Ricerca

  • Ricercatori italiani individuano una dozzina di stelle risalenti all’origine dell’universo

    Uno studio italiano ha trovato una dozzina di stelle tra le più antiche del cosmo, si tratta di stelle primordiali, formate solo da idrogeno, elio e litio, talmente antiche da essere considerate possibili candidate tra quelle della prima popolazione di stelle nella storia dell’universo, la cosiddetta Popolazione III.

    Sono illustrate nello studio pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, dal gruppo di astronomi guidato dagli italiani, Eros Vanzella e Massimo Meneghetti, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Bologna.

    Queste stelle, secondo l’ipotesi dei ricercatori italiani, sono incontaminate. Sarebbero, infatti, formate solo da tre elementi, i più semplici della tavola periodica, forgiati col Big Bang: idrogeno, elio e una spolverata di litio. I ricercatori sono riusciti a scovarle grazie allo strumento Muse (Multi Unit Spectroscopic Explorer) del Very Large Telescope (Vlt) dell’Osservatorio Europeo Meridionale (Eso), puntandolo in direzione della costellazione di Eridano. Per individuare queste stelle, gli astronomi hanno usato un effetto previsto dalla relatività generale di Albert Einstein chiamato lente gravitazionale. E’ un effetto lente d’ingrandimento in base al quale una galassia massiccia, in questo caso MACS J0416, distorce la luce proveniente da un altro oggetto posto alle sue spalle e la amplifica, permettendo di osservarlo meglio.

    Per avere un’idea della lontananza di queste stelle, spiegano gli esperti, basta pensare che, pur avendo una massa circa mille volte il Sole, ed essendo circa 20 volte più calde della nostra stella, “sono così lontane da produrre una luce 400 miliardi di volte più fioca della stella più debole a occhio nudo”, rilevano.

    Per avere una conferma che si tratta proprio di alcune delle stelle più antiche del cosmo, concludono, “occorrerà attendere le osservazioni del telescopio Elt (Extremely Large Telescope)”, che vedrà la luce nel 2025.

  • 10 miliardi di dollari per combattere i cambiamenti climatici: la nuova sfida di Jeff Bezos

    Il fondatore e CEO di Amazon, Jeff Bezos, ha annunciato che investirà 10 miliardi di dollari per un nuovo fondo volto a combattere i cambiamenti climatici. La neo fondazione comincerà ad erogare borse di studio già dalla prossima estate. L’Earth Fund, questo il nome del progetto, finanzierà scienziati, attivisti, ONG impegnati a dare il proprio contributo per proteggere il mondo naturale.

    “Il cambiamento climatico è la più grande minaccia per il nostro pianeta”, ha detto Bezos, che e ha aggiunto: “Voglio lavorare a fianco degli altri sia per ampliare quanto già si conosce sia per esplorare nuove modalità per combattere l’impatto devastante dei cambiamenti climatici su questo pianeta che tutti condividiamo”.

    Amazon si affida ai combustibili fossili per alimentare i veicoli che spediscono i suoi pacchetti. Si è impegnata a diventare a zero emissioni di carbonio entro il 2040 e per questo ha già ordinato 100.000 camion elettrici per effettuare le consegne.

    I suoi dipendenti hanno spesso criticato alcune delle caratteristiche di lavoro, in particolare quelle afferenti l’imballaggio dei prodotti che crea troppi rifiuti e le emissioni provocate dalle enormi flotte di veicoli impiegati per le consegne.

  • Leucemia quasi debellata, ma i farmaci restano cari

    Negli ultimi 10 anni sono stati fatti progressi notevoli nella lotta ai tumori del sangue. «Sono ‘esplosi’ i farmaci biologici, che diversamente da quelli chemioterapici sono molto più mirati sul bersaglio da colpire, come missili che non producono danni collaterali. Gli anticorpi monoclonali, validi anche contro i tumori solidi, 10 anni fa non c’erano» spiega il professor Mario Lazzarino, per anni direttore della Clinica Ematologica del Policlinico San Matteo di Pavia.

    Sua moglie, Enrica Morra, da anni è impegnata, come coordinatrice scientifica della Rete Ematologica Lombarda e come presidente della Fondazione Malattie del Sangue, a promuovere la ricerca terapeutica, a fornire formazione specialistica al personale sanitario e assistenza psicologica a chi è colpito da malattie del sangue ed è in cura al Niguarda di Milano. «Grazie all’immunoterapia chi è colpito da malattie del sangue di modesta entità può contare su una vita regolare, mentre per chi è colpito da malattie più gravi le aspettative di vita sono comunque buone» sottolinea ancora Lazzarino, spiegando che «attraverso l’immunoterapia vengono prelevati linfociti propri della persona da curare e questi linfociti vengono educati in vitro in laboratorio a riconoscere il tumore da colpire una volta reimmessi nel paziente. Trattandosi di linfociti propri il reimpianto non crea problemi e i linfociti, moltiplicati in vitro, possono aggredire il tumore e distruggerlo».

    «I tumori del sangue – prosegue – sono in aumento, ma perché è in aumento l’età media della vita che è ormai di oltre 80 anni per gli uomini e di 85 per le donne. Aumentano peraltro anche le guarigioni dalle leucemie. Anche il trapianto allogenico ha dato buoni risultati e sono lontani i tempi nei quali potevamo solo diagnosticare il male e basta perché non avevamo strumenti per curarlo».

    Buone le prospettive terapeutiche, problematica resta la sostenibilità economica delle stesse. «Le istituzioni fanno molto e la sanità lombarda funziona» premette Lazzarino. «Il problema – continua – è la sostenibilità della spesa. Le cure costano migliaia di euro, a volte anche centinaia di migliaia di euro. Le istituzioni devono quindi sostenere la ricerca e ogni ospedale deve fare ricerca».

  • Anche la Commissione UE scende in campo per la Notte europea dei ricercatori

    La Rappresentanza a Milano della Commissione europea partecipa a MEETmeTONIGHT, l’evento dedicato alla notte europea dei ricercatori in Lombardia e in Campania.

    “C’è un’Europa della ricerca che funziona. L’Unione europea ha investito 150 miliardi di euro negli ultimi 35 anni per finanziare la ricerca e l’innovazione. Con le borse Marie Sklodowska-Curie sosteniamo i ricercatori nelle varie fasi della loro carriera. Attraverso lo European Research Council (ERC), una sorta di “Champions League della scienza”, abbiamo premiato circa 9 mila ricercatori di eccellenza, tra cui più di 800 italiani”, ha dichiarato Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea.

    A Milano, dal 27 al 28 settembre, lo stand “EU CORNER” della Commissione europea all’interno dei Giardini Indro Montanelli diffonderà la cultura scientifica e i risultati della ricerca europea attraverso un ricco palinsesto di eventi dedicato ai cittadini di tutte le età:

    –          Venerdì 27 e sabato 28, presso lo stand EU CORNER: laboratori per gli studenti e i curiosi, a cura dell’associazione Leo Scienza sui temi dell’ambiente, della sostenibilità e della scienza.

    –          Venerdì 27 settembre, alle 15.00 e alle 18.30, presso Area Spettacoli: Viaggio nel tempo, pièce teatrale a cura dell’associazione Leo Scienza.

    –          Venerdì 27 settembre, ore 18.30, allo Spazio Talk: “Europa della ricerca: sfide, risultati e opportunità”, dialogo con Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea, e Alessandra Luchetti, Capo dipartimento Agenzia Esecutiva per la Ricerca della Commissione europea. Modera Maurizio Melis, Radio 24.

    –          Sabato 28 settembre, alle 12.00 e alle 16.00, presso Area Spettacoli: Sull’isola deserta, pièce teatrale a cura dell’associazione Leo Scienza.

    Perché l’Europa investe nella ricerca?

    L’Unione europea è sempre più leader mondiale nella ricerca scientifica, anche grazie ai programmi europei che finanziano la ricerca di eccellenza, la mobilità dei ricercatori e le collaborazioni transnazionali. Lo dimostrano lo European Research Council (ERC), e le azioni Marie Sklodowska-Curie per la formazione e la mobilità dei ricercatori.

    Queste iniziative, così come la Notte europea dei ricercatori, fanno parte di Horizon 2020, il noto programma UE attraverso il quale sono stati stanziati 77 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 a favore della ricerca, della crescita e della creazione di posti di lavoro. I fondi europei nel campo della ricerca hanno portato alla scoperta di esopianeti abitabili, a realizzare una mano bionica intelligente, a creare per la prima volta l’immagine di un buco nero e a ricercare nuove terapie contro malattie neuro-degenerative, tumori, epatiti.

