Il sindaco Sala, come riporta il Corriere della Sera, rivendica, contro le auto, il diritto a respirare, peccato però che a Milano si respiri sempre peggio proprio per colpa di scelte sbagliate e fatte solo per motivi ideologici proprio da lui e dalla sua amministrazione.
il traffico diventa ogni giorno più congestionato per lavori e cantieri, di vario genere, ancora aperti dopo molti anni, e per le decisioni del sindaco e della sua giunta, le cui uniche priorità sono le piste ciclabili, l’esponenziale, assurdo e a volte pericoloso, ingrandimento dei marciapiedi, le continue variazioni dei sensi di marcia, l’aumento delle aree pedonali.
Tutto questo comporta che ogni giorno si debbano fare, anche per raggiungere luoghi relativamente vicini, tortuose giravolte per la città, consumando carburante, rimanendo spesso bloccati e trovandosi in seri problemi quando deve passare un’autoambulanza, un mezzo dei vigili del fuoco o delle forze dell’ordine e, di conseguenza, l’inquinamento aumenta.
Politiche sbagliate e vessatorie a partire da quell’obbrobrio che è l’Area C che fa pagare anche i residenti per entrare ed uscire da casa propria!
Sala, per legge, non si potrà ripresentare ma resta la spada di Damocle di un suo simile alla guida di Milano se il centro destra e il centro, con l’ausilio di coloro che nel passato non si sono recati alle urne o che, e ne abbiamo sentiti molti, si sono pentiti di aver votato a sinistra, visti i risultati, non daranno una svolta positiva per la città.
Il presupposto è pero che coloro che vogliono il cambiamento abbiano un candidato che dia sicurezze sulla sua capacità di interpretare il vero cuore di Milano che non può, come ora, essere solo una città per ricchi, per rampanti, per affaristi e per turisti, è arrivato il momento di decidere e di decidere con cognizione di causa, non si possono ripetere gli errori del passato.
disagio
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A Milano non si possono ripetere gli errori del passato
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Il disagio mentale colpisce il 6% degli adulti
Poco più del 6 per cento degli adulti e circa il 9 per cento degli over 65 riferiscono sintomi depressivi e percepiscono compromesso il proprio benessere psicologico per più della metà dei giorni del mese precedente l’intervista. I sintomi depressivi aumentano significativamente tra chi vive in condizioni di disagio economico, raggiungendo rispettivamente il 18 per cento e il 25 per cento tra chi dichiara di avere molte difficoltà ad arrivare a fine mese. La fotografia, relativa al biennio 2023-2024, è stata scattata dalle sorveglianze Passi e Passi d’Argento dell’Iss, ed è pubblicata in occasione della Giornata Mondiale della salute mentale che si celebra il 10 ottobre. Nel nostro paese, afferma un’indagine condotta dall’Istituto tra il 2021 e il 2023 su 19 dipartimenti di Salute Mentale appena pubblicata, cresce la domanda di cura, con un aumento dei ricoveri nei reparti psichiatrici ospedalieri così come delle consulenze psichiatriche nei pronto soccorso. Continua inoltre la mappatura dei servizi dedicati ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, arrivata a 225 strutture su tutto il territorio nazionale. Dai dati Passi 2023-2024 emerge che, in Italia, una quota contenuta di adulti (poco più del 6 per cento) riferisce sintomi depressivi e percepisce compromesso il proprio benessere psicologico per una media di quasi 16 giorni nel mese precedente l’intervista (vs meno di 2 giorni per le persone senza sintomi depressivi). I sintomi depressivi sono generalmente più frequenti con l’avanzare dell’età, fra le donne (7 per cento), fra le persone socialmente più svantaggiate, per difficoltà economiche (18 per cento), precarietà lavorativa (8 per cento) o bassa istruzione (11 per cento), fra chi vive da solo (7 per cento) e fra chi è affetto da patologia cronica (11 per cento). Solo il 65 per cento degli intervistati che riferiscono sintomi depressivi ricorrono all’aiuto di qualcuno, rivolgendosi soprattutto a medici/operatori sanitari.
