Solidarietà

  • Un albero per la solidarietà europea

    Lunedì 30 maggio alle 18:00, nel giardino di via Gaetano di Castilla presso l’area del Bosco Verticale a Milano, si terrà una cerimonia simbolica per affermare i valori europei. Per l’occasione sarà piantato un ciliegio donato dal Comune di Milano alle istituzioni europee. Simbolo della vita, l’albero ricorda i valori della pace e della solidarietà che i popoli europei e le loro istituzioni hanno supportato durante la pandemia e nei confronti dei cittadini in fuga dalla guerra in Ucraina.

    All’evento saranno presenti il presidente della Regione Lombardia, le assessore al Verde del Comune di Milano e del Comune di Bergamo, la direttrice generale della comunicazione della Commissione europea Pia Ahrenkilde Hansen, il direttore degli Uffici di collegamento della Direzione generale della comunicazione del Parlamento europeo Stephen Clark e i consoli di alcuni paesi europei a Milano.

    Durante la cerimonia sarà proiettato un video a testimonianza delle azioni concrete che i popoli europei hanno messo in atto in nome dell’aiuto reciproco, durante le dolorose vicende della crisi pandemica prima, e dell’aggressione all’Ucraina poi. Intorno alle 18:40, è previsto un punto stampa.

    Alla celebrazione parteciperanno anche i responsabili dei centri EUROPE DIRECT, primo punto di contatto dei cittadini sul territorio europeo per conoscere l’Unione europea e le opportunità che offre. La cerimonia avviene in apertura della riunione generale di tutti i centri europei “Next Generation EUROPE DIRECT”, che si terrà a partire dal 31 maggio presso il Superstudio Maxi.

    Fonte: Commissione europea

  • Nasce CSRstars, il magazine della responsabilità sociale condivisa

    Un dialogo aperto tra Terzo Settore e aziende attente alla responsabilità sociale con l’obiettivo di promuovere una piena cultura della donazione trasparente. Nasce così CSRstars, il nuovo magazine online da oggi interamente dedicato ai principali attori della responsabilità sociale condivisa.

    Onlus, Fondazioni, imprenditori, ma anche responsabili CSR di grandi e medie imprese, saranno loro a dar vita ai contenuti della testata attraverso interviste, approfondimenti e tante news.

    Il direttore editoriale è Angelo Fasola, già protagonista del mondo della corporate social responsability con la piattaforma TrustMeUp, l’unica che consente di fare donazioni e recuperare l’importo donato sotto forma di credito e di sconto da spendere nei negozi convenzionati.

    Approfondimenti su campagne, progetti e case history sui temi della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa sotto la supervisione del Direttore Responsabile Giovanni Perilli.

    La presentazione ufficiale del magazine si terrà lunedì 30 maggio alle ore 18.00 presso Galleria San Babila, 4a a Milano. Al termine dell’evento gli ospiti presenti avranno modo di registrare delle pillole video da pubblicare sul sito CSRstars.it per valorizzare la propria realtà e i progetti di sostenibilità attivi nella propria organizzazione.

    Per partecipare all’evento di presentazione scrivere a info@csrstars.it

  • Un goal per l’autismo, Nazionale Azzurri e Nazionale Non Profit in campo per la Partita del Sole

    In occasione della Giornata mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, il 2 aprile, la Nazionale Azzurri e la Nazionale Italiana Non Profit presentano il progetto “WeAut” dedicato alla creazione di centri specializzati per bambini autistici.

    La prima struttura verrà realizzata in zona Fiumicino, in provincia di Roma, e sarà operativa entro l’anno. Diverse le sezioni dove i bambini/ragazzi tra i 6 e i 14 anni potranno essere affiancati in attività terapeutiche, sportive e ricreative grazie alla presenza di terapisti/educatori ABA e formatori.

    La struttura, che rappresenterà il primo Centro terapeutico a carattere ricreativo-scolastico-sportivo in Italia, ospiterà esternamente anche dei percorsi di atletica che consentiranno ai bambini e agli operatori di lavorare insieme e migliorare passo dopo passo la propria psicomotricità.

    Proprio a questo progetto è dedicata la raccolta fondi dei tre incontri calcistici della Partita del Sole, ideata e promossa dalla Nazionale Azzurri, dall’Associazione Art & Luxury e dalla RDF Comunicazione, in partnership con TrustMeUp e con Cavalieri di Malta – OSJ. La prima partita si disputerà il prossimo 23 giugno presso lo stadio Del Duca di Ascoli Piceno e vedrà scendere in campo, da un lato la Nazionale Italiana Non Profit e dall’altro la Nazionale Azzurri, uniti nella promozione e creazione di una nuova responsabilità sociale condivisa.

    I successivi incontri de “La partita del Sole 2022” si svolgeranno a settembre a Malta, presso lo Stadio Nazionale “Ta’ Qali” e a dicembre presso lo Stadio San Nicola di Bari.

    “Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare la comunità sul mondo del Non Profit e, nel caso specifico di questi eventi, su progetti sociali come quello di “WeAut” per l’autismo, disturbo che in Italia interessa 1 bambino su 77 nella fascia di età 7-9 anni” – commenta Angelo Fasola, CEO di TrustMeUp e Presidente della Nazionale Italiana Non Profit. “Crediamo fortemente – aggiunge – che attraverso lo sport, si possano veicolare importanti messaggi sociali ed inclusivi”.

    Alessandro Arena, presidente della Nazionale Azzurri, realtà che da anni è dedita all’organizzazione di grandi eventi sportivi a scopo di beneficenza, e CEO di WeAut da promotore del progetto aggiunge: “Sostenendo le Partite del Sole, la Nazionale Azzurri fissa, quale obiettivo principe per questo 2022, lo sviluppo del progetto WeAut. La struttura che andremo a realizzare permetterà ai bimbi autistici di studiare, praticare sport, educarsi e crescere come tutti gli altri coetanei. Essere concretamente al loro fianco per migliorare le loro capacità cognitive e motorie, anche attraverso lo sport, è un nostro impegno, un mio impegno, che porteremo avanti anche grazie e attraverso l’aiuto di tantissime persone, testimonial e personaggi dello spettacolo”.

    Testimonial del progetto “Partite del Sole” è Alessio Sakara, conduttore televisivo, attore e campione di Mix Martial Art.

    I biglietti saranno prossimamente acquistabili sul sito di Vivaticket e in tutte le ricevitorie nazionali convenzionate.

    L’acquisto del biglietto verrà ricompensato al 100% in sconti per acquisti da utilizzare sulla piattaforma partner TrustMeUp.com.

  • TrustMeUp apre agli e-commerce che scendono in campo per le donazioni “a costo zero”

    Raddoppiare il valore delle donazioni ed essere una nuova fonte di acquisizione e fidelizzazione clienti per e-commerce, creando una nuova CSR (Corporate Social Responsibility o responsabilità sociale d’impresa) condivisa che permette ai consumatori di donare-comprando “a costo zero”. È questa la proposta di TrustMeUp, l’unica piattaforma web internazionale che trasforma ogni acquisto in donazione e ricompensa ogni donazione al 100% in sconti per acquisti digitali.

    La piattaforma rappresenta una nuova frontiera dello shopping digitale dove gli e-commerce e i loro clienti vengono premiati per aver sostenuto le organizzazioni e gli enti benefici che con la loro attività fanno la differenza. I consumi, fatti in modo differente e consapevole, possono impattare positivamente sulla società e aiutare il mondo del Non Profit in maniera semplice, sostenibile e senza costi aggiuntivi.

    Tramite la piattaforma i consumatori possono donare mediamente il 15% dell’importo speso in uno dei negozi online aderenti, direttamente al momento dell’acquisto e senza costi aggiuntivi (DonaComprando). Alternativamente possono effettuare una donazione, di qualsiasi importo, a favore di un Ente Non Profit presente all’interno di TrustMeUp e trasformare lo stesso valore in uno sconto digitale, da utilizzare in seguito in uno degli e-commerce presenti (Dona-Ricevi-Compra). Il tutto sempre sicuro e trasparente grazie alla blockchain.

    Infine, TrustMeUp emetterà per conto dell’Associazione Non Profit cui è stata fatta la donazione una ricevuta valida ai fini delle detrazioni fiscali.

