Bambini

  • Addio a Carlo Casini: magistrato, politico e strenuo difensore della vita

    Lo scorso 23 marzo è venuto a mancare, dopo una lunga malattia, Carlo Casini, magistrato, deputato italiano ed europeo per più legislature. Esponente della Democrazia Cristiana e successivamente del PPI, del Centro Cristiano Democratico (CCD) e infine dell’UDC fu protagonista del cattolicesimo impegnato nella società civile a difesa della vita nascente e contro l’aborto. Fondatore nel 1980 del Movimento per la vita italiano del quale fu a lungo presidente e dal quale sono nati i CAV (Centri di aiuto alla Vita), ha sempre creduto fortemente in un’Europa unita sulla base dell’autentica cultura dei diritti umani e per questo ha combattuto con coraggio e lealtà per il riconoscimento del diritto alla vita dei più poveri tra i poveri quali sono i bambini non nati. L’ultima battaglia di Carlo Casini è stata la campagna ‘Uno di Noi’ del 2013 che con una mobilitazione popolare in tutti e 28 (allora) paesi dell’Unione Europea consentì la raccolta di ben due milioni di firme a sostegno della petizione europea per la salvaguardia dell’embrione umano e dei suoi diritti.

  • Achtung, binational babies: Lo Jugendamt ai tempi del coronavirus

    Ai tempi del Coronavirus, mentre in Italia si susseguono gli appelli di genitori e associazioni affinché non vengano negati ai bambini che vivono in istituto, lontano dalla famiglia d’origine, almeno i contatti telefonici, in Germania vanno oltre. Sono sempre un passo (o anche due) più avanti. Il canale televisivo RTL, nella sua pagina online pubblica un appello quanto meno preoccupante. Analizziamolo paragrafo per paragrafo. Il titolo già riassume una chiara presa di posizione: “In quarantena per il Coronavirus con genitori stressati – Bambini in pericolo, maltrattati e abusati”. Il sottotitolo è altrettanto eloquente: “I “protettori dei bambini” [lo Jugendamt] danno l’allarme. Poi l’affermazione: Vivere insieme in famiglia può essere estenuante e stressante, per alcuni bambini può rappresentare anche un pericolo di vita”. E prosegue, “È con queste drastiche parole che i “protettori dei bambini” [lo Jugendamt] si rivolgono all’opinione pubblica. In tempi di isolamento sociale è più importante che mai tenere d’occhio i membri più deboli della nostra società”. Come vedete il ruolo della famiglia non è più quello della naturale, amorevole, ovvia ed insita protezione, vivere in famiglia viene presentato come costrizione a condividere spazi e, in questo momento di quarantena, una costrizione che può diventare pericolosa. In un paese nel quale ogni anno vengono sottratti ai genitori circa 80.000 bambini, è evidente che si sta qui parlando della programmazione di ulteriori sottrazioni. I bambini veramente in pericolo saranno, con tutta probabilità, tra gli 80.000 già allontanati annualmente, qui si cerca invece di incrementare gli interventi o, nel migliore dei casi, di non abbassare la media. L’articolo procede con un eloquente secondo paragrafo dal titolo Quando genitori e figli si trasformano in delinquenti e vittime. La vita sociale in Germania è ferma. Scuole, asili, circoli, piscine: tutto è chiuso. I cittadini sono invitati a ridurre al minimo i contatti sociali per rallentare la diffusione del coronavirus. E’ questa una situazione che può essere fatale per i bambini maltrattati e, nel peggiore dei casi, sessualmente abusati. Essi sono indifesi, alla mercé dei loro genitori. “Durante la quarantena non ci sono più le routine quotidiane, asili e scuole resteranno chiusi per settimane – cioè i luoghi privilegiati per l’allontanamento dei bambini -. Il parco giochi è chiuso, i vicini si tengono a distanza, il bambino è solo con i genitori. […] Chi vede e sente ora i bambini maltrattati e abusati?” Insomma sembra proprio che il più grande attacco al benessere del bambino sia rappresentato dai genitori. Si passa dunque all’implicita affermazione che il numero di bambini già allontanati non sia sufficiente: “Il numero di casi non ancora noti di abusi, violenze psicologiche e fisiche nelle famiglie è elevato”. Si diffonde il sospetto che ogni famiglia rappresenti il luogo di abusi e dunque: “Ora la politica deve agire, chi ha isolato i bambini dal mondo esterno per molte settimane deve anche mettere in campo progetti per intervenire nelle famiglie in cui il rapporto tra genitori e bambino diventa un rapporto tra carnefice e vittima“. Il condizionale è stato abbandonato, l’articolo impiega il tempo presente: “il rapporto tra genitori e bambino diventa un rapporto tra carnefice e vittima”. Si è dunque passati da un terribile dubbio ad una certezza, per poter invocare a gran voce la delazione, o senso civico, come lo chiamano in Germania. L’articolo conclude infatti affermando: “La politica deve agire – e anche ognuno di noi. Si chiede pertanto al governo di fornire sostegno alle famiglie a rischio. Ma deve impegnarsi anche ognuno di noi: i vicini, il postino, il cassiere del supermercato. Insomma tutti noi. “Se avete dubbi sul benessere di un bambino nel vostro territorio, comunicate allo Jugendamt [Amministrazione per la gioventù] le vostre preoccupazioni. Può essere fatto anche in forma anonima“. Se c’è il sospetto di comportamenti criminali, va informata anche la polizia”.

