comportamenti

  • Crescono le segnalazioni per dipendenza da social

    A poche settimane dall’avvio del progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”, promosso dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, si registra un vero e proprio boom di segnalazioni legate a possibili situazioni di dipendenza dai social network.

    Nelle prime due settimane di attività sono stati sfiorati i 300 contatti al “Punto di ascolto”, con richieste provenienti principalmente dall’Abruzzo, Emilia-Romagna, Marche, Molise e Puglia.

    Le segnalazioni sono pervenute nella maggior parte dei casi da genitori preoccupati per i comportamenti dei figli, in altri casi da fratelli e sorelle e, in alcune situazioni, anche da gestori di bar frequentati da adolescenti.

    L’Associazione ha, quindi, raccolto, analizzato e classificato le “segnalazioni” di sintomi di dipendenza da social per tipologia, quali lo scrool compulsivo, l’ansia e nervosismo da mancanza di telefono, l’isolamento familiare e sociale, l’ossessione da like e follower. “Abbiamo avuto moltissime segnalazioni e questo ci permette di cominciare ad avere una bussola attraverso la quale orientarci nel mondo della dipendenza da social e, quindi, dare un aiuto concreto attraverso i professionisti che sono coinvolti in questo progetto ambizioso e difficile ma socialmente utile” – affermano Emilio Graziuso e Massimo Bomba, rispettivamente Presidente e Vice Presidente Nazionale dell’Associazione “Dalla Parte del Consumatore”

    Il “Punto di ascolto per dipendenza da social” è attivo dal lunedì al venerdì attraverso il numero di telefono 375 – 6699692 dedicato esclusivamente al progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”.

  • Azioni concrete per una concreta educazione ai comportamenti ed alle regole

    Certi avvenimenti non dovrebbero accadere, le manganellate ai giovani studenti, le manifestazioni che sfociano in violenza, le richieste di pace che non tengono conto di chi è aggredito e di chi ha aggredito, i bambini ucraini oscurati dalle ingiuste morti di quelli palestinesi, le doppie verità, le pesanti aggressioni verbali, gli insulti personali in politica, il rogo dell’immagine del Presidente del Consiglio, l’indifferenza con la quale si commentano fatti dei quali non si comprende né la tragicità né le conseguenze sono avvenimenti che, in un Paese civile, non dovrebbero accadere.

    Ma accadono.

    Per questo ben venga ogni autorevole dichiarazione, come il Presidente della Repubblica ha fatto, mentre troppi altri hanno invece taciuto, ma è il momento di passare ad azioni concrete che portino, dalla scuola ai media, dalla politica alla così detta società civile, una concreta educazione ai comportamenti ed alle regole che, in democrazia, devono guidare la vita dei singoli come dei gruppi, delle collettività e dei rappresentanti delle istituzioni

    Ma ad oggi nulla di concreto all’orizzonte mentre la violenza, l’incomprensione, la doppia morale segnano ogni giorno di più la nostra vita.

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