La variabilità regionale non descrive un chiaro gradiente geografico. Nelle Regioni del Sud la prevalenza di persone che riportano sintomi depressivi si è ridotta in modo costante dal 2008 al 2024, mentre nel Nord, dove si partiva da livelli analoghi a quelli registrati nel Sud la discesa si interrompe nel 2016 e il dato di prevalenza rimane stabile negli anni successivi; nel Centro, dove nel 2008 si registravano livelli più elevati del Paese, la riduzione è stata inizialmente veloce raggiungendo valori analoghi al resto d’Italia ma poi si arresta e il trend si inverte nel 2018 aumentando fino al 2024. Nel biennio 2023-2024 si stima che 9 ultra 65enni su 100 soffrono di sintomi depressivi e percepiscono compromesso il proprio benessere psicologico per una media di 17 giorni nel mese precedente l’intervista. sintomi depressivi sono più frequenti all’avanzare dell’età (raggiungono il 13 per cento dopo gli 85 anni), nella popolazione femminile (12 per cento vs 5 per cento negli uomini), tra le classi socialmente più svantaggiate per difficoltà economiche (25 per cento in chi riferisce molte difficoltà economiche vs 6 per cento di chi non ne riferisce) o per bassa istruzione (12 per cento fra coloro che hanno al più la licenza elementare vs 5 per cento fra i laureati), tra chi vive solo (11 per cento) e fra le persone con diagnosi di patologia cronica (17 per cento in chi riferisce due o più patologie croniche vs 5 per cento di chi non ne ha).
Una discreta quota di persone con sintomi depressivi (23 per cento) non chiede aiuto, chi lo fa si rivolge nel 26 per cento dei casi solo ai propri familiari/amici, nel 13 per cento solo o a un medico/operatore sanitario e nella maggior parte dei casi (37 per cento) a entrambi, medici e persone care. La prevalenza di sintomi depressivi descrive un trend in riduzione significativo dal 2016 al 2024, in tutte le classi di età, anche fra quelle a maggior prevalenza (dal 13.2 per cento al 7.3 per cento fra i 65-74enni, dal 18.3 per cento al 9.7 per cento fra i 75-84enni e persino fra gli over85 dal 22.3 per cento al 12.5 per cento). Il Centro per le scienze comportamentali e la salute mentale dell’Iss, con il supporto economico del Ministero della Salute, ha condotto un progetto di monitoraggio sull’organizzazione dei servizi di salute mentale in Italia nel periodo post-pandemico. Attraverso un’indagine condotta su 19 Dipartimenti di Salute Mentale (Dsm), sono stati confrontati i dati relativi al primo semestre del 2021 con quelli dello stesso periodo del 2023, per analizzare l’evoluzione del sistema.
Questi i risultati principali, mentre i dati completi sono appena stati pubblicati sugli Annali dell’Istituto superiore di sanità: il numero dei Centri di salute mentale (Csm) è rimasto stabile; i ricoveri nei reparti psichiatrici ospedalieri (Spdc) sono aumentati così come le consulenze psichiatriche nei pronto soccorso; i casi di gesti autolesivi intercettati nei pronto soccorso sono cresciuti indicando un bisogno crescente di interventi tempestivi e mirati; leggero calo del numero di psichiatri, assistenti sociali e terapisti della riabilitazione psichiatrica, ma leggero aumento degli psicologi e degli operatori sociali sanitari; i servizi erogati da remoto sono drasticamente diminuiti, con un ritorno prevalente alle prestazioni in presenza; in generale diminuiscono le visite psicologiche e psichiatriche sia da remoto che in presenza. “I dati mostrano una fotografia complessa ma utile per comprendere le sfide future” commenta il team dell’Iss, e in particolare, rispetto al 2020, si registra un aumento della domanda di assistenza ospedaliera. Nonostante alcuni cambiamenti nella composizione e tipologia del personale, permane in particolare la criticità rappresentata dalla dotazione complessiva di risorse umane che richiama alla necessità di un impegno per rafforzarne l’offerta più in linea con gli standard indicati, per far fronte e rispondere alle nuove (e vecchie) esigenze della popolazione con, o suscettibile di sviluppo di, disturbi mentali”.