    A seguito dell’annuncio del governo tedesco di voler stanziare varie centinaia di miliardi di euro a sostegno della propria economia, pare che lo Jugendamt voglia assicurarsene una bella fetta. I bambini che risiedono in Germania (ovviamente anche quelli italiani) rischiano di perdere, insieme alla libertà di movimento, anche la propria famiglia.

  • Bonus bebè e bonus asilo nido, due agevolazioni per le famiglie

    Bonus bebè e contributi per la frequenza agli asili nido sono in vigore da alcuni anni, quindi non parleremo oggi di novità, ma cercheremo di fare un po’ di chiarezza su due opportunità che a volte, per mancanza di informazione, vengono trascurate.

    Il bonus bebè, disciplinato dalla legge n. 190/2014, prevede un assegno mensile per ogni figlio nato tra il 1/1/2015 e il 31/12/2020. L’agevolazione è concessa ai residenti in Italia, purché con cittadinanza italiana, o di uno Stato membro dell’Unione Europea ovvero ai cittadini extraeuropei con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui all’art. 9 del Dlgs n. 2896/98.

    L’importo riconosciuto varia da un minimo di 960 euro annui, a un massimo di 1.920 euro in funzione dell’ISEE del nucleo famigliare, incrementabili qualora venga richiesto per la nascita di un figlio successivo al primo. Sono agevolate le nascite, così come le adozioni. Il sostegno era erogato fino al compimento del terzo anno di età, ma, per i nati dal 2018 in poi, è stata prevista la riduzione al solo primo anno.

    La domanda va presentata telematicamente all’INPS, allegando il modello ISEE, in mancanza la richiesta verrà processata considerando la fascia massima di reddito. In seguito all’accoglimento della domanda, la somma verrà erogata direttamente dall’INPS, secondo le modalità richieste all’atto della presentazione che possono prevedere l’accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN.

    Il contributo per la frequenza dei bimbi agli asili nido è disponibile dal 1/1/2017 per i nati, o adottati, dall’ 1/1/2016 (L. 232/2016). Come nel caso precedente, la richiesta va inoltrata direttamente all’INPS per via telematica. In questo caso, tuttavia, il contributo è erogato fino ad esaurimento delle risorse in base alla precedenza nella presentazione della domanda che dovrà essere formulata dal genitore che materialmente sostiene la spesa. E’ richiesta la residenza in Italia e la cittadinanza in Italia o in uno Stato dell’Unione Europea o, in alternativa, per i soggetti extracomunitari, il permesso di soggiorno EU per i soggiornanti di lungo periodo.

