RubricheToghe e Teglie

In attesa di Giustizia: vinca il peggiore

Altro che diritto di cronaca, quello che ormai viene definito circo mediatico poco o nulla ha a che fare con il dovere di informazione e con il controllo dei cittadini sull’andamento della giurisdizione (La legge è amministrata in nome del popolo italiano…): come ha osservato la Corte d’Assise d’Appello di Milano nel caso di Alessia Pifferi questo fenomeno costituisce un vero e proprio corto circuito giuridico e culturale che perviene sino alla soglia della lapidazione verbale dell’accusato nell’ambito di quella metamorfosi del processo penale che lo ha trasformato in un genere televisivo di intrattenimento: una spettacolarizzazione che distrugge i principi di civiltà giuridica.

L’ultima vittima di questo indegno fenomeno di costume è stata la madre di Andrea Sempio che ha tentato il suicidio: una reazione inquietante, estrema, ma pur sempre comprensibile dopo la devastazione della vita del figlio e di tutta la famiglia, due anni di scempio di ogni regola umana, costituzionale, penale e giornalistica.

Garlasco è uno strano caso ma sta diventando anche il benchmark della cronaca nera e giudiziaria in crowdsourcing, affollato di Youtuber, podcaster, influencer ed improbabili esperti (anche di qualche improbabile leguleio) che alimenta la tradizionale catena di demonizzazione.

Stasi e Sempio, grazie anche alla contrapposizione dei ruoli tra condannato senza prove e presunto colpevole senza processo, sono diventati il pretesto ideale per dare vita ad una battaglia senza quartiere tra vecchi e nuovi padrini e padroni del linciaggio mediatico, è il sonno della ragione che genera mostri trasmutando financo il principio costituzionale secondo il quale le sentenze vengono pronunciate in nome del popolo Italiano nelle aule di giustizia e non dal Popolo Italiano con il televoto nel corso di sguaiati talk show.

Siamo di fronte ad una deriva che – tristemente – non mostra segni di recupero, tutt’altro, con buona pace del giusto processo cui ha diritto ogni imputato ma che in certi casi soffre l’impatto distorsivo dei mass media che esercitano una pressione alla quale è estremamente difficile sottrarsi evitando gli effetti della ignobile gara per ottenere il maggior numero di like, di ascolti, di copie vendute

Vincerà, come sempre, il peggiore: il più spietato.

Mostra altro

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio