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Rimborsati anche i clienti europei di Volkswagen vittime del caso Dieselgate: pronti 830 milioni

Accordo tra il gruppo Volkswagen e la federazione di consumatori tedeschi VZBV per un risarcimento complessivo di 830 milioni euro (corrispondente a un valore oscillante tra 1350 e6257 euro per ciascun consumatore, a seconda del modello e dell’età dell’auto) per chi è rimasto coinvolto nello scandalo Dieselgate scoppiato nel 2015.

A 5 anni di distanza dalla denuncia con cui l’Agenzia americana per la protezione ambientale aveva segnalato che il gruppo Volkswagen ingannava i clienti vendendo loro auto che emettevano più ossido di azoto (NOx) di quanto dichiarato e aggiravano le normative ambientali sulle emissioni dei diesel, gli automobilisti europei non hanno ancora ottenuto alcun risarcimento. Non così gli acquirenti americani, che hanno ottenuto un risarcimento in tempi piuttosto rapidi.

“Si tratta di un traguardo particolarmente importante: la Germania è il primo Paese europeo ad aver raggiunto questo risultato”, ha commentato Ivo Tarantino, responsabile delle relazioni esterne Altroconsumo. “Esprimiamo il nostro sostegno ai colleghi tedeschi, ma al tempo stesso troviamo sconcertante e ingiusta la disparità di trattamento da parte della casa automobilistica nei confronti delle altre vittime europee dello scandalo Dieselgate. È giunto il momento che tutti gli automobilisti che sono stati lesi da Volkswagen ricevano un giusto risarcimento. Come Altroconsumo diamo voce ad oltre 75.000 consumatori che hanno aderito alla nostra class action e che a maggior ragione adesso si aspettano di arrivare il più presto possibile ad una soluzione”.

Già nel 2015, allo scoppio del caso Dieselgate – che ha visto coinvolte le auto Euro 5 di Volkswagen, Audi, Seat e Skoda – Altroconsumo e le organizzazioni di consumatori Test-Achats in Belgio, OCU in Spagna, DECO Proteste in Portogallo (riunite sotto la sigla Euroconsumers insieme ai brasiliani di Proteste) hanno avviato class action nei rispettivi Paesi per chiedere che i consumatori europei fossero risarciti proprio come quelli statunitensi.  In Italia sono oltre 75.000 le adesioni alla class action promossa da Altroconsumo davanti al Tribunale di Venezia. Si tratta di un processo lungo e complesso (la prossima udienza è prevista agli inizi di marzo 2020, salvo rinvii), che va avanti a colpi di udienze, atti e perizie tecniche con cui i legali di Altroconsumo stanno rispondendo ai tentativi del gruppo tedesco di contestare la legittima richiesta di risarcimento e il diritto a partecipare degli aderenti.

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