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Il Missouri fornisce le armi alla US Army e poi anche ai narcotrafficanti messicani

Il Segretario della Difesa del Messico, il Generale Ricardo Trevilla Trejo, ha riferito che dal 2012 ad oggi sono stati sequestrati 137.000 proiettili calibro 50, ma il dato più interessante è che il 47% di questi proiettili proveniva dagli Stati Uniti, era stato fabbricato lì. In particolare le munizioni sarebbero per la maggior parte riconducibili alla Lake City Army Ammunition Plant, fabbrica di munizioni a Kansas City, Missouri, di proprietà del governo degli Stati Uniti, la quale costituisce il più importante produttore di munizioni per fucili per l’esercito americano. I proiettili calibro 50 proverrebbero anche da altre aziende, con sede in Brasile ed in Corea, tuttavia i dati di origine mostrano come la Lake City sia diventata un vero e proprio punto di riferimento per i cartelli messicani.

Il Generale Trejo ha anche aggiunto che da ottobre 2024, ovvero da quando Claudia Sheinbaum si è insediata come presidente, il governo messicano ha sequestrato circa 18.000 armi da fuoco, di cui l’80% proveniente dagli Stati Uniti. Tra queste, 215 fucili Barret calibro 50 (armi lunghe quasi un metro e pesanti sui 14 chili), mitragliatrici di vario calibro, lanciarazzi e lanciagranate.

Le dichiarazioni del Generale hanno ripreso un’indagine fatta dal New York Times e dal Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (ICIJ), la quale ha mostrato come le munizioni calibro 50 fossero riservate all’esercito americano. Quest’ultimo ha più volte sollecitato la Lake City ad arrivare a produrre 1,6 miliardi di proiettili l’anno. In cambio, gli appaltatori che operano sugli impianti hanno potuto usare le eccedenze produttive per venderle a forze dell’ordine, governi stranieri ed anche a distributori e negozi al dettaglio. È bene sottolineare, infatti, che negli Stati Uniti de facto non esistono limitazioni federali all’acquisto di munizioni da parte di cittadini americani o residenti legalmente su territorio americano. A detta delle autorità statunitensi, questo accordo ha permesso di far risparmiare 50 milioni di dollari l’anno ai contribuenti americani.

Da parte del governo americano non vi sono state risposte precise sull’uso delle munizioni della Lake City da parte dei cartelli messicani, sottolineando solamente quanto la condotta attuale dell’azienda faccia risparmiare diversi milioni ai taxpayers statunitensi. In questo contesto, lo scorso giugno la Corte Suprema statunitense ha bloccato una causa intentata dal governo messicano contro alcuni produttori di armi americani, i quali non avrebbero agito abbastanza per evitare che i loro prodotti finissero in mano ai narcotrafficanti.

Il governo stima che ogni anno tra le 200.000 e le 500.000 armi da fuoco vengano introdotte illegalmente dagli Stati Uniti in Messico.

La presidente Sheinbaum ha esortato diverse volte ad un maggior coordinamento tra autorità statunitensi e messicane per interrompere questo flusso di morte, paragonando il flusso di armi dagli Stati Uniti al Messico con l’altrettanto letale flusso di droghe di sintetiche e fentanyl che dal Messico inonda le strade americane. Nonostante l’amministrazione Trump abbia designato sei cartelli messicani come organizzazioni terroristiche straniere, tuttavia, le stesse organizzazioni terroristiche acquistano ed usano attivamente armamenti e munizioni prodotti in stabilimenti di proprietà dell’esercito degli Stati Uniti.

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