Vaccini

  • Nuovi casi di cimurro: necessario vaccinare i cani

    In primavera, in molti lo ricordano, bisogna fare le vaccinazioni ed i richiami per gli animali domestici, per questo è importante ricordare che negli ultimi mesi è stato riscontrato, per la prima volta, in un cane domestico, mai vaccinato, un sottogruppo virale che prima apparteneva solo agli animali selvatici. Inoltre è stato registrato un sensibile aumento di casi di cimurro nelle volpi del nord est, il che rende ancora più importante chiedere per i propri cani la vaccinazione, specie se sono cani che vivono in giardino o in campagna o che sono portati a correre in aree aperte. In ogni caso, a prescindere dallo stile di vita dell’animale e dalla probabilità di incontrare un selvatico, la vaccinazione contro il cimurro è raccomandata per tutti i cani perché questa malattia è ancora presente nella popolazione canina. Purtroppo vi sono proprietari di cani che dimenticano od ignorano la necessità delle vaccinazioni il che è un rischio per i loro simili e per quelli con i quali potrebbero avere contatto. Le notizie che arrivano dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie indicano anche la presenza di un nuovo sottogruppo virale che comporta una mutazione associata ad un aumento della virulenza della malattia. Le ondate epidemiche sembrano partite dalle zone nord orientali del triveneto per spostarsi verso ovest, d’altra parte è ben noto che la popolazione di animali selvatici si sposta anche in funzione della presenza di cibo e che un aumento del numero dei selvatici porta alcuni di loro a cercare nuovi territori. Il cimurro delle volpi, prima osservato solo in Friuli Venezia Giulia, è poi stato riscontrato in altre zone del Friuli Venezia Giulia ed in altre aree come il bellunese, l’alto Adige ed il Trentino. Oltre alle volpi sono stati colpiti dal cimurro anche i tassi. Ricordiamo a tutti che vaccinare i propri animali salvaguarda la loro salute e spesso anche la nostra e che avere un amico peloso comporta avere per lui non solo affetto e coccole ma soprattutto attenzione alla sua salute con una corretta prevenzione sanitaria ed una equilibrata alimentazione.

  • Gli infettivologi lanciano l’allarme sul pericolo di infezioni batteriche

    Su 9 milioni di ricoveri in ospedale in Italia, ogni anno si riscontrano da 450.000 a 700.000 casi di infezione e le infezioni ospedaliere hanno un’incidenza maggiore di altre malattie non infettive. E’ quanto emerge dai dati illustrati da Marco Tinelli e Massimo Galli al Congresso AMIT a Milano, nel corso del quale hanno avvertito che «nel 2050 le infezioni batteriche costituiranno la principale causa di decessi» e spiegato che «qualunque tipo di infezione, dalle più banali come semplici infezioni cutanee o urinarie, a infezioni gravi, quali polmoniti e sepsi, può essere causato da batteri antibiotico-resistenti. Sembra un paradosso, ma anche una persona che non abbia mai assunto antibiotici corre il rischio di avere un’infezione da batteri resistenti».

    Gli infettivologi riuniti a congresso hanno convenuto che sia «fondamentale impostare anche una gestione della terapia secondo uno schema di salvaguardia dell’armamentario terapeutico disponibile sia per i vecchi che per i nuovi antibiotici a disposizione del clinico» con l’obiettivo di «impostare una corretta gestione degli antibiotici, la cosiddetta “antibiotic stewardship”». La SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) insiste anche sulle buone prassi di igiene e da tempo propone esercitazioni pratiche sul corretto lavaggio corretto delle mani. «Secondo una ricerca europea – già segnalata durante il congresso del 2015 dal dottor Tinelli – l’Italia è il paese europeo in cui si fa meno uso di salviette bagnate con l’alcol. Il non lavarsi correttamente le mani aumenta la probabilità di contagio del 50%.”

    «Attualmente sono in corso sperimentazioni cliniche su ben 42 nuovi antibiotici ad uso sistemico di cui 17 sono per il trattamento delle infezioni più pericolose», fanno sapere in AMIT, e «alcuni di questi farmaci presto entreranno nel mercato dopo l’approvazione di EMA ed AIFA».

    Gli infettivologi guardano anche ai farmaci antimicrobici cosiddetti “biologici” sono molecole proteiche complesse, prodotte in laboratorio da colture cellulari che funzionano legandosi a recettori dei microrganismi e modificando così l’evoluzione della malattia in senso favorevole. Sono essenzialmente anticorpi monoclonali (il loro meccanismo nelle malattie infettive si basa nel bloccare le attività di virus e batteri), alcuni ormoni, fattori di crescita, enzimi e terapie geniche. Essi sono stati utilizzati con successo soprattutto in oncologia e nelle malattie autoimmuni. Altro campo di sviluppo sono i nuovi vaccini, attualmente nella cosiddetta fase due di ricerca (durante la quale un farmaco si valuta su un ristretto numero di pazienti altamente selezionati affetti dall’infezione per la quale esso è testato). Sono in corso di valutazione vaccini per il Mycobacteriumtuberculosis, lo Streptococco di gruppo B, il Clostridium difficile, lo Stafilococco aureo e l’Escherichia coli. Tutti questi nuovi farmaci potranno essere utilizzati sia singolarmente ma anche in associazione, ad esempio con i classici antibiotici, al fine di potenziare al massimo l’attività anti infettiva attraverso l’utilizzo di più molecole dirette verso bersagli differenti, con lo scopo di eradicare definitivamente l’infezione.

  • La Ue sollecita gli Stati membri a contrastare la disinformazione sui vaccini

    Via libera dei ministri della Salute europei ad una raccomandazione che incoraggia l’uso dei vaccini e la lotta alla disinformazione “che attraverso i social media e i no-vax ha alimentato concezioni sbagliate”. E’ quanto si legge nella raccomandazione, che comunque è un provvedimento non vincolante per gli Stati membri.

    Gli Stati vengono invitati ad aumentare la copertura vaccinale, combattendo l'”esitazione” dei contrari. L’obiettivo è arrivare entro il 2020, in particolare per il morbillo, ad una copertura del 95%. Inoltre viene chiesto di rafforzare il training vaccinale nei cv dei medici, e di sfruttare le tecnologie digitali per creare dei database di tutti i vaccinati d’Europa. “Resto un sostenitore instancabile dei vaccini salvavita e lavoro con gli Stati membri per tenere il tema alto nell’agenda europea”, ha detto il commissario alla Salute Vytenis Andriukaitis, annunciando che l’anno prossimo lancerà la coalizione della vaccinazione e la Commissione ospiterà un summit sul tema.

  • L’importanza di un vaccino

    Caro Direttore,
    anni fa, quand’ero Assessore regionale alla Sanità della Regione Lombardia, ricevetti un’Associazione di genitori che mi chiesero di eliminare le vaccinazioni: non dissi nulla, mi alzai dalla poltrona, girai intorno alla scrivania e mi posi di fronte a loro. Alzai poi il pantalone della mia gamba destra che mostrai nella sua magrezza ed insufficiente muscolatura dovute agli esiti di una poliomelite avuta nel 1949 a 4 anni.

    Non ci fu più bisogno di parlare, si alzarono ci salutammo cortesemente e li accompagnai alla porta. Poco tempo dopo il 1949 venne scoperto il Sabin e grazie a quel vaccino oggi, come afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la poliomelite è quasi completamente scomparsa nel mondo. Perché Le scrivo tutto ciò? Perché mi auguro che i partiti presenti in Regione ed in particolare quelli del centro destra, usino il cervello e la volontà politica per sollecitare l’Assessorato alla Sanità ad emettere un’ordinanza per l’obbligatorietà delle vaccinazioni.

    La politica non deve intromettersi nella gestione della scienza se non per la parte che riguarda il finanziamento per la sua ricerca, che è ancora basso, ed è utile per tutti i cittadini.

    La politica è una visione della Società e per realizzarla nel modo più perfettibile umanamente deve anche educare e fare scelte (con priorità) che possono anche non essere condivise da una parte della popolazione. Ma se la politica si limita ad accettare supinamente ed addirittura ampliare ancor più gli umori dei singoli allora muore e rimane solo l’anarchia inconcludente e dannosa per tutti gli uomini.

    Grazie

    Carlo Borsani
    ex Assessore alla Sanità della Regione Lombardia

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