sicurezza dell’UE, in via eccezionale il programma può limitare la partecipazione alle azioni, sempre in casi debitamente giustificati, affinché la norma resti un programma aperto. L’associazione di paesi terzi a Orizzonte Europa offrirà opportunità supplementari di partecipare al programma complessivo a condizioni generalmente analoghe a quelle degli Stati membri.

    Essenziali per il successo della strategia saranno un coordinamento e una collaborazione stretti fra l’UE e gli Stati membri. La Commissione promuoverà iniziative ispirate a un approccio del tipo “Team Europa“, che combina gli sforzi dell’UE, degli Stati membri e delle istituzioni finanziarie europee. Un elemento importante di questo approccio saranno le sinergie con altri programmi dell’UE, come lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale.

    Fonte: Commissione europea

  • La sanità sconta 14mila cervelli via in 10 anni e chiede investimenti nella ricerca

    La ricerca clinica in Italia langue. Da un lato, infatti, il finanziamento pubblico alle sperimentazioni indipendenti mirate allo sviluppo di nuove cure ancora insufficiente, dall’altro le regole attuali ostacolano gli scienziati e vanno velocizzate le procedure autorizzative e le approvazioni dei Comitati Etici. Senza contare ‘l’emigrazione’ dei cervelli verso l’estero, con una perdita di circa 14mila ricercatori dal 2008 ad oggi. Per questo – come da richiesta avanzata in una conferenza stampa dai principali gruppi di esperti che si occupano di sperimentazioni nel nostro Paese, cioè ACC (Alleanza Contro il Cancro), FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti), FICOG (Federation of Italian Cooperative Oncology Groups), Fondazione GIMEMA (per la promozione e lo sviluppo della ricerca scientifica sulle malattie ematologiche) e GIDM (Gruppo Italiano Data Manager) –  è necessario che finanziamenti dai 20 miliardi del Recovery Plan indirizzati alla sanità siano riservati proprio alla ricerca clinica indipendente.

    Servono, innanzitutto, più fondi. Nel 2018, rilevano le associazioni, solo 24 milioni 163mila euro sono stati erogati dal Ministero della Salute per sostenere le sperimentazioni non sponsorizzate dall’industria. Un abisso separa questa cifra dagli 806 milioni di dollari erogati negli Stati Uniti nel 2017 solo per gli studi sul cancro. Ma non solo. I gruppi di ricerca hanno anche inviato alle Istituzioni un documento in cui vengono delineati i tre capisaldi per il rilancio della ricerca clinica: semplificare e velocizzare le procedure autorizzative, stabilizzare contrattualmente il personale di supporto, potenziare le infrastrutture digitali per garantire un salto di qualità degli studi. E’ inoltre necessario, affermano, istituire al più presto un tavolo tecnico istituzionale.

    “Nel 2019, in Italia, sono state autorizzate 672 sperimentazioni, 516 profit e 156 no profit. E quasi il 40% ha riguardato l’oncologia – afferma Carmine Pinto, Presidente FICOG -. Le difficoltà a cui va incontro la ricerca non sponsorizzata dall’industria sono sintetizzate nella diminuzione del 4,1% del numero di studi indipendenti dal 2018 (27,3% del totale) al 2019 (23,2%). La parola d’ordine deve essere innanzitutto semplificazione poiché è eccessivo il peso della documentazione richiesta e richiede troppo tempo la necessità di ottenere l’autorizzazione di tutti i Comitati Etici ai quali afferiscono i centri coinvolti”. Altra criticità è quella del personale addetto in ricerca e sviluppo, che in Italia è intorno a 9 per 1000 unità di forza lavoro, rispetto a 15 per 1000 della Germania e a una media dell’Ue di circa il 12 per mille. E il nostro Paese è fanalino di coda fra i Paesi OCSE anche per numero di ricercatori occupati e figure specifiche necessarie. “Assistiamo – rileva Marco Vignetti, presidente Fondazione GIMEMA – a una estrema difficoltà ad ottenere una continuità di prestazioni lavorative e ad una costante migrazione di personale esperto verso aziende farmaceutiche, con la creazione di un preoccupante gap che rischia di compromettere la qualità della ricerca, soprattutto quella accademica”. In generale, in Italia la spesa in ricerca è pari all’1,2% del Pil, mentre la media dei Paesi Ue raggiunge il 2%, con la Germania quasi al 3%. Tuttavia il nostro Paese si distingue nel contesto europeo proprio per la qualità della ricerca. “Pur avendo poche risorse, gli studi condotti in Italia hanno cambiato la pratica clinica a livello internazionale ad esempio in diversi tumori, portando alla modifica di linee guida e raccomandazioni. E i lavori scientifici italiani in ambito oncologico – conclude Ruggero De Maria, Presidente ACC – sono tra i più citati al mondo, subito dopo quelli del Regno Unito”.

  • Coronavirus: la Commissione approva 40 milioni di euro dallo Stato italiano a sostegno della ricerca e dello sviluppo

    La Commissione europea ha approvato una misura italiana di aiuto di Stato per un importo di 40 milioni di euro, da destinare alle attività di ricerca e sviluppo dell’impresa biotecnologica ReiThera S.r.l. connesse al coronavirus. L’approvazione si inscrive nell’ambito del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza COVID-19.

    “Questa misura dell’Italia da 40 milioni di euro sosterrà la ricerca incentrata su un nuovo vaccino contro il coronavirus”, ha commentato Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza. “Continueremo a collaborare strettamente con gli Stati membri per favorire le misure nazionali che ci possono aiutare a fornire risposte alla pandemia, in linea con le norme dell’UE.”

    Nell’ambito del quadro temporaneo l’Italia ha notificato alla Commissione una misura di aiuto del valore di 40 milioni di euro a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo connesse al coronavirus svolte da ReiThera S.r.l., un’impresa di medie dimensioni con sede in Lazio che opera nel settore delle biotecnologie. Il sostegno pubblico assumerà la forma di sovvenzioni dirette.

    Scopo della misura è promuovere lo sviluppo di un nuovo vaccino contro il coronavirus, contribuendo così alla ricerca di soluzioni per affrontare l’attuale crisi sanitaria. Il vaccino sperimentale ReiThera è già stato oggetto di studi preclinici e di uno studio clinico di fase I, che ne ha dimostrato la sicurezza per adulti e anziani. Ora la misura aiuterà a predisporre e attuare la prossima tappa, che consiste in uno studio di fase II/III per confermare che il vaccino è sicuro ed efficace.

    La Commissione ha constatato che la misura di aiuto è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo: nello specifico i) coprirà meno del 60 % dei costi di ricerca e sviluppo e ii) i risultati delle attività di ricerca saranno messi a disposizione di terzi nello Spazio economico europeo a condizioni di mercato non discriminatorie attraverso licenze non esclusive.

    La Commissione ha concluso che la misura dello Stato italiano è necessaria, opportuna e proporzionata a quanto necessario per contrastare la crisi sanitaria. Su queste basi la Commissione ha approvato la misura di aiuto in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Fonte: Commissione europea

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