    Finanziamenti Ue per la ricerca nel periodo 2021-2027

    La ricerca e l’innovazione restano tra le priorità più importanti della Commissione europea anche nei prossimi anni: sulla base del successo di Horizon 2020, la Commissione europea ha proposto un nuovo programma per il periodo 2021-2027 con il nome di Horizon Europe. Con una dotazione finanziaria, proposta dalla Commissione europea, di 100 miliardi di euro, il nuovo programma sosterrà la scienza aperta, l’innovazione e le risposte europee alle sfide delle nostre società. Sempre nel campo dell’innovazione, la Commissione ha anche proposto il nuovo programma “Digital Europe”, con un bilancio di 9 miliardi di euro dedicato all’intelligenza artificiale, alla cybersicurezza e allo sviluppo delle competenze digitali dei giovani europei.

     

  • Ricerca Usa evidenzia come si crea la dipendenza da cocaina

    L’uso continuo di cocaina modifica l’espressione di un gene, rendendolo più attivo, nell’ippocampo, che è una parte del cervello responsabile della memoria e dell’apprendimento. Lo rileva uno studio della Michigan State University, pubblicato sul Journal of Neuroscience, che indica in questo effetto una delle possibili spiegazioni della dipendenza da cocaina.

    Gli studiosi ritengono che quando questo gene è ‘attivo’, il cervello di un tossicodipendente crei legami più forti tra la droga e l’ambiente in cui viene assunta, il che porta a elaborare ricordi positivi e rende più propensi a riutilizzarla. Svolgendo la propria ricerca su topi, gli studiosi hanno rilevato che i roditori a cui veniva somministrata quotidianamente cocaina mostravano una maggiore espressione di questo gene rispetto a quelli a cui era stata data una soluzione salina. L’uso continuo di cocaina ha causato una modificazione che ha reso il gene più attivo.

  • Bando per la ricerca sanitaria ‘Benessere animale e sicurezza alimentare’ per sviluppare studi rilevanti

    Con il Bando della ricerca finalizzata 2019, il Ministero della Salute mette a disposizione 100 milioni di euro per la ricerca sanitaria.
    Possono presentare progetti di ricerca di durata triennale tutti i ricercatori del Servizio sanitario nazionale “che abbiano un esplicito orientamento applicativo e l’ambizione di fornire informazioni utili ad indirizzare le scelte dell’assistenza sanitaria pubblica, dei pazienti e dei cittadini”.
    Le risorse economiche sono relative agli anni finanziari 2018 e 2019, sulla base del Programma nazionale della ricerca sanitaria 2017-2019.
    Giovani ricercatori- Il bando prevede diverse tipologie progettuali. Due tipologie di progetti sono state dedicate ai giovani ricercatori di età inferiore ai 40 anni e per gli “starting grant” sotto i 33 anni di età. Ai progetti dei giovani ricercatori sono destinati 50 milioni di euro.
    Sviluppare studi rilevanti per la sanità e benessere animale e per la sicurezza alimentare – Fra le finalità dei progetti figura lo sviluppo di  studi rilevanti per la sanità e benessere animale e per la sicurezza alimentare: ricerca applicata (change-promoting) o progetti finalizzati all’acquisizione di nuove conoscenze (“theory-enhancing”). Il Programma nazionale della ricerca sanitaria contempla obiettivi di  miglioramento dello stato di salute degli animali, sia domestici che allevati, e il mantenimento di livelli elevati di sicurezza alimentare, in un approccio integrato di “one health”.
    La ricerca in sanità animale – è scritto nel Programma nazionale- ha contribuito largamente allo sviluppo dell’innovazione avendo come obiettivi l’incremento delle garanzie per la sicurezza alimentare, l’aumento della produttività zootecnica, il miglioramento del benessere animale e la riduzione dell’impatto delle produzioni zootecniche sull’ambiente. La ricerca in sanità veterinaria ha legami con la società, l’economia, l’ambiente e lo sviluppo tecnologico sono indiscussi ed in continuo mutamento. E’ necessario inoltre promuovere maggiormente la ricerca applicata concernente la salute e il benessere degli animali, i cui risultati possono integrarsi con la ricerca condotta sull’uomo ed offrire soluzioni a problemi concreti come: il cambiamento climatico responsabile di sollecitazione termica; il controllo e la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nel settore dell’allevamento; l’uso di mangimi non convenzionali; le malattie sia nuove che recidivanti; la possibilità di controllare la propagazione di zoonosi nell’ambiente; le procedure standardizzate e la moltiplicazione degli strumenti in azienda per una diagnosi e un controllo precoci e rapidi delle malattie; l’analisi dei meccanismi di difesa; lo studio delle razze più resistenti; lo sviluppo di nuove caratteristiche sanitarie per gli animali; lo sviluppo di modelli di allarme precoce; gli indicatori oggettivi e pratici di benessere che si potrebbero utilizzare nei sistemi facoltativi di gestione agricola; l’ottimizzazione delle caratteristiche di comportamento/benessere; le nuove caratteristiche per il comportamento/il benessere degli animali. Inoltre, è importante garantire un’adeguata ricerca nello sviluppo di nuovi agenti antimicrobici e di alternative per curare gli animali.
    Presentazione dal 16 settembre- Sono on line le procedure di presentazione dei progetti a partire dal 16 settembre. La data ultima per l’invio del
    progetto al Ministero della salute da parte del destinatario istituzionale, è il 27 novembre 2019.

     

    Fonte: @nmvioggi.it

  • Big Data, Deep Science il tema centrale di Trieste Next 2019, festival della ricerca scientifica presentato nella sede della Rappresentanza a Milano della Commissione europea

    Si svolgerà dal 27 al 29 settembre Trieste Next 2019, il festival della ricerca scientifica di Trieste, Città Europea della Scienza 2020, giunto all’ottava edizione. Intitolato quest’anno, Big Data, Deep Science: il futuro della scienza e degli umani nell’era dell’intelligenza aumentata, l’evento è stato presentato a Milano nella sede della Rappresentanza della Commissione europea. Grazie all’intervento di studiosi, ricercatori ed esperti del settore, l’attenzione sarà puntata sui ‘big data’, immense quantità di informazione che caratterizzano la ricerca di oggi e del futuro. I big data sono ormai fondamentali nei campi di ricerca più disparati, a partire dalla medicina passando per il clima, l’intelligenza artificiale, le neuroscienze, l’applicazione nel campo industriale e molto altro ancora. Importante sarà anche l’appuntamento con la nuova nave di ricerca oceanografica “Laura Bassi” dell’OGS, presentata per la prima volta in esclusiva al pubblico in occasione del festival.
    La manifestazione si svolge in collaborazione con la Commissione europea e si avvale della partecipazione degli enti di ricerca di Trieste, un polo scientifico a massimi livelli nel panorama internazionale, che l’anno prossimo ospiterà ESOF 2020. Trieste Next 2019 gode inoltre del patrocinio dello European Research Council (ERC), l’agenzia dell’Unione europea che finanzia la ricerca di eccellenza e di frontiera in Europa in tutti i campi scientifici. La manifestazione è promossa da Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, Italypost, Scuola Internazionale Superiore di Studi avanzati (SISSA), Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS), Immaginario Scientifico e Area Science Park. Ente co-promotore della manifestazione, che gode anche del patrocinio di ESOF 2020, è la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Trieste Next è un progetto di Trieste Città della Conoscenza, la rete che unisce le realtà delle ricerca triestina, che promuove il dialogo fra scienza e cittadini. Il 27 settembre, in contemporanea con il primo giorno del festival, si svolgerà a Trieste, assieme a tante altre città italiane, la Notte Europea dei Ricercatori. Il calendario completo della manifestazione è disponibile sul sito di Trieste Next (www.triestenext.it), compresa la lista dei relatori con le relative biografie.

  • Il Roadshow della Commissione europea dedicato a innovazione e ricerca fa tappa a Milano

    L’Italia dell’innovazione si dà appuntamento a Milano il prossimo 28 giugno,  all’Auditorium Fondazione Cariplo (Largo Gustav Mahler), per l’EIC Roadshowevento dedicato al sostegno nei confronti dell’innovazione e della ricerca, organizzato dalla Commissione europea in cooperazione con il MIUR e APRE (Agenzia per la promozione della ricerca europea). Durante l’evento informativo a carattere nazionale verrà annunciato il lancio del programma pilota “European Innovation Council – EIC 2019 – 2020”, con un budget stanziato di circa 2,2 miliardi di euro. Avrà lo scopo di sostenere l’innovazione di alto livello, imprenditori, piccole imprese e scienziati con idee brillanti e l’ambizione di crescere a livello internazionale. Nel corso della giornata saranno in particolare presentati i dettagli operativi degli strumenti Pathfinder (FET Open e FET Proactive), a supporto di ambiziosi progetti di ricerca collaborativa focalizzati su tecnologie emergenti, e Accelerator (SME Instrument), dedicato ad aziende e start up a vocazione fortemente innovativa, con l’obiettivo di accelerare i loro processi di crescita sui mercati europei e globali (scaling up). L’evento sarà aperto dagli interventi di Teresio Testa, Executive Director, SME Sales & Marketing di Intesa Sanpaolo, di Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea e di Fabrizio Sala, Vicepresidente e assessore per la Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione della Regione Lombardia. Seguiranno gli interventi dei rappresentanti della DG Ricerca e Innovazione della Commissione europea, del MIUR, del CNR, della Cassa Depositi e Prestiti e di altri enti pubblici e privati. L’evento, organizzato in cooperazione con il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca e APRE (Agenzia per la promozione della ricerca europea), si rivolge principalmente ai ricercatori, alle spin off, start up e PMI innovative, oltre che alle strutture di supporto (grant office e TTO) all’interno delle organizzazioni di ricerca.

