aiuto

  • Pensiero della sera

    Una volta, quando nei film perdevano i cattivi e vincevano i buoni, l’Italia aveva prodotto Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più.
    Oggi, in una realtà nella quale sembra che in troppi tengano per il cattivo, almeno per non essere coinvolti in iniziative di solidarietà che potrebbero comportare qualche sacrificio, i film potrebbero avere come titolo “Per un pugno di voti” e “Per qualche  voto in più”. I voti che i pacifici Conte e Salvini, ma non solo, pensano di poter ottenere con le loro dichiarazioni specie delle ultime settimane.
    No vax, no pass fino a no armi all’Ucraina come se la pace, tanto spesso invocata, potesse essere imposta a Putin, che ha iniziato la guerra e continua a dire no anche ad un provvisorio cessate il fuoco, o come se fosse normale che gli ucraini si dovessero immolare lasciandosi colonizzare dai russi e dai ceceni.
    Torna in mente un vecchio detto dei tempi nei quali gli stranieri andavano e venivano conquistando parti della nostra penisola: viva la Franza, viva la Spagna basta che si mangi.
    Così nell’epoca del pensiero debole, liquido, o meglio del non pensiero, meglio Putin che ci dà il gas o meglio gli ucraini che dovremmo aiutare per salvare quel po’di libertà e democrazia che resta nella nostra società sempre più egoista, distratta, ignorante?

    Non possiamo dire, come nella poesia dedicata alla morte di Napoleone “ai posteri l’ardua sentenza”, noi dobbiamo decidere ora se vogliamo salvare vite umane. Diamo armi all’Ucraina, giochiamo tutte le carte per portare il grano ucraino alle popolazioni che lo stanno aspettando, abbiamo il coraggio di impegnarci e rischiare perché adesso è adesso.

  • Ucraina, 8 marzo il giorno che impone una scelta

    Incanaliamo, indirizziamo l’ira, lo sdegno, il dolore verso azioni concrete. Gli italiani, come tanti altri popoli europei, e non solo, stanno dando prova di grande solidarietà aiutando i milioni di persone in fuga dalla criminale guerra voluta da Putin. Sappiamo tutti che stiamo difendendo il loro presente ed il nostro futuro di stati liberi che vivono in democrazia. Il pericolo è reale per tutti ed ogni nostra azione comporta una scelta ed un sacrificio, ma se non scegliamo ora, se non siamo pronti ora ad affrontare qualche sacrificio sarà presto messa in discussione, a serio rischio, la nostra indipendenza fisica, economica, morale.

    Siamo tutti convinti che la pace è un bene prezioso e che deve essere messa in essere tutta la diplomazia possibile per conquistarla, preservarla. Solo tre ipotesi sono davanti a noi, tre cammini tra i quali dobbiamo scegliere subito.

    1) Convincere Putin a desistere, a cessare immediatamente ogni bombardamento ed azione di guerra sedendosi al tavolo delle trattative per trovare un accordo che sancisca, reciprocamente, sicurezza ed indipendenza per oggi e per domani.

    2) Partire tutti, a mani nude, con i nostri rappresentanti delle istituzioni in testa, ed entrare in Ucraina schierandoci pacificamente intorno alle città bombardate ed assediate e sfidando, con la nostra pacifica ma decisa presenza, un esercito che sta colpendo specificamente persone in fuga, case di civile abitazione, scuole, ospedali.

    3) Dare quelle armi che da tempo gli ucraini chiedono per potersi difendere da una super potenza che li ha invasi, che ha taciuto la verità anche ai suoi soldati, che imprigiona chiunque manifesti contro la guerra, siano pure vecchi e bambini.

    Non è il tempo delle parole ma delle scelte, ogni minuto che passa segna la morte di altre persone inermi, la distruzione di case, l’ascesa di chi pensa che la forza debba prevalere sulla ragione. Ogni giorno che passa, senza che seguiamo e perseguiamo una delle tre strade che abbiamo indicato, ci porta più vicina a quella guerra globale che, forse, è il vero obiettivo di alcuni, Putin in testa.

    Siamo allo scontro tra diverse concezione della vita, del suo valore intrinseco, a diverse concezioni di come si esercita il potere, di come si vive con gli altri, di cosa rappresentano le regole della convivenza civile. Basta guardare quali sono i paesi che hanno votato contro, o che si sono astenuti, alla dichiarazione delle Nazioni Unite per comprendere, in modo inequivocabile, cosa ci aspetta se non decidiamo in fretta.

    Una guerra globale è alle porte, guerra di armi, di negazione dei più elementari diritti umani, guerra economica e molto probabilmente anche di virus letali.

