frode

  • La Commissione presenta un nuovo strumento di IA per combattere gli allarmi agroalimentari e le frodi alimentari

    La Commissione europea ha presentato una nuova piattaforma basata sull’intelligenza artificiale (IA), TraceMap, progettata per accelerare l’individuazione di frodi alimentari, alimenti contaminati e focolai di malattie di origine alimentare in tutta l’UE. In linea con gli elevati standard di sicurezza dell’UE per gli alimenti e i prodotti importati, questo nuovo strumento contribuirà a rafforzare la tutela dei consumatori e ad aiutare le autorità nazionali a lavorare in modo più efficace, innovando il modo in cui vengono valutati, individuati e affrontati i rischi per la sicurezza alimentare e le attività fraudolente. Grazie all’IA, TraceMap migliorerà le valutazioni dei rischi per la sicurezza alimentare facilitando l’accesso e l’analisi dei dati critici, individuando rapidamente i collegamenti tra operatori e spedizioni e monitorando l’intera filiera agroalimentare una volta identificato un rischio, consentendo ritiri più rapidi dei prodotti non sicuri o fraudolenti.

    TraceMap è accessibile alle autorità nazionali di tutti gli Stati membri, permettendo loro di orientare meglio i controlli e condurre indagini più approfondite senza richiedere risorse aggiuntive. La piattaforma utilizzerà i numerosi dati disponibili nei sistemi agroalimentari esistenti dell’UE per monitorare rapidamente i modelli commerciali e i flussi di produzione. Migliorerà inoltre l’accuratezza delle attività di screening, accelererà l’individuazione degli operatori sospetti e aiuterà gli investigatori a rilevare più rapidamente frodi alimentari e focolai di origine alimentare, consentendo di ritirare dal mercato i prodotti non conformi. TraceMap permetterà agli Stati membri di colmare eventuali lacune, affrontare le vulnerabilità e rafforzare le misure antifrode nel settore agroalimentare. Contribuirà inoltre a migliorare il controllo delle merci importate, in linea con le misure rafforzate previste nella visione per l’agricoltura e l’alimentazione.

  • Oltre metà degli italiani rischia seriamente di cascare in una truffa online

    Il fenomeno delle frodi digitali è ormai in crescita da molti anni su scala globale. Infatti, il 2025 ha visto un salto di quantità e di qualità delle tipologie di truffe ai danni delle famiglie e delle imprese che, anche grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale – come deepfake vocali e chatbot ingannevoli – diventano sempre più iperrealistiche e difficili da rilevare. Questi reati rappresentano ormai una minaccia capace di erodere la fiducia nel settore dei servizi finanziari, poiché i truffatori sfruttano la vulnerabilità del consumatore attraverso azioni sempre più complesse – come il phishing, il vishing e il social engineering – colpendo le persone con tecniche sempre più evolute.

    Per comprendere meglio il rischio di esposizione delle persone a questi fenomeni criminali, CRIF, SDA Bocconi e Assofin hanno intrapreso uno studio sviluppato attorno all’Indicatore di Protezione dalle Frodi (IPF), uno strumento che aiuta a misurare quanto i consumatori siano preparati e “resilienti” di fronte ai tentativi di truffa online.  I risultati della ricerca, presentati in occasione dell’evento Tomorrow Speaks 2025 di CRIF, hanno evidenziato come oltre un quarto degli intervistati (27%) abbia dichiarato di aver già subito frodi digitali, come ad esempio il furto di dati, credenziali bancarie, segno evidente di una diffusa esposizione al rischio.

    Parallelamente, il 54% del campione ha presentato una protezione parziale o fragile, insufficiente a garantire una difesa adeguata. In altri termini, oltre la metà degli utenti si trova attualmente in condizioni di rischio con lacune specifiche in alcuni comportamenti che lasciano ampie vulnerabilità sfruttabili da minacce sofisticate, generate sempre più spesso dall’utilizzo fraudolento dell’intelligenza artificiale (es. social engineering o frodi AI-driven).

