Casa

  • L’UE e l’immediato danno patrimoniale

    Al di là delle considerazioni relative alla tempistica ed al contenuto della ancora ipotizzata direttiva europea con oggetto una ulteriore “transizione green” da adottare per le abitazioni di classe energetica F e G (*), già ora si manifestano i primi effetti distorsivi sul mercato immobiliare.

    Il solo annuncio di un possibile adeguamento energetico da imporsi a circa il 65% degli immobili presenti sul territorio nazionale ha già determinato una perdita di valore proprio di quelle abitazioni oggetto di questi ipotizzati interventi strutturali in relazione ai costi aggiuntivi necessari per renderli a norma.

    Andrebbe ricordato, infatti, come molto spesso le abitazioni, specie se prime case, rappresentano la forma di investimento e di risparmio più adottata dalle famiglie, anche in funzione di un lascito patrimoniale a favore degli eredi. Gli stessi nuclei familiari accedono ai mutui presso gli istituti di credito attraverso i quali possono assicurarsi l’acquisto immobiliare non disponendo di ingenti risorse,

    Una della caratteristiche fondamentali perché questi finanziamenti rappresentino anche un investimento è data dalla “sicurezza”, o quantomeno dalla aspettativa, che il valore nominale dell’abitazione alla fine del mutuo sia quantomeno in linea con il costo complessivo dello stesso importo finanziato.

    Viceversa lo scellerato delirio ambientalista espresso dalla Commissione europea sta ponendo già ora le condizioni di un profondo danno patrimoniale, nella forma di una sostanziale differenza negativa tra il valore dell’impegno finanziato per l’acquisto ed il suo valore successivo espresso dal mercato, il quale determina una depatrimonializzazione in termini assoluti tanto del valore della abitazione quanto del risparmio privato.

    L’ Europa, ed il nostro Paese in particolare, stanno ancora oggi pagando le terribili conseguenze economiche e sociali della pandemia alla quale si aggiungono le conseguenze del conflitto ucraino.

    In questa situazione di estrema difficoltà ed incertezza imporre una visione assolutamente ideologica ad un bene fondamentale, come la casa, sul quale si basa parte dell’equilibrio familiare, rappresenta la assoluta incapacità di leggere ed interpretare le priorità dei cittadini e definisce senza ombra di dubbio la assoluta distonia della Istituzione Europea con i cittadini europei.

    (*) https://www.ilpattosociale.it/europa/il-tradimento/

  • L’Ue propone criteri di maggiore trasparenza nel settore della locazione a breve termine

    La Commissione ha adottato una proposta di regolamento per aumentare la trasparenza nel settore della locazione di alloggi a breve termine e aiutare le autorità pubbliche a garantire uno sviluppo equilibrato di tale attività nell’ambito della sostenibilità del settore turistico.

    Sebbene offrano molti vantaggi per i locatori e i turisti, le prenotazioni di alloggi a breve termine possono suscitare preoccupazioni per alcune comunità locali che si trovano ad affrontare, ad esempio, la mancanza di alloggi a prezzi accessibili. Le nuove norme miglioreranno la raccolta e la condivisione dei dati provenienti dai locatori e dalle piattaforme online. Ciò, a sua volta, fornirà elementi per l’elaborazione di politiche locali efficaci e proporzionate al fine di affrontare le sfide e le opportunità connesse al settore della locazione a breve termine.

    Le nuove norme proposte contribuiranno a migliorare la trasparenza per quanto riguarda l’identificazione e l’attività dei locatori di alloggi a breve termine, nonché le norme che sono tenuti a rispettare, e faciliterà la registrazione dei locatori. Affronteranno inoltre l’attuale frammentazione delle modalità secondo cui le piattaforme online condividono i dati e, in ultima analisi, contribuiranno a prevenire la presenza negli elenchi di voci illegali. Nel complesso, si contribuirà a costruire un ecosistema turistico più sostenibile e si sosterrà la relativa transizione digitale.

