Accordo di collaborazione tra gli Usa e i Paesi del centro Asia
I ministri degli Esteri di Kazakhstan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan e il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, hanno adottato a Samarcanda il 19 ottobre una dichiarazione congiunta per un partenariato duraturo tra Stati Uniti e Asia centrale. Il testo è stato diffuso in occasione della ministeriale C5+1, il formato che riunisce i cinque Paesi della regione e Washington. Lo rende noto il dipartimento di Stato Usa. La dichiarazione richiama la prima ministeriale C5+1, svolta oltre dieci anni fa, e ricorda che quest’anno i Paesi centroasiatici celebrano 35 anni di indipendenza e gli Usa 250. I firmatari si impegnano a sviluppare collegamenti di trasporto e a investire nelle infrastrutture lungo la Rotta commerciale transcaspica. Prevedono inoltre di rafforzare i legami digitali, anche con programmi di formazione e istruzione in lingua inglese. L’obiettivo dichiarato è riportare l’Asia centrale al centro dell’economia globale, con un aumento degli scambi e degli investimenti bilaterali. I governi sostengono una maggiore integrazione economica regionale, con più commercio intraregionale, procedure doganali armonizzate e una più stretta cooperazione industriale. Intendono ampliare le opportunità per le aziende statunitensi in Asia centrale e per le imprese centroasiatiche sul mercato Usa.
Sul fronte energetico, le parti puntano a sviluppare catene di approvvigionamento integrate e a scambiare competenze sulla gestione dei dati geologici. Prevedono inoltre di ampliare l’estrazione e la lavorazione dei minerali e di aumentare i prodotti a valore aggiunto da destinare ai mercati internazionali. Nel capitolo sicurezza, la dichiarazione indica come priorità la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata transnazionale e il rafforzamento della sicurezza dei confini. Rientrano in questo quadro anche il contrasto a immigrazione illegale, tratta di esseri umani, traffico di droga e di armi, e una maggiore cooperazione sulla sicurezza informatica. I firmatari accolgono con favore la cooperazione di lunga data per mettere in sicurezza i materiali nucleari. Sulla base della Zona libera da armi nucleari dell’Asia centrale, intendono approfondire la collaborazione su sicurezza nucleare, salvaguardie, protezione fisica dei materiali e uso pacifico dell’energia nucleare. Il documento prevede infine nuovi canali di cooperazione sul patrimonio culturale, anche tra forze dell’ordine e istituzioni culturali, e di sviluppare i legami economici nei settori del turismo e dell’economia creativa.
Quasi 300 aziende statunitensi partecipano alla visita in Uzbekistan del segretario di Stato Usa. Lo ha dichiarato Rubio ai giornalisti, accanto al capo dell’Amministrazione presidenziale dell’Uzbekistan, Saida Mirziyoyeva, figlia del presidente Shavkat Mirziyoyev. Il capo della diplomazia statunitense ha spiegato che alcune società hanno già concluso accordi, che saranno annunciati al termine del forum. Rubio ha ribadito che Washington intende essere un “partner forte” in Asia centrale e ha definito la visita “l’inizio” di un percorso, non un punto di arrivo. Interpellato sulla crescente presenza della Cina nella regione, il segretario di Stato ha precisato che quella degli Usa è una concorrenza leale e non un invito a interrompere i rapporti con altri Paesi. Ha aggiunto che l’Uzbekistan ha chiarito di voler mantenere relazioni economiche con tutti. Rubio ha definito l’Uzbekistan “un pilastro” della regione, citando una crescita del prodotto interno lordo di quasi 8 per cento l’anno. Ha poi reso noto che sono in corso contatti per un possibile volo diretto da Miami. Quanto a una visita in Asia centrale del presidente Donald Trump, Rubio ha detto di non poter commentare l’agenda presidenziale, ma ha aggiunto che il capo della Casa Bianca “vorrebbe venire”.
Nei primi nove mesi del 2026 il miglior partner commerciale dell’Azerbaigian è stato l’Italia, con un interscambio di 9,189 miliardi di dollari, in aumento del 3,2 per cento rispetto agli 8,905 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. E’ quanto emerge dai dati del Comitato doganale statale di Baku. Al secondo posto figura la Turchia, con scambi per 4,329 miliardi di dollari, sostanzialmente invariati su base annua, seguita dal Regno Unito, salito dal settimo al terzo posto grazie a un aumento da 955,5 milioni a 3,721 miliardi di dollari. La Cina occupa la quarta posizione, con 3,459 miliardi, mentre la Russia è scesa dal terzo al quinto posto, con un calo del 26,6 per cento, a 2,684 miliardi. Gli scambi con la Georgia sono cresciuti del 42,3 per cento, raggiungendo 888 milioni di dollari, mentre la Romania è entrata tra i primi dieci partner, con 720,5 milioni. Nel complesso, il commercio estero azerbaigiano è aumentato del 5,2 per cento, a 37,210 miliardi di dollari. La bilancia commerciale ha registrato un avanzo di 10,519 miliardi.




