Attualità

Il Sistema Sanitario Nazionale ed il paradosso “progressista”

Il perdurare della pandemia da covid-19 con tutte le varianti del virus sta mettendo a dura prova il sistema sanitario nazionale di ogni singolo paese. Il senso di inadeguatezza dimostrato durante il primo periodo (primavera 2020) ed il conseguente lockdown dal sistema sanitario gestito dalle regioni per l’eccezionalità della stessa pandemia lascia ora il posto alla complessa ed articolata discussione relativa alle strategie economiche e sanitarie delle quali il sistema stesso è oggetto. Il tutto con l’obiettivo ovviamente di contenere se non annullare tanto i contagi quanto gli effetti dell’infezione virale.

A questa legittima ricerca si aggiunge, inoltre, la sempre più forte contrapposizione all’interno della campagna vaccinale tra i sostenitori dei vaccini e la compagine dei no-vax. Gli stessi toni hanno raggiunto livelli insostenibile ed incompatibili con un confronto democratico da entrambe le parti. In quanto alle minacce verbali anche sui social attribuibili alla compagine dei no-vax la parte avversa risponde con concetti altrettanto pericolosi e minacciosi. Emerge, infatti, un pensiero preoccupante relativo proprio alle strategie “sanitarie” proposte e magari imposte per vincere, se non convincere, la riottosità di una buona parte dei non vaccinati.

All’interno di quella compagine politica che si definisce “progressista”, quindi vicina agli ideali una volta espressione della sinistra, ottiene un sempre maggiore consenso quella proposta per la quale i “non vaccinati” dovrebbero pagarsi le spese sanitarie per gli eventuali ricoveri. Un’affermazione ma soprattutto l’espressione di una ideologia massimalista lontana anni luce proprio da quegli ideali che hanno caratterizzato dal dopoguerra ad oggi il pensiero progressista e di sinistra e lontana anche dai principi democratici contenuti nella Carta Costituzionale. In questo senso va ricordato proprio a questi Falsi Progressisti come il sistema sanitario (SSN) del nostro Paese sia pubblico, quindi ogni cittadino italiano o chiunque si trovi sul nostro territorio possa accedere nel momento del bisogno alla totalità dei propri servizi, indipendentemente dalla nazionalità (1), residenza regionale (2), censo (3), colore della pelle (4), reddito (5) o religione (6).

In più la strategia proposta per combattere la resistenza dei no-vax (ripeto pagare per una prestazione sanitaria invece prevista gratuita come atto costitutivo stesso del SSN pubblico) è esattamente identica a quella adottata dalle compagnie di assicurazioni sanitarie statunitensi le quali stanno aumentando ai “non vaccinati” di circa 200 dollari al mese il premio assicurativo (circa 2.500 dollari all’anno quindi) in virtù di un accresciuto profilo di rischio.

Va ricordato come la complessa struttura sanitaria statunitense si basi sul principio della privatizzazione del sistema stesso al quale si accede attraverso la stipula di una polizza sanitaria. La perfetta simbiosi tra la soluzione proposta dal “mondo progressista italiano” da inserire nel nostro SSN pubblico e quella liberista statunitense ma pensata per un SSN privato dimostra in modo evidente il paradosso politico, strategico ed ideologico italico. In più emerge in modo cristallino come l’approccio ideologico ed etico alla complessa problematica sanitaria apra le porte ad uno Stato etico.

All’interno di questa istituzione etica i cittadini e successivamente i pazienti potranno accedere alle cure mediche garantite dal SSN pubblico gratuitamente SE, e solo SE, il loro profilo comportamentale e sanitario risulterà in linea con i protocolli ed i modelli comportamentali elaborati dallo stesso Stato.

In altre parole: nasce lo Stato Orwelliano.

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