    Scegliamo adesso, domani è già tardi, mentre le donne ucraine, ragazze, madri, vecchie ci ricordano che l’8 marzo troppe volte si è tinto e si tinge del rosso del sangue e della violenza. Scegliamo anche per loro e per tutte le donne che, irriducibili, credono nella vita, nel rispetto degli altri, nell’amore verso i loro cari e per la loro terra.

  • Servizio di ascolto psicologico nell’emergenza “Coronavirus”

    Si moltiplicano le iniziative per fornire un servizio di sostegno psicologico nell’emergenza Coronavirus.

    L’Arca mette a disposizione degli operatori della Cooperativa e non solo, delle persone in quarantena e di chi è vicino ai malati una psicologa psicoterapeuta che telefonicamente, tramite videochiamata o via Skype, può aiutare ad affrontare paure, preoccupazioni, tristezze. Per informazioni la psicologa è raggiungibile al 3277023235.

    ‘Pronto soccorso psicologico’ è invece un servizio gratuito erogato dall’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Valtellina e Alto Lario che fornisce un sostegno psicologico ai familiari dei pazienti affetti da Covid-19 e a chiunque vive una difficoltà emotiva legata a questo periodo di restrizioni imposte dall’emergenza. Si può telefonare o inviare un messaggio sms o whatsapp al numero 3356442920

  • Inps: dal diritto al premio

    Ormai l’epidemia del coronavirus sta interessando l’intera Europa. Tutti i sistemi sanitari delle varie Nazioni risultano in estrema difficoltà nel fronteggiare le complicanze respiratorie che necessitano di Unità di terapia intensiva. Le differenti capacità di risposta al Covid 19 dipendono essenzialmente dalla struttura della spesa pubblica nell’ultimo decennio come abbiamo precedentemente illustrato (https://www.ilpattosociale.it/attualita/i-numeri-della-irresponsabilita-della-classe-politica/).

    L’andamento delle borse internazionali dimostrano come oltre all’aspetto sanitario esista un impatto devastante per il sistema economico internazionale ed italiano in particolar modo. Le diverse modalità di impatto della crisi economica legata a questa pandemia si dimostrano perfettamente proporzionali alla responsabilità della classe politica delle varie Nazioni nell’articolazione della spesa pubblica negli ultimi 15 anni.

    Il tonfo della borsa di Milano che in due settimane ha perso circa il 40% indica la assoluta incertezza del mondo finanziario nella capacità strategica ma soprattutto finanziaria del nostro Paese. In questo senso, infatti, anche la risposta delle autorità governative nel tentativo di fronteggiare l’impatto economico è in linea con la capacità delle diverse classi politiche governative di ogni singolo paese nella articolazione della spesa pubblica. In questo senso si spiega come la Germania sia stata in grado di proporre lo stanziamento di 550 miliardi di euro forte di un rapporto debito PIL al 60% mentre la Spagna circa 200 miliardi ed il Regno Unito 300 miliardi.

    In questo contesto risulta assolutamente ridicola la cifra stanziata dal governo in carica attorno ai 25 miliardi. Tale cifra esprime i margini strettissimi consentiti per affrontare l’eccezionalità del momento a causa di un debito pubblico che ha ampiamente superato i 2500 miliardi come giornalmente verificabile sul contatore dell’Istituto Bruno Leoni. Nel medesimo contesto si pone lo spread che misura la sfiducia nella nostra classe politica governativa che si attesta tra i 280 ed i 300 punti base.

    In questo difficile momento, quindi, le cifre che vengono destinate ai comparti produttivi dell’economia italiana risultano ampiamente insufficienti e talvolta offensivi della dignità delle categorie produttive. A questa insufficienza finanziaria si aggiunge una proposta assolutamente devastante per la considerazione di chi lo propone ed assolutamente improponibile da un governo degno di questo nome.

    In considerazione del fatto che il governo ha stanziato per le partite IVA un rimborso una tantum di circa 600 euro lordi (per attività che sono chiuse da un mese e probabilmente rimarranno per altri due) e contemporaneamente avendo a disposizione solo 2,1 miliardi e non sufficienti per fornire anche questa misera cifra agli aventi diritto ecco che il presidente dell’INPS propone il click Day. In altre parole, verrà indicata una giornata nella quale i primi a collegarsi con il sito dell’Inps tra gli aventi diritto potranno ottenere il ristoro di 600 euro fino ad esaurimento della quota prevista di 2,1 miliardi.

    Esattamente come nelle televendite durante le quali “solo le prime 20 telefonate avranno la fortuna di pagare un determinato prezzo per un bene presentato”, allo stesso modo il diritto ad una miseria di rimborso una tantum verrà proposto come un premio per i più veloci a cliccare sul sito dell’Inps fino ad esaurimento, nello specifico non delle scorte di prodotti ma delle risorse disponibili.

