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Accogliere i profughi non basta

Le più note voci della cultura, delle religioni, della politica si uniscono nel dire che bisogna tendere una mano ai disperati che fuggono dall’Ucraina.

Pochi per ora sembrano aver capito che bisogna, subito, dare anche una mano, una mano vera, a chi difende l’Ucraina perché i civili, i bambini, i vecchi, le donne che vorrebbero fuggire dalle città bombardate, dalle case e dagli ospedali distrutti non hanno neppure i corridoi umanitari, Putin non lascia scampo a chi cerca di scappare.

La menzogna di colui che vuole essere il capo di un nuovo soviet appare una volta di più evidente nelle parole improvvide del suo ministro degli Esteri che, dalla Turchia, ha dichiarato vi siano, in Ucraina, laboratori americani preposti a studiare virus letali. Se così fosse perché Putin non lo ha denunciato al mondo prima di cominciare ad invadere il Paese? Se così fosse perché non ha mandato reparti speciali a circondare ed annientare questi ipotetici laboratori invece di bombardare e distruggere case, ospedali, scuole?

La debolezza di Putin è anche qui: nell’incapacità di creare menzogne credibili, è rimasto alla scuola di controinformazione del vecchio Kgb. Intanto il suo potere militare si è scontrato con la capacità di un popolo di subire sofferenze atroci per difendere la propria integrità e libertà e la sua credibilità ormai vacilla non solo nel mondo ma proprio all’interno della Russia.

Il mondo libero non può nuovamente commettere gli errori che hanno consentito ad Hitler il genocidio degli ebrei e l’assassinio di decine di migliaia di persone e se a quel tempo si può tentare di sostenere che le notizie arrivavano in ritardo e parziali oggi la realtà la vediamo di ora in ora.

Accogliere gli ucraini è un dovere ma è altrettanto doveroso, per loro e per il nostro futuro, impedire che l’Ucraina sia distrutta e che prevalga la follia di un uomo che ha anteposto la smisurata considerazione di sé al bene del suo popolo e della stessa umanità.

Preghiamo perché in Ucraina si alzino le temperature ed il fango impantani definitivamente i carri armati russi, preghiamo perché  il popolo russo abbia la capacità ed il coraggio, nonostante i pericoli enormi per chi si oppone al regime, di manifestare e di ribellarsi a Putin, preghiamo  ed agiamo per salvare ed accogliere gli ucraini in fuga, ma agiamo finalmente per dare agli ucraini gli strumenti necessari ora, non domani, per poter continuare a difendere il loro Paese e la loro indipendenza. Ogni ulteriore ritardo ci sarà imputato dalla storia.

Noi non siamo in guerra con i russi, e vogliamo con loro una pace duratura e futuri rapporti rinsaldati con l’Unione Europea, ma se non daremo al popolo ucraino gli aiuti necessari per difendersi, aiuti che avremmo dovuto dare da tempo, saremo complici e non sarà, accogliendo i profughi, che puliremo le nostre coscienze.

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