    L’importo è commisurato al valore ISEE del nucleo famigliare, essendo previsto un minimo di 1.500 euro e un massimo di euro 3.000. La somma sarà erogata solo a seguito della presentazione delle ricevute che attestino il pagamento delle rette scolastiche. Il contributo non sarà cumulabile con la detrazione IRPEF del 19% delle spese sostenute per la frequenza agli asili nido.

    Di seguito trovate il link al portale del cittadino da utilizzare per la presentazione di ambo le domande: https://www.inps.it/search122/ricercaTema.aspx?sTrova=servizi%20online%20per%20il%20cittadino&sCategoria=&sDate=

    Un’ultima precisazione di carattere tecnico: l’inoltro delle domande presuppone il possesso dei codici PIN dell’INPS o dell’identità digitale SPID. Quest’ultima vi consente di interagire con la pubblica amministrazione in modo semplice e sicuro e soprattutto univoco. Non sarà più necessario richiedere e ricordare codici di accesso ai vari siti, potendo effettuare l’accesso tramite SPID.

    Vari enti rilasciano l’identità digitale in modo semplice e immediato, tra cui le poste. Di seguito il link con le principali specifiche: https://www.spid.gov.it/richiedi-spid. Un modo moderno, semplice e sicuro per interagire con la pubblica amministrazione che consiglio a tutti di attivare.

    Segnaliamo, in chiusura, la possibilità di richiedere un bonus di 30 euro per l’acquisto dei seggiolini antiabbandono, obbligatori per il trasporto di tutti i minori di 4 anni, accedendo al sito www.bonuseggiolino.it. L’accesso prevede l’autenticazione tramite SPID.

    Infine, per gli amanti del cinema, si ricorda il bonus tv concesso per l’acquisto di televisori e decoder di nuova generazione idonei alla ricezione di programmi televisivi con i nuovi standard trasmissivi (DVBT 2/HEVC). L’agevolazione, fino ad esaurimento dei fondi stanziati, consiste in uno sconto praticato in fase di acquisto fino ad un massimo di 50 euro ed è circoscritta ai nuclei famigliari con ISEE inferiore ai 20.000 euro che, entro il 31/12/2022 acquisteranno un televisore o un decoder compatibile con i nuovi standard.

  • “Tutte le ore del mondo”: la vita di una comunità multietnica negli scatti del grande fotografo Gerald Bruneau

    26 scatti per raccontare tutti i colori del mondo, concentrati in un solo comune alle porte di Milano, attraverso la vita quotidiana dei bambini. Con la mostra “Tutte le ore del mondo – Ritratti di accoglienza, relazione e cura nella Baranzate multietnica” visitabile fino al 30 giugno prossimo presso il Centro Diagnostico Italiano, in via Saint Bon 20 a Milano, il fotografo Gerald Bruneau ci fa trascorrere un’ipotetica giornata con dodici famiglie italiane e straniere i cui protagonisti sono i loro bambini.

    Ideata e curata da Fondazione Bracco insieme all’Associazione La Rotonda, la mostra valorizza “Kiriku – A scuola di inclusione”, un progetto nato a Baranzate, per contrastare la povertà educativa, selezionato da ‘Con i bambini’ nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

    Il viaggio, pur essendo ambientato a Baranzate, tocca tutto il mondo: dall’Ecuador all’Italia, dal Marocco al Perù, dalla Romania al Salvador, dal Senegal alla Somalia e allo Sri Lanka. Colori, lingue, abitudini e costumi completamente diversi, uniti dalla voglia di mettere radici in un luogo globale attraverso i più piccoli e i loro legami. Scorrendo il catalogo della mostra, ogni azione della giornata è raccontata da una coppia di fotografie che unisce due famiglie di nazionalità differenti in un dialogo immaginario, da cui emerge il desiderio di conoscenza e inclusione.

    Dal risveglio, alla colazione, alla scuola, dalla visita dal pediatra, ai giochi al parco, alle fiabe, alla cena e così via, “Tutte le ore del Mondo” racconta la forza di una comunità con storie diverse che non si arrende ma rinasce in un luogo, forse diverso da quello sognato, ma che le offre un’identità.

    “Kiriku – A scuola di inclusione” è un progetto triennale partito nel 2018, rivolto ai bambini dagli 0 ai 6 anni e ai lori genitori, e promosso da una rete di partner pubblici e privati, tra cui l’Associazione “La Rotonda”, Fondazione Bracco, Centro Diagnostico Italiano (CDI), Comune di Baranzate, Istituto Comprensivo “Gianni Rodari” di Baranzate, Politecnico di Milano – TIRESIA, Museo Poldi Pezzoli e Parrocchia “Sant’Arialdo” di Baranzate, con il sostegno dell’impresa sociale ‘Con I Bambini’. Le attività su cui i partner hanno scelto di agire sono: la salute, l’apprendimento e la cultura, l’autonomia e la partecipazione. Finora sono stati coinvolti 371 bambini oltre ai loro genitori e insegnanti.

  • Hunger, fear and death: an Ethiopian migrant family’s story

    TULI GULED, Ethiopia (Reuters) – First, drought in Ethiopia’s Oromiya region destroyed Asha Khalif Ali’s crops and animals. Then her husband and brother were killed in ethnic violence. She fled with her seven children, the youngest on her back, and watched their small faces grow gaunt with hunger as they sought safety.

    Scientists and humanitarians say Asha’s story – of a once prosperous family endlessly buffeted by the intertwined plagues of climate change and violence –  will become more familiar around the world as repeated disasters push families into competition for ever-scarcer resources.

    The United Nations High Commissioner for Refugees said on Jan. 21 the world needs to prepare for “millions” more climate change refugees and cited a U.N. ruling this month that such people deserved international protection.

    Behind each number lies a story of suffering.

    For Asha, the drought that ended two years ago exacerbated simmering tensions over resources between ethnic groups. After gunmen from a rival ethnic group killed her husband, she fled into the mountains with her children.

    They marched barefoot for five days. The children’s feet bled; her milk dried up. When they finally reached a safe village, Asha collapsed. She and four of her children were hospitalized.

    They found refuge in the village of Tuli Guled in the eastern Somali region, where the International Committee of the Red Cross gave them seeds and tools. Then heavy rains and desert locusts destroyed her crop and her hope.

    “Life has changed a lot since the seasons changed. Food is more expensive. We used to have three meals a day. Now I can only afford one,” Asha said, sitting on three bags of rotten wheat. Her two youngest children squirmed in her lap as she struggled to hold back tears.

    “I fear my children may starve.”

    INTER-ETHNIC VIOLENCE

    The World Meteorological Organization says more extreme weather events linked to temperature rises of 3-5 degrees Celsius can be expected if carbon dioxide emissions, which hit a new record in 2018, keep rising at the current rate.

    Ethiopia had the highest number of new internally displaced people in the world in 2018 – 2.9 million – according to the Geneva-based Internal Displacement Monitoring Center. Some fled drought or floods, others fled clashes.

    It’s hard to measure the impact of climate change on violence, and it is not the cause of all inter-ethnic conflicts in Ethiopia, which have flared since Prime Minister Abiy Ahmed took power in April 2018.

    His political and economic reforms, though widely praised, have also unleashed long-repressed tensions among Ethiopia’s myriad ethnic groups as they lay claim to disputed territory.

    However, recent data and testimonies from displaced people such as Asha demonstrate the complex interaction between climate change and violence.

