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Studenti italiani tra i più asini del pianeta. E non è solo colpa dei pochi investimenti nella scuola

Il 3 dicembre l’Ocse ha presentato a Parigi il Rapporto Ocse-Pisa 2018, mentre l’Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema di Istruzione (Invalsi) ha fatto lo stesso per gli esiti italiani dell’indagine. Al Pisa, “Programme for International Students Assessment”, hanno partecipato 79 Paesi (i 37 Paesi dell’Ocse e altri Paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America latina) e la valutazione delle conoscenze e competenze-chiave relative a lettura, matematica, scienze e alla cosiddetta “competenza globale” hanno attestato che gli studenti italiani si collocano 11 punti sotto la media Ocse per la Lettura (a 476 punti), 2 punti sotto per la Matematica (a 487 punti) e 21 punti sotto per le Scienze (a 489 punti). I 15enni italiani, oggetto della valutazione, si collocano al 20esimo posto su 28 tra gli studenti dei Paesi Ue quanto a formazione acquisita sui banchi di scuola.

Peraltro vi sono differenze significative tra Nord (messo meglio) e Sud: gli studenti delle aree del Nord ottengono in Lettura i risultati migliori (Nord Ovest 498 e Nord Est 501, sopra la media Ocse), mentre i loro coetanei delle aree del Sud sono quelli che presentano le maggiori difficoltà (Sud 453 e Sud Isole 439). I quindicenni del Centro conseguono un punteggio medio di 484.

Il facile alibi che sia ridotta la spesa pubblica destinata all’istruzione non regge. La spesa per istruzione è effettivamente in calo (nel 2016 è stata pari al 3,8% del Pil, nel 2009 era pari al 4,6%, nel Dopoguerra era al 9%). Ma il raffronto con altri Paesi europei smaschera questo alibi. Spagna, Estonia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lettonia, Irlanda e Lituania spendono anche meno dell’Italia per gli alunni dai 6 ai 15 anni. Eppure i loro studenti hanno performance migliori di quelli italiani.

La comparazione con le 6 rilevazioni triennali precedenti, a partire dal 2000, mostra una sostanziale continuità nella Lettura, mentre in Matematica si è registrato un miglioramento tra il 2006 e il 2009, ma poi si è fermato là. In Scienze il peggioramento è netto: da 475 del 2000 a 468 del 2018.

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