Yemen

  • Il Primo Ministro yemenita ritorna ad Aden grazie agli accordi con i separatisti

    Il 18 novembre il primo ministro dello Yemen, Maeen Abdulmalik Saeed, è arrivato nella capitale provvisoria Aden da Ryad in seguito all’accordo di condivisione del potere siglato nella capitale saudita tra il governo dello Yemen e il gruppo separatista Southern Transitional Council (STC), che aveva estromesso il governo dalla capitale. I combattenti dello STC lo scorso agosto hanno preso il controllo di Aden, che era diventata la sede del governo, dopo essere stati cacciati dalla capitale dello Yemen, Sanaa, nel 2014 da ribelli Houthi. Il governo e lo STC sono alleati nella lotta contro gli Houthi. L’Unione europea ha accolto con favore la mossa, definendola un primo passo essenziale nell’attuazione dell’accordo di Riyadh e si aspetta che tutte le parti interessate si attengano ai termini dell’accordo e mostrino una sincera collaborazione sul campo per garantirne la regolare applicazione. Il ritorno del governo ad Aden ha anche gettato le basi per la creazione di un nuovo gabinetto di 24 membri con pari rappresentanza per gli abitanti della parte meridionale del Paese, compreso lo STC.

  • Altro pacchetto d’aiuti della Ue per lo Yemen

    La Commissione europea ha promesso aiuti per 107,5 milioni di euro alle vittime della carestia in corso nello Yemen devastato dalla guerra. Col nuovo pacchetto di aiuti, l’Ue porterà i suoi contribuiti al Paese della penisola araba a 438,2 milioni di euro. Quasi un terzo del pacchetto di aiuti è stato destinato all’assistenza umanitaria d’urgenza, compresa la fornitura di servizi sanitari di base, nutrizione, alloggi, acqua e servizi igienico-sanitari. Altri 66 milioni di euro sono destinati agli aiuti allo sviluppo per sostenere le misure di resilienza e ripristino tempestivo.

    Il commissario europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides, ha sottolineato l’impegno dell’UE a prestare assistenza alle vittime della guerra civile yemenita, sottolineando altresì che tutte le parti in conflitto devono garantire «un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli a tutte le comunità colpite nello Yemen». «Una soluzione politica è urgente per porre fine a questo conflitto, che ha causato milioni di vittime», ha detto Stylianides.

    I finanziamenti dell’Unione nello Yemen hanno contribuito a contrastare un’epidemia di colera che ha devastato un Paese che ha già visto 14.000 morti e quasi 3 milioni e mezzo sfollati a causa della guerra di tre anni. L’Ue ha collaborato col Programma alimentare mondiale e ha sostenuto fortemente la capacità logistica e di trasporto umanitaria da parte del Servizio aereo umanitario delle Nazioni Unite nel tentativo di raggiungere i quasi 18 milioni di persone, più della metà della popolazione yemenita, che hanno bisogno di regolare accesso al cibo e acqua. Si stima che fino a 8,4 milioni di yemeniti, compresi tre milioni di bambini e giovani madri, soffrano di malnutrizione e malattie a causa della catastrofe umanitaria provocata dalla guerra – il quarto maggiore conflitto interno nel paese dopo che lo Yemen del Nord, sostenuto dall’Arabia Saudita e giordano nel 1990, si unì con lo Yemen del Sud – che affonda le sue radici nella primavera araba del 2011 (la rivolta costrinse il presidente, Ali Abdullah Saleh, a cedere il potere, al suo vice Abdrabbuh Mansour Hadi, dopo 22 anni di governo dittatoriale, e la minoranza sciita dello Yemen, gli Houthi, ha sfruttato il vuoto di potere fino ad arrivare a conquistare la capitale yemenita Sanaa all’inizio del 2015, inducendo a quel punto l’Arabia Saudita a dar vita a una coalizione di tribù sunnite dello Yemen fedeli a Hadi).

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