    Più della metà delle persone, quindi, si trova in una condizione di potenziale rischio, ma che può essere migliorata. Infatti, chi ha subito un primo tentativo di frode tende a rientrare più spesso nella fascia intermedia di rischio, mentre i livelli più alti di resilienza si osservano tra chi ha un’istruzione più elevata o un reddito maggiore.

    Da quest’ultimo dato si evince come la resilienza antifrode è il risultato dell’incontro tra tecnologia, conoscenza e responsabilità personale: dove le persone più consapevoli, cioè quelle che imparano a riconoscere i segnali di rischio e a gestire con prudenza i propri strumenti digitali, sono anche quelle più difficili da colpire.

    Più le persone sono consapevoli e formate sul piano finanziario, più adottano comportamenti cauti e responsabili, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche psicologico e con attenzione ai presidi normativi. L’educazione finanziaria si comporta da vero “moltiplicatore di protezione” e risulta quindi un motore trasversale della resilienza antifrode.

    Gli istituti finanziari e di credito sono quindi chiamati a potenziare la capacità di difesa preventiva del sistema combinando soluzioni tecnologiche avanzate e sviluppo delle competenze umane. Infatti, se da un lato occorre investire in strumenti di analisi avanzata (Intelligenza Artificiale per rilevare anomalie, monitoraggio real-time delle transazioni, presidi biometrici e soluzioni di analisi comportamentale) capaci di identificare tempestivamente tentativi di frode sofisticati, dall’altro rimane fondamentale innalzare il livello di educazione finanziaria e digitale degli utenti attraverso programmi formativi diffusi, campagne informative e simulazioni di attacco che possono rendere i consumatori più consapevoli e preparati di fronte alle minacce.

    La posta in gioco è molto elevata, poiché è fondamentale proteggere utenti, imprese e operatori dai costi finanziari e reputazionali delle frodi, rafforzando al contempo la resilienza complessiva del sistema finanziario digitale in un momento storico in cui l’innovazione tecnologica procede a grandi passi ma anche nuove tecniche fraudolente vengono sviluppate in modo continuo.

  • Bankitalia registra frodi digitali entro limiti non troppo allarmanti nella seconda metà del 2024

    I casi di frode nei pagamenti digitali al dettaglio effettuati in Italia hanno un’incidenza limitata rispetto al totale delle transazioni. È quanto emerge dal Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia nel secondo semestre 2024, pubblicato dalla Banca d’Italia.

    Le relative perdite per gli utenti sono in gran parte attenuate dai meccanismi di tutela previsti dalla normativa di settore. Tuttavia, anche se i volumi sono contenuti, le frodi – sottolinea il rapporto – rimangono un fenomeno insidioso, pertanto, la prevenzione e la riduzione dei rischi di frode nei pagamenti digitali sono cruciali per l’integrità del sistema dei pagamenti al dettaglio. In particolare, il tasso di frode – cioè l’incidenza del valore delle transazioni fraudolente sul valore totale delle operazioni di pagamento – è dello 0,002% per i bonifici nel loro complesso, dello 0,017% per le operazioni con carte e dello 0,021% per quelle con moneta elettronica.

    Tra i bonifici, quelli istantanei continuano a mostrare tassi di frode superiori (0,057%) rispetto ai bonifici ordinari (0,0015%). I tassi di frode sono superiori per le operazioni transfrontaliere rispetto a quelle domestiche. Le operazioni a distanza sono più esposte ai casi di frode, rispetto ai pagamenti al punto vendita fisico (Pos); il divario si è ridotto nel 2024 per la flessione delle frodi negli acquisti online.

    Le transazioni con autenticazione forte del cliente (Sca – Strong customer authentication) e con presidi alternativi previsti dalla normativa (cd. esenzioni Sca) mostrano livelli di rischio contenuti. La frode cd. “da manipolazione del pagatore” è diffusa soprattutto nei bonifici ma è in crescita anche nelle operazioni con carta. È molto insidiosa perché sfrutta informazioni sul cliente raccolte con tecniche di ingegneria sociale e lo induce a disporre volontariamente un pagamento verso un beneficiario fraudolento.