    Il nuovo quadro proposto:

    • una volta introdotto dalle autorità nazionali, armonizzerà i requisiti in materia di registrazione per i locatori e le loro unità immobiliari locative a breve termine: i sistemi di registrazione dovranno essere interamente online e di facile utilizzo. Nella fase finale della registrazione, i locatori dovrebbero ricevere un numero di registrazione unico;
    • chiarirà le norme volte a garantire che i numeri di registrazione siano esposti e controllati: le piattaforme online dovranno rendere facile per il locatori l’esposizione dei numeri di registrazione sulle loro piattaforme. Le autorità pubbliche potranno sospendere la validità dei numeri di registrazione e chiedere alle piattaforme di depennare dagli elenchi i locatori non conformi;
    • razionalizzerà la condivisione dei dati tra le piattaforme online e le autorità pubbliche: le piattaforme online dovranno condividere con le autorità pubbliche i dati relativi al numero dei pernottamenti in locazione e dei locatari una volta al mese, in modo automatizzato.
    • consentirà il riutilizzo dei dati, in forma aggregata: i dati generati in base alla proposta, in forma aggregata, saranno utilizzati per le statistiche sul turismo prodotte da Eurostat e confluiranno nel futuro spazio europeo di dati per il turismo. Tali informazioni sosterranno lo sviluppo di servizi innovativi connessi al turismo;
    • istituirà un efficace quadro di attuazione: gli Stati membri monitoreranno l’attuazione di tale quadro di trasparenza e stabiliranno le sanzioni applicabili all’eventuale violazione degli obblighi del suddetto regolamento.

    La proposta della Commissione sarà discussa in vista dell’adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. Dopo l’adozione e l’entrata in vigore, gli Stati membri disporranno di un periodo di due anni al fine di istituire i meccanismi necessari per lo scambio di dati.

  • Politiche per la casa cercansi

    A Milano piovono gli sfratti anche per persone bisognose ed ammalate ed il Comune risponde che non è in grado di fare scelte strutturali.

    Se non sbagliamo l’attuale sindaco è in carica per il secondo mandata consecutivo e le dichiarazione della sua amministrazione dimostrano che in tutti questi anni non c’è stata nessuna politica per la casa, nessun censimento degli sfratti in via d esecuzione, nessuna verifica sulla reale situazione delle famiglie che potevano essere sfrattate, nessun impegno per mettere in funzione le tante abitazioni pubbliche inagibili da anni e anni, nessun controllo su eventuali abusivi che avessero nel tempo occupato abitazioni pubbliche o che non avessero più i requisiti per usufruirne. E,in speciale modo, dall’amministrazione di sinistra non si è mai dato vita ad un piano casa per le tante famiglie in difficoltà!

    Da troppi anni non esiste praticamente più una politica per la casa né di edilizia popolare né convenzionata e mentre le amministrazioni di sinistra sono colpevoli per inerzia, inefficienza, indifferenza dobbiamo purtroppo, constatare che l’opposizione, su questo tema, è stata troppo silenziosa.

    Comunque inutile chiedersi perché il PD ha perso, è sotto gli occhi di tutti la sua incapacità o non volontà di occuparsi dei reali problemi delle persone e la casa è uno dei problemi fondamentali.

  • Airbnb supera quota 100 milioni di pernottamenti prenotati in tutto il mondo

    In un momento di vivacissima ripresa del turismo sia a livello globale che italiano e nonostante le preoccupazioni per il rallentamento economico e l’aumento dei prezzi, il mondo delle case vacanza e degli alloggi in affitto sembra aver messo il turbo superando di slancio i risultati ante Covid. “Da aprile a giugno – annuncia il co-fondatore e ceo di Airbnb Brian Chesky pubblicando i dati trimestrali – abbiamo superato i 103 milioni di notti ed esperienze prenotate, il nostro numero trimestrale più alto di sempre. Abbiamo generato un fatturato di 2,1 miliardi di dollari, in crescita del 58% anno su anno. Le nostre entrate nel secondo trimestre sono aumentate di oltre il 70% dal secondo trimestre del 2019. Airbnb nel mondo conta 4 milioni di host che hanno accolto e fatto sentire a casa oltre 1 miliardo di ospiti”.