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Chi rinvia sempre può avere malattie più serie della semplice pigrizia
Chi è propenso a rinviare, sistematicamente e non occasionalmente, è più esposto ad ansia, depressione e stress, dorme male e soffre maggiormente di solitudine. Lo afferma una ricerca condotta da esperti in salute dell’università di Stoccolma con particolare riferimento agli studenti.
La tendenza a rinviare è più diffusa tra i giovani che tra gli adulti, in percentuali rispettivamente pari al 70% e al 20% del totale e si manifesta come un fallimento del sistema di autoregolazione dell’individuo. Gli studiosi suddividono le persone afflitte da procrastinazione in tre categorie: intenzionali, consapevoli delle scelte che fanno, non intenzionali, meno consapevoli del proprio atteggiamento (semplicisticamente, li si potrebbe individuare come pigri), attivi e passivi, a seconda che ritengano o meno che rinviare ciò che dovrebbero fare sia non solo non dannoso ma anche utile e necessario.
L’autoregolazione, la gestione della propria agenda è una funzione svolta principalmente (ma con l’ausilio di altri parti del cervello) dalla corteccia prefrontrale. Come terapia per sfuggire alla tendenza a rinviare, viene suggerito di scorporare l’impegno da affrontare così da non vederlo come un monolite impervio e procedere step by step, traendo motivazione e spinta propulsiva dai singoli risultati conseguiti. Molto importante è anche inserire della pause rigenerative, dei momenti di svago tra i vari passi da compiere per portare a compimento l’impegno da affrontare.
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ALMA a Milano – Arte Libera Musei Aperti
Inaugurata a Milano Painting Academy, l’iniziativa ALMA- Arte Libera Musei Aperti che dal prossimo 21 marzo porterà l’arte nei luoghi dell’isolamento e del disagio, a cominciare dal Carcere di Opera, con l’esposizione di opere di Enrico Baj.
Lo scopo del progetto dell’Associazione Culturale ‘Corte Sconta’, realizzato con il contributo di Fondazione di Comunità Milano, è rendere accessibili le opere d’arte, dopo i limiti imposti dalla pandemia e da altre costrizioni, ma anche avvicinare all’interesse artistico individui esclusi da eventi pubblici per motivazioni sanitarie, fisico-psichiche o penali rendendoli partecipi dell’arte come via per la Libertà.
ALMA, da un lato vuole rivalutare luoghi costretti ai margini della vita sociale, dall’altro riportare alla vita pubblica importanti e significative opere, altrimenti riservate a pochi o dimenticate in depositi.
Riduzione delle disuguaglianze, parità di genere, accessibilità e sostenibilità sociale, sono le parole chiave che guidano il progetto per creare la consuetudine alla diffusione dell’arte e all’avvicinamento ai pubblici fragili.
La casa di reclusione di Opera, l’RSA Golgi Redaelli, l’Associazione Olinda ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, vedranno, nelle parole dei responsabili del progetto Maddalena d’Alfonso e Andrea Vento, “l’esposizione e la condivisione partecipata di opere d’arte provenienti da collezioni private, tutte espressione e veicolo di declinazione del concetto di LIBERTA’, così importante da recuperare e rivivere”.
L’iniziativa si concluderà in autunno, con la riunione di tutte le opere esposte alla Fabbrica del Vapore, presso la sede di Corte Sconta, per raccogliere i risultati del progetto.
Libertà e immaginazione, libertà e memoria, libertà e comunicazione, libertà e viaggio i temi espressi e affrontati. A seguito di ogni evento si terrà un Talk in presenza o digitale animato da personalità dell’arte, della cultura e dell’iniziativa sociale. Ogni opera verrà digitalizzata e monitorata con le più avanzate tecniche oggi a disposizione.