    Questo tipo di frode non consente l’attivazione automatica dei meccanismi di rimborso previsti dalla normativa, rendendo più difficile per l’utente il recupero delle somme. Grazie ai presidi di sicurezza rafforzati (Sca), le frodi attuate a seguito di smarrimento, contraffazione, furto della carta e dei dati associati, sono diminuiti del 7% su base annua. Nel secondo semestre del 2024, la quota di perdite da frode a carico dell’utente è del 71% per i bonifici e del 68% per i prelievi da Atm.

    Per le carte di pagamento e la moneta elettronica, invece, risulta più elevato l’onere a carico del prestatore di servizi di pagamento e di altri intermediari finanziari (rispettivamente 60 per cento e 58 per cento). Dal 9 ottobre 2025, diventerà obbligatorio per i prestatori di servizi di pagamento effettuare la verifica in tempo reale sull’Iban e sui dati del beneficiario del bonifico (istantaneo e tradizionale), che dovranno segnalare eventuali discrepanze prima dell’autorizzazione del pagamento.

  • La Commissione propone di firmare e ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità informatica

    La Commissione europea ha proposto di firmare e ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità informatica. La convenzione riguarda sia il diritto penale sostanziale sia la cooperazione giudiziaria. Per la prima volta, uno strumento globale configurerà come reato i comportamenti connessi al materiale pedopornografico, l’adescamento di minori a fini sessuali e la diffusione non consensuale di immagini intime. La convenzione comprende anche misure di cooperazione internazionale, tra cui l’estradizione dei sospetti e lo scambio di prove elettroniche. Ciò rafforzerà la capacità dell’UE di combattere i reati in aumento, come le frodi online e gli attacchi ransomware, in cui criminali spesso in paesi terzi lontani prendono di mira persone e imprese dell’UE. Ai sensi della convenzione, la cooperazione si fonda sul rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, compresi i diritti alla protezione dei dati e della vita privata.

    Spetta ora al Consiglio adottare le decisioni che autorizzano la Commissione, a nome dell’UE, a firmare e, con l’approvazione del Parlamento europeo, a concludere la convenzione. Gli Stati membri dovranno inoltre firmare e ratificare la convenzione, conformemente alle rispettive procedure nazionali.

  • Sequestro di oltre 20 milioni a Piacenza per frodi sui carburanti

    I finanzieri del comando provinciale di Piacenza, su input dei distaccamenti di Bologna e Napoli della Procura Europea hanno sequestrato soldi, immobili di pregio, terreni, auto di lusso e uno stabilimento balneare per un valore di oltre 20 milioni di euro a un piacentino, accusato dei reati di associazione a delinquere, frode all’Iva e riciclaggio, connessi alla commercializzazione illecita di prodotti energetici e petroliferi nel territorio nazionale. Oltre a uno stabilimento balneare in Liguria, il sequestrato ha riguardato 6 immobili di pregio in provincia di Piacenza, 66 tra fabbricati, capannoni e pertinenze e 77 terreni, nel Piacentino, in provincia di Milano, Brindisi, Novara, Cuneo, Alessandria e a Chiavari, 8 società, con sede rispettivamente a Piacenza e Milano, relative quote societarie, 9 auto, di cui ben 6 di lusso (una Ferrari 488, una Porsche 911 Carrera 4, due Porsche Macan, un’Audi RSQ8, un’Audi Q3), 3 moto, conti correnti e liquidità.

    L’operazione rientra in un più vasto intervento avviato nel marzo del 2024 per smantellare un sodalizio criminale, composto da 59 soggetti e 13 imprese, avente ramificazioni in Italia e all’estero, dedito alla commercializzazione illecita nel territorio nazionale di prodotti energetici di provenienza straniera, in completa evasione di accisa e Iva.