    “Many make the link today between their experience of violent conflicts and climate change,” said Peter Maurer, president of the International Committee of the Red Cross, as he toured Ethiopian villages devastated by violence, drought, heavy rains and desert locusts.

    “The struggle over less productive land is at the origin of much of what they suffer.”

    Editing by Katharine Houreld; Editing by Gareth Jones

  • Una zampa in famiglia: il progetto che i veterinari italiani portano nelle scuole

    Portare ai bambini, fin dalle scuole primarie, una corretta educazione alla convivenza con gli animali domestici. Questa la lodevole iniziativa promossa dai veterinari italiani con il progetto didattico “Una zampa in famiglia” promosso da Anmvi. L’anno scorso circa tredicimila bambini  hanno potuto conoscere il progetto ‘Zampa’, il cane protagonista del materiale didattico, insieme a Zampa la micia Mimì e il coniglio Lillo. Con l’aiuto e le spiegazioni dei medici veterinari i bambini imparano a relazionarsi con gli animali, a conoscere le loro esigenze, a comprendere come esseri senzienti siano portatori di affetti, emozioni, necessità. Tenendo conto che vi è almeno un animale ogni due famiglie, nelle case degli italiani, e che la convivenza comporta diritti e doveri per tutti, il progetto, che è al suo secondo anno, assume particolare importanza vista anche la necessità di contrastare l’abbandono ed il randagismo.

    L’animale non è un gioco, non è un oggetto del quale sbarazzarsi quando si è stanchi o se insorge qualche problema, l’animale diventa un membro della famiglia e come tale va rispettato ed accudito e a sua volta deve imparare le regole giuste per vivere con noi in casa e per strada con le altre persone e gli altri animali. I medici spiegheranno anche la necessità di essere attenti alla salute dei propri animali partendo dal cibo, infatti troppe volte si cade, in buona fede, nell’errore di dare alimenti che non sono adatti e possono creare anche gravi patologie. Durante le lezioni interattive i medici veterinari, attraverso il racconto ed il gioco, insegneranno i modi corretti per interagire con un animale da compagnia e l’importanza di una adozione consapevole che non può tramutarsi poi in un abbandono. Il rapporto e la comunicazione con i bambini ha già dimostrato buoni risultati anche per quanto riguarda i genitori.

    Anche le recenti norme sui microchip anche per i gatti fanno comprendere come la figura del veterinario sia sempre più importante nel rapporto uomo-animale e società, infatti gli animali che possono essere in caso di smarrimento identificati ritrovano la loro famiglia umana e non vanno incontro a morte o comunque ad aumentare la già troppo numerosa schiera dei randagi.

    Fino a giugno circa 200 veterinari arriveranno in altrettante scuole toccando 177 città ed anche a casa si possono scaricare notizie e materiale didattico sul sito https://www.unazampainfamiglia.it/. All’iniziativa collabora anche MSD Animali Health.

     

  • Prodotto difettoso e letale, Ikea risarcirà 46 milioni di dollari

    Ikea pagherà 46 milioni di dollari ai genitori del bimbo di due anni morto schiacciato da una delle sue cassettiere, un risarcimento record nella storia americana.

    Il caso risale al 2017. Era il 24 maggio quando il piccolo Jozef fu travolto dalla cassettiera modello Malm nella sua cameretta. A trovarlo fu il padre: nonostante i rapidi soccorsi, il piccolo morì il giorno successivo in ospedale a Buena Park, in California, dove viveva con i genitori. Pochi mesi dopo il terribile incidente, Joleen e Craig Dudek denunciarono Ikea in Pennsylvania, dove il colosso svedese ha la sua sede americana. L’accusa era chiara: Ikea era perfettamente consapevole del difetto della cassettiera Malm, ma si sarebbe ben guardata dal mettere in guardia i suoi clienti. Eppure il colosso svedese aveva già richiamato 17,3 milioni di cassettiere e como’ Malm dopo che, nel 2016, le autorità americane si erano dette a conoscenza della morte di quattro bambini a causa delle stesse cassettiere.