    In questo senso il presidente dell’INPS Tridico dimostra la propria competenza formata sulle televendite di Wanna Marchi applicandone le regole e articolazioni sic et nunc in un periodo di crisi economica devastante.

    Questo ennesimo ridicolo esponente del mondo accademico riesce a trasformare un diritto stabilito dalla legge in un premio legato alla velocità e all’attenzione di un telespettatore e nello specifico di un titolare di partita Iva. Non esiste limite alla assoluta incompetenza di questo governo come alla decenza di manifestarla senza alcuna vergogna.

  • Fondazione Sacra Famiglia, oltre ai numeri del bilancio a vincere sono accoglienza, cura e innovazione a sostegno delle famiglie e del territorio

    13.000 pazienti, con più di 3.000 persone assistite, tra servizi diurni e residenziali, e oltre 92.000 prestazioni ambulatoriali e domiciliari erogate. Questi i numeri del Bilancio 2017 della Fondazione Sacra Famiglia Onlus – fondata da Don Domenico Pogliani nel 1896, a Cesano Boscone – che con 23 sedi tra Lombardia, Piemonte e Liguria si conferma una delle realtà di eccellenza nel campo socio-sanitario. In linea con i valori che caratterizzano la Fondazione sono numerose le prestazioni e i servizi forniti che garantiscono un concreto supporto a famiglie nel cui nucleo sono presenti persone con disagio.

    Fondazione dispone infatti di oltre 2.000 posti letto, in strutture residenziali e diurne, e impiega quasi 2.000 collaboratori tra medici, operatori socio assistenziali, terapisti, infermieri, educatori, assistenti sociali, psicologi, oltre al personale direttivo, amministrativo e tecnico che svolge attività di supporto. I volontari che quotidianamente offrono il loro aiuto sono oltre 1.250. Il Piano di Sviluppo 2013-2018 si è prefissato obiettivi precisi che stando ai numeri – 122 progetti, di cui oltre 80 direttamente riconducibili alle previsioni del Piano – hanno garantito servizi all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione. Tra questi il Counseling territoriale per l’autismo che nel 2017 ha coinvolto ben 406 persone, rispetto alle 253 dell’anno precedente. Il servizio ha aiutato soprattutto minori (il 90%), in età compresa tra i 2 e i 18 anni, e ha dato importanti benefici sociali ed economici per le famiglie e la comunità. Infatti, l’89% degli utenti ha incrementato le proprie competenze nelle aree cognitive, nell’area dell’autoaccudimento, nell’area della comunicazione e nell’area della socializzazione. Favorevole anche la valutazione delle famiglie: il 92% ritiene che il percorso intrapreso abbia giovato al benessere del figlio e il 77% afferma che il percorso stesso ha avuto benefici anche sulla famiglia.

    Nel 2017 inoltre è stata aperta la nuova RSA a Roncaglia di Civo (Sondrio) che accoglie anziani, residenti in Valtellina, con patologie fisiche, psichiche, sensoriali, perfetto esempio di integrazione territoriale, evidenziata anche dall’uso delle energie rinnovabili sia per la progettazione che per la costruzione, dalla scelta di fornitori locali e dall’utilizzo, per quanto possibile, di alimenti a km zero.

    Molto importante la valutazione dell’impatto sociale. Lo SROI 2017 (Social Return on Investment) ha dimostrato come il Counseling territoriale per l’autismo abbia rilevato che il valore generato è molto positivo, pari a 3,09 euro. Ciò significa che per ogni euro “immesso” nel progetto, il servizio ha generato ritorni sociali di oltre 3 euro.

    L’impatto economico e sociale determinato da Fondazione è calcolato anche da un altro moltiplicatore del valore che mostra il rapporto tra il valore distribuito alla collettività in termini di salari del personale, di redditi distribuiti ai fornitori e dei costi potenziali evitati dalle famiglie a seguito dell’accoglienza dei propri cari nei servizi residenziali e diurni di Sacra Famiglia, rapportato al valore dei ricavi da prestazioni per questi stessi servizi.

    Soddisfazione è stata espressa da Don Marco Bove, presidente di Fondazione Sacra Famiglia Onlus, che ha sottolineato quanto questa realtà sia stata di forte impatto tra le comunità in cui opera, tanto che sono in programma numerose altre iniziative e progetti futuri realizzabili anche grazie alle significative sinergie che fino ad oggi hanno permesso alla Fondazione di raggiungere i suo eccellenti risultati.

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