    Tra le 44 realtà non profit che hanno già aderito al suo modello innovativo di raccolta fondi per il Terzo Settore, la piattaforma conta associazioni come Fondazione Telethon, SOS Villaggi dei Bambini, Fondazione Albero della Vita Onlus e City Angels.

  • Oltre 2,5 milioni di profughi dall’Ucraina, più di 35mila raggiungono il Belpaese

    Non si ferma l’esodo di donne, bambini e uomini dall’Ucraina: oltre 2,5 milioni di rifugiati hanno varcato le frontiere per sfuggire ai missili e alla violenza del conflitto. “Stimiamo che almeno due milioni, ma sono certo molti di più, hanno lasciato le proprie case all’interno dell’Ucraina. E’ una delle crisi umanitarie più gravi che l’Europa abbia conosciuto dalla Seconda Guerra Mondiale. In circostanze così tragiche, così drammatiche, è importantissima la solidarietà”, ha detto Filippo Grandi, Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. “Le persone in fuga – ha aggiunto – stimiamo siano oltre 12 milioni: hanno bisogno di tutto: di generi di prima necessità, di coperte per ripararsi dal freddo, di cibo, di medicine; lo stesso dicasi i rifugiati che si trovano nei paesi vicini. Ci sarà poi bisogno di molta accoglienza soprattutto se la crisi durerà parecchio tempo, come temiamo”.

    Numeri confermati anche dal rappresentante Ue per la Politica Estera, Josep Borrell, che con l’Alto Commissario Grandi ha tenuto un faccia a faccia ad Antalya, in Turchia, sottolineando la necessità urgente di corridoi umanitari. «Le persone in Ucraina non hanno accesso al cibo, all’acqua, al riscaldamento, con temperatura gelide, a causa della pioggia di bombardamenti russi”, ha evidenziato.

    In Italia sono 34.851 i profughi entrati dall’inizio del conflitto fino a oggi: 17.685 donne, 3.040 uomini e 14.126 minori. Regioni e governo hanno avviato discussioni per il trasferimento di risorse economiche destinate all’accoglienza “ne parleremo anche con il ministro Franco, però è chiaro che, come per l’emergenza Covid, si cercherà di andare incontro alle esigenze delle Regioni”, aveva anticipato il ministro degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini. “C’è uno straordinario spontaneismo nel nostro Paese, come sempre quando c’è un’emergenza, noi stiamo cercando di dare ordine a questo spontaneismo”, ha concluso.

    Intanto gli enti locali si organizzano, da nord a sud della Penisola. In Veneto sono stati messi a disposizione tre hub accoglienza e già alcune decine di persone, soprattutto donne e bambini, vengono ospitati negli ex ospedali di Noale (Venezia), Valdobbiadene (Treviso) e Isola della Scala (Verona). Sono 26 gli hub sanitari distribuiti nel territorio per tamponi, vaccini ed eventuale assistenza sanitaria. Nelle Marche nei primi 10 giorni di marzo erano già arrivati 1200 profughi; 2038 erano giunti invece a Napoli; 44 in Salento, 41 a Bari dove, dopo 40 anni di chiusura, torna a splendere il teatro comunale di Acquaviva delle Fonti e in anteprima rispetto all’inaugurazione in programma per il 30 marzo, il teatro ha aperto per raccogliere fondi per le esigenze dei primi profughi ucraini arrivati. In Friuli Venezia Giulia invece i medici di medicina generale, compresi quelli in pensione, sono pronti a dare la propria totale disponibilità per offrire assistenza sanitaria ai profughi. Una piattaforma on line per raccogliere e mappare i servizi e le disponibilità per l’accoglienza dei cittadini ucraini, “Sicilia per l’Ucraina”, è stata realizzata dal governo Musumeci.

    Il presidente della Camera Roberto Fico condivide la richiesta di un censimento dei profughi ucraini in arrivo in Italia, sostenuta anche dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, e chiede che gli ucraini siano sottoposti a screening sanitari in appositi hub. “Ci troviamo a fronteggiare la più grande ondata di rifugiati nella storia europea dalla Seconda Guerra mondiale ed è per questo che dobbiamo aiutare i rifugiati e dobbiamo costruire un sistema per cercare di affrontare il problema. È esattamente quello che stiamo facendo qui, a Varsavia. So che tutta l’Unione europea è unita”, ha detto Rafał Trzaskowski, sindaco di Varsavia.

