Tutelare la biodiversità è un investimento remunerativo
«Si stima che circa il 55% del Pil mondiale dipenda direttamente o indirettamente dalla biodiversità e la sua perdita comporta danni ecologici annui pari al 6% del Pil» dice Alberto De Minin, direttore innovazione del National Biodiversity Future Center (Nbfc) creato con il Pnrr (sede centrale a Palermo, altre a Venezia, Milano, Fano, Roma e Lecce) per tutelare la biodiversità in Italia e preservare il 30% del territorio entro il 2030. Ispra ha censito nel Belpaese circa 60mila specie animali e 12mila vegetali, 2000 delle quali uniche. Nel dettaglio la Banca Mondiale ha sottolineato che la metà del Pil globale dipendente dai servizi ecosistemici garantiti dalla natura spazia dall’impollinazione naturale all’assorbimento del carbonio, dalla fertilità dei suoli alla regolazione del clima. Se questi servizi collassassero le conseguenze economiche sarebbero drammatiche: si parla di perdite annuali fino a 2.700 miliardi di dollari entro il 2030. Un rapporto del World economic forum dice che investire nella natura può generare fino a 10 trilioni di dollari di nuove opportunità economiche e quasi 400 milioni di posti di lavoro entro il 2030 ed individua come settori con il maggiore potenziale agricoltura rigenerativa, pesca sostenibile, bioeconomia, edilizia verde, turismo ecologico.In breve: una nuova economia che lavora con la natura, non contro di essa.
Il 75% delle colture alimentari dipende dalla biodiversità, che garantisce fertilità del suolo, impollinazione, regolazione dei parassiti e clima ed il 60% delle malattie umane avviene per trasmissione da animali, il cui benessere è ovviamente legato all’ambiente.
La tutela ambientale consente efficienza energetica e uso razionale delle risorse (acqua, materie prime) portando a una diminuzione dei costi operativi; una corretta gestione dei rifiuti, il riciclo e il riutilizzo dei materiali riducono l’impatto ambientale e i costi di smaltimento. Inoltre molti mercati premiano le aziende con certificazioni ambientali o che operano in modo sostenibile, aprendo nuove opportunità di business, mentre la ricerca di soluzioni sostenibili stimola l’innovazione e lo sviluppo di nuovi prodotti e processi. Un’azienda con una forte impronta ecologica attira clienti e consumatori sensibili alle tematiche ambientali, migliorando la sua reputazione e sempre più investitori sono interessati a sostenere aziende con un approccio responsabile verso l’ambiente, offrendo maggiori possibilità di accesso al capitale.
Di contro, la riduzione della biodiversità comporta anzitutto la perdita di specie e la degradazione degli ecosistemi, con conseguente calo della produttività agricola e forestale, costi maggiori per la gestione delle risorse idriche, la prevenzione di disastri naturali e la gestione della salute pubblica. La perdita di paesaggi naturali e specie animali può poi ridurre l’attrattiva turistica di una regione e anche compromettere la sicurezza alimentare, riducendo la varietà e la resilienza delle colture.