Il Progetto gode del patrocinio di ICAMT International Committee for Architecture and Museum Techniques -ICOM International Council of Museum.
L’avvio dell’iniziativa è avvenuto con un primo evento presso Milano Painting Accademy, dove si è parlato di “Libertà e corpo umano”, attraverso l’emozionante arte di Patrizia Comand.
“C’è un nesso profondo tra Libertà e Corpo umano, inteso quest’ultimo come spazio, relazioni. – afferma Gianni Maimeri, Presidente di Fondazione Maimeri patrocinante Milano Painting Academy – È in effetti proprio l’arte a interpretare il collegamento, essendo espressione di un gesto fisico, ma originata dal bisogno interiore di esprimere, trasmettere. Fondazione Maimeri interviene nella promozione dell’arte e della cultura
attraverso iniziative a impatto sociale. ALMA sposa nel suo spirito le aree di intervento della Fondazione, dando visibilità all’arte e a luoghi di disagio o con delle complessità“.
“Colori, forme e spazi escono dal corpo fisico per liberarsi. Partendo da una realtà se ne esplora un’altra in una sorta di lotta per la libertà. Si superano i limiti per conoscere e vivere altro”, così Patrizia Comand parla di “La Scalata” l’opera esposta al pubblico presso Milano Painting Academy, nell’appuntamento inaugurale.
“Rappresenta una scalata alla luna, che è essenzialmente il simbolo di qualcosa che si vuole raggiungere: un’idea, un sogno, un’ideale, qualcosa che ci porti in una dimensione “altra”. In basso c’è la lotta per potersi arrampicare ed è per questo che c’è una variazione di colori dal basso verso l’alto: alla base dove, appunto, c’è lo scontro i colori sono forti, contrastanti, “terrestri” nel senso che sono ancora legati alla realtà, poi, via via che si staccano dalla terra si attenuano e pian piano prendono i colori delle luna, cioè del sogno cui si arriverà e con cui ci si fonderà”.
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Il covid ci ha resi più fragili: oltre 100mila richieste di aiuto in un anno a Telefono Amico
A due anni dall’inizio della pandemia, la situazione psicologica ed emotiva degli italiani è ancora critica. Lo dimostrano i dati dell’organizzazione di volontariato Telefono Amico Italia, che nel 2021 ha superato la soglia delle 100mila richieste d’aiuto ricevute. L’aumento rispetto alla situazione pre-pandemia è drammatico – le richieste d’aiuto sono cresciute dell’85% – e la situazione è in progressivo peggioramento. Rispetto al 2020 e alla fase più acuta della pandemia, infatti, le persone che si rivolgono a Telefono Amico Italia continuano ad aumentare: nel 2021 le richieste d’aiuto sono cresciute del 13% rispetto all’anno precedente.
«L’impatto della pandemia sulla sfera psicologica delle persone è stato notevolissimo ed è proprio adesso che si iniziano a vedere con chiarezza i danni della situazione vissuta in questi due anni», spiega Maurizio Pompili, Professore Ordinario di Psichiatria presso Sapienza Università di Roma e Direttore della UOC di Psichiatria presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma. «Se da un lato la società sta ripartendo e si comincia a intravedere il ritorno alla normalità, dall’altro iniziano a essere evidenti le ferite lasciate dalla pandemia sulle persone più colpite emotivamente». «Ciò che più ha messo in difficoltà – sottolinea lo psichiatra – sono state l’insicurezza per il futuro, la sensazione di disperazione e, per i più giovani, la maturazione affettiva mancata per l’assenza del confronto con i pari. Tutti coloro che hanno avuto una resilienza tale da riprendere le attività si rialzeranno, ma coloro che sono stati più danneggiati e che non hanno avuto la possibilità di avere un compenso dal punto di vista psicopatologico resteranno indietro. Negli anni che verranno dovremo stare ancora più attenti, monitorare la situazione e assistere soprattutto le persone più fragili».