    Il blitz a Piacenza ha consentito di segnalare sette soggetti ritenuti responsabili per plurimi episodi di intestazione fraudolenta di valori oltre che per riciclaggio e di ricostruire il rilevante patrimonio mobiliare e immobiliare, distribuito prevalentemente nella provincia piacentina oltre che in Lombardia, Liguria, Piemonte e Puglia, detenuto, direttamente o indirettamente, dal principale soggetto indagato, anche attraverso la schermatura e l’interposizione fittizia dei familiari e di persone di fiducia.

  • Le indagini dell’OLAF rivelano frodi e irregolarità per oltre 600 milioni di euro

    Nel 2022 l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha protetto oltre 600 milioni di euro che appartengono ai contribuenti europei, raccomandando il recupero di più di 426 milioni da frodi e irregolarità e salvaguardando ulteriori 200 milioni. L’OLAF ha inoltre fermato una serie di meccanismi di contrabbando, contraffazione e frode doganale, ha contribuito a mettere in atto le misure di difesa commerciale dell’UE ed ha continuato a elaborare e adattare politiche di prevenzione e contrasto delle frodi. Come ogni anno, l’OLAF ha indagato su sospetti inadempimenti degli obblighi professionali da parte del personale e dei membri delle istituzioni europee. In totale, l’OLAF ha concluso oltre 250 casi lo scorso anno.

    La relazione 2022 dell’OLAF, da poco pubblicata, illustra le principali tendenze e operazioni dell’anno scorso: dalla lotta contro la contraffazione e il contrabbando alla tutela dei fondi europei, compreso il dispositivo per la ripresa e la resilienza, fino ai meccanismi di prevenzione delle frodi per proteggere l’assistenza finanziaria dell’UE all’Ucraina. Per la prima volta la relazione viene presentata in un formato virtuale interattivo.

    Nel 2022 l’’OLAF ha concluso 256 indagini, emettendo 275 raccomandazioni alle autorità competenti nazionali ed europee; ha raccomandato il recupero di 426,8 milioni di euro a favore del bilancio dell’UE e ha evitato la spesa indebita di 197,9 milioni di euro; ha avviato 192 nuove indagini a seguito di 1017 analisi preliminari effettuate dai suoi esperti, ha segnalato alla Procura europea (EPPO) 71 casi di possibili reati, di cui 16 per conto della Commissione europea.

    Come negli anni scorsi, le indagini dell’OLAF sulla spesa dei fondi europei hanno riguardato accuse di collusione, manipolazione delle procedure di appalto, conflitti d’interesse e fatture gonfiate. Un lieve aumento delle frodi commesse in ambito digitale ha confermato la tendenza in questo senso osservata dall’OLAF negli ultimi anni. Nel 2022 l’OLAF ha istituito un gruppo di esperti che si concentra sugli strumenti informatici antifrode per il dispositivo dell’UE per la ripresa e la resilienza, e ha iniziato a indagare su casi di possibili abusi dei finanziamenti del dispositivo.

    La lotta alla contraffazione e al contrabbando continua a essere un aspetto centrale delle operazioni dell’OLAF. Nel 2022 l’OLAF ha co-organizzato o sostenuto diverse operazioni doganali internazionali e altre attività operative che hanno contribuito al sequestro di milioni di articoli contraffatti e pericolosi prima che potessero raggiungere i consumatori. Tra gli esempi: medicinali falsi, giocattoli contraffatti e potenzialmente pericolosi, 531 milioni di sigarette e 14,7 milioni di litri di vino, birra e alcolici illeciti.

    Il 2022 è stato segnato dall’invasione russa dell’Ucraina. L’OLAF collabora da lungo tempo con le autorità ucraine sia sul fronte della spesa del bilancio dell’UE (protezione dei fondi europei) che su quello delle entrate (cooperazione doganale). Dall’inizio della guerra l’OLAF offre assistenza alle agenzie antifrode ucraine al fine di contribuire a rafforzare e migliorare le strutture del paese per combattere le frodi e la corruzione e di proteggere i finanziamenti attuali e futuri dell’UE. L’OLAF ha inoltre svolto un importante ruolo nel contrastare l’elusione delle sanzioni imposte dall’UE alla Russia e alla Bielorussia a seguito dell’invasione dell’Ucraina, come spiega la relazione 2022.

