Più di seicentomila, 600.000, persone, ucraini, molti sono vecchi e bambini, non hanno la luce e sono senza riscaldamento dopo i continui attacchi russi che bersagliano specificatamente le infrastrutture energetiche e le abitazioni civili o i ponti di collegamento.
Centinaia di migliaia di persone non hanno più una casa, un tetto dove ripararsi, un vestito, una coperta.
La politica europea continua a dare il suo aiuto mentre le farneticazioni di Trump creano ancora maggiore danno ad una guerra di aggressione che Putin intensifica ogni giorno colpendo i civili e gli inermi.
Noi come singoli individui abbiamo la possibilità, oltre a sostenere le forze ed i movimenti che difendono l’Ucraina, di dare un aiuto materiale agli sfollati attraverso le nostre donazioni.
In quasi tutte le città italiane ci sono centri di raccolta di indumenti e di generi alimentari e di conforto, le nostre associazioni, dalla Croce Rossa alla Caritas, e quelle degli ucraini, che sono rifugiati da noi, continuano ad inviare quanto raccolgono, non dobbiamo assuefarci al dolore altrui ma dobbiamo, per come possiamo, contribuire alle iniziative di aiuto.
Il Patto Sociale continuerà, come ha fatto in questi anni di guerra, ad invitare tutti a dare una mano, dall’acquisto di indumenti, pannolini per i bambini ed anziani, cibo non deperibile al controllo degli armadi dove spesso abbiamo oggetti o vestiti ancora nuovi e dei quali possiamo fare a meno per donarli a chi non ha più nulla.
L’inverno è arrivato, il freddo può uccidere i più deboli, gli ospedali hanno bisogno di aiuto, questo è il momento di un nuovo impegno di solidarietà, ora, non l’anno prossimo.