Telefono Amico Italia è da oltre 50 anni al fianco delle persone che hanno bisogno di sostegno, supportandole attraverso tre modalità di ascolto anonimo: il servizio telefonico, che risponde al numero unico nazionale 02 2327 2327, attivo 365 giorni all’anno dalle 10 alle 24; Mail@mica, alla quale è possibile accedere attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it; WhatsApp Amico, raggiungibile via chat al 324 011 72 52 tutti i giorni dalle 18 alle 21.
Proprio quest’ultimo è il servizio che ha riscontrato l’aumento più considerevole di utenti rispetto al 2020: le richieste d’aiuto ricevute dai volontari sono aumentate del 56%, passando dalle oltre 6mila a quasi 10mila. WhatsApp Amico è il servizio di ascolto più utilizzato dai giovani: il 27,8% degli utenti ha tra i 19 e 25 anni, il 22,8% tra i 26 e i 35 e il 19,2% ha tra i 15 e i 18 anni. Gli utenti sono, inoltre, per il 66% donne.
Il servizio telefonico è, invece, quello che ha riscontrato un maggior incremento di nuovi utenti – persone che in passato non avevano mai chiesto aiuto a Telefono Amico Italia – rispetto al primo anno di pandemia: nel 2021 sono stati oltre 46.500, il 35% in più rispetto allo scorso anno, e sono cresciuti addirittura del 160% rispetto al pre-pandemia. Gli utenti che si rivolgono al numero unico nazionale di Telefono Amico Italia, al contrario di WhatsApp Amico, sono prevalentemente uomini (55%) e l’età media degli utenti è più alta rispetto a chi utilizza la chat. Il 24,91% di chi chiama ha tra i 46 e i 55 anni, a seguire le fasce di età più rappresentate sono quella tra i 56 e i 65 anni (21,8%) e tra i 36 e i 45 (21,53%).
Le difficoltà di chi si mette in contatto con Telefono Amico Italia sono, invece, analoghe tra i diversi servizi di ascolto dell’organizzazione. Il 58%, sia di chi chiama sia di chi scrive su WhatsApp o Mail@mica, segnala problematiche legate all’area del sé, come bisogno di compagnia, tematiche esistenziali, solitudine; un’altra parte di utenza (il 23% di chi telefona, il 32% di chi utilizza WhatsApp e il 21% di chi scrive utilizzando la mail) si trova ad affrontare difficoltà relazionali con famigliari, amici, partner; altri utenti ancora (il 7% per telefono e WhatsApp e l’11% per il servizio di ascolto via email) si trovano a vivere una situazione di emarginazione.
Desta allarme anche l’aumento delle telefonate ricevute da Telefono Amico Italia con segnalazioni di malattia psichica, che sono cresciute del 29% rispetto allo scorso anno. «L’impatto della pandemia su coloro che erano già alle prese con problematiche psicopatologiche è un tema che ha preoccupato fin dall’inizio – prosegue il Professor Pompili – Le conseguenze sono state importanti soprattutto per le “situazioni sotto soglia”, che non avevano ancora una condizione conclamata; nei casi in cui c’era già una presa in carico è stato possibile continuare a seguire i pazienti. Per coloro che, invece, avevano vulnerabilità più nascoste l’effetto della pandemia ha facilitato l’insorgenza di condizioni più serie».
