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La Gorgona, un istituto penitenziario esempio contro il disfacimento delle carceri delle italiane

In molti, giustamente, ci inquietiamo e ci scandalizziamo quando leggiamo che alcuni magistrati scarcerano immediatamente un malvivente, già recidivo o non in regola coi documenti, dopo che questi è stato arrestato dalle Forze dell’Ordine.

La verità è che, al di là del permissivismo e della discrezionalità di alcuni preposti ad occuparsi di giustizia, vi sono molte lacune nelle nostre leggi e che l’Italia è assolutamente carente di istituti penitenziari: le nostre 190 prigioni sono considerate pessime in tutta Europa e per 100 posti disponibili noi mettiamo a dimora 138 persone!

Risulta evidente che se non ci sono le carceri e che se quelle che ci sono fatiscenti, sovraffollate, senza possibilità di lavorare o di tenersi occupati anche con lo studio, vale purtroppo la percentuale che su 10 detenuti a fine pena 7 riprendono a delinquere. Non si può dimenticare che i 138 detenuti per 100 posti disponibili in alcune occasioni diventano anche 200.

Secondo il garante nazionale dei diritti dei detenuti nel 2025 vi sono stati nelle carceri 76 suicidi, 1.981 tentati suicidi, 6.000 scioperi della fame, 12.700 episodi di autolesionismo e dai dati che riguardano i detenuti mancano i dati relativi alle pessime condizioni di vita di molta della polizia penitenziaria. Solo per fare un esempio, nel lontano 1993, l’anno nel quale Gabriele Cagliari ‘si uccise’ a San Vittore, quella mattina ero a San Vittore per un’ispezione e continuo ad aver dubbi sulla metodica della sua morte, ho effettuato alcune visite in istituti di pena e non posso dimenticare come nel carcere di Varese i vetri di alcune finestre delle camere delle guardie penitenziarie fossero in parte sostituite da cartoni.

Un Paese civile e moderno deve avere istituti penitenziari funzionanti, con norme sanitarie e di sicurezza e con una serie di iniziative atte certamente a far scontare al detenuto il danno che ha inflitto ma anche a provare a rieducarlo per poter vivere in una società rispettosa di leggi e regole. Senza lo studio, senza il lavoro, senza il confronto con gli altri nessun detenuto potrà uscire dalle carceri in grado di affrontare una vita normale senza più delinquere.

Uno dei pochissimi esempi di come si possa condurre diversamente un istituto di pena è il carcere della Gorgona dove i detenuti sono assunti con un contratto e si occupano di attività agricole e di vigneti; quanto guadagnano finisce in parte su un conto al quale avranno accesso a fine pena. Nell’isola i detenuti tengono ordine, fanno manutenzione alle case, diventano fornai o manovali, coltivano e accudiscono gli animali, un 10% di loro è assunto dalle aziende private che hanno accordi con l’amministrazione penitenziaria come la Frescobaldi che ha sull’isola due ettari di vigneti curati da detenuti.

Secondo la legge italiana il detenuto dovrebbe partecipare con 3,5 euro al giorno al suo sostentamento ma in effetti i magistrati di sorveglianza annullano questo debito mentre alla Gorgona tutti lavorano e perciò tutti pagano quanto devono.

Alla Gorgona non si superava la soglia massima di reclusioni ma ultimamente sono stati inseriti altri detenuti di elevata pericolosità o con patologie psichiche e il numero di detenzioni è arrivato anche a 120. Perciò, per garantire a tutti un minimo di lavoro si sono ridotti giorni e ore ed essendo stati chiusi l’allevamento di orate, la macelleria e il caseificio sono anche calate le opportunità.

Sull’isola dovrebbero esserci 50 agenti di sorveglianza ma in servizio ce ne sono 26.

Un carcere modello, un modello che avrebbe dovuto essere copiato dalle altre carceri in essere e da costruire, si sta lentamente deteriorando e questo è un problema che l’attuale governo dovrebbe affrontare con urgenza perché non esiste una società giusta se chi delinque invece di essere messo nella condizioni di poter tornare alla vita civile è lentamente e inesorabilmente inserito in una sempre maggior capacità delinquenziale.

Riportare il penitenziario della Gorgona ad essere esempio e modello per le altre strutture speriamo diventi da subito un impegno concreto.

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