    Il pilota “European Innovation Council” ha lo scopo di sostenere l’innovazione di alto livello, imprenditori, piccole imprese e scienziati con idee brillanti e l’ambizione di crescere a livello internazionale. Sarà soprattutto lo strumento che permetterà una transizione tra l’attuale programma Ue dedicato alla ricerca, Horizon 2020, e il futuro programma Horizon Europe.  Nella sua proposta, la Commissione europea ha strutturato Horizon Europe su tre pilastri: scienza aperta, sfide globali e competitività industriali e infine innovazione aperta. Quest’ultimo pilastro, a cui la Commissione propone di assegnare 13,5 miliardi di euro, mira a rendere l’Europa leader nell’innovazione in grado di creare nuovi mercati proprio attraverso il Consiglio europeo per l’innovazione (European Innovation Council).

    Fonte: Commissione europea

  • L’UE stanzia 100 milioni di euro supplementari per favorire i programmi di ricerca e di mobilità degli studenti

    A seguito dell’accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio in merito al bilancio dell’UE 2019 , la Commissione europea ha proposto di aggiungere 100 milioni di euro al finanziamento dei programmi faro dell’UE: Orizzonte 2020 e Erasmus+. Questi fondi supplementari contribuiranno a rafforzare la risposta dell’UE dinanzi a sfide fondamentali quali i cambiamenti climatici e ad adattare ulteriormente il settore dell’istruzione alle esigenze del mercato del lavoro. Dei 100 milioni di euro supplementari, 80 milioni sono destinati alla ricerca sul clima nell’ambito di Orizzonte 2020, il programma di ricerca e innovazione dell’UE. Questo denaro contribuirà all’ambizioso obiettivo di destinare il 35% della dotazione di bilancio di Orizzonte 2020 alla ricerca sul clima.

    I restanti 20 milioni di euro andranno a sostegno del programma dell’UE per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport in Europa, Erasmus+. Questi fondi supplementari contribuiranno inoltre a istituire entro il 2025 le “Università europee”, una nuova iniziativa dell’UE e una pietra angolare dello Spazio europeo dell’istruzione. Entro il 2021 l’UE intende istituire 12 università europee che consentiranno agli studenti di ottenere un diploma combinando gli studi in diversi paesi dell’UE e contribuiranno alla competitività internazionale delle università europee nell’UE e nel resto del mondo.

    La proposta adesso richiede l’approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio.

    Fonte: Commissione europea

  • Restano ancora pochi giorni per il bando per la valutazione del rischio Focal Point EFSA

    EU-FORA è il programma europeo di borse di formazione in valutazione del rischio alimentare. Candidature entro il 31 gennaio 2019. L’EFSA invita potenziali borsisti ed enti ospitanti a candidarsi per il ciclo 2019-2020 del suo Programma europeo di borse di formazione in valutazione del rischio alimentare (EU-FORA), una “iniziativa cruciale per creare nell’UE competenze di valutazione scientifica del rischio e la relativa comunità del sapere”.
    Al Bando EU FORA – promosso dal Focal Point Nazionale di EFSA – possono partecipare medici veterinari, professionisti e scienziati a inizio e metà carriera, provenienti da Paesi dell’UE e dell’EFTA. Fulcro del programma di formazione è la valutazione del rischio chimico e microbiologico. I borsisti verranno inseriti in un organismo europeo situato al di fuori del proprio Paese di residenza, integrati completamente nei siti ospitanti, parteciperanno al lavoro dell’ente, acquisiranno esperienza di prima mano e accresceranno le proprie conoscenze su molti aspetti scientifici inerenti alla valutazione dei rischi per la sicurezza alimentare.
    Il Focal Point nazionale di EFSA è collocato presso la Direzione generale degli Organi Collegiali per la Tutela della Salute del Ministero della Salute. Il Focal Point è deputato alla collaborazione con l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) anche promuovendone le iniziative.

    Fonte: @nmvioggi.it

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