«Con la pandemia ci siamo resi tutti conto dell’importanza del benessere psicologico – commenta Monica Petra, presidente di Telefono Amico Italia – di quanto condizioni la nostra qualità di vita e quanto sia pericoloso perderlo. È dal 1967 che Telefono Amico Italia si impegna per stare accanto alle persone più fragili e a tutti coloro che si trovano a vivere un momento particolarmente duro. Proprio come quello che ha colpito tutti da marzo 2020. In questo lungo periodo di emergenza ci siamo impegnati molto per rispondere ai bisogni delle tante persone che ci contattavano, abbiamo messo a servizio di tutti, come sempre, la nostra esperienza e competenza. Adesso è necessario che anche le Istituzioni si impegnino su questo fronte: iniziamo a vedere alcuni tentativi coraggiosi che vanno in questa direzione e sicuramente possiamo considerarli un buon punto di partenza, occorre ora costruire una rete organica di interventi che possano garantire a tutti un sostegno psicologico di base».
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In Venezuela è sempre più crisi umanitaria
La scorsa settimana, su queste colonne, abbiamo affrontato il dramma dei caminates del Venezuela, oggi ci tocca fornire qualche altro dato che giunge da quel Paese, e non attraverso organi di stampa canonici ma da notizie divulgate da associazioni di volontariato che operano da tempo nelle aree più economicamente depresse del Sud America. E così, mentre i giornali e le Tv del mondo si sono dedicate, e si dedicano, alle proteste di piazza in Cile, senza rivelare alla fine qual sia il reale stato di disagio economico e sociale che pervade le campagne e i piccoli centri, ben lontani dalla capitale Santiago in cui si sono riversate tutte le attenzioni, sul Venezuela, se non in presenza di atti eclatanti, è calato il sipario o lo si socchiude di tanto in tanto. Eppure la situazione è tragica perché la povertà, la situazione economica sempre più drammatica, la mancanza di cibo e di beni primari hanno fatto raggiungere altissimi livelli di insicurezza alimentare.Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), inoltre, i casi di malaria confermati sono costantemente aumentati negli ultimi anni, da meno di 36.000 nel 2009 a oltre 414.000 nel 2017. Dal 2016 sono stati segnalati più di 2.500 casi sospetti di difterite mentre dal 2017 i casi di morbillo sono 9.300. Cos’altro aggiungere?
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Al via la terza edizione del Festival ‘Cervello&Cinema’
Sette film cult che raccontano la complessità della psiche umana al centro del Festival Cervello&Cinema che quest’anno punterà l’attenzione su alcuni comportamenti anomali, ma molto diffusi, che nei casi lievi consentono una vita apparentemente normale, ma che possono portare a grandi sofferenze. La terza edizione, dal titolo CURIOSAMENTE – Indizi di ordinaria follia, si svolgerà dal 23 al 29 settembre, per la prima volta presso ANTEO – Palazzo del Cinema di Milano, Sala Excelsior, in Via Milazzo, 9. L’evento è organizzato da BrainCircleItalia insieme a IRCCS Ospedale San Raffaele, in collaborazione con ELSC (il prestigioso centro di ricerca sul cervello della Hebrew University of Jerusalem) e ANTEO Palazzo del Cinema, grazie al supporto incondizionato di Roche. L’evento ha fin dalla prima edizione il Patrocinio del Comune di Milano. I sette film – Hugo Cabret, Ragazze interrotte, Qualcosa è cambiato, Il giocatore, The Hours, L’onda, Corpo e anima – raccontano diverse tipologie di malessere e patologie, dal bullismo all’autismo alla dipendenza da gioco al disturbo mentale, e saranno presentati da ricercatori ed esperti nel campo delle neuroscienze e della psicanalisi, secondo una formula che ha avuto grande successo nelle precedenti edizioni. L’obiettivo è quello di avvicinare alla ricerca scientifica un pubblico di “non addetti ai lavori” e di giovani, stimolando una riflessione sulle neuroscienze e sugli studi relativi alla mente umana (non è un caso che BrainCircleItalia si avvalga anche di una forte comunicazione sul web e sulle reti social). Si alterneranno come moderatori i due ideatori del progetto, Viviana Kasam e Giancarlo Comi, e il giornalista scientifico Armando Massarenti, de Il Sole 24 Ore.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Tutte le info e il programma dettagliato sul sito www.brainforum.it e sulla pagina Facebook di Brainforum. È possibile prenotarsi in anticipo sul sito www.brainforum.it.