    La famiglia Dudek aveva acquistato la sua nel 2008 ma del richiamo non ha mai saputo nulla: Ikea non l’ha mai avvertita. Si è arrivati cosi’ all’incidente mortale del maggio del 2017. Un incidente che, secondo le associazioni dei consumatori, poteva essere evitato soprattutto alla luce dei precedenti. Dal 2011, secondo l’azione legale dei Dudek, cinque bambini sono stati uccisi da vari modelli di cassettiere Malm e altri 91 ne sono stati feriti prima della morte di Jozef.

    «Anche se il patteggiamento non può cambiare i tragici eventi che ci hanno portato qui, siamo lieti che si sia arrivati a una soluzione. Restiamo impegnati a lavorare per affrontare il tema importante della sicurezza», ha commentato Ikea, che nel 2016 ha versato un totale di 50 milioni di dollari ad altre tre famiglie i cui figli sono rimasti uccisi dai suoi mobili.

    Nel confermare l’accordo, la famiglia Dudek si è impegnata a donare un milione di dollari in beneficenza alle associazioni in prima linea per la tutela dei bambini dai prodotti pericolosi, soprattutto di arredamento. Ikea non è infatti l’unica ad avere problemi con il rovesciamento di alcuni dei suoi mobili: secondo un rapporto delle autorità americane, sono 556 le morti associate a incidenti di questo genere fra il 2000 e il 2008. Si tratta prevalentemente di bambini.

  • Achtung, binational babies: Un altro bambino … e ancora i vicini tedeschi

    Strana sensazione quella che riesce ad unire un’immensa gioia e un inestinguibile dolore.

    L’ennesimo genitore tedesco aveva tentato con l’inganno di trattenere un bambino binazionale in Germania. L’ultima moda, molto in voga tra i genitori tedeschi, è quella di proporre uno scambio scolastico. Lo fanno sia le mamma che i papà tedeschi e il genitore non-tedesco che, pensando davvero al figlio, pensa che un anno in Germania sarebbe per il bambino un arricchimento linguistico e culturale e contemporaneamente un’occasione per rafforzare il rapporto con il genitore che vede di meno, subito, o dopo riflessioni, finisce per accettare. Dopo alcuni mesi, almeno sei, il genitore tedesco si rivolge al tribunale del suo paese e chiede la potestà (oggi responsabilità genitoriale) esclusiva. Quando sul territorio tedesco è presente solo il genitore tedesco è praticamente certo che la otterrà, diversamente da quanto accade negli altri paesi dell’Unione europea. In realtà il tribunale tedesco non è competente per modificare precedenti decreti di affido, ma ama farlo lo stesso. In questo è quasi sempre aiutato dall’avvocato del genitore non-tedesco e che, anziché difenderlo, lo trascina in un processo kafkiano dal quale uscirà senza più un soldo e soprattutto senza più diritti su suo figlio. Noi, cioè la rete internazionale cui ho dato vita tanti anni fa, lo sappiamo bene e sappiamo consigliare la strada giuridicamente corretta e concretamente risolutiva. Lo abbiamo fatto anche questa volta. Bloccate le richieste infondate di procedimenti sull’affido, abbiamo chiesto il rimpatrio e abbiamo ottenuto l’udienza in tempi brevi. Il giudice pareva schierato, come sempre, a difesa degli interessi tedeschi anziché del bene del bambino sottratto. Aveva addirittura voluto controllare l’autorizzazione all’esercizio della professione del nostro avvocato. Questo nostro giovane avvocato invece, non solo possiede tutti i titoli per esercitare, ma è giuridicamente molto preparato, soprattutto per quanto riguarda i casi binazionali e le sottrazioni. Ha anche saputo spingere il giudice a rispettare Leggi e Convenzioni internazionali ed a sentenziare in base ad esse, fatto piuttosto raro al di là delle Alpi. Infatti, mentre in Italia i giudici ordinano sempre il rimpatrio, cioè mandano via, o meglio esportano i nostri bambini senza verificare fatti e documenti, in Germania lo negano praticamente sempre, applicando una interpretazione molto “teutonica” del bene del bambino da perseguire, che è appunto quello di rimanere in Germania, non importa con chi né a che condizioni. Con un vero lavoro di squadra tra gli avvocati dei due paesi, contatti con le istituzioni, informazione precisa al genitore non-tedesco, informazione a volte accudente, a volte un po’ “brutale” per prepararlo a ciò che lo aspetta in tribunale e fuori, fermando l’avvocato che voleva far aprire un procedimento penale a carico del genitore sottrattore, perché questo avrebbe influito negativamente sulla decisione di rimpatrio rendendola impossibile da ottenere, abbiamo vinto il primo grado di giudizio. E poi anche l’appello. Immediatamente dopo abbiamo riconosciuto le manovre che si stavano mettendo in atto per non eseguire il rimpatrio. Conoscendole bene, abbiamo potuto renderle inefficaci. Questo bambino oggi è a casa. Tutto questo mi ha regalato un’immensa gioia, perché ogni bambino salvato da quella prigione diventa un po’ anche figlio mio. Ma tutti questi bambini ricevono un tale sostegno al costo delle vite spezzate dei miei figli. Questi bambini ritrovano una vita serena, perché i miei figli hanno perso la loro. Se tedeschi e italiani non avessero usato i miei figli come merce, se non avessero imbrattato la loro infanzia, pregiudicando il loro futuro, io oggi non avrei un master, non saprei nulla di politica e molto poco di Europa, ma sarei una mamma “qualsiasi”, semplicemente una mamma e sicuramente più felice.