  • “Uniti in campo per fare del bene”: nasce la Nazionale Italiana delle Associazioni Non Profit

    “Uniti in campo per fare del bene”. Mai come ora, lo sport può essere volano di solidarietà a dimostrazione che l’unità di intenti può andare oltre ogni bandiera e colore di appartenenza. Da queste considerazioni nasce la Nazionale Italiana Non Profit di calcio, un’idea di Angelo Fasola, CEO di TrustMeUp, la nuova e rivoluzionaria piattaforma che dà voce alle cause di Associazioni Non Profit, e Thomas Molendini, presidente Art & Luxury, Associazione Non Profit.

    La prima partita della Nazionale Italiana Non Profit è in programma nell’estate 2022, partecipando alla “Partita del Sole”, ideata dalla Nazionale Azzurri.

    Uniti dallo sport per fare del bene: è il nostro appello rivolto a tutte le realtà del Terzo Settore che abbiano voglia di scendere in campo per una nuova responsabilità sociale e condivisa. Desideriamo essere l’esempio di come sia possibile raggiungere obiettivi comuni superando le differenze, i colori e le bandiere”, commenta Angelo Fasola, CEO di TrustMeUp che aggiunge: “Ogni partita sosterrà un progetto specifico, in accordo con le associazioni aderenti alla nazionale”.

    La Nazionale Italiana Non Profit sta selezionando le 25 Associazioni che desiderano aderire al progetto e scendere in campo già per gli eventi in programma nel 2022.

    Per informazioni e candidature: info@nazionalenonprofit.org

  • Regioni europee in prima linea per l’emergenza profughi dall’Ucraina

    Le Regioni e le città europee passano come testimone al dibattito sul Futuro dell’Europa un Manifesto, approvato all’unanimità al Summit di Marsiglia: vuole sottolineare come per un miglior funzionamento democratico dell’Europa serva un maggior coinvolgimento delle regioni stesse, delle città e dei piccoli comuni. Più coesione, più sussidiarietà, si chiede, puntando anche a raggiungere così una maggior partecipazione dei cittadini. Tra le possibili riforme, anche maggiori poteri del Comitato europeo delle Regioni, che potrebbe venir dotato di un ruolo vincolante – e non solo consultivo – negli ambiti strategici con una chiara dimensione territoriale.

    Alla due giorni del Summit di Marsiglia, organizzato a inizio mese dal Comitato nella città francese nell’ambito della presidenza di turno Ue, si è imposta però l’attualità, con l’attacco della Russia all’Ucraina. E dalla sussidiarietà si è passati in un attimo alla solidarietà, stravolgendo l’agenda dell’evento, sia nel dibattito e sia per dar spazio ai collegamenti con gli esponenti dei territori ucraini, dal presidente del consiglio regionale di Kharkiv Serhiy Chernov, al vicesindaco di Mariupol’ Sergii Orlov, fino al sindaco di Kiev Vitali Klitschko, nominato membro onorario del Comitato europeo delle regioni dal presidente Apostolos Tzitzikostas. Tzitzikostas ha chiesto di “usare i fondi di coesione per l’accoglienza dei rifugiati ucraini”. A più riprese, del resto, è stato ricordato che saranno i rappresentanti degli enti sul territorio a dover gestire la crisi. “Non mi sarei mai aspettato tanta unità”, ha sintetizzato un esponente polacco del Comitato, il consigliere di Varsavia Mariusz Rafal Frankowski, con lo sguardo di chi è già in prima linea per i rifugiati ucraini (“Seicentomila sono già a Varsavia”). “Sento la solidarietà nel mio Paese e sono felice di vederla in tutta l’Unione”, ha detto Marius Ursaciuc, sindaco della città rumena di Gura Humorului, aggiungendo che gli arrivi più recenti di rifugiati sono di persone intenzionate a restare vicine al confine “perché si aspettano di poter tornare nelle loro case in Ucraina”. “Non scenderemo a compromessi, perché diamo per scontata la democrazia”, ha detto dell’attacco all’Ucraina la presidente del Parlamento europea Roberta Metsola. “Continueremo a lavorare insieme per garantire l’accoglienza dei profughi ucraini insieme, fedeli ai nostri valori”, ha fatto sapere in una dichiarazione per il Summit il presidente francese Emmanuel Macorn: “L’ideale umanistico europeo trova oggi un nuovo slancio. Insieme mostriamo il volto migliore dell’Europa, un’Europa solidale, vicina, giusta, democratica”.