    Anche dal punto di vista della redditività Airbnb ha avuto il secondo trimestre più redditizio di sempre con un utile netto di 379 milioni di dollari, un miglioramento di quasi 700 milioni di dollari rispetto al secondo trimestre 2019. E le prospettive per l’estate sono senza dubbio rosee: “Siamo così fiduciosi nella nostra crescita e redditività a lungo termine che oggi annunciamo un programma di riacquisto di azioni da 2 miliardi di dollari” aggiunge Chesky. Tra gli elementi trainanti la rapida crescita dei soggiorni di lunga durata (28 giorni o più) aumentati di quasi il 25% rispetto a un anno fa e di quasi il 90% rispetto al secondo trimestre del 2019. In salita anche gli annunci attivi per le destinazioni “non urbane”: +50% rispetto al secondo trimestre del 2019. Non da meno comunque il ritorno della domanda nelle città. Complessivamente, le notti e le esperienze prenotate sono cresciute del 24% rispetto al secondo trimestre del 2019, mentre le inserzioni attive sono cresciute del 23% nello stesso periodo.

    C’è poi da segnalare una particolarità molto italiana: dalle masserie ai dammusi, dai trulli alle torri e i castelli (ma anche fari, case sugli alberi, agriturismi, Boat and Breakfast e addirittura tende) sono sempre più gettonati gli alloggi unici. Soltanto negli ultimi due anni, dal 2019 al 2021, le notti prenotate in questo tipo di sistemazioni sono aumentate del 50% a livello globale. In cima alla classifica delle mete più di tendenza secondo questo criterio c’è Lampedusa seguita da Ceglie Messapica, Favignana, Pantelleria. A seguire al quinto posto c’è Grosseto, poi ancora due isole, Ponza e La Maddalena, e Martina Franca.  Anche i guadagni degli host che mettono a disposizione alloggi unici, secondo Airbnb, sono stati maggiori rispetto a quelli con proposte più “classiche” e nel 2021 a livello globale sono arrivati a quasi un miliardo di dollari. Le tipologie di alloggio che hanno generato più guadagni lo scorso anno sono state: agriturismi più di 9,6 milioni di dollari, mini case più di 5,6, trulli più di 5,0, castelli 1,3, dammusi più di 1,1.

  • Senza casa: quanti sono e come aiutarli?

    In un recente articolo, sul settimanale Sette, Mario Volpe scrive del documentario Lead me home nel quale Job Shenk e Pedro Kos, attraverso storie vere, raccontano la tragedia di più di 500.000 americani che passano la loro vita senza avere una casa. Persone che vivono per strada, persone cadute in fondo per colpa delle più disparate situazioni e vicende, dalla tossicodipendenza all’infermità mentale, dalla perdita del lavoro a problemi famigliari. A tutto questo numero spaventosamente alto di emarginati la sanità americana non dà ancora oggi risposte, troppo alti i costi, troppo ingiusto un sistema che se non hai un’assicurazione non ti cura e che comunque ti abbandona quando le cure diventano troppo lunghe od onerose rispetto a quanto si è pagato. Anche le persone portatrici di handicap si trovano troppo spesso abbandonate a se stesse ed ai costi spropositati degli ospedali e delle cure sanitarie si aggiungono i prezzi troppo alti anche le più umili abitazioni. La corsa al nuovo porta ad abbattere catapecchie, rifugi, case obsolete per costruire quartieri moderni nei quali non c’è più spazio, possibilità di accoglienza per i più poveri. Per comprendere una parte di questo dramma che si ripropone di anno in anno basta ricordare come l’anno scorso, in piena pandemia, centinaia di emarginati furono radunati in un immenso parcheggio e lasciati lì per molto tempo, abbandonati sull’asfalto con le loro coperte sporche e le loro speranze perdute. Noi in Italia abbiamo una sanità che si occupa anche dei più poveri ma ormai sempre più spesso vediamo persone che vivono per strada e, nonostante l’aiuto ed il lavoro delle associazioni di volontariato, la loro vita è continuamente a rischio, specie nei mesi più freddi e in certe zone. La nostra è una democrazia molto più avanti di quella statunitense ma bisogna fare ancora molti passi avanti per impedire ingiustizia ed indifferenza e vorremmo che tra i compiti dei sindaci ci fosse anche quello di provvedere meglio alle persone senza casa e di rendere noto ai propri concittadini, di mese in mese, qual è il numero di persone che vive per strada e come si può dar loro una mano.