    Anche un solo caso di comportamento irregolare o fraudolento da parte del personale o dei membri delle istituzioni europee sarebbe già un caso di troppo. I cittadini europei si aspettano a pieno diritto i più elevati standard di condotta da parte delle istituzioni, dei loro membri e del loro personale. Lo scorso anno l’OLAF ha chiuso 38 indagini su comportamenti fraudolenti o irregolari da parte di personale o membri delle istituzioni dell’UE. Questi casi assicurano che il denaro dei contribuenti europei venga speso correttamente e, garantendo i più elevati standard di condotta, contribuiscono a difendere la reputazione dell’UE nel suo insieme.

  • Followers creduloni, la Sec americana indaga sette influcencer per sospetta frode

    I procuratori federali e la Securities and Exchange Commission (Sec) hanno accusato sette influencer dei social media di aver utilizzato Twitter e Discord per commettere una frode finanziaria che ha fruttato loro oltre 100 milioni di dollari di guadagni illeciti. Le autorità hanno sporto ieri denunce civili e penali separate e accusano anche un altro influencer di aver favorito lo schema.

    I sette accusati di frode finanziaria hanno utilizzato le piattaforme di social media per manipolare i titoli negoziati in borsa in uno schema che risale almeno al gennaio 2020, secondo la Sec. Attraverso account Twitter molto seguiti e chatroom di trading azionario su Discord, gli imputati si sarebbero “promossi come trader di successo”, secondo un comunicato stampa della Sec, e avrebbero incoraggiato i follower ad acquistare titoli che anche loro avevano acquistato.

    Ma non hanno rivelato ai loro follower, mentre promuovevano quei titoli, che avrebbero pianificato di vendere successivamente le azioni una volta che i prezzi o i volumi di trading fossero aumentati, secondo la denuncia. Gli influencer avrebbero così ottenuto un profitto pompando i prezzi delle azioni e poi vendendole una volta salite, guadagnando circa 100 milioni di dollari in totale, secondo la Sec.

    Secondo la denuncia, questo mese ciascuno degli imputati aveva ben oltre 100.000 follower su Twitter. Uno di questi account, @PJ_Matlock, gestito da Perry Matlock, residente in Texas, che si definisce ceodi Atlas Trading, non esiste più da mercoledì.

    Daniel Knight (@DipDeity) è stato accusato di aver favorito il presunto schema, in parte co-conducendo un podcast dove promuoveva alcuni dei principali imputati come trader esperti. La Sec sostiene che anche Knight ha operato con gli altri imputati e ha tratto profitto dallo schema. La biografia di Knight dice: “Non comprate/vendete mai dai miei tweet”.

    I sette devono anche affrontare accuse penali da parte della Sezione Frodi del Dipartimento di Giustizia e dell’Ufficio del Procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Sud del Texas.

  • Caro benzina: la Guardia di Finanza scopre frodi in un distributore su due

    Nelle ultime settimane si è assistito ad una impennata dei prezzi della benzina. Frutto, come rilevato da frodi scoperte dalla Guardia di Finanza, del difficile scenario attuale ma anche di pratiche speculative adottate dai distributori di benzina. Dalle indagini risulta infatti che vi è stato un palese mancato rispetto dell’obbligo di ogni gestore di comunicare i prezzi dei carburanti praticati al ministero dello Sviluppo Economico. Tra gli obblighi disattesi dai gestori c’è spesso anche quello della corretta esposizione dei prezzi al pubblico. Nei primi cinque mesi dell’anno dai 1.320 interventi della GDF sono emerse 690 violazioni. In pratica poco più di un illecito ogni due verifiche (52,3%). E questo è solo il primo bilancio del piano di azione straordinario che il Governo ha messo in campo nei primi mesi dell’anno per fronteggiare il caro benzina. Nel mirino soprattutto le manovre speculative a danno dei consumatori, ma anche le frodi fiscali nel settore dei prodotti energetici che creano un dumping rispetto agli operatori onesti.