    Nello choc per l’aggressione russa i vertici del Comitato hanno diffuso una dichiarazione di condanna: “Siamo pronti a presentare ai nostri rispettivi governi e al Consiglio dell’Unione europea la richiesta di imporre al governo della Federazione russa le sanzioni più dure possibili”, afferma tra l’altro, chiedendo poi “assistenza immediata ai cittadini dell’Ucraina attraverso la rapida attivazione del meccanismo di protezione civile dell’Ue per l’assistenza umanitaria”. Come presidente di Eurocities (200 le città europee aderenti), il sindaco di Firenze Dario Nardella, ha annunciato a Marsiglia che il 12 marzo ci sarà una manifestazione delle città europee. Hanno già aderito Milano, Roma, Bologna, Napoli, Braga, Marsiglia, Nizza e Rotterdam, Cluj-Napoca.

  • Ucraina, 8 marzo il giorno che impone una scelta

    Incanaliamo, indirizziamo l’ira, lo sdegno, il dolore verso azioni concrete. Gli italiani, come tanti altri popoli europei, e non solo, stanno dando prova di grande solidarietà aiutando i milioni di persone in fuga dalla criminale guerra voluta da Putin. Sappiamo tutti che stiamo difendendo il loro presente ed il nostro futuro di stati liberi che vivono in democrazia. Il pericolo è reale per tutti ed ogni nostra azione comporta una scelta ed un sacrificio, ma se non scegliamo ora, se non siamo pronti ora ad affrontare qualche sacrificio sarà presto messa in discussione, a serio rischio, la nostra indipendenza fisica, economica, morale.

    Siamo tutti convinti che la pace è un bene prezioso e che deve essere messa in essere tutta la diplomazia possibile per conquistarla, preservarla. Solo tre ipotesi sono davanti a noi, tre cammini tra i quali dobbiamo scegliere subito.

    1) Convincere Putin a desistere, a cessare immediatamente ogni bombardamento ed azione di guerra sedendosi al tavolo delle trattative per trovare un accordo che sancisca, reciprocamente, sicurezza ed indipendenza per oggi e per domani.

    2) Partire tutti, a mani nude, con i nostri rappresentanti delle istituzioni in testa, ed entrare in Ucraina schierandoci pacificamente intorno alle città bombardate ed assediate e sfidando, con la nostra pacifica ma decisa presenza, un esercito che sta colpendo specificamente persone in fuga, case di civile abitazione, scuole, ospedali.

    3) Dare quelle armi che da tempo gli ucraini chiedono per potersi difendere da una super potenza che li ha invasi, che ha taciuto la verità anche ai suoi soldati, che imprigiona chiunque manifesti contro la guerra, siano pure vecchi e bambini.

    Non è il tempo delle parole ma delle scelte, ogni minuto che passa segna la morte di altre persone inermi, la distruzione di case, l’ascesa di chi pensa che la forza debba prevalere sulla ragione. Ogni giorno che passa, senza che seguiamo e perseguiamo una delle tre strade che abbiamo indicato, ci porta più vicina a quella guerra globale che, forse, è il vero obiettivo di alcuni, Putin in testa.

    Siamo allo scontro tra diverse concezione della vita, del suo valore intrinseco, a diverse concezioni di come si esercita il potere, di come si vive con gli altri, di cosa rappresentano le regole della convivenza civile. Basta guardare quali sono i paesi che hanno votato contro, o che si sono astenuti, alla dichiarazione delle Nazioni Unite per comprendere, in modo inequivocabile, cosa ci aspetta se non decidiamo in fretta.