  • Nascere con un animale in casa fa bene ai bambini

    In un video, realizzato per il Fatebenefratelli, dedicato alle puerpere non solo di Roma e intitolato “Nascere”, il vicepresidente di ANMVI avverte le neo-mamme di non ascoltare i consigli di chi sostiene che quando in casa arriva un neonato bisogna allontanare gli animali domestici. Il dottor Raimondo Colangeli, medico veterinario, esperto in medicina veterinaria comportamentale, dice chiaramente “avere animali da compagnia e farli convivere con i bambini è un esperienza fantastica…la coabitazione con un animale in casa rafforza il sistema immunitario del bambino”. Il video “Nascere” rientra nel programma informativo del Fatebenefratelli e sarà distribuito gratuitamente alle neo-mamme per dare alle donne ed alle coppie in assistenza completa, su varie problematiche, sia prima che dopo il parto. Considerato che circa la metà degli italiani vive con un animale domestico è stato ritenuto importante offrire una serie di suggerimenti per aiutare i neo genitori a capire come  gli animali d’affezione, ormai diventati veri e propri  componenti del nucleo famigliare, non solo non siano di ostacolo ma diventano un vantaggio per il nuovo nato.

    Nel video il Dottor Colangeli cita diversi studi scientifici tra i quali una ricerca finlandese che ha tenuto in osservazione un gruppo di bambini che viveva con la presenza di animali in casa e bambini che non avevano animali e i vari studi hanno dimostrato l’influenza benefica dell’animale non solo dal punto di vista comportamentale e di acquisizione di responsabilità ed empatia ma anche da quello della salute con il rafforzamento delle difese immunitarie. La presenza degli animali, è stato più volte ricordato citando studi di ricercatori internazionali, diminuisce lo stress e stimola pensieri positivi. Quello che va ricordato sempre è che dobbiamo educarci ad educare i nostri amici a quattro zampe, un animale che da subito impara a riconoscere quello che può o non può fare sarà più libero e voi sarete più tranquilli sia in casa che per strada. Poche cose sono rasserenanti come vedere un cucciolo di uomo che abbraccia il cane o il gatto di casa sentendosi protetto e dando a sua volta protezione. La fiducia reciproca nasce dalla conoscenza e dall’educazione perciò non abbiamo timore di insegnare e di imparare reciprocamente.

