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Actung Binational Babies: se mia figlia fosse stata una mucca…

Essere bambini in Europa, con meno diritti una mucca o di un kiwi!

Proseguendo nel nostro intento di dar voce ai genitori vittime del sistema tedesco (compresi i cittadini tedeschi stessi), riportiamo qui sotto un estratto in traduzione della lettera aperta di una mamma alla Commissione. Si tratta di una mamma (francese) che ha perso ogni contatto con la figlia residente in Germania, perché il trattenimento illecito della piccola, messo in atto anni fa dal padre (tedesco), è stato, come sempre, legalizzato dal sistema familiare di quel paese. Non bastava, il tribunale tedesco aveva aperto un procedimento per cambiare il cognome (francese) della bambina, sostituendolo con quello tedesco dell’attuale moglie del padre della bimba. Il tutto avveniva ovviamente nel rispetto del “Kindeswohl” (bene tedesco del bambino), secondo quel principio che in Germania si definisce integrazione e che da sempre più parti viene contrassegnato come germanizzazione. Leggiamo:

“[…] Riguardo alla mia petizione numero 1021/2016, la Commissione risponde che, se ritengo che i miei diritti siano stati violati dai tribunali tedeschi, devo rivolgere il mio reclamo a quegli stessi tribunali. Chiunque coglie l’assurdità di tale ragionamento! La commissione mi consiglia anche di presentare una domanda pregiudiziale….  Pur sapendo che soltanto un giudice può farlo! Quindi nel mio caso sarebbe lo stesso giudice tedesco che ha violato i miei diritti che dovrebbe rivolgersi alla corte di Lussemburgo affinché i miei diritti vengano tutelati … […]. Continuiamo con le assurdità e le contraddizioni, reiterate fra l’altro dal rappresentante dello Jugendamt [Amministrazione per la gioventù] che, chiamato a risponder al Parlamento europeo il 10.11.2016, dichiara che nel mio caso si deciderà “se la minore appartiene alla nuova famiglia (tedesca) e se ha ancora il diritto di esprimere la propria identità anche attraverso il suo cognome e la sua origine (straniera)”. In pratica i giudici tedeschi, per tutelare la (nuova) identità del minore, sono pronti a sopprimere la madre “biologica” straniera a vantaggio di quella “sociale” tedesca”. Ma signori, questa è proprio la definizione di utero in affitto!

Quanto alla risposta della commissione che invoca una “mancanza di competenza”, essa è totalmente inaccettabile.

Quando si tratta di un kiwi o di una mucca l’Europa si ritiene competente, ma per un minore binazionale, quindi per sua natura europeo, l’Europa scompare!

A conferma di questa mia affermazione ricordo il regolamento europeo n. 653/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 che modifica il regolamento (CE) n.1760/2000 per quanto riguarda l’identificazione elettronica dei bovini e l’etichettatura delle carni bovine. In sostanza, se mia figlia fosse stata una mucca, al più tardi 20 giorni dopo la nascita avrebbe ricevuto la sua etichetta con divieto assoluto di modifica. Allo stesso modo agisce il regolamento 543/2011 della commissione del 7 giugno 2011 relativo ai settori degli ortofrutticoli freschi e degli ortofrutticoli trasformati. Questo regolamento dice al povero agricoltore per es. francese “puoi vendere questo kiwi, ma non puoi vendere quell’altro” e anche in questo caso viene imposta una marcatura indelebile.

Che bella questa Europa nella quale i diritti di un bambino vengono dopo quelli delle mucche e dei kiwi! E’ davvero una vergogna!

Continuo ad essere convinta del fatto che coloro che hanno creato l’Europa ne avevano un’idea completamente diversa e comprendo le popolazioni deluse da ciò che questa gente ha fatto dell’Europa. Comprendo perfettamente la volontà del Regno Unito di uscire da questa vostra Europa che non ha nulla a che vedere con l’Europa che avevo immaginato per i miei figli binazionali, esattamente come avevano creduto anche le altre popolazioni europee. Smettete dunque di meravigliarvi se sempre più paesi prenderanno la stessa decisione del Regno Unito.

Vi chiedo invece di denunciare pubblicamente gli stravolgimenti dei Trattati europei, delle Carte, delle Convenzioni internazionali sui diritti umani e i diritti dei fanciulli operati dalla Germania. Vi chiedo di intervenire facendo pressione sulla Germania affinché il § 1618 [sul cambio del cognome] del c.c. tedesco sia ha abolito e venga fatto esplicito divieto alla Germania di modificare i certificati anagrafici dei minori europei, come invece fa oggi abitualmente.
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Dott.ssa Marinella Colombo

Membro della European Press Federation - Responsabile nazionale dello Sportello Jugendamt, Associazione C.S.IN. onlus - Membro dell’Associazione Enfants otages

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