    Una guerra globale è alle porte, guerra di armi, di negazione dei più elementari diritti umani, guerra economica e molto probabilmente anche di virus letali.

    Scegliamo adesso, domani è già tardi, mentre le donne ucraine, ragazze, madri, vecchie ci ricordano che l’8 marzo troppe volte si è tinto e si tinge del rosso del sangue e della violenza. Scegliamo anche per loro e per tutte le donne che, irriducibili, credono nella vita, nel rispetto degli altri, nell’amore verso i loro cari e per la loro terra.

  • Un impegno comune

    Abbiamo faticosamente, spesso in quasi solitudine, attraversato gli anni del covid piangendo i nostri morti e impossibilitati a curare di persona i nostri malati. Socializzare era diventato più difficile mentre una parte di noi anelava il ritorno ad una vita normale, momenti di svago e divertimento compresi, ed una parte rimaneva chiusa nella bolla che la pandemia aveva creato. Poi è scoppiata la guerra in Ucraina e tutti i sentimenti sopiti, tutta l’empatia che sembrava perduta sono tornati prorompenti spingendoci, per quello che ciascuno può, a cercare di essere d’aiuto. Le donne, i vecchi, i malati, i bambini che fuggono dai bombardamenti, le case, gli ospedali, le scuole distrutte, i cumuli di macerie sono diventati anche la nostra realtà. Come se conoscessimo da sempre quelle persone, che nell’arco di poche ore hanno perso tutto, abbiamo sentito il desiderio di dare il nostro contributo non per dovere ma per umana condivisione, per comprensione del loro dolore. Abbiamo sentito che combattere le ingiustizie è compito di ciascuno, così come difendere la libertà e la democrazia è compito di ognuno di noi, non soltanto delle istituzioni. Ogni giorno ci sono principi fondamentali che vanno difesi, a qualunque costo, perché altrimenti il rischio è di perdere tutto. Difendere il diritto alla vita ed alla libertà degli ucraini è difendere la libertà e la vita anche dei popoli confinanti, è, deve essere, un impegno comune che, purtroppo, oggi non si può perseguire senza sapere ed accettare che ci saranno sacrifici per tutti e si dovranno fare scelte difficili ma non eludibili. Dobbiamo tenere viva la speranza di pace continuando nell’attività di mediazione e diplomazia ma, prima di tutto, dobbiamo salvare la vita delle persone e quel che resta dell’Ucraina bombardata e martoriata e per fare questo dobbiamo sapere che per fermare la guerra di Putin non bastano più le parole.

  • L’UE coordina l’assistenza di emergenza e intensifica gli aiuti umanitari per l’Ucraina

    Con l’aggravarsi della situazione umanitaria in Ucraina e la fuga degli ucraini nei paesi vicini, la Commissione europea si sta adoperando su tutti i fronti per fornire assistenza di emergenza. La Commissione ha annunciato ulteriori 90 milioni di euro per programmi di aiuti di emergenza a favore dei civili colpiti dalla guerra in Ucraina, nel quadro di un appello urgente delle Nazioni Unite. I finanziamenti aiuteranno le persone in Ucraina e Moldova. Questo nuovo aiuto umanitario dell’UE fornirà cibo, acqua, assistenza sanitaria, alloggio e contribuirà a coprire le necessità di base.

    Mediante il meccanismo di protezione civile dell’UE, la Commissione sta inoltre coordinando la fornitura di assistenza materiale all’Ucraina, comprendente 8 milioni di articoli per le cure mediche essenziali e il sostegno della protezione civile. Le offerte provengono attualmente da 20 Stati membri: Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia. Ieri un primo carico è arrivato dalla Slovenia alla capitale ucraina Kiev.

    La Moldova ha attivato il meccanismo per sostenere gli ucraini che arrivano nel paese. Austria, Francia e Paesi Bassi hanno già offerto alla Moldova un sostegno di emergenza, quali risorse per l’accoglienza e l’assistenza medica. La Commissione è in contatto costante con altri paesi vicini dell’Ucraina ed è pronta a fornire ulteriore assistenza in base alle richieste.

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