    Secondo le indagini della Guardia di Finanza  la quantità di prodotti energetici oggetto di frode ha superato le 177.000 tonnellate, con oltre 630 tonnellate di carburanti sequestrati. Effettuando poi 850 controlli fiscali, i finanzieri hanno scoperto un’evasione delle imposte per un totale di 230 milioni di euro. Ben 1.500 soggetti tra società ed entità giuridiche sospette messe sotto analisi negli ultimi 18 mesi.

  • La lotta contro le frodi e la corruzione ai danni del budget europeo nel nuovo episodio di UÈ! che Podcast

    È possibile ascoltare il nuovo episodio di UÈ! che Podcast per scoprire come l’Unione europea lavora ai casi di frode e corruzione ai danni del budget europeo, insieme a Rita Di Prospero, Capo unità di intelligence e analisi operativa di OLAF, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode.

    L’OLAF si muove a livello transnazionale per assicurarsi che i soldi dell’Ue, erogati sotto forma di fondi, non siano utilizzati illegalmente. Dagli scambi di merci tra stati alle indagini interne, le segnalazioni di casi sospetti possono essere effettuate dagli uffici che si occupano della gestione dei fondi europei, dagli operatori economici ma anche dai cittadini stessi. Si tratta quindi di uno strumento di controllo e verifica che lavora a stretto contatto con le autorità nazionali per portare a termine indagini molto importanti: lo dimostrano le ricerche sui recenti casi di frode legati all’arrivo di dispositivi di protezione individuale durante la pandemia Covid-19, che hanno portato al sequestro di oltre 44 milioni di articoli. E poiché frode e criminalità non conoscono confini, vengono messe in atto anche operazioni congiunte con paesi terzi per indagare su traffici mondiali di prodotti specifici quali, ad esempio, pesticidi contraffatti.

    Un impegno che si coordinerà al lavoro della nuova Procura Europea (EPPO), organo indipendente dell’Unione, di cui fanno parte 22 paesi membri, diventato operativo dal 1 giugno 2021 per svolgere indagini e azioni penali a protezione del budget europeo contro attività illegali.

    Ascoltando il podcast si saprà come l’Unione europea agisce nella lotta alle frodi e alla corruzione al budget europeo.

    Fonte: Commissione europea

  • Il Consiglio dell’UE nomina 22 procuratori dell’EPPO

    Il Consiglio dell’UE ha nominato i pubblici ministeri della Procura europea (EPPO) che lavoreranno insieme sotto la guida della nuova responsabile, Laura Codruta Kovesi, entrato in carica in autunno. Nel momento del suo insediamento aveva immediatamente sottolineato che all’EPPO mancava il personale e che tale carenza avrebbe gravemente ostacolato il lavoro della procura.

    La decisione è arrivata con ritardo a causa degli ostacoli che Malta stava affrontando nella nomina di un procuratore europeo poiché aveva un numero limitato di candidati ammissibili. I pubblici ministeri dell’UE avranno una durata non rinnovabile di sei anni, con la possibilità di una proroga di tre anni.

    Nel suo incarico, Kovesi, ex capo dell’unità anticorruzione della Romania, indagherà sui crimini finanziari nell’UE, come la frode IVA transfrontaliera, il riciclaggio di denaro e la corruzione. L’EPPO è stato creato per indagare e perseguire le frodi contro il bilancio dell’UE, al di là dei confini nazionali e delle autorità nazionali, poiché gli organismi dell’UE già esistenti come Eurojust, Europol e l’ufficio antifrode dell’UE (OLAF) non dispongono dei poteri necessari per svolgere attività di indagini criminali e azioni penali.

    L’EPPO dovrebbe diventare operativo entro la fine dell’anno ed è incaricato di indagare, perseguire e assicurare alla giustizia i crimini contro gli interessi finanziari dell’UE.

    22 paesi stanno attualmente partecipando all’EPPO: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia e Spagna.

Pulsante per tornare all'inizio