  • Stretta in arrivo per gli affitti agevolati

    Investire nel mattone sta diventando sempre più difficile in Italia. E non solo per i continui venti di crisi economiche, reali o solamente paventati. Se nei mesi scorsi si è parlato di una lieve ripresa, almeno per il settore acquisti, tale prospettiva, che poteva far tirare un seppure flebile respiro di sollievo agli addetti ai lavori, rischia di arrestarsi in breve tempo. Causa la nuova manovra finanziaria che potrebbe colpire, ed anche pesantemente, gli affitti a costi contenuti. L’Italia, al momento, è il Pese in cui, più che in altri, la grande crisi finanziaria del 2007/2008 sembra non essersi allontanata perché una eccessiva tassazione sul mattone, che paradossalmente renderebbe meno rischioso investire in borsa piuttosto che in edilizia, ha di fatto scoraggiato costruttori e acquirenti. In Italia esiste infatti una tassazione espropriativa, erariale e locale che non si ritrova in altre parti del mondo, come dimostra un rapporto di Confedilizia che potrebbe vedere ulteriori balzelli che andrebbero a colpire chi trae guadagno, onestamente, da affitti a buon mercato. Come sappiamo le moderne tecnologie inducono molti lavoratori a spostarsi sul territorio per lavori più dinamici (anche se sempre più spesso l’ufficio diventa il proprio appartamento) e ciò implica sistemazioni provvisorie, laddove non si pensa di rimanere per troppo tempo nei luoghi in cui ci si sposta. L’affitto, il più possibile conveniente, rimane così la soluzione più consona. La tipologia che funziona maggiormente in questi casi è quella degli affitti agevolati o concordati in quanto garantiscono ai proprietari della case una certa redditività anche se modesta. La manovra finanziaria in programma, su proposta del PD, prevede di alzare, per la prima volta, l’aliquota fiscale su questa tipologia di affitti dal 10 al 12,5% che prevedeva un canone più basso rispetto alla norma, canone concordato in passato da Confedilizia con i sindacati inquilini di Cgil, Cisl e Uil che veniva incontro alle esigenze di classi sociali economicamente più deboli. E chi potrebbe trarne profitto da tali aumenti? Neanche a dirlo un sistema bancario che strizza l’occhio alla finanza internazionale.

  • In Norvegia palazzi che producono più elettricità di quanta ne consumano

    Powerhouse, un consorzio di architetti, ingegneri, ambientalisti e designer di Oslo, ha realizzato in Norvegia un palazzo “a energia positiva”, cioè un edificio che produce più elettricità di quanto ne consumi e può quindi cederla agli edifici circostanti e al fornitore statale.

    L’edificio si chiama Brattørkaia: costituito da 8 piani nel centro della cittadina di Trondheim, affacciata su un fiordo dell’Atlantico, produrrà 485mila chilowattora all’anno (il consumo medio di un’abitazione, in Norvegia, è di 20mila). Sebbene non rappresenti un unicum nel suo genere – lo studio Snohetta ha realizzato diverse case private, una scuola Montessori, un paio di uffici, e anche un college universitario in Canada, una palazzina nell’ateneo di Harvard, in Massachusetts, l’archivio municipale di San Diego, edifici industriali in Europa sono stati realizzati per produrre più energia di quanta ne usino – Brattørkaia ha rappresentato una sfida tecnologica ed ambientale di assoluto rilievo: in un Paese in cui i raggi solari scarseggiano nei mesi invernali e le temperature rigide aumentano la necessità di riscaldamento, non era scontato riuscire nell’opera di produrre energia in eccesso. Powerhouse Brattørkaia fa tesoro di soluzioni che lo studio Snohetta ha adottato in edifici minori: il tetto di pannelli solari con un certo grado di pendenza per massimizzare la raccolta dei raggi, un atrio cilindrico per raccogliere luce naturale fino all’ultima goccia, la facciata curva per catturare i venti del Nord e trasformarli in aerazione interna. Solo per fare qualche esempio. Strumenti che Powerhouse sta utilizzando anche per un altro grande progetto in corso: lo Svart Hotel, albergo “a energia positiva” dalla forma di anello in costruzione sull’acqua di un fiordo oltre il Circolo polare artico.

    Secondo la Commissione Europea, gli edifici urbani pesano per il 40% del consumo energetico e per il 36% delle emissioni di gas serra dell’Ue. Più di un terzo del totale. Sulla scia del consorzio Powerhouse, in Norvegia altri due studi d’architettura, Haptic Architects e Nordic, hanno annunciato il progetto di una smart city sostenibile vicino all’aeroporto di Oslo.