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Fondazione Sacra Famiglia, oltre ai numeri del bilancio a vincere sono accoglienza, cura e innovazione a sostegno delle famiglie e del territorio
13.000 pazienti, con più di 3.000 persone assistite, tra servizi diurni e residenziali, e oltre 92.000 prestazioni ambulatoriali e domiciliari erogate. Questi i numeri del Bilancio 2017 della Fondazione Sacra Famiglia Onlus – fondata da Don Domenico Pogliani nel 1896, a Cesano Boscone – che con 23 sedi tra Lombardia, Piemonte e Liguria si conferma una delle realtà di eccellenza nel campo socio-sanitario. In linea con i valori che caratterizzano la Fondazione sono numerose le prestazioni e i servizi forniti che garantiscono un concreto supporto a famiglie nel cui nucleo sono presenti persone con disagio.
Fondazione dispone infatti di oltre 2.000 posti letto, in strutture residenziali e diurne, e impiega quasi 2.000 collaboratori tra medici, operatori socio assistenziali, terapisti, infermieri, educatori, assistenti sociali, psicologi, oltre al personale direttivo, amministrativo e tecnico che svolge attività di supporto. I volontari che quotidianamente offrono il loro aiuto sono oltre 1.250. Il Piano di Sviluppo 2013-2018 si è prefissato obiettivi precisi che stando ai numeri – 122 progetti, di cui oltre 80 direttamente riconducibili alle previsioni del Piano – hanno garantito servizi all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione. Tra questi il Counseling territoriale per l’autismo che nel 2017 ha coinvolto ben 406 persone, rispetto alle 253 dell’anno precedente. Il servizio ha aiutato soprattutto minori (il 90%), in età compresa tra i 2 e i 18 anni, e ha dato importanti benefici sociali ed economici per le famiglie e la comunità. Infatti, l’89% degli utenti ha incrementato le proprie competenze nelle aree cognitive, nell’area dell’autoaccudimento, nell’area della comunicazione e nell’area della socializzazione. Favorevole anche la valutazione delle famiglie: il 92% ritiene che il percorso intrapreso abbia giovato al benessere del figlio e il 77% afferma che il percorso stesso ha avuto benefici anche sulla famiglia.
Nel 2017 inoltre è stata aperta la nuova RSA a Roncaglia di Civo (Sondrio) che accoglie anziani, residenti in Valtellina, con patologie fisiche, psichiche, sensoriali, perfetto esempio di integrazione territoriale, evidenziata anche dall’uso delle energie rinnovabili sia per la progettazione che per la costruzione, dalla scelta di fornitori locali e dall’utilizzo, per quanto possibile, di alimenti a km zero.
Molto importante la valutazione dell’impatto sociale. Lo SROI 2017 (Social Return on Investment) ha dimostrato come il Counseling territoriale per l’autismo abbia rilevato che il valore generato è molto positivo, pari a 3,09 euro. Ciò significa che per ogni euro “immesso” nel progetto, il servizio ha generato ritorni sociali di oltre 3 euro.
L’impatto economico e sociale determinato da Fondazione è calcolato anche da un altro moltiplicatore del valore che mostra il rapporto tra il valore distribuito alla collettività in termini di salari del personale, di redditi distribuiti ai fornitori e dei costi potenziali evitati dalle famiglie a seguito dell’accoglienza dei propri cari nei servizi residenziali e diurni di Sacra Famiglia, rapportato al valore dei ricavi da prestazioni per questi stessi servizi.
Soddisfazione è stata espressa da Don Marco Bove, presidente di Fondazione Sacra Famiglia Onlus, che ha sottolineato quanto questa realtà sia stata di forte impatto tra le comunità in cui opera, tanto che sono in programma numerose altre iniziative e progetti futuri realizzabili anche grazie alle significative sinergie che fino ad oggi hanno permesso alla Fondazione di raggiungere i suo eccellenti risultati.