  • Gli italiani si avviano a grandi passi all’estinzione

    Continuano a diminuire i nati: nel 2018 sono stati iscritti in Anagrafe 439.747 bambini, oltre 18 mila in meno rispetto all’anno precedente e quasi 140 mila in meno nel confronto con il 2008. Lo rileva l’Istat. Il persistente calo della natalità si ripercuote soprattutto sui primi figli che si riducono a 204.883,79 mila in meno rispetto al 2008. Il numero medio di figli per donna scende ancora attestandosi a 1,29; nel 2010, anno di massimo relativo della fecondità, era 1,46. L’età media arriva a 32 anni.

    Quasi un figlio su tre è nato fuori dal matrimonio: secondo i dati Istat, la percentuale di nati fuori dalle nozze è stata nel 2018 del 32,3%; era l’8,1% nel 1995 e il 19,6% nel 2008. La quota di nati con almeno un genitore straniero (96.578, in diminuzione dal 2012) è stata del 22%. I nati da genitori entrambi stranieri sono 65.444 (14,9% del totale dei nati). In totale, lo scorso anno si è avuto un meno 4,0% di nati iscritti in Anagrafe nel 2018 rispetto al 2017. Il calo è attribuibile prevalentemente alla diminuzione dei figli di genitori entrambi italiani (-15.771 unità, l’85,7% del calo dei nati registrato nell’ultimo anno).

    Al Nord più di un nato su cinque ha genitori entrambi stranieri: è quanto emerge dal Report dell’Istat sulla natalità e la fecondità della popolazione nel 2018. Al primo posto tra i nati stranieri iscritti in anagrafe si confermano i bambini rumeni (13.530 nati nel 2018), seguiti da marocchini (9.193), albanesi (6.944) e cinesi (3.362). Queste quattro comunità rappresentano la metà del totale dei nati stranieri. L’incidenza delle nascite da genitori entrambi stranieri sul totale dei nati è molto più elevata nelle regioni del Nord (20,7% nel Nord-est e 21,0% nel Nord-ovest) dove la presenza straniera è più stabile e radicata e, in misura minore, in quelle del Centro (17,5%); nel Mezzogiorno l’incidenza è molto inferiore rispetto al resto d’Italia (6,0% al Sud e 5,6% nelle Isole). Nel 2018 è di cittadinanza straniera circa un nato su quattro in Emilia-Romagna (24,3%), quasi il 22% in Lombardia, circa un nato su cinque in Veneto, Liguria, Toscana e Piemonte. La percentuale di nati stranieri è decisamente più contenuta in quasi tutte le regioni del Mezzogiorno, con l’eccezione dell’Abruzzo (10,5%). In media nel 2018 ha almeno un genitore straniero oltre il 30% dei nati al Nord e il 25,4% al Centro; al Sud e nelle Isole le percentuali scendono a 9,5% e 8,9%. Le regioni del Centro-nord in cui la percentuale di nati da almeno un genitore straniero è più elevata sono Emilia-Romagna (35,0%), Lombardia (30,9%), Liguria (30,1%), Veneto (29,7%) e Toscana (29,1%). Considerando la cittadinanza delle madri, al primo posto si confermano i nati da donne rumene (17.668 nati nel 2018), seguono quelli da donne marocchine (11.774) e albanesi (8.791); queste cittadinanze coprono il 43,1% delle nascite da madri straniere residenti in Italia. La propensione a formare una famiglia con figli tra concittadini (omogamia) è alta nelle comunità asiatiche e africane. All’opposto, le donne polacche, russe e brasiliane hanno più frequentemente figli con partner italiani che con connazionali.

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