  • Torna in Fiera HOMI, il Salone degli stili di vita

    Ritorna questo weekend a Fiera Milano Homi, il Salone degli Stili di Vita, design e creatività per la casa, in programma dal 25 al 28 gennaio 2019, dove i visitatori professionali avranno a disposizione 1.150 espositori, di cui il 27% stranieri provenienti da 38 Paesi, che presenteranno in anteprima le proposte più interessanti sui modi dell’abitare e degli accessori.

    L’offerta degli organizzatori riguarda non solo prodotti, ma anche idee, progetti, stili e culture differenti per aiutare gli operatori a individuare le tendenze che caratterizzeranno la prossima stagione. Si chiama “Salone degli stili di vita” proprio perché ogni anno vengono proposti prodotti che vadano al passo con i tempi e si adeguino ai vari stili di vita, ai gusti e alle culture del cliente.

    La HomiHybridLounge, in particolare, sarà uno spazio realizzato in collaborazione con Poli.Design, realtà di eccellenza del Politecnico di Milano e Wgsn, istituto internazionale per la ricerca dei nuovi trend di consumo. Grazie alle attività di ricerca di questi due player, offrirà una proposta concreta di oggetti, materiali innovativi, finiture e campionature dedicate al mondo dell’Interior design e declinati secondo le future tendenze dell’abitare, fornendo agli operatori un quadro completo in merito a forme, colori e abitudini di consumo.

    Momento di incontro e confronto per quanti progettano, realizzano o commerciano prodotti dal design più esclusivo, sarà invece lo spazio HOMI Trends, realizzato con WGSN – società leader globale in analisi e previsioni di tendenza di mercato e sul consumatore – progettato per scoprire i trends più interessanti delle prossime stagioni.

    L’area sarà ancora una volta declinata secondo le tre più importanti tendenze future dell’abitare per fornire agli operatori un rapido e puntuale aggiornamento circa forme, materiali, colori e abitudini di consumo che si consolideranno nelle prossime stagioni.

    L’edizione di Homi di quest’anno avrà anche Festivity, un’area dedicata agli articoli per le grandi occasioni e le festività: dal Natale, con le decorazioni tradizionali, agli articoli per festeggiare ogni occasione. Aprirà il 23 gennaio, due giorni prima dell’apertura di Homi, e chiuderà il 27 gennaio, con un giorno di anticipo sugli altri settori della manifestazione.

    Homi si articola in 10 aree espositive che espongono le ultime novità per settori: area dedicata alla cucina e alla tavola, con tutti i complementi, arredi e tessili (Living Habits); che interessa il bagno ma anche il relax e il benessere (Wellness & Beauty); relativo alle profumazioni per ambienti o alla cura della persona (Fragrances & Personal Care); che riguarda la moda, gli accessori, la gioielleria e i bijoux (Fashion & Jewels); dedicato ai regali, agli eventi, matrimoni e bomboniere (Gift & Events); dedicato all’outdoor e quindi al giardino, agli arredi e ai complementi per l’esterno (Garden & Outdoor); che interessa la moda, gli arredi e gli accessori per i bambini (Kids Style); che interessa il tessile per la casa (Home Textiles); relativo a viaggi, musica, hobby e lavoro (Hobby e Work); dedicato alle concept design companies, agli editors e ai contract (Concept Lab).

    Particolarmente importante l’area Fashion & Jewels, il settore di HOMI dedicato agli stili della persona, che propone novità e tendenze nel mondo del bijoux, accessorio moda e fashion jewels. Un’offerta ampia creata da realtà storiche del Made in Italy, nomi giovani e ricchi di creatività e brand internazionali, ai quali si affiancano le due aree di HOMI SPERIMENTA, una con focus sul mondo fashion e una sul mondo bijoux.

    Ad Homi le aziende potranno incontrare operatori italiani, oltre a un gran numero di buyer internazionali altamente profilati grazie anche alla collaborazione con ICE, provenienti da tutto il mondo.

    Tra i Paesi selezionati, sia in Europa che nel resto del mondo, figurano Francia, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Scandinavia, Algeria, Marocco, Tunisia, Libia, Emirati Arabi, Israele, Russia, Sudafrica, Cina, Hong Kong, India, Vietnam.

    Spazio anche per la formazione e il confronto: talks e worskhop offriranno agli operatori idee e nuove opportunità per potenziare il proprio business e trovare nuovi spunti per crescere.

  • Agli italiani la casa piace sempre più “smart”

    La casa degli italiani fa sempre più rima col termine “smart”, non inteso come abitazione di piccole dimensioni ma come sistema intelligente e tecnologico, attento ai consumi e agli sprechi.

    La “smart home”, ovvero una casa costruita con oggetti interconnessi per renderne più efficiente e sicura la gestione, cresce in Italia a ritmi europei, anche se i numeri sono ancora inferiori rispetto agli altri Paesi. Quello che una volta era considerato un settore di nicchia fatto di stravaganze ipertecnologiche per pochi appassionati, diventa ora una realtà concreta che comincia a diffondersi sul mercato. A fare il punto della situazione italiana è una ricerca dell’Osservatorio Internet Of Things della School of Management del Politecnico di Milano, che fotografa come nel 2017 questo mercato abbia raggiunto i 250 milioni, in aumento del 35% rispetto al 2016.

    Nonostante la recente crescita, rimane comunque un mercato che in Italia è ancora poco sviluppato. La vera rivoluzione comincerà quando anche nel nostro Paese sbarcheranno i grandi nomi del settore (da Apple a Google fino ad Amazon) che negli Stati Uniti stanno già spopolando con gli assistenti da salotto: degli altoparlanti collegati alla rete e potenziati dall’intelligenza artificiale che rispondono alle richieste più disparate (le previsioni meteo, abbassare le luci, accendere la tv o richiamare una canzone da una playlist) esattamente come fa ora lo smartphone.

    “A oggi in italia si vendono soprattutto pezzi singoli e mancano i servizi di contorno, dall’installazione all’assistenza post-vendita”, spiega il direttore dell’Osservatorio Giulio Salvadori. “Questo frena le scelte dei consumatori, che pure si stanno avvicinando con maggiore interesse all’Internet of things”.

    Basti pensare che il 38% degli italiani possiede ormai almeno un oggetto smart in casa propria e il 32% ha fatto almeno un acquisto l’anno scorso. Tuttavia, due terzi delle persone intervistate nella ricerca dichiarano di essere dovuti ricorrere a professionisti per l’installazione e la metà è preoccupata per i rischi legati alla privacy.

    Negli Stati Uniti il mercato della Smart Home sfiora ormai gli 11 miliardi di euro, mentre in Europa sono Germania e Regno Unito le nazioni più all’avanguardia, con vendite per 1,5 e 1,4 miliardi di euro. La Francia ci supera con 600 milioni di euro, mentre la Spagna si ferma a 200 milioni. Guardando agli ambiti di diffusione della Smart Home, al primo posto tra le soluzioni acquistate troviamo le applicazioni Internet of Things (internet delle cose) per la sicurezza, seguite da quelle per la gestione del riscaldamento e da quelle per la gestione degli elettrodomestici. Su quest’ultimo fronte è attiva da diversi anni la multinazionale americana Whirlpool, che dal 2000 ha iniziato a lavorare sui prodotti smart e nel 2015 ha lanciato la prima serie completa. Gli investimenti a livello mondiale sono destinati ad ampliare il più possibile l’offerta di prodotti interconnessi. “Ci vorranno anni e non per tutte le funzioni c’è bisogno di elettrodomestici smart – spiega il responsabile per l’Europa dei prodotti interconnessi Marco Signa – ma il gruppo segue con convinzione questa strada, spostandosi da un segmento di mercato che fino a pochi anni fa era una nicchia, a fasce più ampie di mercato, anche medie”.

    Per quanto riguarda i consumi, invece, Edison ha lanciato circa un anno fa Edison Smart Living, una piattaforma in grado di connettere e gestire un numero sempre crescente di device intelligenti disponibili sul mercato. “Abbiamo pensato a una soluzione non verticale sulla sola energia, ma destinata a tutta la casa, per creare un vero e proprio ecosistema smart nelle abitazioni”, spiega Marco Landoni, direttore marketing di Edison Energia.

    Questo proprio perché l’offerta di servizi con soluzioni complete, e non solo di singoli prodotti, è la sfida che attende le aziende per i prossimi anni.

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